La guerra al VAR continua ma forse qualcosa sta cambiando…

Il VAR non piace. Beninteso, non piace a chi non ne ha ancora misurato la piacevole sensazione di dire “è stato riparato un torto”, mentre tutti gli altri cominciano ad apprezzarlo.

In questo senso, fa un po’ strano che le critiche stiano arrivando quasi unicamente da una sola parte, con una costanza che sinceramente lascia allibiti. Questa la carrellata più significativa:

Ma non mancano le posizioni meno “altisonanti”:

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Comprensibile che la Juventus e tutto il circondario se ne lamenti e non fateci dire neanche perché, eppure il VAR ha già “perdonato” il mani di Dybala contro il Cagliari e il rosso (chiarissimo) di Lichtsteiner contro l’Atalanta. Tra gli altri episodi. No dai, facciamo parlare qualcun altro al nostro posto (Paolo del Genio):

Eppure c’è chi ha dichiarato guerra al VAR con largo anticipo. Tra questi si distingue Massimo Mauro:

La Var è una barzelletta, è finzione quello che vedi in tv rispetto all’azione in campo, arbitro bravo può valutare entità dei contatti. Sarebbe meglio togliere la Var, è messa in mano a burocrati che non capiscono nulla di calcio. Va tenuta solo per il gol-non gol“.

Anni a raccontarci di un calcio cambiato, di un calcio più veloce, di arbitri che non possono farcela umanamente, di necessità dell’aiuto tecnologico e all’improvviso vogliono farci credere che, no, ci siamo tutti sbagliati, il vero calcio è quello in cui l’arbitro, con tutte le sue fatiche, con tutta la sua imperfezione, sia l’unico giudice possibile, che non necessità dell’aiuto tecnologico. Insomma, che è meglio che finisca tutto a tarallucci e vino… almeno finché non incontreremo per strada un altro Byron Moreno che ci arbitri in quel modo lì e allora sì che potremo fare di nuovo le suppliche all’avvento dell’aiuto tecnologico… ma, si badi bene, da utilizzare solo quando ci piace di più.

D’altra parte a questi cambiamenti di opinione in base a come tira il vento ci stiamo quasi abituando: Buffon nel 2004 si lamentava del “biscotto” tra Danimarca e Svezia (che eliminò l’Italia), salvo poi nel 2012 raccontarla diversamente: «Chi conosce il calcio e lo vive giorno dopo giorno sa cosa succede. In alcuni casi si dice meglio due feriti che un morto».

Che poi vorremmo chiedergli cosa dovremmo sapere noi, che il calcio non lo viviamo giorno dopo giorno (o meglio, lo viviamo diversamente da loro) cosa è che “succede” in realtà, ma tant’è, mai che si becchi un giornalista che fa la domanda giusta al momento giusto.

O magari ricordare ad Allegri che non si può cambiare opinione solo perché si cambia “sponda”:

Il problema di fondo è che tutte le argomentazioni contro il VAR sono di una debolezza disarmante.

  • “Le partite durano e dureranno troppo”. E allora? Nella NBA si arrivano a partite di oltre 200 minuti e ne hanno fatto un punto di forza: spettacoli all’interno dei palazzetti, spazi pubblicitari in aumento, replay e tutto quanto serve per dare più spettacolo al pubblico, anche sugli spalti. Di più: se durano troppo poco se ne lamentano tutti. Poi fateci capire: se non se ne lamentano i tifosi che devono prendere i mezzi per tornare, qual è il problema di Allegri, che è pagato profumatamente per stare lì anche fino a notte?
  • “Il VAR non elimina gli errori”. Chiaramente, ma nessuno si aspettava miracoli. Per fortuna, però, sta riducendo gli errori in maniera sensibile. Non tutti ma una grossa fetta di situazioni incresciose che in passato hanno letteralmente falsato interi campionati;
  • “Non elimina le polemiche”. E chissenefrega. Le polemiche le fanno certi opinionisti e certi giornalisti che tirano acqua al proprio mulino: userei il VAR pure sulle loro opinioni se si potessero cancellare certe prese di posizione come quelle di Mauro;
  • “Deresponsabilizza gli arbitri”. Ma quando mai? L’esatto opposto: adesso gli arbitri sono più sereni. Nel corso del tempo si fideranno di più del proprio intuito, sapendo che, in caso di chiaro errore, ci sarà l’aiuto tecnologico;
  • “Gli arbitri non sono più autonomi”. L’esatto contrario: gli arbitri rimangono perfettamente autonomi e, come detto poc’anzi, scommetto su prestazioni in miglioramento nel corso del tempo;
  • “Toglie spontaneità alle esultanze, il vero gusto del calcio”. Tra tutte, questa mi sembra la più idiota: sarebbe meglio esultare per un gol irregolare? Magari pensando che “vincere è l’unica cosa che conta”?;
  • “Non è più calcio questo, chiamatelo in altro modo”. Magari non pallanuoto, detto con fare dispregiativo, che è uno sport bellissimo e con una percentuale di “contatto/fischio” molto inferiore rispetto a quanto Allegri pensi. Ma a questo punto mi viene da chiedere: l’azione di questo video, con un gol regolare annullato, come lo chiamiamo? È più calcio questo? È più sport? Catania Juventus gol annullato varO forse siamo nostalgici dei gol di Muntari o del Rigore assegnato per un fallo su Boniek a 2 metri dall’area?

Perché questi episodi che riguardano solo la Juventus? Perché si entra in quel cul-de-sac secondo cui prima gli arbitri erano in assoluta e totale buona fede, sbagliavano perché può succedere, si sbaglia tutti, è naturale, va così nel calcio.

Adesso no, non c’è più la buona fede ed è subentrata l’improvvisa malafede, non solo dell’assistente al video ma anche degli arbitri che ne fanno/non ne fanno ricorso, scegliete voi la casistica, come fanno giustamente notare gli amici di Casa Inter:

MA QUALCOSA STA CAMBIANDO

Il massimo del delirio contro il VAR, però, è stato raggiunto da… oh perdìo, abbiate pazienza, è un altro juventino, non è affatto colpa mia!

Dicevamo, è stato raggiunto da Tacchinardi, altro juventino doc. Non so di chi sia il video e ringrazio l’utente Twitter per averlo girato:

 

Questo no, non è neanche commentabile: si capisce dall’inflessione, dalla forzatura con cui cerca le parole che non ci crede neanche lui.

In molti giornalisti stanno mantenendo dritta la barra contro il VAR, in alcuni casi direttamente, in altri indirettamente, come qui su “La Gazzetta dello Sport” che non si capisce quale sia l’indirizzo della frase né la finalità, ma tant’è, sui titolisti in rosa ormai ci abbiamo perso le speranze:

Ovviamente a essere contro è Tuttosport (non state lì a sottilizzare che sia un giornale juventino di fatto), però stavolta lo fa con classe, parlando di VAR (in prima pagina) sullo spazio dedicato al Torino:

Però qualcosa sembra muoversi.

Intanto molte altre squadre, e loro tifosi, stanno comprendendo la natura più profonda di questo cambiamento, e cioè che non elimina gli errori, che purtroppo ci saranno sempre e comunque, ma li limita, al contempo limitando l’incidenza dell’errore umano… anche se, ad esempio, il rigore poi sbagliato da Dybala non c’è e Lichsteiner doveva essere espulso, per dirne due tra le varie interpretazioni fallaci.

Ma quello che va a confortare lo sportivo è che quelli sarebbero stati COMUNQUE (consentitemi il maiuscolo) errori. Comunque. Lo sono stati anche con l’uso del Var? Va bene, è uno strumento nuovo e dovrà essere migliorato: ma non ha aggiunto un altro errore, pur essendo stata data una valutazione non corretta.

Ma a segnare il passo, davvero e in maniera sostanziosa, è che dopo settimane e settimane di letame spalato addosso al VAR dai vari Vialli/Mauro & co., il direttore di Sky Sport si sente persino in dovere di dire la sua, difendere l’uso della tecnologia nel calcio e dire che, sì, i nostri opinionisti parlano solo ed esclusivamente per sé stessi: la linea della redazione è tutt’altra (il testo originale è disponibile sia cliccando all’interno dell’immagine che all’interno del testo citato).

VAR. Vedere. Aiutare. Risolvere. La funzione del VAR, Video Assistant Referee, una persona non una macchina, è soltanto questa. Dopo 7 giornate, quasi un quinto di campionato, si può anzi si deve fare un primo bilancio. Ed è positivo. Molto positivo. I risultati della sperimentazione, perché non va dimenticato che di questo si tratta, vanno oltre i difetti del tutto prevedibili in una fase di test. Sono diminuiti gli errori e – nonostante alcuni irriducibili contestatori – sono diminuite le discussioni in campo. Tutto questo, a fronte di qualche minuto in più di recupero e senza diminuire la quota di tempo effettivo rispetto alle pause. Già questo dovrebbe bastare a sostenere chi sta lavorando a questo progetto, intrapreso con coraggio dalla Federazione e dalla Lega all’inizio di questa stagione. Non perché sia perfetto, non perché renda gli arbitri infallibili, non perché prima fosse tutto un complotto. Anzi, alcuni lo pensano ancora oggi, dato che da parte di dirigenti e allenatori permane l’abitudine a lamentarsi a fine partita, quasi sempre nel tentativo, speriamo vano, di ottenere benevolenza in vista di quella dopo. Il VAR va sostenuto perché si tratta di una tecnologia al servizio dell’uomo, non al posto dell’uomo. E va sostenuto con tutti i suoi limiti e gli inevitabili incidenti di percorso. Per citarne alcuni: c’è stato un gol annullato al Torino, sul quale il VAR non è potuto intervenire. Un rigore contro la Juve figlio di un fuorigioco non visto. Il contatto Perotti Skriniar in Roma-Inter, sul quale sono rimasti mille dubbi. E alla Fiorentina manca un rigorone contro l’Atalanta. Tutto questo fa più rumore delle tante situazioni valutate per il meglio. Come l’ultima: l’annullamento del gol di Mandzukic in Atalanta-Juventus. Il punto è: la gomitata di Lichtsteiner sul Papu Gomez c’era? Si. E’ stata vista? No. In conseguenza di quel fallo, e senza soluzione di continuità nell’azione, è stato segnato un gol? Si. Tornando indietro di 13 secondi, rispettando il protocollo, il Var ha segnalato all’arbitro la svista. E, in poco più di mezzo minuto, il gol è stato annullato. Viene da chiedersi: dov’è il problema? Meglio concedere un gol irregolare? Per noi, no. Il fronte degli oppositori in molti casi avanza dubbi che fanno riflettere, e queste opinioni troveranno sempre spazio nel dibattito, a Sky. Ma il problema non è essere a favore o contro il Video Assistant Referee. Piuttosto è il pregiudizio, la cultura del sospetto, il complottismo, la presunzione di malafede. Questi sono i nemici da combattere e, in questo senso, siamo favorevoli al Var proprio perché siamo convinti che sarà un grande alleato, se sfrutteremo la tecnologia in modo corretto e ne accetteremo il margine di errore. Noi la pensiamo così: Vedere Aiutare Risolvere. Ma anche: Vi Aiuteremo Ragazzi. Dedicato agli arbitri, e a tutti coloro che meritano fiducia, perché lavorano per un calcio non perfetto, ma migliore. Federico Ferri - Direttore di Sky Sport

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È un cambiamento epocale e l’inconsueta uscita del Direttore (tra l’altro sembra, si dice, pare che sia proprio juventino)  credo possa significare qualcosa di importante anche nelle future prese di posizione da parte di altri giornalisti che, ricordiamolo, sono il vero discrimine tra pregiudizio e comprensione, perché purtroppo le testate nazionali hanno sempre troppo potere di condizionamento (lo vedremo anche nell’analisi della partita dell’Inter).

Insomma, a fine anno credo che più o meno tutti saremo d’accordo che il cambio è epocale e che i benefici sono indubbi: dovrà essere migliorato, e probabilmente non smetterà di essere infallibile e, di conseguenza, perfettibile.

Sappiamo che a restarne scontenti saranno sempre i soliti. Chi? Gli juventini, who else?

Oh, che poi quando ti ritrovi qualcuno più equilibrato ti sembra pure che stia fingendo o, come in questo caso, che l’eccezione conferma davvero la regola:

 

Il paradosso di tutte queste polemiche bianconere? Che se ne lamentano dopo che gli è stato risparmiato il rosso a Lichtsteiner e letteralmente regalato un rigore che non c’era.

Perché la cosa più importante per loro, è bene ricordarlo, è solo vincere. Non importa come.

UPDATE

Abbiamo il primo squalificato per insulti al VAR. RicordateVi: il VAR è l’assistente al video, è un “quinto uomo” in campo a tutti gli effetti. È un ufficiale di gara, non una macchina: è il “video assistant referee”, non un computer… ecco anche perché è “IL” Var e non “LA” Var (che potrebbe, sì, riferirsi alla tecnologia, ma a quel punto sarebbe improprio chiamarla Var).

Ebbene, indovinate di quale squadra è il dirigente squalificato?

Bravi, so che avete indovinato tutti.

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