Benevento – Inter: 1° Tempo

Sperimentiamo oggi un nuovo modo di affrontare il match: tra primo e secondo tempo un mini-resoconto di non più di 700-800 parole.

Perché? Semplicemente perché mi sono accorto che a fine partita le valutazioni sul primo cambiano in base al risultato, eppure è sempre il 1° tempo quello che ci racconta di più su come è stata preparata la partita, il perché di certe scelte etc…

Faremo anche affidamento al nuovo sito dell’Inter e al match centre: colgo l’occasione per invitarVi a installare la nuova applicazione ufficiale, davvero stupenda!

Le formazioni

Grafica del match centre del sito ufficiale:

Per l’Inter subito alcune sorprese che poi non sono così sorprese: Dalbert lascia il posto a Nagatomo mentre si cerca di rilanciare Brozovic, nonostante la non brillante prova della partita precedente. La rinuncia a Joao Mario potrebbe anche fondare le sue ragioni nel fatto che il portoghese è risultato spesso più determinante a partita in corso.

Il resto è tutto confermato.

 

La cronaca

Lo schieramento è confermato con il 4-2-3-1 e l’Inter non sembra partire con molta “ferocia agonistica”.

Al 2° minuto, su angolo di Brozovic, Miranda devia ma la palla va sul fondo.

Il Benevento già in un paio di occasioni ha preferito lanciare lungo piuttosto che subire l’eventuale pressing alto dell’Inter, cosa che però i nerazzurri non sembrano voler portare con decisione… anzi.

Poco dopo Skriniar vince un rimpallo ma al momento del tiro perde l’equilibrio, palla a Belec. Un minuto dopo D’Ambrosio si libera quasi fortunatamente di un avversario partendo dalla fascia e entrando in area: il tiro di sinistro è debole e va fuori.

Al 12esimo contropiede del Benevento che sembra finire male, salvo poi guadagnare una punizione per fallo (stupido) di D’Ambrosio: la ripartenza racconta, ancora una volta, dei problemi di posizionamento che ha l’Inter in fase di possesso palla: poche marcature preventive e difesa troppo bassa, spazi aperti e avversari che possono partire palla al piede per decine di metri senza avere contrasti. Fra un paio di giornate arriva il Napoli e in queste situazioni potrebbe essere devastante.

Il Benevento sta facendo la sua partita accorta con ripartenze che siano il più veloci possibile. Anche stavolta su Borja Valero sembra esserci una marcatura a uomo.

Al 17esimo Candreva ci prova da 30 metri, ma è troppo defilato, parata facile anche se l’Inter guadagna un calcio d’angolo: nulla di fatto anche in questo.

Bella combinazione sulla sinistra tra Perisic e Brozovic che dà in profondità a Nagatomo, palla in mezzo in extremis ma è corta: Candreva recupera la palla, si gira e crossa… dopo averne sbagliate un migliaio di destro, quello di sinistro è perfetto per Brozovic in corsa. L’Inter sblocca la partita.

Due minuti dopo splendido velo di Icardi per Brozovic che prova una veronica impossibile: il Benevento non lo sa che è Brozovic e lo stende. Punizione dal limite, quasi centrale, pericolosissima: Brozovic calcia benissimo all’incrocio ma Belec si fa sorprendere sul suo palo, ed è 0-2.

Adesso un potrebbe dire che sembra tutto facile per i nerazzurri che possono impostare la partita come meglio credono e con il Benevento chemagari subisce il colpo psicologico: invece costringe l’Inter in affanno e soprattutto Skriniar ad un gran recupero con Cataldi lanciato verso Handanovic.

Un minuto dopo l’Inter si fa sorprendere scoperta: Memushaj tira da fuori, traversa e palla di nuovo in campo dove c’è Iemmello che insacca. L’arbitro annulla per un fuorigioco che c’è, millimetrico ma c’è.

L’Inter si sente troppo sicura di sé e sottovaluta la velocità dei campani: D’Ambrosio al 28esimo sbaglia completamente intervento, manca la palla e lascia campo a DAlessandro: Skriniar prova ad opporsi, rallenta la sua corsa e lo sbilancia quel tanto da non consentirgli un tiro agevole. Palla comunque in corner.

L’Inter però mostra buone combinazioni: centralmente Candreva a Brozovic che dà una buona palla a Icardi, scarto verso il centro e tiro deviato.

Finora la cosa più interessante dell’Inter è questo movimento in appoggio di Icardi che lascia spazio dietro di sé a Candreva e Brozovic: se Candreva lo fa con continuità diventa davvero un’arma importante.

Candreva sembra in palla oggi: cross rasoterra in mezzo per Icardi al limite dell’area piccola e parata miracolosa di Belec, anche se l’arbitro fischia fuorigioco, o almeno sembra così. In assenza del fischio ci sarebbe stato rigore.

Un minuto dopo ancora una combinazione centrale tra Candreva e Brozovic, palla sempre in profondità per Icardi che la mette dentro: anche questa volta fuorigioco, confermato dalle immagini.

C’è un abisso di potenziale tra le due squadre: quando l’Inter attacca, soprattutto da quando è in vantaggio, fa più o meno ciò che vuole. Ha problemi solo quando la manovra rallenta un po’ e non riesce a trovare soluzioni alternative. Ma da oggi possiamo utilizzare un’altra variante della questione, sentita durante la partita del Napoli: “non riuscendo a stanare l’avversario, il continuo giro palla serve per far correre a vuoto gli altri e lasciar trascorrere il tempo”.

Purtroppo però la verità dice che non è così: la partita sembra addormentarsi un po’ ed è un grande demerito dell’Inter, perché il Benevento approfitta di una generale dormita della difesa nerazzurra e segna.

Cosa sia successo di preciso non è facile comprenderlo, analizzeremo con calma il replay: per adesso si nota troppa faciloneria di Brozovic contro l’avversario, linea tenuta malissimo da Skriniar e Nagatomo che non si sa dove sia né perché. Certo che prendere gol in 5 contro 2 è un record o quasi:

Poco dopo ci prova Borja Valero da fuori e palla a lato di pochissimo.

Il primo tempo si chiude qui, con Spalletti che guarderà così i suoi calciatori:

L’impressione, ancora una volta, è che l’Inter potrebbe fare più o meno quello che vuole ma l’intensità di gioco è davvero ridotta al minimo e si vive di fiammate. Il paradosso al momento è di un’Inter con (molto) più possesso palla eppure costretta a correre più degli avversari: già Vecino e Brozovic hanno superato i 6 km con proiezione sui 12 km a fine partita: già superare i 10,5 sarebbe correre tanto.

Per come si stanno mettendo le cose, è quella classica partita che può perdere o pareggiare solo l’Inter: questo diventa l’ennesimo banco di prova per verificare la crescita mentale della squadra rispetto agli anni passati.

Intanto registriamo qualche progresso nella velocità di manovra, più movimento e più verticalizzazioni: ma troppa superficialità in troppe occasioni.

I migliori Brozovic e Candreva, male Nagatomo e D’Ambrosio, non pervenuto Perisic: difesa troppo ballerina.

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