Crotone Inter 0-2: per aspera ad astra

Quante volte lo abbiamo scritto? Tante e ormai lo sapete: le vicende dello sport somigliano troppo spesso a metafore della vita. E nella esistenza degli uomini sono rarissimi i percorsi netti, quelli in cui le asperità delle sofferenze rimangono intonse e inesplorate: per il resto, per quelle percentuali così vicine al 100 che non sono tali solo per la benevolenza del caso che riguarda quella infinitesima parte che sperimenta l’apparente felicità dei percorsi netti, la vita è un continuo saliscendi tra esaltazioni e normalità, che si legge anche “banalità”, e rovinose cadute che ci concedono anche il gusto amaro della sconfitta e della polvere.

E cosa c’è da vergognarsi se, talvolta, mentre sei lì che boccheggi senza fiato, a mordere la terra in una di quelle giornate di sole e umido in cui tutto costa almeno il doppio della fatica… ecco, cosa c’è da vergognarsi se in una giornata in cui più o meno tutto ti riesce storto, fosse anche il più semplice gesto, alla fine alzano il tuo braccio e, sì, scopri che comunque il vincitore sei tu anche se non te lo aspettavi e, dillo con la tutta la leggerezza di certa sincerità, non lo meritavi?

Niente, non c’è niente di cui vergognarsi.

Perché tutti i percorsi che portano alle grandi vette, alle grandi mete, ai traguardi più lontani, sono disseminate di giornate così così, fatte di fatica e di sudore, di malavoglia, cattivi pensieri e fatica.

All’Inter non è capitato altro che questo: una giornata in cui ha attraversato asprezze e alture, forse inattese, ma arcigne e caparbie che per superarle è necessario un surplus di forza, o di fortuna, o di entrambe le cose. Come in moltissime le altre situazioni della vita.

Chi è andato a Crotone con l’idea di essere troppo più forte e poterla scampare facilmente ha commesso un grave errore, e così i tifosi. Le premesse oggettive sono che il caldo ci ha messo del suo (giornata praticamente estiva, umidità salmastra) e che il campo era talmente infame che si resta a bocca aperta all’idea che in Serie A ci siano appezzamenti originariamente destinati alle patate e che invece vengono usati per giocarci su le partite della massima serie italiana (senza offesa per la Città di Crotone).

La premessa soggettiva è che la squadra avversaria ha fatto una partita maiuscola, enorme, di grande cuore, voglia e carattere, disposta benissimo in campo dal suo condottiero, quel Davide Nicola a cui andrebbe tributato un premio al realismo: 11 uomini dietro la linea della palla e tre linee talmente strette che in qualche caso sembrava di vedere un solo grumo di cuore e resistenza tra la trequarti e l’area di rigore, la cui distanza media è stata di appena 22 metri… chissà, forse si tratta persino di un record; poi tanta corsa, aiuti sistematici, unità di intenti e tanta, tantissima abnegazione, talmente tanta che non deve stupire vedere Nicola orgoglioso a fine partita nonostante la sconfitta.

Ecco, però qui arriva il tifoso nerazzurro più smaliziato, oppure quello un po’ più chic accompagnato dal “maicuntent” e dall’anti-Suningg che storce il naso e comincia a raccontarci che, perdio, siamo l’Inter e queste partite le si dovrebbe vincere in carrozza.

Dimenticando, però, che l’anno scorso l’Inter col Crotone ci aveva perso e malamente, così come aveva perso altre partite contro squadre all’apparenza abbordabili, termine che non tiene mai conto dell’altrui voglia e capacità, ma neanche dell’aspetto più bello dello sport: ovvero che chiunque può perdere o vincere contro chiunque. Perso e pareggiato l’anno scorso, e due anni fa come l’anno scorso, e così tre anni fa, e quattro e così via, fino anche alla stagione della perfezione tripeltista. Come dimenticare l’indicibile prestazione di Catania, con una sonorosissima e dolorosa sconfitta, seguita una settimana dopo dal pareggio sempre in terra siciliana contro il Palermo? Giornate di sopraffina bruttezza, tra l’altro, a incorniciare l’abbagliante e felice epifania del match di ritorno contro il Chelsea di Carlo Ancelotti con il lancio definitivo del nuovo modulo in quella che si autoproclamò, alla fine, la settimana decisiva della stagione, almeno dal punto di vista della mentalità.

Le squadre che vogliono vincere talvolta devono soffrire: nell’ottica di una crescita globale e della ricostruzione dell’identità perduta, partite come queste sono fondamentali, importantissime. Sono crescita anche loro, anzi, qualcuno con più sapienza di quanta ne abbia io toglierebbe questa particella, a meno che non sia un rafforzativo: sono importanti “anche troppo”, persino più importanti di partite vinte con i frizzi e i lazzi di un gioco più gradevole all’occhio dell’osservatore.

Per dire, nella stessa giornata, l’Atletico Madrid e il Barcellona superano gli avversari di appena un gol, i colchoneros contro l’ultima in classifica. Nella settimana precedente il Manchester United dal superbo cammino, zero gol subiti, pareggia contro lo Stoke e prende due gol.

Gli esempi sono tali e tanti che una eventuale enciclopedia che raccolga le sofferenze delle squadre più ambiziose sarebbe più impegnativa e corposa di un’altra destinata a raccontare le partite dominate e senza storia.

D’altra parte, non lo prescrive né il fantomatico dottore né regolamento di essere belli, quale che sia il valore e il significato che date all’essere belli: a calcio si vince se, almeno una volta in più dell’avversario, riesci a far rotolare un pallone al di là della linea di porta… non è neanche necessario che tocchi la rete (chiamatelo gol allora, non rete), che sia bello, che sia di piede, di testa o di qualche parte casuale del corpo. Fatela rotolare al di là della linea e qualcuno dirà che avete vinto, segnerà 3 punti sulla classifica e alla fine delle 38 corse su questa giostra annuale che è il campionato nessuno starà lì a fare la tara, e cioè se quella vittoria lì vale 4 punti perché più bella e quest’altra, così poco dignitosa e sciancata quel tanto da farla valere, che so, 2,5 o 1,8 e così, pesate una a una, a riscrivere tutta la classifica per rimettere ordine alla bellezza euritmica del calcio.

Niente di tutto questo. 3 punti, quarta vittoria consecutiva, 12 punti e, come dicevamo la settimana scorsa, tanto fieno in cascina che risulterà buono quando dovremo affrontare i rigori dell’inverno, che lui, sì, quel rigore sa spesso tirarlo benissimo.

Quello che, tutt’al, più deve diventare preghiera del tifoso interista è che partite come queste devono essere l’irregolarità all’interno di un cammino di crescita; cioè l’eccezione, che già sappiamo non potrà essere solitaria ma almeno eccezione da condividere con poche, pochissime domeniche su 38: non perché si voglia rinnegare quanto fin qui detto, ma perché ne va della salute e della sanità mentale del tifoso stesso.

Nessuno deve sottovalutare questa vittoria: “vincere aiuta a vincere”, ricordate? Vincere aiuta a vincere, e perdere aiuta a perdere, è stata la litania rimuginata su queste pagine quando, l’anno scorso, forse c’era chi aveva giocato troppe volte sottotono, volontariamente, pur di far fuori questo allenatore o quell’altro. E allora lasciateci vincere anche partite così, che non sarà bello uguale ma che alla fine peseranno come montagne sulla classifica finale e avranno lo stesso identico peso di partite vinte spumeggiando bellezza.

Il gioco, appunto, quella sostanza indefinibile dello sport che ci fa dire troppo spesso “bello” o “brutto”, come se il gusto fosse universale e come se esistessero delle regole anche qui. L’Inter contro il Crotone ha provato comunque a portare avanti il suo gioco, a mettere in campo la propria identità. È stato brutto da vedere? Ha fatto fatica? Ci sta anche che l’avversario e le condizioni oggettive descritte prima ti facciano faticare di più, talvolta molto di più. Ma questa vittoria ha qualcosa di diverso da quelle che otteneva Mancini un paio di anni fa, ma con più continuità di “brutto gioco”, quando era prima in classifica: questa squadra ha una sua logica interna, una sua identità, continua a essere sé stessa con convinzione.

Ecco perché quell’Inter non mi convinceva neanche da prima in classifica, con presuntuose ambizioni da prima in classifica, mentre questa riesce ad appagarmi di più, da prima in classifica ma con più moderate e realiste ambizioni di quarta, al massimo terza… e tutto ciò che potrà venire oltre sarà un miracolo che non chiederemo a nessuno di spiegare e razionalizzare. Solo che, detto en passant, quella squadra riceveva meno critiche per una serie importante di partite vinte così, mentre su questa si è scagliata un’ira indiscriminata alla prima partita vinta di rattoppo.

È chiaro che qui si apre anche una maglia sull’apprezzamento verso il lavoro fatto da Spalletti che, ricordiamolo, è alla quarta giornata e qualcuno è convinto che sia normale chiedergli champange e caviale in campo (e, anche questo en passant, ci dedicheremo a parte alle dichiarazioni e agli aspetti psicologici del lavoro di Luciano). L’Inter è questa, o almeno è anche questa, e la partita di ieri ha mostrato uno dei suoi limiti oggettivi più evidenti, e cioè che, quando le cose si fanno brutte, sporche e dure, quando il tempo scorre e l’avversario ti ha cacciato sopra delle sabbie mobili che non avevi previsto, dalla panchina (ma neanche in campo eh, non fraintendetemi) non c’è nessuno che possa alzarsi e dire “adesso entro io e cambio le carte in tavola”. Non c’è.

Questo significa che partite come quella di ieri, quantomeno nella immane fatica espressa per 75 minuti, potrebbero essere ripetute, magari impiegando meno minuti prima di sbloccarla. Contro la Spal ha aiutato il rigore assegnato tramite VAR, così come il precoce rigore contro la Fiorentina alla prima: partite di sofferenza spesso le sblocchi con un calcio piazzato, un corner… un’invenzione. Ma l’Inter un uomo che possa inventare in campo davvero qualcosa di impensato fino a quel momento, e magari impensabile per i compagni, non c’è.

L’unico, in verità, è Perisic, e non è un caso che il croato spesso, spessissimo emerga quando le fatiche degli avversari cominciano ad avere la meglio e prendono il sopravvento sulla volontà, quando le gambe si fanno più dure e si riempiono di acido lattico, quando il fiato si fa insufficiente per dare corda alla mente e assecondare i suoi dettami:

E non è un caso che l’Inter l’abbia sbloccata nel finale: perché il Crotone ha corso e pressato e aggredito per un’ottantina di minuti buoni come se fosse l’ultima partita dell’anno e decisiva per salvarsi: arrivare a 90 sarebbe stato un miracolo di passione, risolutezza e determinazione, al quale si sarebbe dovuto tributare un lungo e sincero applauso messi in piedi… solo che era ben al di là delle capacità dei singoli calabresi.

C’è da esserne contenti? Per il 3 punti e per la voglia di non mollarla mai sì, tantissimo. Decisamente meno, ci concediamo l’ennesima banalità, per quanto riguarda il gioco. Ma ciò che ho apprezzato meno è stata la predisposizione dei singoli agli errori individuali: da Miranda a Gagliardini, da Borja Valero a Dalbert, così come una certa indolenza dei quattro davanti: chi per troppo lunghi tratti di partita (Icardi) e chi per frazioni meno importanti come minutaggio, ma con l’aggravante di non avere provato a cambiare spartito.

Anche il gigantesco Milan Skriniar, vera perla di questo inizio campionato e al primo gol in maglia nerazzurra, si è concesso sbavature a destra e manca, forse anche perché le folate degli avversari erano così rapide, aggressive e inattese da lasciare di stucco anche chi ha mostrato di avere nervi saldi: il problema, semmai, è che certe sbavature somigliano un po’ troppo a quei marchiani e grossolani errori del suo primo periodo in blucerchiato, quando tutto sembrava tranne che un difensore da portare a casa… poi ci hanno pensato gli altri 5 mesi a dargli luce diversa.

CONCLUSIONI

Da discreto appassionato di ciclismo, sono innamorato dell’immagine di quel ciclista da classifica che viene attaccato in montagna e fa una fatica tremenda a rientrare sull’avversario. Pensateci un attimo e immaginate due ciclisti che stanno facendo la stessa identica salita, uno è un corridore da classifica, l’altro vive alla giornata: quanta differenza c’è tra i due volti? Basta guardare l’espressione, il respiro, la pedalata e capisci che le ambizioni e l’idea di sé sono un’aggravante alla fatica in quelle condizioni, non certo uno stimolo in più, come lo è invece la leggerezza di potersi concedere uno sforzo in meno, perché tanto non cambia la sostanza della tua gara a tappe.

Sono quei momenti, quei volti, quelle smorfie che ti fanno innamorare di quello sport. È un momento delicato, c’è chi reagisce provando a forzare sui pedali e con un rapporto più impegnativo, perché troppo leggero gli sembra di non salire mai abbastanza, e c’è chi invece allenta un po’ per dare respiro ai muscoli. Poi ci sono quelli più abituati che, per dirla in gergo, “salgono col loro passo”, perché è quello che dà fiducia alla mente e che è giusto un po’ sotto il limite dello sforzo massimo.

L’Inter è andata su del suo passo e alla fine l’ha avuta vinta.

Insomma, guardiamo al proverbiale lato pieno del bicchiere, perché c’è comunque nettare buono per la classifica, non fosse altro che per la forza mentale di volerla vincere a tutti i costi e avere insistito proprio quando l’avversario mostrava i primi cenni di fatica.

Poi c’è l’altro avversario, che ti aggredisce con altrettanta ferocia ma contro il quale non giochi e non puoi giocare: quello che è stato scritto e detto in queste ore in qualche caso ha dell’inverosimile. Leggendo casualmente, l’ancora più casuale lettore, o magari uno che semplicemente non ha visto la partita, potrebbe pensare che l’Inter ha finanche perso rovinosamente, e che solo le grazie in volo di Handanovic hanno impedito che il risultato non fosse peggiore.

E quindi le parate di Handanovic sono diventate un’accusa alla squadra: “salvati da Handanovic” è la colpa, la grave, gravissima macchia che consentirà a qualche giudice supremo di dire a fine campionato “Crotone Inter vale 2 punti, non 3: tutta colpa di Handanovic”. Peccato che se a fare i miracoli sono Buffon (di più) o Donnarumma (un po’ meno) si sprecano i peana e le lodi al carattere della squadra che ha saputo soffrire e alla lungimiranza di tenersi un fuoriclasse tra gli 11. Mentre no, per l’Inter non si gioca in 11 ma in 10, quindi il portiere non vale e se fa parate decisive è giusto dire che c’è della gravissima e imperdonabile colpa in tutto questo.

Ripetiamo però, non facciamola diventare un’abitudine, perché poi la statistica ti punisce come fa spesso: non ne puoi vincere tante, su 38, se le giochi così.

Ma qualcuna va bene, anzi, va di lusso, è uno spettacolo che ci sta.

Dopo 4 settimane di campionato era ed è impensabile, impossibile pretendere che la squadra sia già a mille, si conosca e funzioni a dovere: la vera anomalia è quel che si è fatto prima, ovvero la strada che s’è compiuto finora: 4 vittorie, punteggio pieno, 10 gol fatti e 1 gol subito e ben tre “clean sheet” come lo chiamano gli inglesi, contro avversari ostici, chi per una ragione, chi per un’altra. Almeno una è un’avversaria diretta (la Roma), mentre Spal e Crotone hanno giocato col cuore ingrossato dalla voglia di ben figurare in una di quelle partite che si giocano, per usare un orribile luogo comune, “alla morte”.

È fortuna? È bravura? Quanto è forte? Durerà? Detto che anche l’allenatore avversario ci rende merito (“l’Inter non ha rubato nulla”), queste non sono domande che è giusto fare oggi né oggi è il giorno più adatto per trovare le risposte. Fra qualche tempo tireremo le somme e si potrà fare domande e rispondere: e in quel giorno l’Inter avrà, a somma fatta, 3 punti pesanti raccolti anche così, con la fatica dello scalatore in difficoltà, con il fiato corto e il sapore di polvere sul palato. Al limite ci ricorderemo di quella linguaccia di Spalletti a fine partita che aveva anche il sapore della fatica fatta, nulla più.

Ma sono 3 punti e, in qualche caso, bastano e avanzano.

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  • Taribo59

    Stavolta, secondo me, eccedi nell’ottimismo. Quello di ieri è un evidente passo indietro sul piano dell’identità. Comincio a temere che Joao Mario e Borja Valero insieme siano un lusso. E che anche Candreva non possa più giocare 3 partite in 7 giorni. Fai presente che non c’è nulla che si possa alzare dalla panchina, ma se non sostituisci Icardi in una giornata come ieri – sono ansioso di leggere le tue statistiche: da qualche parte ho letto di 19 palloni giocati e non ne ricordo uno buono – quando mai accadrà?
    Parli di “forza mentale”, a me è sembrato che sperassero di portare a casa lo 0-0. Poi, sono venuti due gol casuali, loro ne hanno falliti un paio molto più nitidi, Handanovic gioca nell’Inter (io sono un suo fan, a differenza di tanti altri), ma tremo al pensiero di come questa Inter possa provare a ribaltare un risultato negativo (a Roma, le coincidenze sono state troppe). Accadrà presto, è la legge dei grandi numeri. E quando accadrà, la casualità dello Scida risulterà ancora più chiara.

    • Alberto Di Vita

      Lo so, sono moderatamente ottimista di natura. Vedo cose positive, ma anche problemi da risolvere: ovvio che spero in un cammino che sia il migliore possibile, almeno a gennaio ci sarà anche la buona motivazione della classifica da difendere per un mercato di riparazione con quelle due/tre cose che mancano

  • LongJohnSilver88

    A me sembra che
    con la Roma abbiamo subito molto e un paio di giocate di campioni ci hanno rimesso in carreggiata.
    con la fiorentina e spal le abbiamo sbloccate in meno di 10 minuti su rigore indirizzandole pesantemente
    col crotone abbiamo fatto una fatica bestia

    mi ricorda molto la parteza manciniana di 2 anni fa. I risultati ci stanno dando ragione ma appena verranno meno quelli saremo nei guai…

    • Paolo Rossi

      I numeri di Roma-Inter direbbero altro.

    • Alberto Di Vita

      Roma Inter l’ho raccontata in maniera sostanzialmente diversa. Segnare per primi non può essere una colpa eh

      • LongJohnSilver88

        certo non è una colpa ma semplifica decisamente le cose.
        e credo che questo possa un po’ ingannare nel giudizio complessivo dell’inizio di campionato…

  • FC

    Mi sembra che ci sia stata un’involuzione costante del gioco, dalla Fiorentina in poi… contro la Roma ci poteva stare, la Spal ha giocato bene, il Crotone? Scopriremo che tutte le provinciali giocano bene e con grande tattica contro di noi temo. Per fortuna la squadra è più compatta e, rispetto agli anni scorsi, abbiamo una difesa, quindi per ora non perdiamo e subiamo pochi gol.
    Per il resto, lo schema è da cambiare, almeno in queste partite: serve più massa a centrocampo e due punte, meno reparti e più corti, così da far uscire gli avversari dal catenaccio; poi va beh, al football tocca correre…
    La panchina corta è un problema, ma riflettiamo anche sul fatto che ci mancano proprio dei ruoli: trequartista e ala destra sono adattati, peccato che Cancelo si sia fatto male, poteva essere utile. I terzini sono quello che sono, Icardi pure, nessuna novità. Spero che Spalletti non si intestardisca e cambi qualcosa perché se ‘sta trasferta non è un campanello d’allarme non so cosa lo possa essere…

    • Alberto Di Vita

      Ma con la Roma non c’è stata assolutamente alcun calo di gioco

      • FC

        Più che altro contro la Roma non c’era Vecino dall’inizio, mi pare. Pure ieri s’è visto, non c’era nessuno che si girava e puntava l’uomo. Speriamo bene, ma non possiamo giocare così.

  • montystefy

    La tremenda verità è che oggi che siamo al completo e tra gli infortunati c’è solo 1 riserva in panchina non hai nessuno che possa dare la svolta.

    Quando inizieranno diffide, squalifiche ed infortuni questo diventerà ancora più evidente.

    L’altra nota negativa è che ci manca velocità. Nelle gambe e nel far circolare il pallone. Il principale è per me Joao Mario, non a suo agio dietro le punte e Candreva è grottescamente monodimensionale.

    E se la tua punta di diamante non viene mai a aiutare la manovra, il trequartista fatica a trovare la posizione e le ali non sanno far altro che puntare il fondo per rientrare e tirare (uno) o crossare (l’altro) diventa davvero davvero difficile.

    Il passo avanti rispetto allo scorso anno nessuno lo nega, siamo più solidi e con Borja-Vecino più tosti e verticali a centrocampo, ma non sarà abbastanza a mio avviso per colmare il Gap per arrivare al 4 posto.

    Ed è un vero peccato.

  • Paolo Rossi

    Letto con piacere. Credo sia il miglior complimento possa farti.

  • scanziani2001

    Piacevolissima prosa al di là del (condivisibile) contenuto. Grazie. Anche per il parallelo con il ciclismo di cui sono pure io appassionato. Avendo fra i miei prediletti Bugno e Indurain, che appunto, salivano del loro passo, inarrivabile ai più. Nulla da aggiungere, se non un invito a dare un’occhiata a Zaniolo. Per avere un tuo parere.

    • SaveMarat

      Visto ieri. Mi pare più pronto di altri. Anche di Odgaard.

    • Alberto Di Vita

      visto un paio di volte, giocatore interessante ma credo sia troppo presto. Un po’ mi ricorda Diamanti, cioè quel tipo di calciatore che non abbiamo da tempo.
      Se l’ottavo di finale di Coppa Italia non è troppo ostico perché non provarci?

      • scanziani2001

        A me richiama Isco. Molto più centrocampista che punta e davvero ottimo dal recupero palla in su.

  • scanziani2001

    Un invito ai critici. Lasciate fare a Spalletti e contate sullo sblocco degli investimenti a gennaio. Magari ne vedremo delle belle. Ancora. Nulla di questa Inter assomiglia all’Inter dell’andata di due anni fa. Ma è una mia opinione, ovviamente, come le vostre.

    • Alberto Di Vita

      c’è troppa assimilazione al risultato, ma raramente si riesce a vedere che veramente è una squadra diversa. In quel caso giocavamo con Medel-Melo-Kondogbia, non scherziamo.
      Facevamo davvero un tiro in porta e basta: qua abbiamo anche la capacità di raddoppiare. Quella squadra pensava solo a difendersi, contro chiunque, questa ha un atteggiamento diversissimo

      • scanziani2001

        Ben diversa la capacità di ribaltare l’azione ed anche di pressare alto senza lasciare (troppi) buchi dietro. Spero di avere ragione per una volta.

  • Andrea Smedile

    Una partitaccia come tante (troppe?) ne abbiamo viste negli ultimi anni… “gli avversari si difendono” e che devono fare? lo scansuolo contro la giuve?
    non abbiamo un uomo di fantasia a centrocampo o in attacco, uno di quelli che prende palla e ne salta 2-3 per creare superiorità numerica… o che sappia anche solo battere un angolo o una punizione (fateci caso: appena creiamo una mezza occasione, gli avversari o ci fanno fallo fuori area o la sparano in corner, perchè tanto non segniamo manco con il lapis…)

    Borja Valero mi sembra bello bollito come mobilità (che è vecchio si vedeva dagli ultimi 2 anni a Firenze) e Vecino non mi sembra un upgrade rispetto a Gagliardini (sommati i 3 sono oltre 50M in 6 mesi… quando capiremo che 3 medi non valgono 1 top?). “dinamicamente” siamo dei pensionati: in Premier League non ci salveremmo (e avete visto in europa con Roma, Juve e Napoli cosa significa non avere abbastanza “intensitè”!).

    non vi fate illudere da Handanovic: è forte finchè gli tirano addosso… appena cominciano a mirare a oltre mezzo metro da dove è piazzato nemmeno fa finta di buttarsi e coi piedi è negato. Ieri abbiamo giocato metà partita a passarsi la palla portiere, stopper e libero… se ci fanno la delega di farla prendere al portiere con le mani su retropassaggio, siamo pronti per il calcio degli anni ’80!

    • Paolo Rossi

      Credi che ci salveremo?

      • Andrea Smedile

        solo perchè ci sono 10-11 squadre di livello infimo xD

        scherzi a parte, ma a te lo spettacolo di ieri è piaciuto? nulla cosmico risolta da una ciavattata di uno stopper… altrove ho letto che Valero è stanco: ma come, noi non facciamo l’EL per essere più freschi e un professionista che si è allenato per 6 giorni dall’ultima partita (ed è solo alla 4^ partita della stagione) è STANCO? E Ronaldo che arriva a 60 partite l’anno da 10 anni che dovrebbe fare?

        Ah, altra cosa: ma che “schemi” ci sono all’Inter? perchè non capisco come mai dopo quasi un mese Dalbert ancora deve apprendere i famosi schemi di Spalletti (e i hodisci di Mazzarri no?), quando poi uno Zappacosta qualsiasi (Zappacosta, non Cafù…) preso il 31 agosto e che ha passato i primi 10 gg in nazionale, dopo 4gg di allenamento esordisce in Champions (in Champions, non a Crotone, eh…) ARA la fascia destra facendo 80m palla al piede e tira una sabongia che sfonda la rete… misteri della vita…

        • SaveMarat

          Beh Zappacosta può anche essere meglio di Dalbert, ma anche il suo tiro è stato un cross sbagliato, come ha ammesso lui stesso. In Francia Dalbert arava la fascia, se ad oggi non lo fa ci vedo anche dei dettami di Spalletti, non per forza parlando di schemi. Spalletti parlò di “tempi di scappata” in riferimento al terzino che attacca.
          Comunque poi su BV stanco non credo lo si pensi come stanco in valore assoluto. Magari ieri ha sofferto caldo e campo più di altri, ci può stare.

  • Smile

    Condivido l’ottimismo di AdV.
    Sicuramente ieri c’è stato un passo indietro, troppo lenti e poco movimento senza palla, non siamo mai riusciti a trovare l uomo dietro le linee.
    Detto ciò, per una squadra che vuole sempre giocare palla a terra e sul corto il campo di Crotone è davvero penalizzante. Anche dalla TV si vedevano i saltelli della palla che hanno portato a numerosi errori tecnici che hanno pregiudicato la fluidità del giro palla.

    Sicuramente bisogna trovare alternative: qualche lancio lungo e/o qualche cambio di gioco in più; l’iper dinamismo di eder…

    Due domande: il fuorigioco fischiato a icardi su lancio di GAglia con gol di j.Mario a gioco fermo??? Atterramento in area dello stesso n.5???

    Infine, paragonare questa inter a quella del mancini 2.0 mi sembra una bestemmia..

    • BlueFry

      Mi soffermo un attimo su quei 2 episodi perchè la regia di SKY non ha MAI fatto vedere un replay. Mai. Ci stavo pensando proprio in diretta durante la partita.
      Figurati se fossero stati episodi contro, quanti ne avremmo visti in sti giorni, accusando la Var di essere inutile.

  • 1c3m4n

    Ieri ho visto una partita che mi ha ricordato quelle che giocavamo con Mazzarri in panchina (fate pure tutti gli scongiuri del caso) con tantissimo possesso palla, lentezza esasperante e azioni di poca pericolosità in attacco. Quello che mi ha dato più fastidio é stato l’atteggiamento di Gagliardini che passava costantemente palla indietro ai centrali non sapendo lui stesso cosa farne. Aggiungo che secondo me l’unico giocatore che deve giocare sempre è Vecino e che B. Valero probabilmente ha bisogno di riposare di più. Finisco dicendo che ieri, a dispetto del VAR, ci è stato fischiato un fuori gioco inesistente, mentre il rigore su Gagliardini era sembrato evidente anche in diretta.

    • Fabio

      In linea di massima se Gagliardini la passa all’indietro è perché nessuno dei 4 davanti ha fatto un movimento a smarcarsi per ricevere palla, infatti nel primo tempo Borja Valero era in difficoltà quanto lui

      • 1c3m4n

        Vero, ma a me è sembrato che abbia fatto un passo indietro rispetto al turno precedente, sembrava appesantito e lentissimo e non so darmi una spiegazione

  • Alessandro

    Partendo dal fatto che ogni squadra fa il proprio gioco vorrei capire come squadracce come il Crotone si possano continuare a far giocare in serie A. Certe squadre sarebbero da abolire. Come può la serie A vendere un prodotto nel business del calcio quando ci sono squadre del genere che sono anti gioco? Come può la serie A competere con gli altri spettacoli delle leghe europee quando una delle due squadre in campo in pratica pensa solo a non subire e colpire (in caso fortunato) in contropiede? Addirittura esaltiamo lo stile crotone? Poi ci chiediamo perché l’italia viene umiliata in Spagna. Uno spettacolo imbarazzante su un campo dove si vede chiaramente che era difficilissimo fare un passaggio a 5m o un dribling perché la palla era impossibile da controllare a causa delle buche. Che partita poteva fare l’inter? lanciare lungo e sperare? era ovvio che si poteva sbloccare solo grazie ad un episodio, come alla fine e’ successo. vittoria strameritata.

    • kode9

      il Crotone fa il suo…. Per eliminare certe situazioni è necessario ridurre la serie A a 18 squadre, forse anche 16….

      • Alessandro

        L’ho messo nella premessa; ognuno gioca come gli pare, tuttavia criticare l’inter per la partita che ha dovuto fare ieri penso sia sbagliato proprio considerando i fatti. L’inter ha fatto la partita giusta per vincere e così e’ stato, esattamente come a roma etc…, prove da grande squadra alla faccia dei morattiani e dei scribacchini giornalai italici.

        • MaledettiToscani

          Sull’Inter, sono d’accordo con te e con ADV. Non sono sicuro che si sia trattata di una “prova da grande squadra”, a dire la verità; ma sono certo che nell’arco di un campionato è importante, eccome, portare a casa partite come questa. E se il gioco non è stato brillante, è pur vero che, delle prime quattro partite, questa è la prima che lascia un po’ perplessi. Mi piace vederla come un caso di “growing pains” — i dolori legati alla crescita dei bambini. E del resto, lo vedremo nel giro di qualche settimana. Dove mi trovo del tutto in disaccordo con te è nel giudizio sul Crotone, dal quale estrapoli una condanna senza appello per il calcio italiano in blocco, con tanto di riferimento alle ultime sconfitte con la Spagna. Il Crotone ha fatto quello che una squadra intelligente e tatticamente ben disposta doveva fare. Non c’è nulla, ma proprio nulla, di male nel difendersi e rispondere in contropiede. Su questo modo di giocare, ribattezzato decenni fa, “all’italiana”, Inter e Milan, nonché la nazionale, hanno raccolto successi europei e mondiali. Il problema, casomai, è quello di ogni modulo: devi avere gli uomini giusti per farlo. E l’estrema povertà tecnica dei giocatori italiani, in questi anni, rende problematico qualsiasi tipo di gioco — a prescindere dal modulo. Che il difensivismo sia l’atteggiamento dei perdenti è storicamente falso: ricordo qui solo le leggendarie partite del mondiale 1982 contro l’Argentina e il Brasile, vinte non con il “bel gioco” e tanto meno giocando in modo “moderno” (ADV non me ne voglia per la frecciatina antimodernista…), ma difendendosi con le unghie e con i denti e segnando nel modo più carognesco del mondo — in contropiede. Il Crotone, per me, ha fatto un’ottima figura. Oltre allo spettacolo dei gol, il calcio è bello anche per i suoi aspetti tattici, che rivelano preparazione e intelligenza da parte di chi li cura.

    • Paolo Rossi

      Più che sul Crotone, ci sta, metterei l’accento sul campo. A cui si sono aggiunte le condizioni climatiche. Non come scusanti per l’Inter ma come “accusanti” per l’infima qualità generale.

  • BlackSail33

    Ieri è stata una partita abbastanza imbarazzante, sopratutto per una lentezza ingiustificabile e le idee, anzi niente idee. Alla quarta vedere già BV stanco, Candreva pure, non riesce più a saltare l’uomo, cross sul difensore dalla trequarti, non da ottimismo per il futuro. Gagliardini involuto. Dalbert per ora vale un nagatomo. Non si può pensare che ci vada sempre tutto bene. E lasciamo stare il campo, le buche, il caldo, perché si ritorna a quello che perdeva perché pioveva. Martedì si vedra’ a Bologna lo stato della squadra. Che poi la serie A debba tornare a 18 o 16 dopo questa partita è lampante. Chi paga per vedere una cosa del genere?

    • kode9

      Secondo me ha influito parecchio il caldo…. Ho visto tutti sulle gambe, al contrario delle altre partite dove c’è sempre stato un buon dinamismo

  • SaveMarat

    Comunque noi interisti mezze misure mai eh.
    A leggere in giro, siamo da retrocessione.
    Comunque, a parte ciò: Vecino deve giocare SEMPRE; Gagliardini meglio che si svegli in fretta; sulla lentezza beh, non credo che vedremo mai velocità e verticalizzazioni, allo stato attuale; ma provare un 4-3-3 ogni tanto?

  • Gus

    Mah…quelli che sparano sull’Inter di Crotone fanno il paio con quelli che “…se vinciamo giocando male pensa quando giocheremo bene…” che tanto bene hanno portato all’ultima Inter di Mancini. Banalità. A me sembra tutto molto chiaro; abbiamo un evidente problema di monodimensionalità. Quando una squadra ti aspetta stretta in 20 metri o hai giocatori che creano superiorità numerica strappando, cambiando i giri delle gambe, saltando l’uomo, o finisce che ad un certo punto magari lo 0-0 lo sbloccano gli altri. E poi voglio vedere come riprendi la gara. Il risultato di Crotone lo dobbiamo ad Handa. Avevo apprezzato la gestione di Gagliardini, ma il ragazzo non vale Vecino. La sostituzione è già una mezza sentenza. Nelle zolle di JM abbiamo bisogno d’altro, ma altro non c’è, a meno di rinunciare al 4231. Dalla panca nessuno può alzarsi a cambiare l’inerzia, a meno di non restare folgorati da Karamoh (spero più di quanto ad oggi mi stia folgorando Dalbert…). Togliendo Juve e Napoli, non vedo come non debba emergere sul lungo la superiore qualità della Roma. Resta il Milan, che si accorgerà presto dell’importanza di Kalininic (e non per i gol), cui contendere il posto buono

    • BlueFry

      Discorso per cui avrei preferito un altro tipo di giocatore più propositivo al posto di Candreva (che per quanto utile tatticamente, si vede quanto è limitato in queste partite). Vedremo Karamoh, Sabatini ci ha puntato forte, pare.

    • Giovanni Lievi

      però gus se molli il 4231 come metti assieme sta squadra?
      metti eder e vai di 442 in linea che fa molti anni 90?ma se devi ribaltare un risultato non hai alternative davanti
      un 433 classico darebbe più senso a mario e brozovic, ma avresti problemi altrove….
      resta la difesa a 3 ( che con mustafi ci sarebbe stata alla grande) ma dopo hai problemi di rotazioni degli uomini in mezzo
      d’ambro miranda skriniar
      cancelo valero vecino dalbert
      candreva perisic
      icardi
      un gran casino, per un motivo o l’altro meglio stare così accendere un cero e aspettare gennaio a meno di ribaltoni che fatico a immaginare oggi

      • Gus

        Cancelo e Dalbert mi sembra rendano meglio se hanno tutta la fascia a disposizione; una linea a tre dietro potrebbe fare al caso loro ma non si improvvisa. Io confido nel lavoro di Spalletti su Brozo sulla trequarti, l’unico con a poter recitare da Nainggolan in rosa. E quando Valero deve rifiatare (almeno tutte le volte che si gioca ogni 3 giorni, temo) farei scivolare Vecino in impostazione e JM lo affiancherei a Gaglia come interno.

  • Antonio Fragassi

    Analisi ineccepibile.

  • Giovanni Lievi

    a questa squadra manca l’uomo dietro icardi, chiaro e semplice. sia che si un “mediano di spinta” (esempio stankovic, perrotta, naingolan o anche boateng al bbilan quando giocava con ibra) o uno di qualità alla sneijder. tra chi c’è: brozovic sbaglia i tempi difensivi, joao mario ha un serio problema coi tiri in porta e se non vede la palla sbaglia a smarcarsi (troppe volte scendeva troppo basso).

    non abbiamo nessuno capace di giocare tra le linee di centrocampisti e difensori o negli spazi tra un difensore l’altro (occupazione dei mezzi spazi, palacio anche in versione cadaveracio era un maestro)
    se prendiamo le gare con fiorentina e spal le sblocchiamo su rigore causati però da rare imbucate centrali. è lì che spalla deve puntare le partite le vinci con la qualità in mezzo (qualcuno ha detto isco + kroos+ modric?)

    sabato candreva e perisic sono tornati a giocare solo sulla linea laterale e non più nello spazio tra terzino e centrale, così i terzini nostri non sovrapponevano e la partita la si poteva sbloccare solo con: calcio piazzato, sabongia da fuori, contropiede,cross che becca icardi (in ordine decrescente di probabilità di riuscita). alla fine su calcio piazzato l’abbiamo messa.
    ricordiamoci anche cosa aveva detto spalletti in preparazione: bisogna occupare la tre quarti avversaria per un tot di tempo etc tutte cose che non sono riuscite sabato.

    con le squadre che faranno le barricate a meno di salto di qualità dei singoli (mario e brozo) faremo sempre fatica se non segnamo in fretta.

    se ci fosse stata la possibilità di prendere schick o il ninja le cose sarebbero facilmente cambiate ma fino a gennaio #siamoquesti

  • halo

    La serie A è un campionato complicato, diverse squadre giocano arroccate in difesa, in 10 dietro la linea della palla.
    Insomma un fortino difficilmente espugnabile dove spesso l’estetica (….e anche le pessime condizioni del campo e il caldo ci mettono la loro) trova pochi margini per emergere.
    A molti che criticano a prescindere dico di andarsi a rileggere la cronaca della partita di febbraio scorso disputata dalla juventus a Crotone.
    Si potrà scoprire che in certe partite non si vince facile ma occorre spesso soffrire e adeguarsi al tignoso avversario.
    E nel campionato italiano è dote importante che spesso aiuta a vincere.

  • Johnny®

    Tra quest’Inter e quella di Mancini c’è anche un’altra grossa differenza… più di 120 milioni spesi, non proprio dettagli.
    Non facciamoci nemmeno traviare dalle statistiche, quell’Inter arrivò a sfidare la Fiorentina alla sesta con 15 punti a punteggio pieno e forse soli 3 gol subiti… è presto per poter dire di essere diventati qualcosa di
    diverso anche alla luce di come le abbiamo sbloccate (Fiore e Spal) o di come le abbiamo sfangate (Roma e Crotone).
    Fino ad ora tra le 6 di testa solo una sorpresa in 4 turni (Lazio-Spal) e un rinvio (Samp-Roma).
    Per il resto tutte vinte ad eccezione degli scontri diretti che hanno sparigliato.
    Non era tutto nero quella di Mancini, non è tutto bianco quella di Spalletti, calma.

    • kode9

      Quella di Mancini subiva ogni avversario, oltreché lasciava 3/4 palle gol nitide per segnare alla prima mezza occasione nostra. Non era fortuna, ma tensione nervosa, esaurita quella siamo spariti. Oggi vedo la ricerca del gioco, attenzione nei movimenti, una certa solidità. Sono molto più ottimista francamente.

    • johannpeter

      Beh non dimentichiamoci che quell’anno Mancini dalla campagna acquisti ebbe: Miranda, Murillo, Telles, Kondogbia, Liaijc, Melo, Perisic, Shaqiri, Jovetic più Eder a gennaio. Non é che gli hanno fatto fare la stagione a pizze e fichi

  • Gio-Bonimba ’61

    Analisi impeccabile. Peccato che mi abbia rovinato la giornata calcistica il troppo comodo successo bianconero in quel di Sassuolo: per diversi tratti mi è parso vedere il “scansamose” citato da Buffon, in particolare l’immobilismo del portiere Consigli, grande autore di paratissime invece a Milano quando se la vede coi colori nerazzurri. Il suo posizionamento sulla punizione del terzo gol era prevedibilissimo, e poi a fine gara è andato a dare il 5 all’autore della tripletta, che per carità ha un gran bel tiro mancino, ma lasciarlo così sempre solo anche a tentarla da centrocampo, oppure sgambettarlo appositamente al limite dell’area sapendo delle sue doti sui calci da fermo quando ormai è chiuso, mi lascia molto “MALPENSARE”.

    • Gio-Bonimba ’61

      D’ora in poi: SCANSUOLO (e non Sassuolo), con Cannavaro e Squinzi che si sprecano in elogi di Dybala, altro che avversari in campo!!!

  • Christian

    La partita di Crotone è stata molto strana soprattutto per l’infinità di errori nel palleggio anche da parte di chi solitamente ne fa pochi (Borja, Skriniar su tutti), il che mi fa pensare anche a un campo che ha inciso sul gioco.
    A me piace guardare la prestazione e su questo chiaramente non ci siamo ma se analizziamo le prime quattro possiamo dire che magari non meritiamo il punteggio pieno e non valiamo Napoli e Juve ma stiamo costruendo una squadra, con i suoi pregi e i suoi difetti ma una squadra. Il Mancio 2.0 questo non lo aveva fatto e infatti dopo il filotto di inizio campionato cominciarono le sconfitte.
    Certo è evidente che faremo fatica contro squadre molto chiuse come il Crotone ma l’impressione è che Spalletti stia cercando di dare soluzione anche a questo aspetto. Io partirei dal fare battere decentemente corner e punizioni perché sempre più spesso diventano fondamentali per sbloccare il risultato…
    Un pensiero a quel sergente di nome Bersellini perché ero un bambino di 8 anni e da quello scudetto dei Becca, Pasinato, Spillo etc… iniziò il mio tifo per questi stupendi colori.

  • Simone

    Vorrei tanto avere un po’ dell’ottimismo che mostra di avere gran parte dei commentatori qui. Io ho visto un’Inter in difficoltà come spesso le accade contro chi si arrocca in difesa come ha fatto il Crotone con molti,troppi errori individuali. Ritengo Spalletti un allenatore capace e spero possa mettere una pezza al più presto a queste lacune perché se è vero che l’Inter di Mancini vinceva 1-0 e a casa, questa Inter almeno le partite le chiude e ci vedo delle qualità in più. Ma ancora non sono tranquillo.

  • Roberto Sinisi

    Caro alberto, trovo i tuoi articoli molto competenti e interessanti..e devo dirti che mi piace gustarli come una bella birra rossa in un irish pub..La partita di crotone ormai è alle spalle e devo dirti che la j**e l’anno scorso ne ha vinte varie di partite così..ma tant’è..Vorrei porti due domande..La prima tornando a Roma inter,a velocità normale il fallo di skriniar sembrava rigore ma rivedendolo alla moviola mi sono rimasti molti dubbi.In caso di rigore avrebbe dovuto essere ammonito il ns difensore?(negligente??)Seconda domanda: derby di torino girone di ritorno un anno e mezzo fa,inizio secondo tempo fallo di alex sandro (gia’ ammonito) da dietro su bruno peres e rizzoli,si proprio lui, concede il rigore subendo la testa di bonucci appoggiata sulla sua e ammonendolo soltanto..Mi piacerebbe sapere la tua opinione sulla mancata sanzione disciplinare ad alex sandro per il suo comportamento definibile imprudente o perlomeno negligente.Per me è stata una omissione clamorosa,e ricordo che col rigore il torino accorcio’ le distanze sul 2 a 1 e avrebbe potuto giocare tutto il secondo tempo in superiorità numerica.Lo stesso Rizzoli che ce ne combino’ varie in juve inter con pioli..Ora ce lo ritroviamo come designatore arbitrale.Io da interista nutro molte preoccupazioni sulla sua designazione che però vengono temperate dalla introduzione del var che mi fa stare più tranquillo.Che ne pensi?

  • maigobbo

    E’ vero che il campionato è paragonabile ad una grande corsa a tappe e può capitare che ci sia una giornata difficile; però quando queste difficoltà le abbiamo noi vengono risaltate! Per esempio il napoli contro il bologna ha sofferto esattamente come l’inter per 70 min. e solo un errore del difensore bolognese ha spianato la strada ad una roboante vittoria, ma nessuno ha messo in risalto i primi 70 minuti passati a difendersi. Volevo poi fare i complimentoni sempre al napoli per il 6 – 0 al povero benevento ; poi va a giocare in ucraina e ne becca 2 ! e naturalmente a Diego Armando Maradybala per la tripletta contro lo scansuolo (bella definizione di gio-bonimba) ; poi capita di giocare con squadre che non si scansano et voilà il nostro eroe sparisce

  • JulioDicass

    Numeri dopo 4 partite:
    ’16/17: Punti 7, Posizione 6^ (in EL) —> (alla fine 7^)
    ’15/16: Punti 12, Pos. 1^ (no EL) —>(^4)
    ’14/15: Punti 8, Pos. 4^ (in EL) —-> (^8)
    ’13/14: Punti 10, Pos. 3^ (no EL) —-> (^5)
    ’12/13: Punti 6, Pos. 7^ (in EL) —-> (^9)

    I numeri sono eloquenti. Il trend è lo stesso delle ultime stagioni quando non ci siamo qualificati in EL. Nel 13/14 il vituperato Mazzarri fece “solo” 10 punti perche alla terza pareggiammo in casa con la Juve (la Juve dei 101 punti…). Come ogni volta che non ci siamo qualificati in EL abbiamo dato una “seconda chance” al gruppo (eccetto nel 15/16 che alla fine è stata la miglior stagione del dopo-10). Partite iniziali sulle ali dell’entusiasmo (del nuovo allenatore).

    Gioco? Sempre poco.
    Purtroppo sono notori i limiti di questa rosa contro squadre anti-calcistiche (si può riprendere la definizione data da Spalletti in conferenza se si vuol essere piu precisi). Putroppo non vedo come questa squadra possa “svoltare”, imporre ritmo alla partita, addormentarla quando serve e “strapparla” quando si va in difficoltà. Il fatto di esser partiti forte può essere sinonimo anche di una preparazione “mirata” per mettere subito fieno in cascina. Spero di no (anche se la partita con la Roma direbbe il contrario) perche vorrebbe dire la solita crisi invernale. Inoltre la serie A è sempre piu spaccata, con squadre senza futuro che pensano solo a fare plusvalenze e salvarsi per incamerare diritti televisivi (che fine ha fatto l’Udinese, adesso che ha pure il famoso “stadio di proprietà”?). Per essere competitivi bisogna fare 60 punti contro le “altre 13” del campionato e fin’ora non vedo come questo sia possibile. Spero di sbagliarmi.

    • Avioncito

      Il tuo ragionamento è assolutamente sensato.
      Non sono d’accordo però su una cosa: questa squadra nasce, perlomeno nelle intenzioni dell’allenatore, con una filosofia di gioco proattiva, a differenza di quelle di Mancini e Mazzarri che erano decisamente reattive.
      Ciò vuol dire che quelle squadre, a medio-lungo termine, avevano poche altre frecce nelle loro faretre perché erano programmate per “rispondere” e non per attaccare. Ergo, venuta meno un po’ di brillantezza fisica e/o un po’ di convinzione (cose assolutamente fisiologiche per chiunque nell’arco di una stagione), la squadra non ha potuto sopperire perché era già al limite delle proprie possibilità/potenzialità.
      Questa squadra, invece, ha grossi margini di miglioramento, e questo fa una grande differenza.
      Questa squadra, sia nella qualità degli uomini che nelle intenzioni e nelle capacità dell’allenatore, è in grado sia di imporre il ritmo della partita che di addormentarla quando serve.

      Quello che mi lascia molto perplesso, ed è il motivo per cui considero il tuo ragionamento corretto e sensato (pur se troppo pessimista), è che effettivamente questa squadra non è in grado (ancora?) di “strappare” la partita quando va in difficoltà.
      Ad oggi, infatti, mi risulta molto difficile immaginare che, senza un salto di qualità importante, questa Inter possa sfangare sempre (o quasi) partite come Crotone.
      Non ha in panchina gente che possa stravolgere la partita, che possa dare una soluzione tattica differente, una fisicità, un atletismo o una tecnica non dico superiore (altrimenti sarebbero titolari) ma quantomeno diversa dai titolari.

      E in un campionato dove già si capisce che le prime 4 perderanno (o potranno perdere) punti quasi unicamente negli scontri diretti, purtroppo è un segnale negativo.

      Ma stavolta ho fiducia in Spalletti: ha desiderato troppo arrivare all’Inter (nonostante la possibilità di andare in Champions con la Roma, che nel frattempo gli aveva anche tolto dalle palle Totti) per non credere che lui non abbia chiaro in testa cosa possa servirci per raggiungere l’obiettivo.
      E in fin dei conti l’Inter di Mancini finì quarta, con una rosa decisamente inferiore a questa.

      • Felice Nicola

        Molto interessanti questi numeri.
        a parer mio il problema si presenterà quando ci saranno dei risultati negativi. noi interisti siamo maestri a deprimerci e sfasciare tutto
        io faccio sempre l’esempio inter lazio eravamo primi in classifica persa quella sembrava dovessimo andare in serie b
        stessa cosa dopo sabato(nonostante la vittoria) ci son state enormi critiche a tutti
        dopo torino inter 2-2 depressione totale
        se pensiamo che si critica Icardi perché non fa 3 gol a partita..
        purtroppo il pubblico interista vuole tutto e subito
        dovrà esser bravo Spalletti a tener compatto l’ambiente nei momenti più duri

  • Andrea Smedile

    e anche stasera bella partita di merda con 11 soldatini già stanchi… e ritorna il vecchio dubbio: ma perchè il preparatore atletico dell’inter non cambia mai? perchè non modernizzare questi fottuti carichi di lavoro, che sembriamo fermi ancora a 30 anni fa (forse siamo ancora fermi alla buonanima di Bersellini per dire…)? ma provare ad andare a Barcellona, a Madrid o a Monaco e offrire anche 10 volte l’attuale ingaggio per rubargli il know-how?

    Il Bologna stasera ci ha scherzato che sembrava il Barcellona, noi nemmeno riuscivavamo a pressare, se il pallone era 1m più lungo lo lasciavamo andare… e meno male che non facciamo le coppe così siamo più riposati…