Inter-Sampdoria: le pagelle fuori tempo limite

Le pagelle sono anche un modo per raccontare alcuni dettagli della partita che nelle analisi possono sfuggire. Siccome sto anche preparando le medie voto de ilMalpensante, anche se fuori tempo massimo ma ho deciso comunque di redigere le pagelle. Anche perché in giro ho visto voti davvero troppo bassi per una prestazione più che maiuscola: il fatto di avere subito per una decina di minuti la Sampdoria e avere concesso 2 gol non può cancellare i meriti di una squadra che merita quasi tutti voti molto alti.

Insomma, ho visto i voti della Gazzetta… ma che partita hanno visto? 6 a Borja Valero? 6 a Candreva? 6 a D’Ambrosio? Questi voti sono da squadra che scippa un pareggino utile e niente di più: quest’altra, invece, per 70 minuti ha disegnato calcio di altissimo livello. Altroché.

HANDANOVIC 4,5 (8!): Colpevole! Colpevole! Colpevole! Ma anche grazie, Samir, meriti anche un 8 perché così per una settimana si tiene lontano lo sprettro della “reductio ad Handanovic” che tanto aveva preso piede e che aveva appannato i meriti dell’Inter nelle ultime settimane.
Sul primo gol fa due errori: non esce e rimane imbambolato; sul secondo sembra meno colpevole, però probabilmente un altro portiere avrebbe rischiato l’uscita. Il numero di parate è “zero” su tutti i tabellini e, in più, il “nuovo” possesso palla di Spalletti gli riduce persino quella piacevolezza tattica che era il suo rinvio di mani. Scornato.

D’AMBROSIO E NAGATOMO 7-: ogni mezzo voto in meno sarebbe un torto. Non perché siano perfetti, ma perché hanno finalmente fatto delle differenze un po’ su tutto il campo. Spalletti ha chiesto a entrambi di stare molto più stretti al centro perché la Samp fa molta densità in mezzo, per poi allargarsi se e quando necessario. D’Ambrosio nel primo tempo ha avuto più assistenza da Candreva, Nagatomo nel secondo da Perisic. Nagatomo fa due soli errori, più un paio di fuorigioco mancati perché totalmente fuori linea e avrebbe meritato qualcosina in meno di D’Ambrosio che, dalla sua, ha anche aver sfiorato un gran gol e avere prodotto molte buone sovrapposizioni e in gran tempismo; ma Nagatomo si è anche distinto per alcune aperture e un paio di profondità che hanno reso l’Inter più pericolosa e, pertanto, pur essendo uno dei suoi più acerrimi nemici da sempre, non gli si può riconoscere il fatto che stia più attento nella applicazione. D’Ambrosio paga, altresì, l’assurdo pressing nel primo gol doriano, mentre sul secondo gol non si comprende esattamente perché in molti l’abbiano “punito”, visto che il suo uomo era più dietro e lui ha solo provato a recuperare il ritardo di Skriniar.

SKRINIAR 7: sul secondo gol si perde l’uomo, è vero, e si tratta di un errore grave, compensato di gran lunga, però, dal gol segnato. Per il resto è il vero comandante della difesa, con soliti anticipi e uscite perfette: una, in particolare, l’abbiamo raccontata ed è quella che poi porta all’angolo del gol: giocatore dalle qualità ancora tutte da esplorare che rischia di essere il vero crack dell’estate 2017.
Un giorno, magari, qualcuno si guarderà indietro e dirà “Ti ricordi di quel colpaccio dell’Inter per questo fuoriclasse fortissimo? Una manciata di milioni più Caprari”: ovvero l’esatto opposto di quello che in molti dicevano in estate. Skriniar chi?!

MIRANDA 5,5: la quantità di leggerezze in partita è causa di una serie di problemi cardiaci non indifferenti che i tifosi non vorrebbero pagare. Inizia al 2° minuto con uno stop sbagliato e un contrasto perso che Quagliarella non trasforma in rete, tirando alto. Poi riesce a essere più concentrato, anche perché a metà campo l’Inter detta legge, ma nel finale è il primo ad ammainare bandiera: un’Inter quasi perfetta (gol a parte) per 75 minuti e lui comincia a giochicchiare, come nel caso di quella palla recuperata poi da Torreira su Gagliardini… atteggiamento che si trasmette a tutta la squadra e che diventa il segnale di paura che proprio non serviva.
Ribadisco: a gennaio ci sono tre urgenze, ma un centrale titolare è più che urgenza, perché in generale trasmette un senso di insicurezza insopportabile.

GAGLIARDINI 6,5: una prestazione che, nel complesso, è molto confortante, anche perché finalmente sfrutta tutta la sua sapienza anche nelle letture di gioco sugli avversari (ben 5 i palloni intercettati). Riesce anche a creare situazioni di gioco interessanti e recupera dei palloni importanti (di testa è una roccia), ma molto spesso spreca: perde 5 palloni, di cui un paio sanguinosi, e ha una percentuale di passaggi riusciti che, per essere un centrocampista centrale, è inaccettabilmente troppo bassa: 72%, non giustificato neanche da lanci lunghi che lui prova solo un paio di volte. Ed è un peccato, perché un paio di aperture sono anche piuttosto interessanti. Insomma, una prestazioni con molte luci e qualche ombra di troppo, che però diventa un mattone importantissimo in vista dei prossimi impegni, anche perché corre tanto, tantissimo, più di tutti: 12,3 km.

VECINO 7: l’anima combattente dell’Inter assieme a Skriniar. Grandi recuperi, geometrie, inserimenti, cambi di posizione con Borja Valero, posizioni perfette negli half spaces doriani che fanno malissimo, come nel caso del terzo gol, in cui la sua posizione assume una centralità indiscutibile e fondamentale, non solo per la palla finale a Perisic… l’assist è del croato ma per metà è di Vecino. Proprio in questa azione è possibile apprezzare la capacità dei due nuovi acquisti di dialogare non solo con la palla, ma anche senza, scambiandosi posizione e disorientando il centrocampo avversario. Quando poi lui esce, la metà campo interista sparisce: un cas? Io non crete (cit.).

BORJA VALERO 7-: qualcuno potrà dire che è il mio preferito (e non è così) o che tendo a esaltarne troppo i meriti rispetto ai demeriti (e non è così), ma per 70 minuti se l’Inter ha una logica e, al tempo stesso, una certa imprevedibilità offensiva lo deve al movimento perpetuo dello spagnolo, alla sua capacità di cucire il gioco, persino l’insospettata abilità nel dribbling e nel creare superiorità.
Poi purtroppo cala fisicamente e paga l’ultimo quarto d’ora anche più di altri, ma senza particolari demeriti: e comunque arriva a macinare 12,2km come se avesse 5 anni in meno.

CANDREVA 6,5: la prima reazione nerazzurra è sua, la quantità di corsa è strepitosa anche per lui (11,6 km), la quantità di passaggi che creano pericoli idem (6), ci sono anche tre tiri in porta e una presenza costante in zona D’Ambrosio. Un giocatore rigenerato che zittisce molte critiche. Salta quasi mezzo voto per quella stupidata sul secondo gol doriano: quel genere di dribbling si può fare nella prima ora, e comunque non lo rischieresti mai al limite dell’area.

PERISIC 7,5: partiamo dai demeriti, che sono praticamente solo due: nel primo gol sbaglia a non seguire lui Quagliarella non appena saltato; nel secondo arriva in ritardo sul cross. Fine dei demeriti che, purtroppo, costano due gol, anche se non è il principale imputato. Tolto questo, farebbe una prestazione da 8 e più in pagella e migliore in campo (che comunque rimane lui). Spalletti lo ha convinto, finalmente, che la sua dimensione aumenta quanto più si rende utile alla squadra: per oltre un’ora è un’iradiddio: coglie una traversa clamorosa, sfiora il gol alla Stankovic da 40 metri, fa assist, dialoga, dribbla, corre, si rende utile e copre, copre tantissimo (da antologia la chiusura su Quagliarella che tira a botta sicura da quasi nell’area piccola).

ICARDI 7,5: il mio migliore in campo è Perisic, pertanto Icardi deve adeguarsi anche nel voto. Tocca una trentina di palloni (sopra la media) lotta, fa pressing e si muove con intelligenza. Nel primo gol rimane intelligentemente sulla fascia, fa un’apertura divina (DI-VI-NA) su Candreva e poi si fionda in area, finalmente senza il controllo avversario: gol davvero pregevole. Il secondo è da Icardi, da killer d’area. Ripetiamo ad libitum: se comincerà a gustare il piacere di svariare, trovare spazi e dialogare secondo le sue qualità, l’Inter si ritroverà in squadra un attaccante in grado di imporsi a qualunque livello.

SANTON 5,5: gioca poco però sembra piuttosto spaesato. Non certo il momento giusto per entrare.

JOAO MARIO 4: entrare al posto di Vecino è problematico, perché ci si aspetta una prestazione simile, anche se Vecino fa una partita a tratti trascendentale. Il problema di Joao Mario è che non ci mette voglia, non ci mette grinta, è sempre fuori luogo: in un caso, addirittura, fa da ostacolo a Borja Valero, con annessa occasione per la Sampdoria che solo un recupero prodigioso di Perisic sventa. Avete presente il classico video del tipo “cosa NON fare quando si entra in campo”? Ecco, Joao Mario ne ha girato uno.

EDER 6,5: avete presente il classico video del tipo “cosa fare con pochi minuti a disposizione”? Eder si sta specializzando nei minuti di lotta di classe nella veste dell’operaio in sciopero e agguerrito al punto giusto da scatenare una rivoluzione. Si becca ancora una ammonizione utilissima, ma è davvero un esempio per tutti i compagni. Premiato per l’atteggiamento, utilissimo anche in prospettiva.

SPALLETTI 7,5: va detto che reagisce con un po’ di ritardo alle difficoltà dell’Inter, così come accaduto contro il Milan. Stavolta, però, è stato costretto a sostituire Vecino: poi si è trovato la coperta corta con almeno 3 uomini da sostituire. Ha fatto delle scelte e in questi casi ci tocca usare il rasoio di Occam: non avendo argomentazioni alternative, possiamo dire che ha ragione. Il problema è che gli altri allenatori hanno sostituti in grado di variare davvero il gioco e, al tempo stesso, di apportare quantomeno la stessa qualità: lui no, non al momento.
70 minuti di gran calcio, squadra sicura, gran possesso palla, occasioni, movimenti, sacrificio: un’Inter trasformata nel profondo, rivitalizzata. Che c’è ed è consistente. Come si fa a non premiarlo?

Tabellino

INTER-SAMPDORIA 3-2
(primo tempo 2-0)
MARCATORI: Skriniar (I) al 18′, Icardi (I) al 32′ p.t.; Icardi (I) al 9′, Kownacki (S) al 19′, Quagliarella (S) al 40′ s.t.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo (dal 38′ s.t. Santon); Gagliardini, Vecino (dal 29′ s.t. Joao Mario); Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi (dal 42′ s.t. Eder). (Padelli, Berni, Ranocchia, Dalbert, Cancelo, Karamoh, Pinamonti). All. Spalletti.
SAMPDORIA (4-3-1-2): Puggioni; Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Murru; Barreto (dal 20′ s.t. Linetty), Torreira, Praet; Ramirez (dal 1′ s.t. Caprari); Zapata (dal 12′ s.t. Kownacki), Quagliarella. (Krapikas, Tozzo, Regini, Strinic, Capezzi, Verre, Alvarez). All. Giampaolo.
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata.
SANZIONI: ammoniti Murru (S), Eder (S), Gagliardini (I), Quagliarella (S).

 

  • BlueFry

    Se ripenso a tutti i tifosi che quest’estate si strappavano le vesti urlando a gran voce “TOPPE PLEIER” e si arrabbiavano per i soldi spesi per Vecino pensandolo un brocco sopravvalutato.. ridiamoci su, và. Che gran giocatore.

    Per una volta voglio fare un plauso anche allo stadio e ai tifosi, che stanno riuscendo a mettere da parte gli antichi dissapori verso Nagatomo e Candreva (e mi metto tra quelli ad essere stato iper-critico verso entrambi) per omaggiarli con meritatissimi applausi.

  • Mario Gigliotti

    Ciao Alberto, aspettavo le tue pagelle.👏👏
    Secondo me il tuo giudizio così giustamente positivo, è dato dal fatto che hai visto la partita a risultato acquisito. Mentre noi che l’abbiamo guardata in diretta, ci è rimasta di più l’ansia di veder sfumare una vittoria, che avrebbe dovuto essere molto più larga.
    Mi auguro che il tuo giudizio sia quello giusto.

  • RanieroB

    Non è troppo tardi per le pagelle, due giorni scarsi.
    Grazie di aver corretto verso l’alto voti assurdi di alcuni giornali. Se danno 6 a tutti, sempre e comunque, tanto vale non darli proprio i voti.
    E poi (ormai lo sai), io ho altro metro. E infatti secondo me li potevi alzare di più, se sei d’accordo che l’Inter ha fatto gran calcio. Qualche 8 almeno! 🙂

  • Gio-Bonimba ’61

    Spalletti mi piace ogni giorno di più e mi sembra che pian pianino vada assumendo quel ruolo di antagonista del rumore dei nemici che in società è ahimè assente (da sempre: l’incombenza è stata lasciata solo al Mister di turno)! In tempi non sospetti, vista Barcellona-Juve 3-0, vedendo giocare l’Inter mi rifiutavo di pensare che in Spagna si sarebbe perso in quel modo e per 3 gol, magari sì perdeva ma non così come quella Juve stellare. Ora mi chiedo pure cosa sarebbe questa squadra con un “vero” difensore concreto e non farfallone come Miranda e con un cambio in più a centrocampo. JM probabilmente si impegna di più se schierato dall’inizio e non alla fine della gara: in realtà, il suo vero ruolo è partire dall’esterno, ma non farebbe mai il lavoro duro sulla fascia che assicurano Candreva e Perisic, per cui è diventato seriamente un problema, visto quanto è costato. In attesa dei lanci, al momento giusto, di Cancelo, Dalbert e Karamoa, mi aspetto che Spalletti riesca a far rinascere pure Santon e Ranocchia, e con i due innesti di cui sopra ci si può illudere di qualcosa in più del terzo o quarto posto. Certo, immagino già cosa succederà alla prima, inevitabile, sconfitta, sopratutto tra di noi tifosi nerazzurri, pronti a fischiare la partita dopo tizio o caio o fare i disfattisti….

  • Angelo Pesatori

    la cazzata di candreva rimette in corsa la samp più di Miranda eh!