Inter-Torino 1-1: le pagelle e la febbre di crescita

Ci sono molti modi di guardare una partita, un po’ come succede con il bicchiere: guardi la parte piena o la parte vuota?

Attenzione, perché la risposta a questa domanda non è affatto banale come si può pensare, dato che rivela molto più di quello che pensate piuttosto che di quello che vedete o avete visto.

Lo sapete, mi piace guardare sia la parte piena che la parte vuota, scegliendo di volta in volta quale di queste due sia più importante da analizzare. In questa partita, a mio avviso, vincono gli aspetti positivi, che ci sono e non anche evidenti.

L’Inter conferma, anzitutto, di avere l’ottima predisposizione a non mollare mai, a provarci sempre, a crederci davvero: in questa stagione tutte le volte che è stata in svantaggio ha recuperato il risultato. Il che è un chiaro indicatore di una tenuta mentale che si può dire, finalmente, essere davvero tornata. Poi, bontà divina, le sconfitte arriveranno e non ne faremo drammi: ma oggi è un dato più che confortante.

Anche perché sembra piuttosto logica la successiva considerazione: negli anni passati l’avrebbe persa. Sic et simpliciter, avrebbe perso questa partita.

Quindi, sì, l’Inter perde l’opportunità di andare in testa alla classifica in solitaria, però trova delle risposte confortanti per il futuro che riguardano la personalità e la propria maturità in campo. Un commento su Twitter, che ho usato anche come titolo, lo descrive in 3 parole: febbre di crescita.

Ecco, non so se conoscete la vicenda… saggezza popolare voleva che alcuni malanni dei bambini (o dei ragazzi) non fossero dei malanni veri. E quando le mamme se ne preoccupavano, arrivavano le nonne a rassicurare tutti: “è febbre di crescenza”. Ecco, queste febbri, della durata di un paio di giorni, portavano spesso in dote una improvvisa crescita del bambino: non ridete eh, perché se vi sentissero le nonne vi tirerebbero le orecchie. E anche qualche medico, che ha anche provato a spiegare cosa succede e perché effettivamente dopo alcune febbri c’è un processo di crescita.

Non sappiamo se l’Inter si troverà più robusta o più alta, o forse più impaurita e indebolita, ma l’impressione è che questa squadra abbia imboccato davvero la strada giusta e che da adesso in poi potremo anche seguirla con meno timore che tutto possa passare da un momento all’altro.

Anche perché già la prossima giornata, dopo la sosta, offre già di sabato (18 novembre) due sfide che possono semplificare la vita all’Inter: da una parte il derby capitolino, dall’altra Napoli-Milan, mentre l’indomani la Juventus dovrà comunque vedersela contro una buona Sampdoria, per di più in casa, dove la squadra genovese è decisamente più impegnativa che in trasferta.

Una giornata, quindi, che vede l’Inter nella sfida complicata contro l’Atalanta, ma col vantaggio di giocarla in casa: e con alle spalle l’esperienza di questa Inter-Torino che certamente darà a Spalletti e ai suoi tanto materiale su cui lavorare per evitare che in futuro si commettano gli stessi errori.

Le pagelle

HANDANOVIC 6,5: le due parate su Baselli, tiro da fuori e colpo di testa. Per il resto soltanto un’incertezza se bloccarla o meno: scelta la seconda per non rischiare.

D’AMBROSIO 5,5: molto meno attivo in attacco, anche perché il Torino dal suo lato ha Ljajic che è un avversario difficile ed è attaccante vero. Nonostante il suo diretto avversario non sia pericolosissimo, si registrano diverse incertezze soprattutto in fase di impostazione. Ormai gli avversari dovrebbero avere capito che il lato di Danilo è quello privilegiato per l’impostazione, perché da quel lato il quartetto Skriniar – D’Ambrosio – Vecino – Candreva funziona molto meglio che quello dell’altro lato: così la pressione risulta più facile da organizzare. E D’Ambrosio chiude con meno dell’82% di passaggi e troppe palle perse.

SKRINIAR 7: scommetto che domani almeno uno dei due giornali sportivi più importanti gli darà 6. Invece Skriniar mette su un duello rusticano con Belotti e sostanzialmente gli concede solo un paio di cosucce, nulla che non sia prevedibile con un attaccante come quello, davvero bravo a proteggere la palla, a far salire la squadra, ma al tempo stesso anche di attaccare la profondità, di pressare, giocare uno contro uno. Skriniar alla fine recupera una decina di palloni, contrasta, vince duelli aerei, imposta, offre passaggi quasi mai banali e rischia persino di segnare due volte. Chiedergli di più è impossibile.

MIRANDA 4,5: finalmente un po’ tutti stanno aprendo gli occhi, anche grazie ad uno Skriniar da lustrarsi gli occhi: Inter, abbiamo un problema e si chiama Miranda. Completa solo l’83% dei passaggi (terribilmente sotto la sua media che è tra 88% e 89%), non riesce a impostare come si deve, non aiuta quasi mai Nagatomo ed è il primo responsabile del continuo rinculare della difesa, con annesse voragini che si creano tra difesa e centrocampo. Nell’azione del gol granata fa tre errori, uno peggiore dell’altro: scappa troppo indietro e troppo presto, non esce subito su Iago Falque e gli concede l’interno come ha fatto altre decine e decine di volte nell’ultimo anno e mezzo.
Pazienza definitivamente esaurita.

NAGATOMO 5,5: senza il gol avrebbe preso qualcosina in più, ma rimanendo ai margini della zona sufficienza. Buone alcune trame in costruzione, come i due assist a Vecino e una palla splendida in profondità per Perisic. Poi, però, in difesa si riscopre disordinato e non sempre puntuale, sbagliando anche molti appoggi. Anche lui sbaglia posizione sul gol granata.

BROZOVIC 5: la cosa migliore della partita è l’ammonizione per fermare Belotti. Poi in certi momenti fa davvero ridere che un calciatore professionista inciampi come fa lui o che corra con la stessa negligenza del croato. Imbarazzante. Ciondola e pascola senza incidere: così, davvero, non serve a niente.

GAGLIARDINI 5: discreto primo tempo, anche se la marcatura a uomo predisposta da Mihajlovic lo rende spesso inoffensivo. Da quel che vediamo, sembra che debba provarci di più dal limite. Nel secondo tempo annega non appena le distanze si fanno importanti e paga la differenza di passo. L’errore che porta poi all’ammonizione di Skriniar gli vale la sostituzione.

EDER 7-: segna un gol, corre come un matto, ruba un pallone che poi Vecino stampa sul palo, ci prova altre due volte anche se malamente: se i sostituti si impegnassero tutti tanto quanto Eder, Spalletti avrebbe bisogno di 7 cambi.

VECINO 6,5: anche lui in sofferenza nel primo tempo e qualche palla persa di troppo, anche se crea una buona occasione da rete. Poi nel secondo Spalletti gli scioglie le catene e lui diventa il più pericoloso dell’Inter, con un gran colpo di testa e un tiro che fa traballare la traversa. Tra quelli in rosa si sta dimostrando il più multidimensionale. La quantità di corsa è strabiliante.

BORJA VALERO 6+: la media tra un primo tempo anonimo, anche perché Rincon davvero lo pedina in ogni zona del campo, e un secondo tempo a tratti sontuoso (tra l’altro ottima sponda a Icardi, palla deviata in angolo), soprattutto quando arretra il raggio d’azione e comincia a distribuire palloni. La qualità della visione è unica in questa squadra. Se è comunque il creatore di ben 4 passaggi chiave ci sarà un motivo. Stavolta dura anche di più e a pochi minuti dalla fine si inventa un recupero eccezionale, con annessa impostazione successiva che regala a Perisic un corridoio che solo lo spagnolo poteva inventare. A fine partite il numero delle palle recuperate arriva a 7: solo Skriniar fa meglio… alla faccia del poco filtro e del vecchietto che non ce la fa più.
Spalletti deve trovare il sistema per liberarlo dalle marcature a uomo, ormai diventate stabili ad ogni partita: l’Inter di oggi non può prescindere dalla sua intelligenza.

CANDREVA 7-: per un’ora e poco più è un’iradiddio sulla fascia, il migliore dell’Inter anche se si accende a fasi alterne e, quando in non possesso, si lascia irretire troppo facilmente dagli avversari. Nel primo tempo sbaglia davvero poco e fornisce a Icardi almeno 3 cross deliziosi che l’argentino spreca. Poi nell’ultima mezz’ora si spegne, anche perché è tra quelli che corre più di tutti.

PERISIC 5,5: ad un certo punto Spalletti gli chiede di fare il terzino per mantenere la linea di difesa a 4, contemporaneamente di salire a metà campo per mantenere la linea di centrocampo a 4, e poi di avanzare per dare sostegno agli altri 3 attaccanti e tenere la linea a 4. Non è il 5-5-5 di Oronzo Canà ma Perisic inventa il 4-4-4. Qualcosa in più di mezzo punto gli vale sia per l’assist splendido nell’azione del gol sia per la quantità di sacrificio a cui è costretto e si costringe. Il problema è che, soprattutto nel primo tempo, si rende protagonista di scelte davvero incomprensibili. Forse il peggiore nel primo tempo.

ICARDI 5: lo riscatta in parte l’assist, perché questa è una di quelle partite in cui si muove relativamente poco, non offre grande sostegno ai compagni… e se poi ci aggiungi che fallisce almeno 4 clamorose occasioni da gol è chiaro che non puoi dargli un voto positivo.

SPALLETTI 6: davvero Dalbert non merita di entrare neanche quando si deve recuperare? Davvero Ranocchia è peggio di questo Miranda? Davvero Joao Mario non può dare nulla più di Brozovic? Domande legittime per la parte finale della partita, ma ce ne sono tante altre. Alla fine, però, quello che lascia stupiti è la lentezza nei cambi e soprattutto quello cervellotico Nagatomo-Brozovic che lascia la fascia sinistra dell’Inter in balia del Toro. Alla fine lo ripaga, ma quanta complicazione!
Ha l’obbligo di recuperare la panchina, perché fisicamente l’Inter c’è (corre sempre più dell’avversario diretto), ma prima o poi sarà necessario l’aiuto di tutti.

ORSATO 4,5: il perché è nell’analisi della partita.

Torino

SIRIGU 7

DE SILVESTRI 6,5

N’KOULOU 6,5

BURDISSO 6,5

ANSALDI 6,5

OBI 6

RINCON 6,5

BASELLI 7

IAGO FALQUE 6,5

LJAJIC 5,5

BELOTTI 6

MIHAJLOVIC 6,5

Tabellino

INTER-TORINO 1-1
(primo tempo 0-0)
MARCATORI: Iago Falque (T) al 14′, Eder (I) al 34′ s.t.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda Nagatomo (dal 31′ s.t. Brozovic); Vecino, Gagliardini (dal 24′ s.t. Eder); Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi. (Padelli, Berni, Ranocchia, Santon, Dalbert, Cancelo, Joao Mario, Karamoh). All. Spalletti.
TORINO (4-3-3): Sirigu; De Silvestri, Nkoulou, Burdisso, Ansaldi; Obi (dal 28′ s.t. Acquah), Rincon, Baselli; Iago Falque (dal 37′ s.t. Niang), Belotti, Ljajic (dal 44′ s.t. Berenguer). (Milinkovic-Savic, Ichazo, Moretti, Lyanco, Molinaro, Valdifiori, Gustafson, Edera, Boyé). All. Mihajlovic.
ARBITRO: Orsato di Schio.
SANZIONI: ammoniti Vecino (I), Burdisso (T), Rincon (T), Skriniar (I), Brozovic (I), Acquah (T) per gioco scorretto.
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