Inter-Torino 1-1: quell’improvviso, inspiegabile sollievo

Il Torino non solo ferma l’Inter, ma ha anche il merito di fermare quella smaniosa prurigine di molti, troppi, interisti che cominciavano a parlare di scudetto: con troppa sicumera, con troppa nonchalance, con quel qualcosa in più che, sinceramente, stonava con le reali possibilità della squadra.

Il Torino porta tutti con i piedi per terra e lo fa in una partita che, nel complessivamente, non ha meritato di pareggiare, se pensiamo alle occasioni avute e alla reale pericolosità, ma che ha strappato con merito perché ha lavorato molto sui difetti dell’Inter e ha fatto una partita coraggiosa e senza barricate.

Certo, agevolata anche da una conduzione di gara che può vantare tutti i “sintomi positivi” della schizofrenia (ma è argomento che tratteremo all’interno del racconto del match), ma con l’indubbio merito di averci creduto e provato sempre, con i suoi mezzi e potenzialità.

L’Inter, invece, restituisce un po’ di amaro in bocca ai suoi tifosi perché, pur non essendo questa una delle sue migliori partite, riesce a produrre una quantità di occasioni gol che 99 volte su 100 finisce in goleada.  E quindi ti ritrovi nel cortocircuito logico di dover rendere merito agli avversari e al tempo stesso di rammaricarti.

Il senso della partita è francamente racchiuso tutto nel tweet di cui sopra e ci si potrebbe limitare a questo se non fosse per la quantità industriale di errori individuali che condizionano tutto il match e che (ri)apre un capitolo importante nella gestione degli uomini: è una questione di concentrazione? Di uomini? Di forma fisica? Di stimoli? Perché dall’esterno è difficile capire cosa accade a questa squadra in certi frangenti: imprecisioni, distrazioni, superficialità che l’Inter paga a carissimo prezzo, sempre.

La partita

Le due formazioni si schierano in campo con le formazioni attese, sia negli uomini che negli schieramenti.

L’Inter conferma in blocco quello che si può ormai a ragion veduta considerare come l’11 titolare, almeno per questo frangente di stagione, anche se prima o poi, è chiaro, qualcuno dovrà rifiatare.

Il Torino parte fortissimo nei primi 60 secondi (palla di De Silvestri per Belotti, in fuorigioco) salvo poi cominciare a tenere il baricentro più basso per rintuzzare gli attacchi dell’Inter che per una decina di minuti attacca a testa bassa, ma con logica, portando sugli altari un Candreva davvero tirato a lucido: in meno di 5 minuti ci sono almeno un paio di traversoni dell’italiano, più uno di Perisic, che trovano però Icardi in ritardo.

Sugli sviluppi dell’ultimo, è il 6° minuto, Icardi riceve palla da Nagatomo su “velo” di Borja Valero: la difende bene, va al tiro ma Burdisso si oppone con esperienza.

Al 14esimo reazione del Torino su una leggerezza dell’Inter, la solita leggerezza che stiamo registrando ormai da tempo: passaggio sbagliato di D’Ambrosio, palla recuperata da Ansaldi che scarica al limite dell’area dove c’è Baselli che tira di interno sinistro, con la palla che prende una strana traiettoria che rischia di ingannare Handanovic: la parata è molto più complicata di quel che sembra.

Il disegno di Mihajlovic è chiaro e sono tre gli aspetti: più che un 4-3-3 è un 4-1-4-1, a metà campo con interni Baselli sulle orme di Gagliardini e Obi su quelle di Vecino, mentre centrale è Rincon che segue Borja Valero. In effetti dire “sulle orme” non rende l’idea, perché trattasi di vere e proprie marcature a uomo: l’ultima delle tre, tra l’altro, in puro stile anni ’60, di quelle che certi allenatori delle giovanili di provincia, convinti di dover vincere la Coppa del Mondo, indicano ai ragazzi come “seguilo anche se va a pisciare”, se mi permettete il francesismo.

E Rincon obbedisce, diventando talmente l’ombra di Borja Valero al punto di disinteressarsi di quella zona centrale che dovrebbe coprire pur di seguire il centrocampista nerazzurro. A volte esagerando, tanto da rischiare per ben due volte il giallo e vedendosene sventolare zero:

Il secondo aspetto riguarda gli esterni, ai quali chiede di stare molto stretti finché è possibile, per evitare soprattutto di essere saltati. Sulla fascia sinistra granata, però, questa indicazione non funziona perché Candreva fa più o meno quello che vuole quando vuole.
Il terzo riguarda sempre gli esterni, con la chiara indicazione di cercare costantemente l’uno contro uno sugli esterni lato debole, con molti cambi di campo anche interessanti e con l’Inter non sempre pronta a ribattere.

Il Torino prova a gestire, quando può, e affondare appena c’è mezzo spiraglio. Ma è l’Inter ad avere un’altra grande occasione, qui letteralmente inventata da Vecino che, defilatissimo a sinistra, da fuori area  lascia partire un tiro di interno pericolosissimo che Sirigu para con difficoltà.

Nonostante i granata portino un ottimo pressing sui centrocampisti interisti, da segnalare soprattutto un Rincon stacanovista con Borja Valero, davvero francobollato. L’Inter, però, non sfrutta tutte le debolezze dell’avversario, anche perché Perisic sembra in fase calante di forma ed è in una di quelle partite in cui non ne imbrocca tantissime:

La fascia destra dell’Inter funziona: tra il 22esimo e il 24esimo è Candreva che emerge, prima con un traversone che Icardi colpisce male, e poi con un altro cross praticamente perfetto che Icardi liscia clamorosamente.

Nel frattempo si materializza la direzione schizofrenica di Orsato, che sembra intenzionato davvero a “far casino”, invertendo falli a caso, inventandosi di sana pianta situazioni fallose come al 21esimo, quando Borja Valero subisce prima una trattenuta da Rincon e poi un colpo da Ansaldi, ma Orsato decide che è fallo di Borja Valero per una trattenuta che vede soltanto lui in tutto l’universo. E, in più, lasciandone correre altre che andrebbero sanzionate.
elle scelte sembra più penalizzata l’Inter ma a soffrirne è tutta la gara… una di quelle che avrebbe bisogno di un arbitro trasparente e invece se ne ritrova uno ultra-protagonista.

Un minuto dopo l’occasionissima di Icardi è Gagliardini che ci prova da fuori area, palla alta.

Fatta eccezione per i primi 15 minuti, per l’Inter diventa difficile ripartire, perché gli uomini di Mihajlovic sono molto attenti nella fase di transizione negativa e fanno densità attorno al pallone, mettendo in difficoltà i centrocampisti nerazzurri nell’impostazione della manovra subito dopo il recupero palla.

Così il Torino cresce e l’Inter non riesce più a pungere come nei primi venti minuti: i granata potrebbero essere attaccati molto prima sulle fasce, provando magari quei cambi di campo che tanto male avevano fatto al Milan, per poi convergere al centro dove c’è davvero tanto, tantissimo spazio tra le linee, visto che Rincon è l’ombra di Valero. Tre immagini chiarificatrici dei continui duelli in mezzo al campo, con le tre coppie sempre vicine a prescindere dalle posizioni: Baselli-Gagliardini, Obi-Vecino, Rincon-Borja Valero.

 

 

 

Dopo il 35esimo l’Inter prova a dare uno strattone alla partita. Prima è Perisic che, servito bene da Nagatomo in profondità, la mette in mezzo ma non trova Icardi (che pigramente rimane in mezzo e non si fionda sul primo palo).

Un minuto dopo è sempre Perisic che, finalmente si accentra creando scompiglio: la palla di Gagliardini in verticale è pericolosa, il croato fa velo per Icardi che supera De Silvestri, tira di sinistro ma il terzino granata riesce comunque a deviare.

Sugli sviluppi del corner, Skriniar di testa impensierisce Sirigu che fa una gran parata.

Al 43esimo grande pallone controllato a metà campo da Icardi, Candreva si fionda centralmente, tira ma Burdisso prima blocca la palla poi, cadendo, la ferma: le immagini non sono chiarissime però sembra davvero solo petto e nessun fallo di mani.

Insomma, sembra proprio che l’Inter possa passare da un momento all’altro, ma è il Torino che chiude con una grande azione: Ansaldi sulla sinistra si trasforma per un attimo in Cristiano Ronaldo, fa ammattire Candreva con tre finte, mette in mezzo dove Baselli prende il tempo perfettamente a Skriniar ma Handanovic devia con la punta delle dita, anche se poi Orsato darà rimessa dal fondo.

Il primo tempo si chiude qui, con una occasione e mezza del Torino in mezzo a un’Inter che a tratti sembra poter dilagare pur senza riuscire a sviluppare un gioco fluido, merito anche dei granata che pressano moltissimo a metà campo e non lasciano possibilità ai nerazzurri di respirare. Icardi, non pervenuto per gran parte della partita, è in una di quelle sere in cui preferisce accucciarsi tra i difensori centrali, fatta eccezione per gli ultimi 10 minuti in cui riesce anche a rendersi utile come appoggio ai compagni (l’occasione di Candreva su tutte): Perisic, invece, davvero impreciso e spento.

Secondo tempo

Ti aspetti un ingresso un po’ più compassato, anche perché il primo tempo è stato piuttosto impegnativo per entrambe. E invece ti sbagli, perché i primi minuti del secondo tempo sono bellissimi.

Il Torino prova a spingere sulla destra ma, dopo un’azione insistita, il cross di Ljajic finisce preda di un rinvio interista: la palla finisce a Perisic che si fa beffe del recupero di Rincon, palla in mezzo ma N’Koulou anticipa Icardi.

Il Toro prova ad accelerare ma paga, perché l’Inter riparte e fa male. Sugli sviluppi di un contropiede (tiro di Gagliardini murato), Nagatomo mette in mezzo per Vecino che è perfetto di testa ma Sirigu para.

Interessante, in questa fase, analizzare i movimenti dei centrocampisti nerazzurri, a volte con Borja Valero e Vecino che si scambiano di posizione, altre volte con una sorta di “rotazione” che è più facile spiegare con una immagine:

Questo porta Vecino molto più vicino alla porta, Gagliardini più libero e Rincon lontanissimo dal centro (è quello più vicino a Borja Valero, in basso), con conseguente meno copertura per il Torino.

Al 51esimo ancora Nagatomo, stavolta di sinistro, sempre per Vecino, sempre nella stessa posizione ma con molta meno efficacia: Sirigu para facilmente il colpo di testa del calciatore uruguaiano.

Il Torino risponde con Belotti, sempre su cross: sembra palla facile ma Handanovic manda in angolo per sicurezza. Sembrano saltati molti meccanismi per entrambe le squadre, ma a beneficiarne sembrano più i nerazzurri che hanno più campo per ripartire, senza però concretizzare.

Al 56esimo finalmente il meritato giallo di Rincon, che però si rende protagonista di quel tipico fallo da “arancione” che, stando a sentire le solite raccomandazioni, dovrebbe essere punito con più del giallo, ma è già tanto che Orsato lo ammonisca.

Al 58esimo bella manovra dell’Inter, con Perisic sulla sinistra che serve Valero in mezzo dentro l’area, l’appoggio per Icardi al limite è perfetto, il tiro dell’attaccante argentino però viene deviato e finisce fuori di pochissimo.

Su questo angolo, però, l’Inter si addormenta un po’ e il rientro non sembra essere perfetto: già in diretta me ne ero lamentato. Il risultato è che la squadra è troppo allungata, Miranda scappa subito indietro come se dovesse salvarsi il gatto (e Nagatomo gli va sempre appresso); tra metà campo e difesa c’è una voragine sul quale pasteggerà Iago Falque, agevolato anche dal temporaneo (e non voluto) cambio di fasce tra Candreva e Perisic.

In questo frangente è stato bravo Baselli (è davanti a Borja Valero) che ha costretto Candreva prima a seguirlo e poi ad allargarsi per prendere De Silvestri. Qui Gagliardini fa un errore enorme, perché chiede a Candreva di seguire Iago Falque, mentre invece dovrebbe seguirlo lui, non fosse altro che per restituire una logica a quella voragine alle sue spalle.

Quando Gagliardini si accorge dell’errore è troppo tardi: Miranda è troppo indietro, Nagatomo è troppo indietro e per il Torino è davvero roba semplice imbastire un’azione elementare che ti insegnano già a 6 anni:

La palla di ritorno di De Silvestri (che ha ricevuto da Baselli e la dà a Iago Falque) non è precisissima e ci starebbe anche l’uscita di Miranda, la cui unica preoccupazione, però, è rinculare (come sempre).  Per l’ala spagnola è facile farsi un boccone del capitano del Brasile, che su queste situazioni fa sempre lo stesso identico errore ormai da anni: invece che accompagnare sull’esterno, concede l’interno. Poi guardi il groviglio di gambe da cui esce il tiro di Iago Falque e ti rendi conto che sembra esserci qualcosa di predestinato:

L’Inter, però, insiste e due minuti dopo Icardi riceve l’ennesimo pallone perfetto da Candreva (togliendolo, peraltro, dai piedi di Borja Valero che era in posizione migliore), stoppa la palla maluccio, supera N’Koulou e spara altissimo.

L’Inter sembra subire più il colpo dell’ennesimo gol fallito da Icardi che il gol subito e per mezza dozzina di minuti sparisce dal campo, anche perché il Torino affonda il coltello sulle piaghe della sinistra interista, dove né Nagatomo né Miranda sono autori di una partita impeccabile (anzi…).

L’occasione per uccidere la partita, però, capita dall’altra parte, su un errore madornale, l’ennesimo, di Gagliardini che tenta di giochicchiarla su Skriniar in una situazione del genere:

Il difensore centrale è preso alla sprovvista da Belotti e fa fallo, concedendosi poi tutti gli insulti possibili al compagno. Sul calcio piazzato, la palla arriva a Obi in mezzo che tira fuori da due metri. Inter graziata.

Spalletti memorizza e due minuti dopo sostituisce l’italiano con Eder, arretrando Borja Valero. Cambio un po’ in ritardo, probabilmente, e squadra che dal gol in poi aveva attaccato con troppa frenesia e senza alcuna logica:

Ottima anche l’intuizione di Mihajlovic di avanzare il raggio d’azione di Obi, che si trova spesso tra le linee in una posizione che dà davvero fastidio alla difesa nerazzurra.

Improvvisamente la manovra dell’Inter cambia, perché lo spagnolo è l’unico, ma davvero l’unico, a non dare quasi mai la palla tra i piedi ma sulla corsa. Anche perché, quando lo prova Vecino, trova i compagni in controtempo come in questo caso:

Mentre guardate qui cosa succede prima con Perisic e poi con D’Ambrosio: un pallone che perde due volte un tempo di gioco solo perché dato sui piedi invece che sulla corsa (e provate a guardare quante volte succede nella prossima partita!), ed è gravissimo soprattutto il secondo perché avrebbe permesso a Candreva di metterla in mezzo di prima:

Al 71esimo Borja protagonista di un lancio perfetto su Candreva, solo davanti a Sirigu, ma l’esterno nerazzurro non sembra crederci fino in fondo e la palla è fermata dal portiere in uscita.

Al 75esimo Spalletti si prende un rischio: toglie Nagatomo e mette Brozovic. Inizialmente ci si chiede se passa a una difesa a 3, ma bastano pochi secondi per capire che in realtà è un modulo sghembo in cui si chiede a Perisic di farsi tutta la fascia, aiutato ora da Borja Valero ora da Miranda, con una sorta di 3-3-3 con in aggiunta la richiesta a Perisic di moltiplicarsi e accompagnare tutte le linee da 3 sviluppate da centro a destra. Sembra una follia (e in realtà lo è) ma paga, perché il Torino tende a chiudersi a 3 in difesa, soprattutto per contenere il duo Icardi-Eder (il secondo più attaccante che trequartista).

Questa foto è l’inizio dell’azione, con Vecino che inventa un lancio splendido per Candreva: l’esterno rientra e la mette in mezzo di sinistro dove c’è Perisic, lasciato libero da De Silvestri che forse non si aspettava lì l’avversario. Il Torino è rientrato con eccessiva lentezza e Iago Falque sorpreso di Perisic tanto quanto De Silvestri.

Il croato la mette in mezzo dove Icardi ha trovato il pertugio giusto e c’è solo Burdisso tra lui e Eder:

Mentre Rincon si ferma, sbagliando, Icardi ha la lucidità di appoggiarla a Eder che da 5 metri non può sbagliare.

Il pareggio è più che giusto, anzi, sta stretto all’Inter.

Nonostante la fascia sinistra sia letteralmente preda del Torino, anche prima del gol, Spalletti decide di insistere con questi uomini, adattando il modulo ad un più logico 4-3-3, con Eder ala sinistra e Perisic terzino, anche se l’interpretazione è davvero molto spregiudicata.

All’82esimo grande azione di Borja Valero sulla sinistra: prima si sostituisce a Perisic recuperando palla, poi riportandosi in cabina di regia per realizzare un lancio al bacio per il croato che ritarda quel tanto il cross da rendere più semplice il recupero di Burdisso su Icardi che era solo al centro. Peccato. L’azione merita un replay dedicato:

Sugli sviluppi del corner l’azione più bella di Brozovic: Belotti parte in contropiede e il croato lo stende.

L’Inter attacca a testa bassa ma, vuoi per la stanchezza vuoi anche perché è una tendenza già vista, in troppi si nascondono piuttosto che proporsi per farsi dare la palla, per la disperazione di Borja Valero che ad ogni azione è costretto a indicare un po’ a tutti di attaccare lo spazio e farsi vedere (in questo caso Vecino):

All’88esimo ennesimo piccolo capolavoro di impegno di Eder che ruba palla sulla trequarti, subendo anche un fallo da Acquah (verrà ammonito), con palla a Vecino che si fionda e da 30 metri lascia partire un tiro che si schianta sulla traversa (ancora trema)… a proposito di fortuna dell’Inter e della classifica dei pali: fatela adesso questa classifica… anzi, vi risparmio io la fatica: l’Inter ne ha colpiti 8 e ne ha avuti in sorte 7.

L’Inter non sembra più avere energie per attaccare con lucidità e Spalletti decide di non fare l’ultimo cambio.

Dopo una partita oscena, Orsato decide di dare 4 minuti nonostante l’azione si sia interrotta un numero impressionante di volte e lui, in ogni dannatissima occasione, interpretava il gesto “recupero tutto”, tanto che ad un certo punto si credeva si dovessero giocare altri 97 minuti invece degli striminziti 4 (il minimo sindacale).

Conclusioni

I numeri sono impietosi: l’Inter questa partita avrebbe dovuto vincerla, perché ha prodotto davvero una quantità industriale di tiri in porta, tanto da ricordare partite molto prolifiche come quelle contro la Sampdoria e il Milan, in cui aveva sì concesso 2 reti ma ne aveva anche realizzate 3. Solo che in quelle aveva lasciato una dozzina di occasioni, in questa appena 8, di cui soltanto due davvero pericolose e in più il gol:

Questo per Opta: la Lega Serie A, invece, registra 16 tiri a 8, 9 tiri in porta a 3, 11 occasioni da gol a 6, con il Torino che in area ci arriva sostanzialmente una volta soltanto:

Il calcio, però, è questo: a volte prendi di più, altre volte devi restituire. Il problema è che sia Roma che Juventus hanno vinto e, benché i bianconeri siano fuori portata, diventano più pericolosi i giallorossi che stanno mostrando di essere squadra tignosa, concreta e che sa rinunciare anche allo spettacolo pur di portare il risultato a casa: deve ancora recuperare la partita contro la Sampdoria ed è a 4 punti dall’Inter.

Lazio-Udinese non si è potuta giocare a causa del maltempo, ma l’Inter è a 30 e la Lazio a 28.

In testa si gioca davvero in un fazzoletto di punti, con addirittura la Sampdoria che emerge, a -9 dal Napoli, come sesta forza del campionato, mentre il Torino ha dimostrato che il 7° posto è più che meritato e, giustamente, si augura che il Milan dia chance di salvezza al Sassuolo: anche noi facciamo il tifo affinché i granata conservino quella posizione.

Nulla di compromesso, ovviamente, per quanto riguarda la corsa sul 4° posto. Il paradosso è che questa Inter che prende forma, e magari soffre anche (vedi Napoli, Sampdoria, Milan e Torino: quattro delle ultime 5), è più bella e convincente di quella vista nella primissima parte di stagione. L’impressione è che ormai lo spartito sia chiaro, che la squadra giochi con buoni automatismi. Anche di fronte a un avversario che ci mette tutto l’impegno possibile per non farla giocare, marcando a uomo, provando a disinnescare i pregi della banda-Spalletti, questa riesce comunque a produrre, a rimanere ancorata saldamente a un’idea e ad una identità: elementi essenziali per andare avanti e riuscire a essere convincenti anche nel lungo termine. Sono due punti persi forse, ma l’Inter guadagna qualcosa di indefinibile, una solidità di squadra che prima sembrava aleatoria e passeggera.

A fine partita rimane un misto tra il rammarico di non aver raccolto i frutti di tanto lavoro in fase di creazione… d’altra parte, se Icardi tira ben 5 volte in porta e segna zero gol capisci che può anche essere solo una partita con la luna storta.

Ma da questo pareggio viene anche la convinzione che questa squadra non è affatto improvvisata: è lì per meriti reali. E questi due punti persi possono servire per scrollarsi di dosso certe presunzioni e potere inquadrare nuovamente, e correttamente, l’unico vero obiettivo che al momento è da prendere in considerazione: non oso immaginare cosa sarebbe accaduto con i nerazzurri in testa alla classifica. Insomma, mai perdere la propria dimensione: è il rischio più grave che si possa correre.

Se ci avessero prospettato questa classifica giorno 31 agosto alle ore 23:59 avremmo tutti firmato col sangue.

Perché i difetti ci sono, come ci sono per tutte le squadre a qualunque latitudine. Per esempio, Borja Valero rende l’azione molto più fluida ed è un regista come non ne abbiamo in squadra, l’unico che abbia davvero una visione a 360° e con il senso della profondità, neanche Vecino ha questa lungimiranza. Spalletti saprà trovargli spazio più indietro garantendo comunque copertura alla squadra? Vedremo.

Il difetto più grosso e che fa impressione è evidenziato dal mancato terzo cambio e suona anche di bocciatura per qualcuno in panchina (vero Joao Mario?) o anche per chi è in campo e pasticcia piuttosto che rendersi utile (vero Brozovic? Si può chiudere una partita di neanche 20 minuti con il 66% di precisione? No). Ci sarà da stringere i denti fino a gennaio e fare delle scelte: nessuno si aspetta miracoli ma, se davvero qualcuno non è adatto o non ha la fiducia dell’allenatore, ci vuole anche il coraggio di liberarsene, anche a costo di una minusvalenza. Perché perdere il treno Champions costerebbe di più… di gran lunga di più.

sostieni ilmalpensante.com

Nota a margine

Orsato: 18 falli subiti dal Torino, 10 dall’Inter.

  • willerneroblu

    Brozovic non può giocare nell’Inter,la squadra comunque è questa e con questo campionato sarà complicato arrivare quarti!!A proposito ho visto il Toro impegnarsi alla morte come nel derby,a no ….

  • FC

    Credo che si debbano fare i complimenti al Toro per come ha impostato la partita: sono riusciti a a costruire una diga che fermasse sia Vecino che Borja senza dimenticare troppo gli esterni. Hanno solo pagato dando una certa libertà ai terzini, e neanche sempre, ma quelli sono il nostro punto debole. Secondo me il pareggio ci sta, anche se ai punti è ovvio che meritavamo.
    Per il resto, Spalletti dovrebbe solo imparare a dar seguito immediatamente alle sue intuizioni: ha capito che Borja serviva in mediana per impostare insieme a Vecino e che ci voleva Eder per dare meno punti di riferimento sulla trequarti, ma doveva agire subito dopo il primo tempo, non a 3/4 di match; da lì la partita è cambiata. Poi il solito problema dei tiri da fuori, anche se (piano piano) Vecino sta imparando a centrare la porta (quasi). Spero che Karamoh diventi disponibile al più presto perché Candreva non è un attaccante, mi piacerebbe vederlo al centro, ma mi sa che resterà un sogno. Follia totale negli ultimi minuti con la difesa a 2 e Perisic terzino avanzato, ormai il 4231 sta saltando, speriamo di liberarcene quanto prima.

  • Arturo

    Orsato con il Milan nel derby della scorsa stagione ha concesso 7 minuti di recupero fino al pareggio e poi è cominciato il declino dell’Inter con esonero di Pioli. E’ il peggior arbitro che ci possa capitare. Gestione della gara a dir poco cervellotica. 4-3-3 Bologna e 4-3-3 (più 4-1-4-1 come evidenziato nell’articolo ) Torino. Due squadre grintose e stesso risultato, 1-1 grazie all’ingresso di Eder. Il 4-2-3-1 in altre occasioni è andato bene (con la Sampdoria benissimo), ma secondo me Spalletti dovrebbe provare a inserire Eder dall’inizio. Abbiamo vinto con il Genoa sempre dopo l’ingresso di Eder. Mihajlovic blocca Valero e il resto della squadra e Spalletti reagisce solo dopo il gol. Con l’Atalanta sarà lo stesso copione. Gasperini gioca con marcature ad uomo e ha un certo Gomez per il contropiede. Mourinho ha dichiarato che contro Gasperini ha cambiato formazione in continuazione. E’ difficile accettare come dichiarato da Spalletti che siamo allo stesso livello del Torino. Significa Europa League se va bene. Borja Valero è meglio regista. Dopo i cambi è arretrato e ha cominciato a comandare la squadra. Ha trovato pure le energie necessarie alla fine della partita. Questa squadra è perfetta per il 4-4-2 con Candreva e Perisic sule fasce e Icardi ed Eder di punta. Come gioca Marcelino con il Valencia davanti ad Atletico e Real e secondo solo al Barcellona. Eder fa movimento, recupera, si sacrifica e ha il tiro. Se Icardi è in giornata no, c’è lui. Con Eder Perisic ha fatto un cross con il contagiri e Icardi un assist perfetto per il gol. Poi Vecino meritava di segnare su quel tiro. C’è pure il 4-3-3 che si adatta ai giocatori a disposizione del mister. Può provare anche la difesa a tre che è utilizzata in Inghilterra da squadre come il Tottenham che ha sconfitto il Real Madrid e dallo stesso Mourinho. Infine per concludere in bellezza, gran gol di Facundo Colidio.

    • FC

      Arbitraggio alcolico di Orsato “vai di rosato”

    • Flat back four

      Eder ha sbagliato tutti i palloni toccati, ma di molto
      si è dribblato da solo uscendo dal campo alla prima azione, ha sparato due cross facilissimi ben oltre l’area di rigore, ha tirato due volte fuori di 20 metri
      ha segnato a porta vuota, ok…ma è un brocco orrido, dovrebbe essere su un aereo all’inseguimento di Medel, giocatore del suo livello, invece è ancora qui, dopo due anni di oscenità

      • Arturo

        Oltre al gol ha recuperato il pallone passandolo a Vecino e solo la traversa ha impedito il gol. Con il Bologna è entrato e si è guadagnato il rigore, contro il Genoa ha tirato in porta e non ha segnato perché Perin ha fatto una grande parata. Il gol in nazionale contro la Svezia non mi sembra un gol da brocco. Idem il gol su punizione contro l’Atalanta. Tenuto presente che Borja Valero non è un trequartista anche se finora si è adattato benissimo, come attaccante da affiancare ad Icardi c’è solo lui. Ci sarebbe Brozovic che contro il Benevento ha segnato due gol, ma per il resto rinvio a quanto scritto nell’articolo.

  • BlackSail33

    Se c’è un appunto che si puo muovere a Spalletti è il ritardo sui cambi. Se ti bloccano il gioco devi cambiare. Mi associo a chi sostiene che con questi giocatori il 4 2 3 1 non funziona, meglio il 442. Brozo è già due anni che andava venduto. È perso. E pare che si cominci a realizzare che arrivare quarti sarà dura, perche napoli rube roma e lazio sono meglio di noi. Poi tutto puo succedere.

  • Iapigio Peuceta 🇮🇹

    Sfortunati oggi, fortunati in altre occasioni.
    Era inevitabile che la verità fosse nel mezzo.
    Cmq, come già qui scritto 1 mese or sono, sento puzza di andamento manciniano. Siamo più maschi e più squadra di allora, ma forse ancora troppo accademici e fragili.

  • kanu20

    Davvero voi, Alberto e voi tutti, pensate che questa squadra possa arrivare quarta? per me i primi 3 posti sono assegnati (juve prima, roma seconda – sì, ha una rosa molto più profonda del napoli per affrontare 38 partite – napoli terzo – giocano sempre i soliti 13). e la Lazio è molto più quadrata di noi. inoltre, ha più soluzioni tattiche, e specialmente offensive. e Milinkovic-savic è un fuoriclasse, sprecato in italia, degno dei migliori palcoscenici europei. Non voglio fare il classico interista pessimista,ma ad oggi per me l’inter è la quinta forza del campionato (di questa serie A..).Insomma, Candreva è giustamente uno dei punti di forza dell’inter. Ma proprio questo: se Candreva, che non è nient’altro che un cavallone incapace di fare quel che fa un ioago falque qualsiasi in attacco, è uno dei nostri migliori giocatori, questo indica proprio i nostri limiti.. Oggi vedento la partita notavo proprio quello che poi ha detto Spalletti: le squadre si equivalgono. Nessun campione da cui potevo sperare che da un momento all’altro uscisse un’invenzione. Davvero, apprezzo l’impegno dei calciatori, ma noto tutti i limiti della rosa. Insomma, cavoli, abbiamo regalato Ansaldi al Torino (prestito biennale con riscatto a 2 milioni), ed è molto migliore del nostro terzino sinistro titolare.. bah

  • Cristiano

    Mancassero poche giornate dala fine, potrebbe avere un senso ciò che scrivi nelle conclusioni finali, ma manca veramente troppo alla fine per restringere la rosa e utilizzare così pochi uomini come sta facendo Spalletti.Alla lunga sarà controproducente, tra l’altro ancora nn capisco perché tutti i giovani che vengono all’Inter sono automaticamente panchinati. Cosa aspetta ad inserire Cancelo, Dalbert , Karamoh e Pinamonti ?

  • Lillo Lallo

    Grande articolo, scopro oggi questa rubrica, la seguirò anche in futuro. L’ho già messa fra i preferiti.

  • MATRIX61

    Orsato lo conosciamo bene e qui mi fermo. Siamo piuttosto stanchi non dal punto di vista fisico ma da quello psicologico anche se questa squadra ha dalla sua il fatto che non molla mai. Capisco benissimo il fatto che gli undici messi in campo nelle ultime partite siano il meglio che c’è, ma visti il brozovic attuale e il j mario ultimo perchè non provare uno Zaniolo che aveva ben figurato in estate? Sembra proprio una bestemmia ? Icardi se sta male va sostituito altrimenti visto che normalmente giochiamo in 10 e 1/2 se poi lui non segna diventa completamente inutile. E utilizzare Karamoh con Candreva trequartista libero di svariare? Potrebbe essere una soluzione, ormai ci hanno studiato e qualcuno le trova le contromosse. In ultimo, ho visto l’impegno del toro cono praticamente uguale a quello messo nel derby, ormai sono anche loro una succursale della rube che gli permette anche di continuare ad esistere..

  • mike983

    Condivido il fatto di rimanere con i piedi per terra. Ultimamente si era creato un clima di euforia esagerata, dobbiamo ricordarci che non abbiamo vinto nulla e siamo in fase di costruzione, periodo che durerà fino alla fine del campionato. Bisogna ricordarsi anche le varie strisce positivi di epoca Manciniana e Pioliana finite poi con un nulla di fatto. L’Inter ha giocato una buona partita ma ha trovato di fronte una squadra messa bene in campo che non ha mollato nè fisicamente nè mentalmente fino alla fine della partita, al Toro va questo merito.
    Di partite come questa ne capiteranno sicuramente altre, l’importante è sostenere sempre la squadra come ha fatto ieri il grande pubblico presente in massa al Meazza.
    Per quanto riguarda l’analisi tecnica c’è poco da aggiungere alla grande analisi di Alberto. Le mie considerazioni personali riguardano la sofferenza di Borja Valero nel primo tempo marcato da un grande Rincon, penso abbia fatto la sua miglior partita stagionale. Borja lo avrei sostituito alla fine del primo tempo, anche se nel secondo tempo è cresciuto parecchio. A Icardi gli è capitata la giornata storta, primo tempo mediocre, nel secondo si è visto un pò di più in fase di aiuto alla squadra.
    Penso che Borja, Perisic e Icardi abbiano bisogno di rifiatare un pò, il croato nelle ultime partite per alcuni tratti lo vedi giocare con sufficienza poi capita che ti fa la grande giocata o il gol come a Verona.
    Quando ci sono questo tipo di partite l’Inter fatica perchè diventa prevedibile, palla alle ali e cross al centro. Bene le situazioni che hanno portato al tiro sia Gagliardini che Vecino, il problema è che mancano altre soluzioni al gioco che non puoi chiederle a D’ambrosio o Nagatomo e neanche a Borja Valero che è un centrocampista fondamentale per noi ma non lo vedo benissimo come trequartista. Per farvi capire una volta c’erano certi Maicon o Snejder, ma anche Stankovic o Cambiasso che rappresentavano souzioni, quell’Inter aveva tanti modi per creare pericoli alle avversarie, oggi gli uomini decisivi nella fase offensiva sono purtroppo pochi e quando non girano bene si finisce nella prevedibilità.
    Questo perchè negli ultimi anni c’è stata una gestione tecnica imbarazzante e fatti mercati di una medicrità incredibile, non si poteva risolvere tutti i problemi arretrati in un’unica sessione di mercato. Come dice Alberto bisognerà prende delle decisioni importanti nelle prossime sessioni di mercato e fare le giuste valutazioni.

    • MATRIX61

      Condivido in pieno,ci manca l’uomo di classe pura quello che inventa la giocata ma ultimamente non ne produciamo e quelli che acquistiamo non durano molto vedi Lijaic o Jovetic).

  • Marco C.

    giuro che non è per il pareggio di ieri, ma il mio pessimismo cosmico (non per niente sono stato battezzato nella stessa fonte battesimale del buon Giacomo Leopardi) mi induce a pensare che non ci qualificheremo per la champions, neanche se a gennaio faremo quei 2 acquisti che ci servono come l’aria (cit.) e visto che probabilmente Suning non caccerà un €. purtroppo non abbiamo giocatori all’altezza degli altri competitors. Amen.

    • MATRIX61

      Ma dobbiamo toccare ferro? Di Gufatori professionisti già ce ne sono milioni in giro..coraggio raga non siamo primi ma a due punti dalla vetta, non è che siamo dietro al BBilan! Comunque io continuo a dire che un pò di sale a San Siro ogni tanto va sparso.

  • maigobbo

    capitolo 1) Orsato irritante, ma si era capito già dai primi minuti: speriamo sia un caso e non, invece, le prime contromisure dei pallonari contro di noi.
    capitolo 2) NON dobbiamo vincere lo scudetto; ci sta nell’arco di un campionato qualche partita che per sfortuna od altro non si riesce a vincere: direi anzi, da interista militante di lunghissimo corso, che partite così con la sorte avversa in genere si perdono.
    capitolo 3) il pubblico è stato per una volta esemplare applaudendo la squadra anche a fine gara e persino Icardi dopo un tiraccio assurdo: ma la competenza latita: una signora dietro di me ebbe a dire: “non c’è niente da fare, oggi Caballero non è in giornata!” Ora, io mi ricordo di una rivista caballero che mi ha accompagnato per anni in adolescenziali prestazioni onanistiche, ma Caballero giocatore dell’Inter non lo avevo mai sentito!
    Ovviamente lo sciagurato fuori forma in questione era Borja Valero! Questi sono i fischiatori seriali del primo anello! Restassero a casa sarebbe meglio!

  • ho in testa una cosa da un pò di tempo
    per me abbiamo in squadra il miglior terzino/ala sinistro del mondo: perisic
    se ci pensate, non ha la media gol di una punta, è ambidestro come i migliori terzini che io ricordi (brehme, maldini, zambrotta), ha corsa, è generoso e sa coprire
    non so come potrebbe essere utilizzato in questa inter che in attacco è comunque cortissima
    avendo un insigne in squadra, per dire, per me il croato giocherebbe dietro

  • ho in testa una cosa da un pò di tempo
    per me abbiamo in squadra il miglior terzino/ala sinistro del mondo: perisic
    se ci pensate, non ha la media gol di una punta, è ambidestro come i migliori terzini che io ricordi (brehme, maldini, zambrotta), ha corsa, è generoso e sa coprire
    non so come potrebbe essere utilizzato in questa inter che in attacco è comunque cortissima
    avendo un insigne in squadra, per dire, per me il croato giocherebbe dietro

    • Arturo

      Potrebbe essere utilizzato con uno schema la difesa a tre (D’Ambrosio-Skriniar-Miranda/Ranocchia). In quel caso ci vogliono due ali/terzini o esterni e c’è anche Candreva che può fare quel ruolo sula destra. Con Eder e Icardi attaccanti e a centrocampo Gagliardini mediano, Borja Valero e Vecino centrocampisti centrali (Brozovic e Joao Mario sostituti). E’ il 3-5-2, ma non credo che Spalletti sia intenzionato a usare questo schema.

  • Zerco

    Bel giocatore Baselli! Si può scambiare con Brozovic? Andrebbe così d’accordo con Miha…

  • Stefano Cattaneo

    Ho letto attentamente quanto scritto da Alberto ed alcuni commenti e ho alcune considerazioni da fare:
    1) Non vedo perchè il continuare a schierare sempra la stessa squadra possa essere un problema visto e considerato che al momento dobbiamo giocare solo il campionato (una partita ogni 7 giorni).
    2) Il fattore Orsato era ben prevedibile fin dalla designazione, e considerando che al VAR c’era cutwind, non mi aspettavo nessun tipo di modifica su eventuali errori.
    3) Mi sembra che il punto debole di questa squadra sia Miranda, col senno di poi è tutto più semplice, ma forse tenere Medel per farlo giocare da centrale con Milan sarebbe stata una mossa giusta.
    4) ultimo punto, mi sembra di percepire molto pessimismo nei commenti di alcuni tifosi, dovuto probabilmente agli ultimi 7 anni, ma scivere che la Lazio è più quadrata di noi mi sembra eccessivo, non ha una gran panchina, gioca la Europe League ed ha iniziato la preparazione prima per la supercoppa Italiana, magari rimana quadrata, ma può anche scoppiare, come può scoppiare il Napoli che ha dovuto affrontare i preliminari di Champions, voglio dire che punti per un velato ottimismo per ottica Champions ce ne sono.