Inter Milan 3-2: le pagelle formali

Ci siamo riservati la possibilità di fare notte, perché la partita è stata carica di adrenalina, soprattutto nel 2° tempo in cui sono saltati alcuni meccanismi da entrambe le parti, ma soprattutto per il Milan che si è trovato costretto ad attaccare e a reinventare il centrocampo, trovando sì delle buone geometrie, veloci ed efficaci soprattutto nei primi 20 minuti del secondo tempo, mettendosi però nella difficoltà di gestire una difesa ancora lontana dall’essere affidabile.

Ci sono stati tre Derby dentro il Derby: il primo tempo, chiaramente gestito dall’Inter, persino con personalità insospettata e controllando il Milan fino all’occasione di Borini, per un avversario che si è affacciato dalle parti di Handanovic solo negli ultimi minuti; poi i primi 15/20, con i rossoneri arrembanti, forse anche irrazionali per certi versi ma efficaci; e poi gli ultimi 25 minuti, nei quali è saltato un po’ tutto e in cui sono emerse le potenzialità dell’Inter negli spazi lasciati da un Milan che soffre troppo, più dell’Inter, queste situazioni. Solo che l’Inter ha anche più cuore, oggi. Qui l’analisi a caldo.

Inter-Milan 3-2: la vittoria che ha il sapore delle cose formali

Non l’ho mai fatto ma è il caso anche di chiarire i principi che stanno dietro le pagelle de ilMalpensante. Ovviamente tengono conto dei 90 minuti e della prestazione complessiva del singolo calciatore. Anche il voto di Icardi non è alla tripletta, come leggerete, ma a tutta la prestazione nella sua interezza: vale per lui come vale per tutti gli altri. In caso di errori individuali piuttosto gravi diminuisce  (come quello di Cancelo sul gol, per esempio), mentre per giocate decisive (vedi assist di Perisic) il voto complessivo cresce, seppure con un “peso” inferiore rispetto a un errore individuale grave.

Le pagelle

HANDANOVIC 7: quante volte è successo che un portiere faccia due autogol in due anni consecutivi, tra l’altro della stessa tipologia? Crudeltà del tabellino che segna “Handanovic (AUT)” anche se in realtà è lui che fa il miracolo parando il tiro di Bonaventura, ma è lui che impedisce al Milan di aprire la partita e di dilagare poi, facendo almeno 3 interventi decisivi, ma dando in genere una sensazione di sicurezza che aiuta i compagni.

D’AMBROSIO 6,5: attacca poco anche se, quando lo fa, è discretamente efficace anche se è agevolato dalla grande vena di Candreva. In difesa non soffre molto e nel secondo tempo Spalletti gli chiede di fare il terzo centrale aggiunto. Si guadagna anche un gran rigore. Positivo.

SKRINIAR 6,5: sbaglia in sostanza soltanto una marcatura su Cutrone, che lo anticipa tirando a lato. Per il resto è la solita roccia che nel primo tempo giganteggia anche perché Suso lo lascia tranquillo. Poi sulle palle alte giganteggia, anche se Cutrone gli dà più filo da torcere e qualche volta sembra in affanno.

MIRANDA 5: spiace dare una insufficienza così netta in un Derby così, ma la partita di Miranda a tratti oscena come se fosse il peggiore dei Ranocchia. Se non bastasse il tabellino delle statistiche (cinque-palle-perse-cinque! E appena il 72% di passaggi riusciti), rimane l’impressione di una sofferenza costante e senza soluzione nei confronti di un André Silva che non fa, però, nulla di straordinario se non portarlo fuori a spasso. Lui vince pochissimi duelli e si becca anche un meritato giallo. Ma la cosa peggiore è quell’atteggiamento di sufficienza, di spocchia talvolta, che gli fa prendere rischi inaccettabili palla al piede. Negli ultimi 20 minuti, a difesa schierata, fa anche un paio di interventi importanti che gli permettono di galleggiare e lasciare un buon ricordo: ma il resto del match è largamente, ma largamente eh, insufficiente.
Il primo regalo di gennaio dovrà essere un difensore centrale in grado di competere per la maglia da titolare.

NAGATOMO 5,5: lo so, avevo detto che era partita da sufficienza. In realtà, rivedendo buona parte della partita, la sua prestazione è condita da molti piccoli errori di posizionamento, soprattutto sui cambi di campo da lato forte destra dell’Inter a lato debole a sinistra: i due gol nascono proprio così e sul secondo è piuttosto naif, lui sì, sul suo uomo. Peccato, perché non era dispiaciuto in molte altre situazioni.

VECINO 7: con Skriniar il più preciso dell’Inter nei passaggi. Nel primo tempo lasciato troppo spesso a dovere trovare varchi e portare palla per troppi metri, lui gioca un po’ di fioretto e commette qualche errore di troppo: 2 palle perse per uno come lui sono un’eternità, per altri un lusso. Nel secondo tempo, però, decide di usare l’armamentario pesante e recupera palloni (7 in totale), porta palla, va al tiro, spacca la metà campo, rischia di fare due gol e avrebbe meritato un assist da Cancelo per un gol facile facile.
È quello che sta meglio, che ha geometrie più lineari, ma che ha anche quello “strappo” che può risultare decisivo: prima o poi lo proveranno sulla trequarti.

GAGLIARDINI 5: l’avevamo visto bene in nazionale ma col Milan annega spesso perché il passo di tutti i centrocampisti rossoneri è diverso dal suo e lui non trova mai le misure. Ha responsabilità sul gol di Suso, anche se è ingannato da Perisic; allo stesso Suso concede un tiro troppo facile, ma in generale non sembra a suo agio, lento e impacciato. Perde anche 4 palloni e uno è gravissimo perché la palla rubata da Kessié porta all’occasione di Borini. Nel finale altro errore clamoroso, perde palla su pressione di Cutrone al 94esimo e c’è la ripartenza pericolosissima del Milan stoppata, fortunatamente, da Eder… cosa che, tra l’altro, vanifica l’aiuto efficace di un minuto prima a Nagatomo. Insomma, gli errori che risultano più pericolosi e decisivi sono proprio i suoi.
L’impressione è che se non gioca con il fantomatico “sangue agli occhi” rende molto meno.

BORJA VALERO 6,5: finché ha avuto benzina è stato determinante, sia perché ha mandato fuori giri Biglia, mai libero di giocare serenamente, sia perché era l’unico a farsi trovare alle spalle dei centrocampisti rossoneri. In 45 minuti fa più dribbling lui di tutta l’Inter e uno di questi, delizioso, porta al tiro di Candreva che colpisce la traversa. Sua la palla recuperata che porta al primo gold i Icardi, ma in totale crea 3 passaggi chiave per azioni importanti, anche se è più impreciso del solito. L’Inter non può fare a meno della sua intelligenza, perché la logica della manovra offensiva dipende moltissimo dalla qualità del suo gioco.

CANDREVA 7,5: corre, lotta, difende, si sovrappone, rende un inferno la partita di Rodriguez, cerca e trova giocate con continuità e sforna due assist al bacio: uno è un gol di Icardi, l’altro se lo mangia Vecino. Di moto proprio colpisce una traversa, ma è in generale il padrone della fascia destra, sulla quale tiranneggia con strappi che i rossoneri non riescono a contenere. Poi inevitabilmente cala, ma un Candreva così ce lo auguriamo per tutta la stagione.

PERISIC 6,5: quando credi che debba essere lui a spaccare le partite perché è l’unico che può farlo con la qualità individuale non ti sbagli, perché l’azione del secondo gol di Icardi è emblematica delle sue potenzialità: il modo in cui supera Musacchio è da grande attaccante. Il Milan gli ha costruito una gabbia nel primo tempo con Kessié, Musacchio e Borini che per mezz’ora lo ha imbrigliato. E lui che fa? Si mette a fare legna a metà campo, rincorre, chiude, raddoppia e soprattutto nel secondo tempo si sacrifica a fare l’elastico tra mezz’ala in fase di non possesso e attaccante in fase di possesso, su richiesta di Spalletti. Lui trova anche lo spunto per l’assist. Prova di grandissima maturità, con la mostruosità di 7 palle recuperate, 6 duelli aerei vinti, e tanta, tantissima sostanza…

ICARDI 9: se non avesse segnato gli avremmo dato un bel 7 comunque, perché si è mosso moltissimo, ha lottato, messo in difficoltà Bonucci, ha strappato quella palla fondamentale a Biglia, ma in generale è sempre stato dentro la partita con 24 palloni toccati, tutti utilissimi o quasi. Lotta, corsa continua, pressing su Bonucci. Offre anche due sponde splendide (una a Perisic, palla alta; l’altra a Eder, “para” Rodriguez). Poi ci sono i tre gol fenomenali da serial killer dell’area di rigore.
Da lustrarsi gli occhi anche la gran corsa al 92esimo su Borini: palla senza vita, senza possibilità, senza fascino, ma utilissimo buttarla in fallo laterale e rallentare l’azione del Milan: lì poi sente i crampi ed è costretto a uscire.

Quante cose dice questa immagine?

CANCELO 5: spiace, spiace tanto perché è una delle armi che personalmente aspetto di più. Come avete letto più volte, non credo che sia pronto per fare il terzino in Italia, ma già avere un’alternativa sulla fascia, zona alta, sarebbe una gran cosa perché ha corsa e dribbling che saranno utilissimi. Che abbia qualche carenza, dal punto di vista delle letture difensive, ce lo dice il secondo gol del Milan in cui si “dimentica” del suo uomo alle spalle, Bonaventura. Fa anche una bella azione in attacco, ma commette l’errore di volerla mettere in mezzo per forza mentre c’è Vecino liberissimo a pochi metri; poi nel finale sbaglia la misura sul cross per Perisic, ma in quel caso sarebbe stato meglio perdere tempo, era il 93esimo. Chiaramente non si tratta di una bocciatura tout-court, ci mancherebbe altro… è appena rientrato ed era alla prima partita, difficilissima ed è entrato in un momento delicato. Ma, come spiegato prima, gli errori individuali gravi pesano di più nella valutazione complessiva.

EDER 6+: si merita il voto perché corre tantissimo in pochi minuti, ha un’ottima occasione da rete (ma perché non ha fintato?), perché è MERAVIGLIOSO il suo intervento su Suso (e lo azzoppa anche), e soprattutto perché si immola su Locatelli nell’ultimo contropiede scatenato dalla troppa sufficienza di Gagliardini.

SPALLETTI 7: la media tra l’8 dovuto all’aver dato quadratura e logica a una squadra uscita a pezzetti dalla stagione scorsa, oltre che avere preparato bene la partita e avere giocato sui difetti del Milan: pressing su Bonucci, tenere la difesa più larga possibile, premere alle spalle di Rodriguez etc… letture perfette. Il problema, in partita,  è che si è trovato con la panchina così corta che gli è venuto il braccino corto: schierarsi a 3 dietro era necessario già da qualche minuto prima del gol, così come non avere reagito a quel Bonaventura schierato alto a sinistra, con Cancelo forse troppo poco applicato al ruolo di 5° di difesa. Nel complesso, però, esce vincitore dal confronto perché l’Inter è decisamente più squadra del Milan.

sostieni ilmalpensante.com

VOTI DEGLI AVVERSARI:

DONNARUMMA 5: con i piedi è davvero una tragedia;

MUSACCHIO 5: si perde Icardi sul primo gol e si fa sbertucciare da Perisic sul secondo;

BONUCCI 4,5: fuori forma e spesso fuori posizione: l’unico equilibrio che sta spostando è quello mentale di Montella;

ROMAGNOLI 5: ha il demerito di uscire tardi su Candreva in occasione del primo gol, poi è quello che gestisce meglio dei 3;

BORINI 6,5: che bella sorpresa però il ragazzo reinventato terzino;

RODRIGUEZ 4: e dire che “para” il gol sicuro di Eder nel finale. Ma l’Inter dal suo lato esonda senza pietà;

BIGLIA 4,5: irriconoscibile per larghi tratti di partita e il Milan non può prescindere dalle sue geometrie, dai suoi lanci, ma anche della sua corsa (è quasi sempre tra i più in movimento a fine partita). Ma paga soprattutto i due palloni persi che portano ai gol dell’Inter;

KESSIÉ 5: l’avevano paragonato persino a Rijkaard, ma per favore. Buono, tanta corsa, ma per la qualità passare un’altra volta. Crescerà.

BONAVENTURA 6,5: il migliore del Milan perché nel primo tempo cambia spesso posizione e lo trovano raramente, nel secondo gioca sulla fascia come fosse casa sua e il gol nasce dalla sua determinazione;

SUSO 6,5: la media tra il primo tempo assolutamente anonimo e una ripresa da assoluto protagonista: non è una punta centrale e non si capisce perché Montella non si schieri col 4-3-3;

ANDRÉ SILVA 6+: nulla di straordinario diranno in molto, ma è un tale moto perpetuo che arriva a toccare quasi una 50ina di palloni, praticamente un centrocampista aggiunto. Miranda non gli trova quasi mai le misure e sul palo fa una gran cosa. Con un partner d’attacco in grado di prendere profondità diventa più pericoloso.

CUTRONE 6,5: bel giocatorino, tanta corsa e un istinto naturale per il gol. È l’unico, finora, che ha messo in qualche apprensione Skriniar. Recupera un pallone fondamentale al 94esimo su Gagliardini, il Milan lo sfrutta male.

LOCATELLI 6: entra con la licenza di uccidere e meriterebbe due gialli. Detto questo, però, fa sostanza e corre come se non ci fosse un domani;

MONTELLA 5,5: la prepara con troppa paura, Milan brutto e contratto per i primi 45 minuti. Poi decide di giocarsela a viso aperto e si vede anche un buon gioco per una ventina di minuti: solo che le fragilità del Milan sono tali e tante che le difficoltà degli ultimi 20 minuti giustificano in parte l’atteggiamento iniziale: fisicamente cede troppo agli avversari. Fa letture giuste, prima arretrando Suso e togliendo Kessié, inserendo Cutrone; poi mettendo Locatelli e togliendo Romagnoli, arretrando Rodriguez e mettendo Bonaventura largo a sinistra: tutte e due le mosse generano i gol del Milan. Il pianto isterico a fine partita, però, poteva largamente risparmiarselo: è un pugno sullo stomaco dell’ambiente e incide sul voto.

TAGLIAVENTO 4,5: una gestione inconcepibile del match e dei cartellini totalmente sbilanciata a favore dei rossoneri. Risparmia Locatelli, ma soprattutto Biglia su un mani che, non fischiato, poi porta al giallo a Vecino. Dio benedica il VAR, perché senza quello non avrebbe mai avuto il coraggio di dare rigore.

TABELLINO

INTER-MILAN 3-2
(primo tempo 1-0)
MARCATORI: Icardi (I) al 28′ p.t.; Suso (M) all’11’, Icardi (I) al 18′ e su rigore al 45′, autorete di Handanovic (I) al 35′ s.t.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Borja Valero (dal 40′ s.t. Eder); Candreva (dal 28′ s.t. Cancelo), Vecino, Perisic; Icardi (dal 48′ s.t. Santon). (Padelli, Berni, Ranocchia, Dalbert, Karamoh, Pinamonti). All. Spalletti.
MILAN (3-5-1-1): G. Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Romagnoli (dal 32′ s.t. Locatelli); Borini, Kessie (dal 1′ s.t. Cutrone), Biglia, Bonaventura, Rodriguez; Suso; André Silva. (Storari, A. Donnarumma, Paletta, Zapata, Calabria, Abate, Gomez, Mauri, Gabbia, Montolivo). All. Montella.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
SANZIONI Miranda (I), Romagnoli (M), Vecino (I), Gagliardini (I), Perisic (I), Rodriguez (M), Eder (M) per gioco scorretto; Icardi (I) per comportamento non regolamentare.
Loading Disqus Comments ...