Quanti punti ha l’Inter?

Quanti punti ha l’Inter oggi?

“Ma che domanda è”, direte voi, avendo cura di non inserire l’intonazione interrogativa. L’Inter ha 26 punti! Chiaramente se si guarda la classifica non può che essere così, come la riproponiamo nello screenshot qui sotto. Il problema, però, è che guardandola bene è una classifica che, in un certo qual modo, non ci convince né ci piace.

Classifica Serie A giornata 10 2017-18

Ci siamo fermati al Torino perché, da lì in poi, c’è tutto un altro campionato che stenta a decollare e dalla quale riuscirà a emergere solo qualcuna di quelle poche squadre che faranno qualche colpaccio con le grandi, o che usciranno vincitrici di qualche scontro diretto in più. Tra tutte, sinceramente, stupisce quel Genoa che ha oggettivamente qualità e organizzazione superiori rispetto al resto, e quindi mi aspetto che sia proprio la squadra genovese a emergere dal gruppone di fondo.

Quindi, accanto a quelle che pensavo essere destinate alla B (Benevento, Crotone e Hellas Verona), si sono aggiunte Udinese, Cagliari, Sassuolo e, appunto, Genoa. Del buon Fulvio Santucci ci fidiamo a occhi chiusi e ci riporta un particolare dato statistico:

Il senso è che una squadra con 6 punti (anche se a pari merito con le altre) che oggi sarebbe salva, in 12 dei 19 campionati sarebbe in zona retrocessione. La cosa che stupisce di più è che in ben due casi sarebbe stata ultima.

Quando l’anno scorso abbiamo parlato dell’Inter di Pioli abbiamo fatto notare che già a novembre quel campionato aveva già emesso delle sentenze quasi inappellabili, con il risultato di rendere molti confronti quasi un allenamento, per quanto brutto possa essere dirlo. Nell’analizzare la faccenda, abbiamo valutato che, dal derby contro il Milan in poi, ben sei squadre, per le 14 partite successive analizzate, avevano tenuto una media punti di almeno 2 a partita, con ben 4 squadre con ritmo superiore addirittura a quello complessivo dell’Inter del Triplete: 14 partite erano uno scorcio già importante per fare valutazioni del genere.

In quel momento, proiettando la media punti di 14 partite sull’intero campionato, avremmo avuto questa situazione:

Ci sono ben 4 squadre che hanno un ritmo a partita superiore all’Inter del triplete, chiaro che si tratti di anomalia irripetibile (e chiaro anche che quell’Inter giocò 38 partite): estendendo il periodo a un intero campionato, avremmo:

  1. Juventus 97
  2. Napoli 90
  3. Roma 90
  4. Inter 84
  5. Atalanta 79
  6. Lazio 76

E oggi? Arrotondando per difetto:

  1. Napoli 106
  2. Inter 98
  3. Lazio e Juventus 95
  4. Roma 80 (unico arrotondamento per eccesso, sarebbe 79,8)

Insomma, le cinque davanti stanno facendo un campionato sopra ogni possibile previsione, ma anche sopra ogni possibile realtà dei precedenti campionati, compreso il precedente che già sembrava l’anomalia delle anomalie. Così scrivevamo l’anno scorso:

Quando analizzavamo i risultati possibili dell’Inter, ritenevo che un gran campionato sarebbe stato con 2 punti di media a partita (sola gestione Pioli), che non sarebbero bastati per il terzo posto. Oggi Pioli va oltre. Ma quanto è davvero merito di Pioli?

Questo è uno tra i campionati più anomali mai visti. Facendo un excursus storico:

2015-2016: solo 3 squadre con almeno 2 punti a partita. Quarta l’Inter con 1,76;

2014-2015: solo 2 squadre con almeno 2 punti a partita. Terza la Lazio con 1,81;

2013-2014: solo 3 squadre con almeno 2 punti a partita. Quarta la Fiorentina con 1,71;

2012-2013: solo 2 squadre con almeno 2 punti a partita. Terzo il Milan con 1,89;

2011-2012: solo 2 squadre con almeno 2 punti a partita. Terza l’udinese con 1,68;

2010-2011: vince il Milan: l’Inter seconda ha 2 punti di media a partita (76 punti);

2009-2010: vince l’Inter di Mourinho con 82 punti (2,157 a partita) e dietro la Roma a 80 (2,11).

Se guardate, per esempio al 2011-12, l’Udinese sarebbe stata terza con 1,68 punti a partita… giusto un punto in più di media rispetto a questo disastrato Milan di Vincenzo di Burro.

“Pesiamo” la classifica?

Ecco il perché di una nuova necessità, ovvero quello di “pesare” la classifica, basandosi  su un paio di numeri che dobbiamo giocoforza presumere. Divideremo il campionato in 3 parti: quella di testa, che comprende le prime 5; quella successiva, che arriva al Torino; la parte meno nobile, che va da Udinese a Benevento.

Fascia A: Napoli, Inter, Lazio, Juventus e Roma;

Fascia B: Sampdoria, Fiorentina, Milan, Atalanta, Chievo, Bologna, Torino;

Fascia C: Udinese, Cagliari, Sassuolo, Genoa, Crotone, Verona, Spal e Benevento.

(errata corrige: nelle valutazioni che seguono ho inserito il Milan in Fascia A per potenziale, essendo comunque una squadra di caratura superiore rispetto a Sampdoria, Torino etc…).

Questo ci permette di valutare più oggettivamente l’attuale classifica e di “pesare”, in qualche modo, il cammino fin qui tenuto da tutte le squadre. E capire effettivamente quanti punti ha l’Inter.

  • L’Inter ha affrontato 3 squadre di Fascia A (7 punti), 3 squadre di Fascia B (7 punti), 4 squadre di Fascia C (12 punti);
  • Il Napoli ha affrontato 3 squadre di Fascia A (Lazio, Roma, Inter), 2 squadre di Fascia B (Bologna e Atalanta), 5 squadre di Fascia C (Verona, Benevento, Spal, Cagliari, Genoa);
  • La Lazio ha affrontato 3 squadre di Fascia A (Milan, Napoli, Juventus), 2 squadre di Fascia B (Bologna e Chievo), 5 squadre di Fascia C (Spal, Genoa, Verona, Sassuolo, Cagliari,);
  • La Juventus ha affrontato 1 sola squadra di Fascia A (Lazio), 4 squadre di Fascia B (Chievo, Fiorentina, Torino, Atalanta), 5 squadre di Fascia C (Cagliari, Genoa, Sassuolo, Udinese, Spal);
  • La Roma ha affrontato 3 squadre di Fascia A (Inter, Milan e Napoli), 2 squadre di Fascia B (Atalanta, Torino), 4 squadre di Fascia C (Verona, Benevento, Udinese, Crotone);

Ricordiamo che alla Roma manca la partita contro la Sampdoria, cosa che ci complica le cose anche nel volere azzardare eventuali “classifiche” basate anche sulla difficoltà degli avversari.

Al momento, però, possiamo dire che Napoli, Lazio e Juventus hanno avuto la parte più agevole per quanto riguarda le squadre di bassa classifica, mentre i bianconeri sono stati quelli più “fortunati” a inizio campionato per quanto riguarda gli scontri diretti. Ho usato le virgolette perché per i bianconeri dicembre sarà un mese di fuoco, dovendo affrontare ben 3 degli scontri diretti con Napoli, Inter, Bologna (che scontro diretto non è) e Roma, con in mezzo anche la Champions League: dopo la Sampdoria ci sarà lo scontro contro il Barcellona, e incastonato tra Napoli e Inter quello contro l’Olympiacos: devono proprio augurarsi di avere ottenuto già la qualificazione (è comunque a buon punto). Dicembre, però, potrebbe davvero determinante per la squadra di Allegri.

Fatta eccezione per i bianconeri, quindi, i percorsi sono quasi del tutto simili, con l’Inter che sembra avere avuto quello leggermente più ostico, benché la somma dei punti degli avversari affrontati dica diversamente:

  • Lazio 132
  • Inter 129
  • Napoli 127
  • Juventus 121
  • Roma 119

Con il risultato della Roma che cambierebbe sensibilmente con la partita contro la Sampdoria (che ha 17 punti).

Numeri che potrebbero non significare granché, ma che danno un’idea di quello che è stato il cammino delle 5 di testa oggi. Purtroppo, come si nota, il campionato ha una serie di squadre che davvero sembrano nettamente fuori luogo in un torneo come quello della Serie A, di fatto declassandola. È lo stesso discorso che abbiamo fatto quando c’era Pioli in panchina, nelle due settimane appena successive ai 7 match vinti consecutivamente: al netto di improvvisi tracolli o partite storte contro le medie e le piccole, il campionato sterza soprattutto negli scontri diretti. Ecco perché quest’anno sono più fiducioso, mentre l’anno scorso ero decisamente più scettico:

E Pioli ha, nel suo ruolino di marcia, 4 punti in 5 sfide importanti: Juventus, Roma, Napoli, Fiorentina e Milan, di cui una giocata con un uomo in più e tanta sofferenza comunque. Senza contare la Coppa Italia e, comunque, la seconda col Be’er Sheva.

Questo per sminuire il lavoro di Pioli? Certamente no, perché abbiamo anche ripreso articoli in cui ci si complimentava sinceramente col tecnico, e anche con un certo entusiasmo. I numeri servono semplicemente a dire che quelli di questo campionato sono anomali, abnormi per una grossa fetta della Serie A.

Numeri che restano abnormi, sia chiaro: lo dimostrano i confronti con i campionati precedenti, abbiamo visionato gli ultimi 9 (anno zero, arriva Mourinho). Anomalie che sembrano fare il paio con il campionato 2012-2013 quando la Juventus aveva totalizzato 28 punti e l’Inter 24, ma c’erano solo 3 squadre sopra i 20 punti; oppure l’anno successivo, con l’exploit della Roma a punteggio pieno e Napoli e Juventus a 25, ma le squadre sopra i 20 punti erano giusto queste tre.

Sopra i 20 punti sono state in quattro soltanto 2 volte (2015-2016: Roma, Napoli, Fiorentina e Inter; 2008-2009: Milan, Udinese, Inter e Napoli)) mentre per 4 volte sono state tre, altre 3 volte sono state soltanto due.

Oggi Lazio e Juventus hanno 25 punti: sarebbero prime in ben 7 campionati (a pari merito in 2). La Roma, pur con una partita in meno e a 21 punti, sarebbe prima in un campionato (2011-2012), 4 volte seconda e 2 volte terza.

Sono chiari i numeri? Penso proprio di sì.

Ecco perché il senso del tweet della sfida tra Lazio e Juventus:

Ogni punto perso negli scontri diretti diventa un macigno. Forse non per i bianconeri, che hanno la rosa più lunga e meglio assortita della Serie A, nonostante il campionato oggettivamente più facile e così pieno di insidie a Dicembre… per lo stesso ragionamento fatto finora, basterebbero un paio di sconfitte per metterli fuori, almeno temporaneamente, dalla lotta scudetto.

Ma sarà così per tutto il campionato?

E chi può dirlo? Ci si deve augurare che il gruppone che va dalla Sampdoria (sesta) al Torino (dodicesimo) rimanga il più a lungo possibile, magari fino a marzo/aprile, tutto compresso nell’arco di pochi punti, cinque, massimo sei, così da potere rendere appetibile a tutte l’ultimo posto Uefa, sempre che le prime 5 continuino a correre in questo modo. Inoltre, c’è da augurarsi che nessuna, da Udinese in giù, riesca a emergere davvero, anche se il Benevento sembra davvero spacciato già adesso: perché questo potrebbe significare rendere il campionato più complicato per tutti, dovendo lottare chi per un posto Uefa e chi per la salvezza.

L’anno scorso, l’Atalanta ha raggiunto il 4° posto con 72 punti, che significa una media che sotto la Roma non sta tenendo nessuno. Ma le prime 5 hanno alzato l’asticella, come ci si aspettava (anche se non con questo ritmo, francamente). A fine campionato, però, in genere si molla un po’ il colpo, un po’ come è accaduto a Inter e Fiorentina due anni fa: quando ci sarà un posto Champions League da giocarsi nelle ultime partite, sarà del tutto improbabile vedere certe partite di fine stagione quando non c’è proprio nulla da giocarsi.

Lo avevamo scritto a inizio anno e lo ribadiamo adesso: i 72 punti dell’anno scorso non dovrebbero bastare e giocoforza la soglia si alza verso i 2 punti a partita, se non oltre.

Chiaro che se si vincono partite dell’ultimo turno come quelle della Lazio (nel secondo tempo letteralmente sparita), è difficile fare selezione. Ecco perché, se da una parte è giusto avere entusiasmo per i progressi della squadra, dall’altra è lecito anche coltivare un certo cruccio ma anche una non indifferente dose apprensione, perché basta una casualità, un autogol, un errore individuale, un infortunio, un cambio sbagliato, per condizionare fortemente il cammino.

Rincorrere, ricordiamolo, a certe squadra non fa bene a livello d’umore, ad altre squadre sì. E per lo scudetto? La soglia sarà certamente sopra i 90 e potrebbe avvicinarsi ai 100 se novembre e dicembre non porteranno cambiamenti o se la Champions League non toglierà forze a Roma, Napoli e Juventus.

E in basso?

In basso si sta giocando un campionato veramente a perdere. Il Benevento a zero punti non solo è l’unica in Europa, ma è diventata la striscia iniziale peggiore della Serie A: l’ultima era del 49-50 del Verona, che arrivò a 8 sconfitte consecutive. Col girone unico a 20 squadre, il minimo è stato 16 punti (sempre Venezia 49-50), ma sembra essere destinato a crollare.

Togliamo il Benevento e prendiamo in considerazione la penultima? La distanza tra la seconda e la penultima nei 5 maggiori campionati:

  • Serie A 21 punti;
  • Liga 18 punti;
  • Ligue 1 16 punti;
  • Bundesliga 15 punti;
  • Premier League 13 punti;

Questo, però, è un problema?

Dipende. In Premier League il campionato sembra apparentemente storia a 3 squadre (sopra i 20 punti!) tra City, United e Tottenham, ma Chelsea e Arsenal sono ad appena 4 punti… e pensate che hanno gli stessi punti di Fiorentina e Milan (ma in Premier sono alla nona giornata). In Bundesliga si sta vivendo un anno strano, con il Bayern che sta pagando il prezzo di dover tagliare Ancelotti: Borussia e Bayern sono a 20 punti con 9 partite, la classifica ancora piuttosto corta.

In Liga, invece, Atletico e Real pagano un po’ l’inizio stentato, sorprende il Valencia ma le prime 4 sembrano già queste, a meno di miracoli da parte di Leganes, Villarreal, Betis o Siviglia.

La somma dei punti delle prime in classifica nei maggiori 4 campionati dice:

  • Serie A 104 (ma con una partita in più);
  • Liga 85;
  • Premier League 81;
  • Bundesliga 75.

A occhio e croce (ma davvero ho dato un’occhiata rapida), la Serie A sembra essere un’anomalia anche in Europa.

Chiaro che si deve trovare una soluzione e, a questo punto, neanche le 18 squadre basterebbero, perché hanno già fatto capire che le retrocessioni potrebbero essere due, se non addirittura una soltanto. Detto che la Premier League è una splendida isola sulla quale vorrei “abitare”, il rischio di vedere campionati con dominii in lungo e largo come quelli degli ultimi anni (duo Barcellona-Real, Juventus, Bayern Monaco, PSG) è troppo ampio e si rischia davvero di rendere tutto poco credibile e, alla lunga, poco interessante: i play-off/play-out potrebbero essere una soluzione.

Ma l’Inter? Quanti punti ha?

Tanti. Sono 26 e sono quanti ne aveva nel 1997-98, quando c’era Ronaldo e quando poi ci furono Iuliano, Ceccarini, De Santis e tutti quelli che abbiamo imparato a conoscere a menadito. La Juventus seconda a 22: l’ultima era il… Napoli a 5 punti.

I passi avanti ci sono, eccome, si vedono, si sentono, si toccano: nel gioco, nella personalità… soprattutto in quella rabbia a fine partita che ha quasi impedito ai calciatori di festeggiare, ed è dovuto intervenire Spalletti per dirgli che erano stati bravi. Anche nei punti, sia chiaro, perché nonostante un campionato anomalo, fare male non era difficile:

Brava, bravissima, ma non basta né sta bastando… e potrebbe non bastare. Per questo è necessario che continui a esserci quel pizzico di… fortuna, come la chiamano: forma fisica, pali, situazioni favorevoli, e i tanti dettagli di una singola partita. Ma anche e soprattutto impegno al 100%, sempre. Perché l’Inter ha mostrato di non avere chance di abbassare la tensione e giocare sotto il 100%, perché altrimenti finisce come negli ultimi 15-18 minuti contro la Sampdoria.

Ed ecco perché le partite come quella contro il Verona non possono essere sottovalutate. Quella diventa automaticamente la partita più difficile. “Ma ancora? Non era quella contro la Sampdoria?” direte voi. E io vi dirò di sì, che avete ragione: solo che ora è quella contro il Verona. E, chiusa, quella, lo diventa quella col Torino. E Atalanta, Cagliari, Chievo e… Juventus. Quella è sempre importante, classifica o meno. Importantissima.

  • Jiminy

    Avevo capito che il Milan era di fascia B

    • Jacques Roux

      Sì, l’ho notato anche io. Probabilmente è stata una piccola svista.

      • Alberto Di Vita

        in realtà ho messo il Milan in fascia A perché per qualità della rosa non è da Fascia B. Avevo solo dimenticato di inserirne la spiegazione: chi ha affrontato il Milan, per me, ha affrontato una di Fascia A, fatto per l’Inter, fatto per tutti

  • willerneroblu

    Ometti di dire che ieri il Milan ha vinto lo scudetto cosa fai prostituzione intellettuale??

    • Alberto Di Vita

      che errore imperdonabile

    • mordecai

      Risultato inaspettato, con un miracolo potrebbe togliere 2 punti alla juve

      • willerneroblu

        Mai nella vita spero ne prendano 6!!

        • maigobbo

          No dai io fra rube e una qualsiasi altra squadra della galassia tifo contro i mascalzoni bianconeri e a maggior ragione in questa stagione: una vittoria dei zozzoneri servirebbe ad allontanare i gobbacci maledetti che sono, sulla carta (igienica), i più forti anche in questo campionato

          • alan4367

            E’ la differenza tra chi vive a Milano (come willer) e quindi vede i cugini come principali nemici e chi vive nel resto d’Italia (come maigobbo e me) che vede nei gobbi il male assoluto da estirpare per sempre dal mondo del calcio.

            Diciamo che un bel meteorite al Meazza metterebbe tutti d’accordo!

          • maigobbo

            tanto per far capire come la penso vi dirò che la mia è una famiglia felicemente dejuventinizzata non avendo neanche fra le pieghe più recondite di parentami vari alcun tifoso di quella ignobile stirpe; inoltre i miei adorati figlioli sanno che non sono razzista e sono aperto alle diverse culture, ma se qualora portassero in casa un fidanzato/a juventina io li farei accomodare al secondo piano e li caccerei di sotto a calci in culo! E loro sanno che lo farei davvero!

          • maigobbo

            scusate per il “se qualora” che con l’italiano ha poco a che fare: mi è scappato

          • RanieroB

            anche se non vivo più a milano da quasi 20 anni, sono nato e a lungo cresciuto (interista) a milano, ma in milan-juventus – soprattutto dopo calciopoli e anche vedendo classifica e prospettive – sarò sempre contro la juventus (ma non per il milan).
            diciamo 1-X.
            le partite da non perdere mai sono principalmente quelle contro la juventus.

  • RanieroB

    d’accordo su tutto.
    quando ero piccolo la A era a 16 squadre con 3 retrocessioni, e secondo me bisognerebbe tornare a quello (anzi, in verità io sarei per la A a 12 squadre, 2 retrocessioni).
    poi diventò a 18, ma con 4 retrocessioni.
    ora che si fa, si torna a 18 ma con 1 sola retrocessione? via libera a scommessopoli, perché esclusi quei 4 posti che contano, tutti si venderebbero tutto.

  • Mario Gigliotti

    Per me bisognerebbe tornare a 16 squadre, con tre retrocessioni. Oramai ci sono squadre troppo deboli, che falsano il campionato.

  • Giovanni Lievi

    si per stare in alto devi avere medie assurde, cannibalizzare tutte le squadre di fascia inferiore e non perdere terreno negli scontri diretti

    il problema molto più semplicemente è che c’è troppa differenza economica tra le prime e le ultime. la spartizione dei soldi delle tv non è equa, col risultato che la forbice si allarga sempre di più.
    mi immagino una riunione dei dirigenti del mercato del benevento e mi immagino la scena de “l’arte di vincere” con brad pitt che stufo di sentire le scemenze del suo staff di osservatori dice:
    “ci sono squadre ricche, ci sono squadre povere poi ci sono 20 metri di mreda e in fondo ci siamo noi”

    quando non ci sono i soldi servono idee e forse in italia ce ne sono poche ma dare un pò più di denaro alle piccole renderebbe il campionato più bello,
    in premier c’è più equità e pure un modesto leicester può rifiutare le offerte della roma (che dava champions diretta e più soldi) per mahrez, oppure il west brom può permettersi un esubero del psg (krykoviac scritto sbagliato lo so) a 5/6 milioni all’anno di ingaggio. lo swansea può andare dal bayern e prendere una talento (seppur appannato) come renato sanchez.
    e questi sono tutti giocatori di livello internazionale che giocano in squadre di medio bassa classifica.

    da notare pure una cosa: quante squadre negli ultimi anni in italia sono riuscite a fare la salita da lega pro in serie a in 2/3 stagioni, davvero tante. il che deve far pensare che il problema ha radici non solo economiche ma pure nel sistema della b che sarà pure un torneo divertente ma ormai incancrenito.

    se invece si vuol stare sul calcio dei ricchi e il calcio dei poveri che si faccia una super lega europea di tipo americano dove se hai soldi e determinati criteri partecipi altrimenti no. e magari copiando il salary cap dall’ nfl e non dall’ nba

    • Gio-Bonimba ’61

      Anch’io sono cresciuto col campionato a 16 squadre, purtroppo dagli anni 70, con i vari titoli (magari all’ultima partita) vinti dalla Rube il torneo a 16 era divenuto man bassa per i bianconeri. Ho visto quindi con favore l’arrivo del campionato a 18, perchè lì l’Inter nella storia era quella che aveva vinto di più, media forse rovinata (non ho il tempo adesso di andare a rivedere la statistica) dalle anomalie in stile calciopoli. Guarda caso decisero di ampliare la partecipazione all’assurdo delle 20 squadre, dove ormai è chiaro il dominio anche statistico della Rube, almeno in regime pre-VAR (mi auguro adesso maggiori difficoltà per loro): INFATTI CHI ANDRà MAI A ROVISTARE LE REMOTE MOVIOLE O RICORDARE QUEI 2 o 5 PAREGGI (almeno) TRASFORMATI DA “COINCIDENZE” ARBITRALI in VITTORIE che hanno portato 4 o 10 punti in più (utili per lasciare la seconda a 4 o 9 punti !!) in un torneo con ben 38 partite?? Tendi a non ricordare più, su 38 giornate, quei 4, 5 episodi eclatanti: CUI PRODEST (a chi giova)? In questo senso alcune società, tra cui l’Inter, non hanno mai fatto politica di proselitismo e pressione affinchè si cambiasse qualcosa (compresa la spartizione dei soldi dalle TV, dove anzi in piena calciopoli l’Inter morattiana era l’alleata della Rube!). Anche adesso vedo timide idee verso il ritorno alle 18 squadre, ma lo farei con 4 retrocessioni, 3 non bastano, figuriamoci una o due! Cosa possiamo aspettarci però se rappresentano il calcio italiano Tavecchio dell’optì-pobba, Lotito del famo ‘sta sceneggiata, Agnelli inibito in casa ed eletto in Europa, Uva, Cristallin e compagnia bella?

      • Giovanni Lievi

        ma il ritorno a 18 con la stessa spartizione dei soldi non risolve il problema, toglierebbe solamente qualche odioso turno infrasettimanale. poi sullo schifo delle istituzioni sportive (non solo calcistiche) in italia si dovrebbe aprire un libro.

      • Giovanni Lievi

        ma il ritorno a 18 con la stessa spartizione dei soldi non risolve il problema, toglierebbe solamente qualche odioso turno infrasettimanale. poi sullo schifo delle istituzioni sportive (non solo calcistiche) in italia si dovrebbe aprire un libro.

  • david

    Io dopo il 6 a 2 della juve sull’udinese mi sono rassegnato.
    Non credo che ci sia un campionato dove la prima in 10 distrugge così la tredicesima….
    Per me: campionato a 16 squadre con retrocessioni bloccate per almeno 5 anni.
    Definizioni di regole concrete per partecipare alla serie A : Stadio,Campo da gioco, Servizi per raggiungerlo. ecc. ecc e magari anche bacino di utenza.
    Dopo 5 anni di blocco, piccolo girone tra le ultime 2 della a e le prime due della B . Una sola retrocessione, una sola promozione.

  • MATRIX61

    Il campionato a 20 squadre potrebbe anche andare, sono gli incentivi che mancano. Mettendo dei play out con le squadre dalla 16^ alla 18^ impegnante costringi la squadra che finisce gli stimoli a fine campionato a giocare per forza e lo stesso si potrebbe fare per un posto Uefa adottando magari i criteri per il 3° posto in B per la promozione in A. E dopo vedi se l’udinese è costretta a impegnarsi…Per la distribuzione dei proventi tv, bisognerebbe distribuirli, oltre che per bacino di utenza, direi per tre fasce di differenti importi (MOLTO DIFFERENTI) in modo da dare incentivo per il passaggio nella fascia superiore ( alle fasce poterebbe sostituirsi il punteggio). E niente aiutini economici per le retrocesse, i soldi te li devi guadagnare sputando sangue sul campo ogni maledetta domenica.

    • Gourcuff87

      il playout sarebbe veramente opportuno.
      rimangono 3 le retrocesse,quindi cmq rimane stabilità per le squadre di serie A che contano,
      ma allo stesso tempo eviti a determinate squadre di scansarsi quando incontrano il tiranno di turno

      o di vendersi quasi per intero il girone di ritorno,andando in vacanza a febbraio

  • RobertRoss

    Sì, il format attuale fa effettivamente orrore. Prima che inizino le partite, sai già come finiranno.

  • Viktor85 (WaitingForGodot)

    Ma il il bbilan (lo mettiamo in fascia b…. giusta destinazione) o in fascia a? #confusion

    • Viktor85 (WaitingForGodot)

      ….diciamo che, soprattutto nelle ultime due/tre stagioni, il livello della terza fascia si è abbassato perché dalla B sono salite squadre esordienti in A e con un bacino ridotto….tutti a sfottere Lotito, ma non è che dicesse cazzate (visto che non ipotizzava condizionamenti del campionato)

  • Marco Castiglioni

    Una serie A con 20 squadre è ormai improponibile.
    Le soluzioni per rivitalizzare il nostro calcio sono sostanzialmente 3:
    – Serie A con 18 squadre e 4 retrocessioni (sarebbe interessante introdurre pure dei requisiti alle squadre che partecipano alla Serie A: stadio di propietà, bacino di utenza, etc.);
    – Spartizione dei diritti tv più equilibrata;
    – Squadre B (come avviene in Spagna) -> sarebbe però necessaria una riforma della serie B e della C.
    Con questi cambi otterremmo:
    – Un campionato più equilibrato e “allenante” (per le squadre che partecipano alle coppe europee);
    – La possibilità di abolire gli inutili turni infrasettimanali;
    – Un campionato più competitivo gioverebbe pure la Nazionale già che quasi tutti i suoi giocatori provengono dalla Serie A

  • DENNYBOY

    Ottima analisi come sempre. La realtà è davanti agli occhi di tutti, ma purtroppo chi di dovere ignora il problema per motivi noti. Io sono dell’86 quindi sono cresciuto col campionato a 18 squadre con 4 retrocessioni. Era il periodo d’oro del calcio italiano con le 7 sorelle e pure una stregua di squadre medio-piccole con rose impressionanti, che sputavano l’anima ogni domenica. Ed è assurdo che tutto sia stato modificato – molti lo dimenticano – a causa di un Catania-Siena di Serie B nel 2003. Il campionato a 20 squadre doveva essere una soluzione tampone e provvisoria e invece ce lo dobbiamo sorbire da 15 anni e non mi sembra che siano serie avvisaglie di cambiamento.
    Mi metto anche nei panni di tifosi di squadre come Udinese, Bologna, Cagliari, Genoa e Chievo (e pure Sassuolo che è sulla strada per diventare un altro Chievo). Con che stimoli o interesse possono seguire un campionato in cui se va bene arrivi decimo e se va male ti salvi con 3 giornate di anticipo facendo 38 punti? E’ ridicolo, per non tacere di tutto l’illecito che questa stortura genera.
    Il sogno (mi sembra anche condiviso) è quello di un campionato a 16 squadre con 3 retrocessioni. Il livello si alzerebbe esponenzialmente, ogni partita sarebbe giocata alla morte. Gli scontri diretti varrebbero davvero il triplo dei punti e con la VAR ci sarebbe anche il rischio minore der Go’ de Turone che era bbono.
    Purtroppo però mi sembra un’utopia. Più realizzabile il 18 squadre o il 20 con playoff e playout.
    Tornando all’attualità, le squadre di fascia C come le chiama Alberto mi sembrano anche peggiori degli anni passati: la quota salvezza quest’anno sarà ridicolmente bassa, con il Benevento che stenterà ad arrivare alla doppia cifra. Tra fascia A e B mi sembra tutto più livellato, anche se per esempio il Torino si sta rivelando molto peggio del previsto (a proposito, com’è che Mihajlovic, fallimentare in quasi tutte le sue esperienza da allenatore, nutre ancora di tutto questo credito?). Sarà ultra fondamentale per noi non perdere neanche un punto in casa e non sbagliare le partite ‘insbagliabili’ (in questo senso ci si può rammaricare del punto di Bologna). La trasferta di Verona in questo senso mi fa temere, anche se l’Hellas è davvero poca roba.

  • BlackSail33

    Ovvio che ormai il format serie A è ridicolo, non funziona più. Devono ridurre le partecipanti e obbligare tutti a giocarsi l’obbiettivo fino alle ultime giornate, palyoff, playout. Perche da noi lo scanso è un must. Dopo udinese – rube resti sconcertato. Vuoi vendere all’estero i diritti di un pacco del genere?

  • mark ette

    Io non so se il format della serie A è sbagliato o meno ma vorrei fare una considerazione sulle squadre che si giocano la retrocessione: tendenzialmente quelle che salgono in A sono le prime indiziate a ritornare in B, giusto?! Ok, allora vi dico: ma voi avete guardato la classifica della serie B ad oggi dopo 11 giornate? Perché c’è da rimanere sbalorditi: la prima è L’Empoli a 20 pt. e l’ultima è la Pro Vercelli a 10. Stiamo parlando di 22 squadre in 10 pt! Ma la cosa piu sbalorditiva è la quota play-off e play-out: attualmente tra l’ultima che accede ai play-off e la prima dei play-out ci sono TRE!!! punti di differenza. Ci sono 12 squadre in 3 punti (Bari settimo a 16 pt. e Spezia diciottesimo a 13 pt.) mentre tra il Bari settimo e la Pro Vercelli ultima ci sono 16 squadre in 6 pt. Quello che volevo rimarcare è che regna l’equilibrio piu totale nella serie cadetta ma credo dipenda dal fatto che il livello sia limato verso il basso piuttosto che verso l’alto. Di conseguenza poi quando salgono di categoria, a meno di mercati faraonici, ci ritroviamo squadre che non reggono il confronto. O mi sbaglio?

    • DENNYBOY

      Non sbagli, negli ultimi anni la serie B si è clamorosamente livellata verso il basso ed è diventata una sorte di lotteria in cui le promozioni si decidono in una manciata di partite. Questo ha ovviamente portato alla promozioni di squadre deboli e di nessuna tradizione come Crotone, Carpi, Frosinone e Benevento. Quest’anno ci sono tante squadre ‘blasonate’ e piazze importanti e mi piacerebbe rivedere in Serie A Parma, Cremonese, Venezia o Parma (anche se quasi sicuramente risalirà l’Empoli, una piazza che trasmette sempre pochissimo entusiasmo, al netto della bravura della società).

      • mike983

        Non ci sono soldi purtroppo. La crisi ha colpito forte anche il mondo del pallone. Molte squadre che in passato stavano più o meno stabilmente in serie A oggi tirano a campare. Per non parlare della Lega Pro, in questi ultimi anni sto vedendo di tutto.
        C’è poi la differenza Nord – Sud. In serie A se togliamo le campane, del sud italia rimane solo il Crotone. In serie B va poco meglio. Non so come andrà il futuro, ma guardando questa serie A spaccata e gli enormi problemi delle serie minori non so dove andrà il calcio italiano.

  • willerneroblu
    • maigobbo

      43 tocchi per fare un gol! noi con 43 tocchi ne facciamo almeno 3! Pagliacci!

  • Andrea Smedile

    è un mio vecchio pallino: innanzitutto bisogna ridurre le squadre ALMENO a 18 (il sogno sarebbe 16, ma è una utopia…).

    Detto questo, anche volendo rimanere a 20 squadre, bisogna OBBLIGARE le squadre ad investire, perchè anche alla più scalcagnata della Serie A entrano 30-35M tra diritti tv, abbonamenti, sponsorizzazioni (non conto le plusvalenze perchè non sono entrate “fisse”)
    Quindi il problema non è che i soldi sono pochi, ma che una decina di squadre fanno organici al risparmio sperando che ci siano almeno 3 squadre più scarse della loro.

    Bisogna, insomma, fare come in NBA dove a chi spende troppo poco viene comminata una multa esattamente come succede a chi spende troppo (la cosiddetta “Luxury Tax”) perchè “falsa” la competizione nell’altro senso: Juve, Milan, Inter, Roma hanno sì fatturati 10-15 volte superiori al Benevento, ma mentre le prime spendono pure di più di quanto incassano nel cercare di realizzare formazioni migliori possibili tecnicamente, il presidente del Benevento si imbosca i proventi e manda in distinta 18 primavera o roba del genere…

  • RanieroB

    Perché non puntare alto?

    Serie A a 12 squadre: 1 vince, altre 3 vanno in Champions, 2 in EL, 2 retrocedono in B, la terzultima fa lo spareggio con la terza di B. Solo 3 squadre non hanno ‘effetti’.
    Così ci si diverte eccome, classifica corta, quasi solo scontri diretti, lotta fino all’ultima giornata.
    E non c’è bisogno di play-off e play-out (tra l’altro mi sembra assurdo decidere in 1 o 2 partite un’intera stagione).

    Serie B a 16 squadre, 2 promozioni + spareggio della terza con la terzultima di A.
    4 retrocessioni (di cui una con spareggio).

    Serie C: 2 gironi di 16, 2 promosse in B da ciascun girone.

    • Gio-Bonimba ’61

      Va bene ma allora tanto vale tornare alle 16 squadre con 3 retrocessioni: se anche un’altra riesce ad accedere all’EL, solo 5 non avrebbero effetti ma starebbero sempre in guardia o per conquistare l’EL o per non retrocedere!!