Inter: le inconfutabili prove di una drammatica crisi

Mi sento persino sollevato all’idea che non siamo in testa alla classifica perché se già rimanendo in linea di galleggiamento con le altre si levano voci di scudetto, di ambizioni, illusioni, ovvero tutto quello che non si dovrebbe fare, l’errore che non dovremmo commettere.”

Poco dopo la partita scrivevo questo commento a un amico che mi chiedeva la sensazione restituita dalla visione di Inter-Torino. La risposta era stata “sollievo“, insomma, perché riportava un po’ tutti con i piedi per terra: il fatto di vivere in una Serie A così malmessa in cui le grandi, o almeno quelle che sono in vetta, perdono pochissimi punti con le medio-piccole ha lanciato un messaggio sbagliato.

Ovvero che bisogna vincerle tutte.

Ovviamente è qualcosa che non si può realizzare, se è vero che squadre molto più attrezzate tecnicamente (vedi Napoli) e/o numericamente (vedi Juventus e Roma) non le vincono tutte né potrebbero farlo e se hanno da soffrire con Chievo o Benevento, ovvero quella che non si perde mai occasione per indicare come la peggiore d’Europa, soffrono. Molto spesso vincono, certo, ma talvolta no.

Sembrano talmente banalità che non ti viene neanche di scriverle per intero: dici solo che ti senti sollevato dal fatto che prima o poi un calcio o una sberla ti riportano di peso dentro la realtà, dentro quello che sei e le ambizioni che è giusto tu nutra.

E invece no, evidentemente non sono banalità. Ma non lo sono neanche per chi, dall’altra parte, dopo un’estate a scommettere sull’ennesimo fallimento, non vede l’ora di puntare il dito e dire che, beh, è davvero tutto merda (ps: e ricordati che devi morire), che pareggiare contro Bologna e Torino equivale a una sconfitta, che ormai è finita e che questo pareggio ha decretato la fine del nostro campionato.

Credete stia esagerando? Fatevi un giro sui social e verificate di persona.

La sconfitta col Torino diventa qualcosa di mistico, di… eh? Che dite? L’Inter non ha perso contro il Torino? Ma state dicendo sul serio? No, perché a leggere i menagramo alla fine uno crede che l’Inter abbia perso.

E c’è chi non spera altro, come gli ineffabili amici de La Gazzetta dello Sport.

Gazzetta dello Sport TorinoMi spiego. Tu vedi questo articolo e lo leggi, poi lo finisci e lo dimentichi perché sai come vanno queste cose: in mancanza di argomenti cogenti, quelli che diventano verità euclidee, il giornalista che deve fare? Scrive e deve pur agganciarsi a qualcosa per aprire e chiudere gli articoli. L’aggancio poi è facile, Torino era e Torino è, pareggio era e pareggio è.

Solo che tu sei fuori dalla sua scrivania, vivi in un mondo reale, di fatti concreti, e comprendi che di euclideo non c’è nulla, che l’argomento è posticcio, raffazzonato e attaccato con lo sputo e, bon, lo dimentichi in fretta. Certo, per un attimo ti blocca il cortocircuito logico tra questa parte qui e quello che hai letto in prima pagina…

Oh, sai che figata essere settimi da soli? Vuoi mettere? Una squadra come l’Inter  ormai ai margini della Champions League contro una che fa la sua “rimontella” e si alza poderosa al 7° posto. Da sola. In solitaria. A svettare in 7° posto.

Roba che te la sogni di notte essere al 7° posto da soli. Eh? Che dite? Che la disastrosa Inter dell’anno scorso è arrivata al 7° posto? O che diamine, siete sempre precisini e perfettini!

Torniamo alle cose serie. Dicevamo che sei lì per dimenticare tutto, cancellare, come si fa con i pensieri fastidiosi e che sono chiaramente contro la logica, salvo poi rientrare sui social… sì lo so, non dovrei, ma serve esserci “altrimenti non ci si sta”… dicevo, salvo poi rientrare sui social e trovare che questa teoria del Torino-era-Torino-è e pareggio-era-pareggio-è prende piede e sono in tanti, ma davvero tanti che sono terrorizzati all’idea del bis:

Abbiamo preso solo uno dei più accaniti #OutSuningers dell’anno, ma potevamo farlo con decine e decine di account.

L’anno scorso, insomma, l’Inter chiuse i suoi sogni di gloria, finì la rimonta e… cosa dite? Che quest’anno non sta rimontando? Sempre a sottilizzare voi! Dite che serve un riepilogo?

L’anno scorso Stefano Pioli subentrò a novembre in una situazione a dir poco drammatica che non è il caso di rispiegare. L’Inter si mette a correre, raccoglie risultati su risultati e arriva alla 28esima giornata a -6 dal Napoli, terzo in classifica. Ricordiamo che l’anno scorso per la Champions League serviva il terzo posto, non il quarto. La frenata col Torino allungò la classifica, portando l’Inter a -8 dai partenopei.

D’Ambrosio ha confermato nei mesi successivi che quel pareggio fu “decisivo” nelle loro teste: chi ci legge sa quante volte li abbiamo insultati per quel blackout, perché nel turno successivo il Napoli pareggiò con la Juventus e l’Inter perse contro la Sampdoria: con una vittoria sarebbe stato nuovamente -6. Sempre a partire dalla visuale post-torino, non sarebbe cambiato nulla probabilmente (8 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 10 partite), però il Napoli doveva affrontare la Juventus e poi lo scontro diretto con l’Inter.

Ma quest’anno? Che c’entra quest’anno? Ci sono ancora 26 partite, ventisei, un’infinità. Le due casistiche non potrebbero essere più diverse.

Ma la crisi?

Ovviamente è sempre vivo il ricordo del 2015-16, siano dannati lui e quei risultati ingannevoli che portarono la banda Mancini in vetta alla classifica per diverse giornate. Chi ci legge già da tempo sa come la pensiamo: anche qui non ci può essere paragone più sbagliato. Gli abbiamo anche dedicato un approfondimento:

Perché questa Inter non somiglia a quella di Mancini 2015/16

Di questa analisi credo sia necessario sottolineare un punto: Mancini, invece, nelle prime 10-12 partite aveva già esplorato non meno di 5 moduli: rombo, 4-3-3, 3-5-2, 4-2-3-1 e 4-4-2 puro, e sono buono nell’assimilare il 4-5-1 al 4-3-3.

Questa squadra, invece, ha costruito la sua identità su un modulo, anche a costo di adattare qualcuno in qualche ruolo non propriamente suo… anzi, solo uno: il trequartista, perché tutti gli altri stanno al posto giusto. Ed è chiaro come il sole che quella squadra, così approssimativa nella manovra, così improvvisata nei concetti, così priva di un’idea di fondo, non può essere paragonata a questa che, invece, ha meccanismi ormai chiari, un’idea di gioco evidente anche nelle difficoltà, un’identità palese.

Solo che poi apri i social, sempre quelli, e ti trovi nientepopòdimenoche Sky Sport che inverte la tendenza: l’Inter è in cerca di identità. E sapete perché è in cerca di identità? Perché Spalletti insiste sempre sugli stessi uomini. Davvero, è scritto così eh, e ci fanno anche il conto di quanti soldi stanno in panchina (calcolo che è giusto si faccia solo per l’Inter, sia chiaro anche questo):

Insomma, ogni corso passato, purché negativo, è un buon candidato per accoppiarsi a questo che diventerebbe il suo ricorso e quindi, sì, diamine, moriremo tutti e la grande corsa è già finita, chiudiamo il campionato altrimenti è di nuovo 7° posto.

A dimostrarcelo ci sono anche le statistiche, chiaramente. Anche a costo di invertire i mantra che fino a oggi avevano avuto il sapore di verità inconfutabile: si è passati dal “saranno troppo decisivi gli scontri diretti” al “chi perde punti con ‘le altre’ sarà svantaggiato”, con una improvvisa sterzata di logica tale da far venire le vertigini (ci concediamo il buon Capuano come esempio, sull’interismo del quale nessuno dubiti):

Si badi, fuor di polemica con Giovanni: è per dire che le statistiche puoi guardarle da molti lati e ti restituiranno scenari diversi in base a come le rigiri. Sui social, però, c’è un sacco di gente attenta e pronta a darti la risposta giusta al momento giusto, magari brando un po’…

Il tutto nel giorno stesso in cui Sconcerti dice… sì, lo so che Sconcerti pensa l’esatto contrario di ciò che vuole la logica, però… però leggete, leggete:

Il lettore disorientato si chiederà: ma valgono di più i 3 punti contro il Milan o i 3 punti contro Fiorentina o Genoa? Pesa di più il punto contro il Napoli oppure quello contro il Torino? Solo che quando ti metti a far di conto con le due mani, 3 è uguale a 3, 1 è uguale a 1, anche se per un attimo ti senti come Winston Smith di fronte al suo O’Brien e, per non impazzire, sei persino disposto a credere che 2+2 faccia 5.

Perché se voi, voi interisti illusi, pensate di essere lì perché avete fatto scelte logiche in fase di mercato, pensate che sia chiaro chi ha fatto bene o ha fatto male, no, vi sbagliate e ci sarà sempre una statistica a dirvi, in chiaro bimbominkiese, che Biglia+Kessié>>>Borja+Vecino (non so risalire all’autore della grafica, scusate, me l’hanno inviata):

Così Ti metti a fare “zapping” tra i giornali e ti ritrovi l’ennesimo salvatore della patria: per Mediaset Premium è Eder che salva Spalletti, e vabbe’.

 

E siccome siamo in periodo di nazionale, perché non cerchiamo qualcosa sulle nazionali? Ecco che ti sbuca un articolo di ieri, sul Corriere della Sera, rubrica “lo dico al Corriere”, risponde Aldo Cazzullo a una domanda che io avrei cestinato per un miliardo di motivi validi: “Dove sta il divertimento quando nella squadra del cuore giocano 7/8 calciatori di mezzo mondo?

Davvero, la domanda è questa. E tu credi che il Cazzullo di turno risponderà con una pernacchia, magari facendo una tiritera sulla bellezza della multiculturalità, dell’importanza della contaminazione sociale e culturale, che l’umanità è nata grazie alla migrazione e all’incontro di popoli diversi, che… no, niente di tutto questo. Per Cazzullo la risposta da dare è un’altra:

E chissenefrega se poi Gagliardini e Candreva sono stati tesserati dall’Olanda e Eder (oh, lui sì naturalizzato!) è tornato brasiliano dall’oggi al domani. Il resto ve lo risparmio.

Se se poi avete voglia di un po’ di amarcord, perché non tornare a quei geniacci dell’estate, quelli che era già Crisi ancora prima di mettere piede in campo? Eccovi con una chicca segnalataci da Claudio Filiberto Benedetti:

E quindi?

E quindi è Crisi Inter.

Lo è se Handanovic para.

Lo è se Handanovic non para.

Lo è se è fortunata con i pali.

Lo è se è sfortunata con i pali.

Lo è se fa più punti con le grandi che con le piccole.

Lo è se fa più punti con le piccole che con le grandi.

Lo è se Skriniar gioca bene perché presto o tardi si murillizzerà.

Lo è se Skriniar sbaglia, perché non dovrebbe sbagliare mai.

Lo è se non ha italiani in rosa.

Lo è se ha troppi italiani in rosa e nessuno se ne accorge.

Lo è se Icardi segna, perché poi si è Icardi-dipendenti.

Lo è se Icardi non segna, perché dove vuoi andare senza una grande punta da 30 gol?

Lo è se ha Moratti presidente perché è un mecenate fuori tempo e fuori dal tempo.

Lo è se è di proprietà cinese, con mentalità manageriale… ma vuoi mettere il mecenatismo?

Lo è se vince contro il Benevento perché le partite difficili saranno altre.

Lo è se vince contro la Roma, perché tanto contano le sfide con le medie.

Lo è se gioca bene e domina, perché comunque l’avversario non era competitivo al punto giusto.

Lo è se non gioca bene, perché comunque dovrebbe essere più forte e prenderli a pallate come fa la Juventus.

Lo è se sta davanti, perché tanto la Serie A ormai è in fase di declino.

Lo è se arranca più indietro, perché dovrebbe stare davanti in una Serie A così in declino.

Sapete che potremmo continuare a lungo, vero? Diciamo semplicemente che ogni scusa è buona per la Crisi Inter. L’unica cosa che mi dà veramente fastidio, però, è che di fronte a tutto questo si dovrebbe fare fronte comune, senza tentennamenti, e quantomeno godersi il momento felice, perché è incontestabilmente felice.

Basterebbe gaurdare alla splendida reazione della squadra, quei 20 minuti finali in cui, dopo un iniziale sbandamento, ha preso letteralmente il coro per le corna e lo ha stretto al muro, ha mostrato consapevolezza, voglia, determinazione come non ne vedevamo da tempo. Guardate quella squadra, in svantaggio e con sulle spalle una statistica impietosa, ovvero quella che la vuole sempre con più chilometri dell’avversario diretto: ebbene, quella squadra correva più dell’avversario e lo faceva con logica, seguendo una linea di principio evidente, in cui nulla è improvvisato e, quando vedi un’improvvisazione, la vedi perché stona, come quel tiraccio di Perisic da 30 metri ribattuto.

Pensate che il prossimo turno vede il derby di Roma, quindi bene o male qualcuno dovrà rallentare, il Napoli ospita il Milan e la Juventus va fuori casa con la Sampdoria: e pensate che, tra quelle di testa, la squadra che affronta l’avversario meno convincente in trasferta è proprio l’Inter che ospita l’Atalanta.

Se non tutto questo, cos’altro potrebbe convincervi? È  persino inutile fornirvi numeri su numeri, statistiche su statistiche: vi basta guardare la classifica e chiedervi cosa pensavate ad agosto, quali fossero le vostre previsioni dopo 12 partite. E fare poi il paragone.

O davvero vi hanno convinto che 2+2 fa 5 e i 30 punti su 36 non contano granché?

  • varamyr

    Sai qual e’ l’unico errore del tuo meraviglioso scritto? Quello di non essere pubblicato su un quotidiano nazionale.E’ un piacere leggerti grazie per il tuo lavoro.

    • Alberto Di Vita

      O forse è una fortuna? Perché lì non potrebbe starci

      • Trasparente

        potresti starci.
        ma non ti permetterebbero di scriverlo.

      • MATRIX61

        Il problema , caro ADV, è che tu scrivi in una lingua che pochi conoscono, quella della chiarezza e dell’onesta di vedute, lingua che purtroppo oggi, nei media , è diventata una lingua morta. Fortunatamente, molti interisti la parlano ancora, anzi penso proprio che molti di noi siano proprio madrelingua.Condivido il piacere di leggerti spesso.

        • Alberto Di Vita

          Eppure oggi sulla Gazzetta ho letto un articolo serio e onesto! Quello di Iairia su Suning

  • Simone

    Visto la prima pagina di quel giornale dal quale hai estrapolato la glorificazione del settimo posto in solitario del Milan. Aggiungerei che ci sono parole buone anche per la juve che ha sofferto in casa col Benevento (“Allegri ribalta il Benevento “).
    Incredibile…

    • Alberto Di Vita

      Direi lo stende, proprio

      • MATRIX61

        Hanno spezzato le reni al BENEVENTO, mi sorprende che non sia ancora uscito un titolo così,ma ormai la stampa pallonara (da palle , balle cazzate , boiate e chi ne ha più ne metta) si sa da che parte va. E per fortuna che ci sono queste pagine dove si analizza seriamente la situazione altrimenti saremmo tutti da neuro. Ma quando vai a rileggere quello che avevano scritto questa estate il soloni della carta stampata sull’acquisto di Skriniar, capisci che ormai scrivono solo per riempire le pagine e solo a beneficio di pochi (eletti).

        • MATRIX61

          In aggiunta: qualcuno sa dirmi Cairo che giornaleria possiede?

          • Alberto Di Vita

            Rcs

          • Amstaf

            + La7.

          • Gio-Bonimba ’61

            Se non erro ha una quota importante, e da lì è uscita “ufficialmente” la Fiat dopo aver usufruito di vantaggi ed aggiunto costi, oltre ad aver frantumato iniziative editoriali on line (si dovrebbe rintracciare il comunicato di sconcerto e protesta dei dipendenti della Gazzetta di quel periodo). Ma allora Cairo agisce in proprio o è un prestanome, perchè altrimenti, oltre ad un residuo di sudditanza, perchè RCS è così in sintonia col mondo Juve? Magari puoi fare, con molta attenzione, un approfondimento con articolo.

  • Arturo

    Il 4-2-3-1 è il modulo con cui l’Inter ha vinto il triplete. E’ uno schema che consente di occupare tutte le zone del campo in modo ottimale. Poi dipende dai giocatori. La questione è il trequartista. Visto come ha giocato Borja Valero contro il Torino nell’ultima parte della partita, forse Spalletti potrebbe provare a fare giocare Vecino trequartista e Valero regista. Con questo schema Eder parte dalla panchina. Può sostituire sia il centravanti che l’attaccante esterno. Sugli stranieri dell’Inter la solita polemica assurda. L’Internazionale è nata con questo nome proprio per gli stranieri. Quindi è nel suo DNA avere giocatori stranieri in squadra. Arrigo Sacchi ogni volta che la nazionale perde dà la colpa all’Inter, ma il suo Milan senza Gullit, Rijkaard e Van Basten non avrebbe vinto niente. Sconcerti è quello di Cristiano Ronaldo panchinaro. Su tv e giornali basti il riferimento alla loro proprietà per comprendere perché si comportano in questo modo.

  • Trasparente

    si ma di Spalletti scontento che non arriva a Natale ne parliamo?

  • Bobo DifficilmenteMigliorabile

    Eh ma siamo stati fortunati…
    La traversa colpita da Vecino trema ancora.

    • Alberto Di Vita

      è fortunata, almeno ha qualcosa di cui rammaricarsi

    • Roby2001

      Io ci sarò per Inter-Atalanta e la vedrò tremare ancora…

  • lorinter

    Grandissimo Alberto. Riesci sempre ad esprimere meravigliosamente i miei abbozzi di idee

  • Christian

    La prima cosa che ho pensato dopo il triplice fischio di Orsato è stata che era meglio pareggiare col Verona (non per me che ci vivo e vedo la partita con l’Hellas come un derby) perché con la pausa per la Nazionale avremmo assistito ad uno stillicidio di processi all’Inter, anche perché non aspettavano altro.
    I punti sono punti perché la matematica non “pesa” i numeri e la classifica finale sarà la sommatoria di punti presi, con chiunque (c’è bisogno di dirlo?). Il vero problema è che siamo spesso noi interisti (non in questo blog) che prima pensiamo allo scudetto e poi ci vediamo in zona retrocessione per un pari. Vero è che veniamo da anni di illusioni, ma sia la striscia positiva di Mancio 2.0 che quella di Pioli erano diverse da questa, perché fatte con squadre medio-piccole ed infatti appena alzata l’asticella era crollato tutto, soprattutto a livello di spogliatoio (dopo la Lazio nel 2015 c’erano state voci anche di litigi dopo la partita). E proprio la gestione dello spogliatoio e delle menti mi sembra la differenza di quest’anno.
    Nelle prossime 26 può succedere di tutto ma credo sia difficile per tutte tenere il ritmo di quasi l’80% di vittorie.

    • Alberto Di Vita

      esatto, sarà difficile davvero per tutti tenere questo passo, anche per la Juventus

  • Gio-Bonimba ’61

    Tutto vero, ma l’interista, preso dalla sua naturale sindrome del perfettismo, non si accontenta solo della matematica, perchè, alla fine, parliamoci chiaro, non c’è tutto questo gran calcio in giro, e vedere che anche soffrendo contro un Benevento le avversarie riescono a vincerle quasi sempre ti fa rabbia se perdi due punti casalinghi così, dopo tutte quelle palle gol e perchè, ripeto, forse Spalletti doveva tentare qualcosa un po’ prima dei 15 minuti finali, senza farsi prendere dalla certezza che tanto i suoi 11 titolari siano i migliori.
    In merito al 4-2-3-1, faccio notare che nel calcio non si inventa poi nulla di veramente nuovo (ricordate il pressing del Torino di Radice, poi tutti a darne i meriti solo a Sacchi!): questo modulo, nella fase di non possesso, non è altro che lo scolastico 4-4-2 poichè i due esterni d’attacco arretrano a dar man forte ai due centrocampisti di ruolo, altrimenti altro che occupare tutte le zone d’attacco….
    Infine, non è poi così scontato che gli innominabili non tornino da Genova con i tre punti o che il Milan da Napoli con un punticino, è quello che vorremmo ma così non fosse ripenseresti ai punti lasciati sul campo davanti a 71.000 spettatori.
    Nessun accenno poi all’intervento di Burdisso, archiviato come intervento regolare in scivolata (e lo spazio eccessivo occupato, col rischio assunto di prenderla anche con un braccio?), mentre ad ogni occasione si riparla del contatto Skriniar/Perotti o del rigore su Eder a Bologna….Mah

    • Alberto Di Vita

      in realtà l’Inter in fase di psosesso alterna un 4-4-2 con Borja che pressa altro a un 4-5-1 con Borja che arretra o addirittura scala sul centro sinistra.

      • alan4367

        Alberto non pensi che Spalletti ha avuto un po’ il braccino corto?
        Aveva un terzo cambio a disposizione, poteva usarlo per far entrare Karamoh al posto o di Candreva o di Icardi (che era pure infortunato)
        Sono convinto che sulla fascia contro un Ansaldi col fiato corto ed i passo lungo un giocatore con la sua velocità avrebbe sfondato facilmente ricreando la situazione della partita col Genoa.

        Insomma secondo me Spalletti ha avuto più paura di perdere che voglia di vincerla. Ma con questa classifica così corta non è meglio cercare di fare 3 punti col rischio di perderne uno?

        • Alberto Di Vita

          No, perché ogni punto sarà fondamentale.
          E per adesso credo abbia capito di non avere spazio per esperimenti

  • juvemerda4ever

    Alberto da manuale as usual.
    Unico GRANDISSIMO ERRORE di Suning secondo me è questo e sono serio….. deve frugarsi nelle tasche prendere due spiccioli e farsi la scalata alle azioni della infame mazzetta dello sporc, una volta arrivati alla maggioranza scrivere per quanto cazzo gli pare quello che cazzo gli pare, distorcere la realtà a nostro favore, che nel caso della Beneamata è semplicemente scrivere la realtà una cosa mai vista finora ….

    • Alberto Di Vita

      Secondo me sai cosa dovrebbe fare? Prendersi 5-6 autori dei bassifondi come me e creare una struttura ex-novo solo incentrata sull’Inter, cartaceo e non

      • juvemerda4ever

        potrebbe essere una ottima idea , ma per i tifosi della Beneamata , per il resto del mondo ed anche sopratutto per fare cambiare la visione distorta della realtà ci vorrebbe un quotidiano nazional popolare

  • Arturo

    Per il ruolo di trequartista ci sarebbero Joao Mario e Brozovic. Ma finora non sono stati all’altezza. Brozovic ha grandi doti tecniche, ha segnato due reti con il Benevento, ma poi gioca come se passasse di lì per caso. Joao Mario è ancora indecifrabile. Come ho scritto si potrebbe provare Vecino che ha pure un buon tiro da fuori area. Al di là delle assurdità dei media, semmai quello che preoccupa sono errori come quelli commessi da Miranda, D’Ambrosio e Gagliardini sottolineati su questo sito. Comunque sono di gran lunga più limitati di quelli delle passate stagioni, almeno finora.

    • MATRIX61

      “Come se passasse di li per caso”, questa è veramente mitica e oltretutto pienamente indovinata.

  • mike983

    Questi sono i tuoi migliori articoli Alberto, grande!

  • willerneroblu

    La Gazzetta serve solo nel momento del bisogno (quello grosso)!Per quanto riguarda Sky mi stanno tutti sulle palle compresi le seconde voci infatti io guardo le partite con l’audio dello stadio,trovo strano che abbiano preso Cambiasso!!Capuano è lo sparring partner di quell’altro napoletano esperto 😂😂😂di finanza…

    • mordecai

      infatti già dal primo giorno ha imbruttito quel genio di mauro : ” è vero quello che si diceva di voi argentini all’inter”? cambiasso: si, vincevamo sempre

    • mordecai

      infatti già dal primo giorno ha imbruttito quel genio di mauro : ” è vero quello che si diceva di voi argentini all’inter”? cambiasso: si, vincevamo sempre

  • andpao

    Sottoscrivo ogni parola di questo articolo. Ciò che mi fa molto piacere è (ri-) scoprire ad ogni conferenza stampa che Spalletti ha capito perfettamente dove si trova e qual è l’atteggiamento della stampa nei confronti dell’Inter. E pur senza arrivare alle vette di Mourinho, ha sempre la risposta giusta.

    • Alberto Di Vita

      Spalletti sapeva già dove stava andando a cacciarsi 🙂

      • Laura

        Più che altro quando sei fuori dall’Inter pensi che l’Inter sia trattata con i guanti perché è una grande e quindi vince perché protetta (vedi scudetto 2007 ecc.). Poi vieni qua e ti rendi conto che nessuno protegge questa squadra e lo capisci in maniera molto palese. E’ quello che sta succedendo a Spalletti

      • andpao

        E proprio per questa ragione…tutti a testuggine con Luciano! (cit.) :-))

  • The Honey Badger #DR3

    Nelle ultime partite l’inter è stata la squadra che ha fornito più giocatori alla nazionale , ma l’evergreen che l’inter “ha solo stranieri ” non muore mai
    (Che poi STI GRAN CAZZI della bandiera di provenienza )

    Così come non ho letto mezza polemica su una Juventus che nell’ultimo anno e mezzo ha acquistato solo giocatori stranieri , riducendo gli italiani

    • Alberto Di Vita

      Eh, ma vuoi mettere Rugani?

      • Giovanni Lievi

        ha la morosa pettoruta

        • mordecai

          tutti ce l’hanno impressa dopo la supercoppa

      • alan4367

        Che cesso di difensore, ma si farà perchè lì lo proteggeranno…

  • BlackSail33

    Molte volte si parla della cazzetta come riferimento. Una volta lo era, onestamente pur essendo un giornale di Milano non ha mai strobordato nei confronti delle squadre non milanesi. Oggi è una cloaca, dove tutti i servi senza dignità, ragliano come vuole il padrone cattivo, acquisita dalla banda ovina come supporto alle malefatte, perche la stampa serve eccome, fa sparire i problemi propri e destabilizza gli altri. Quindi ormai è un cesso di giornale come tanti, peggio di tanti, di cui non leggo più nemmeno i titoli in edicola passando. Se l’Inter Suning ha un problema è quello di non avere il supporto dei media. Zero.

    • mordecai

      dovrebbe farsi un giornale tutto suo, con black jack e squillo di lusso

  • Amstaf

    Io mi “consolo” con gli APPLAUSI convinti di tutti i 71000 allo stadio a fine partita; voglio sperare che l’interista da social o telefonata a Telelombardia (per citarne solo una) polemico e maicuntent sia una minoranza infima e incolta di calcio (la logica, non ne parliamo proprio). Anch’io mi sono dispiaciuto per la mancata vittoria, ma senza staccare il cervello.
    p.s.) Non vendono più, le gazzette ed i cazzullo. E il calcio è uno dei motivi meno importanti del loro declino.

    • Alberto Di Vita

      purtroppo sono tanti e fanno audience, in tv e sui giornali

      • Amstaf

        Tanti, ma non abbastanza…quello che è TROPPO è l’importanza mediatica, in un corto circuito tra falsa informazione e falsi informati, che hanno. Un po’ come, mutatis mutandis, le “curve”…

  • maigobbo

    una volta tanto assolvo il tifoso interista: dopo i crolli degli anni scorsi, ci sta da parte nostra, avere un pochino di timore; io per esempio, aspetto con ansia inter atalanta, nella quale, il mai rimpianto geniale, rancoroso gasperini, caricherà a mille i suoi giocatori per fare la sorpresa a milano. per i resto mi ripeto: da sempre l’inter è stata squadra nobile del calcio italiano (con buona pace dei tifosi dei galeotti e dei pluriretrocessi) che non ha mai avuto santi in paradiso…e di ciò ne vado fiero

    • Alberto Di Vita

      ma una cosa è il pessimismo, un’altra è il disfattismo!

  • Viktor85 (WaitingForGodot)

    …non se ne esce…ci tocca vincere …#sempre

    • Viktor85 (WaitingForGodot)

      …e mi sentirei più tranquillo se la potenza di Suning riprendesse a esprimersi (pur con tutti i paletti del FPF) a partire dal 2 Gennaio 2018…le mie coronarie lo #esigono

  • Marco C.

    fossero solo la stampa e le prostitute intellettuali che ci danno contro con assoluta cialtroneria, il problema più grande è, a mio parere, l’incredibile ferocia con cui giocano le squadre medie (mediocri) contra la beneamata. squadre(tte) che si afflosciano (e si scanzano (cit.)) al cospetto dei ladri. io una idea me la sono fatta: sono anni che l’INTER è considerata “abbordabile” anche se con un passato glorioso, quindi diciamo che è colpa nostra se, per esempio, il Benevento o il Verona fanno la partita della vita per toglierci punti.

    • John Whitehot

      Non avrei potuto trovare migliori parole.
      Contro l’Inter fanno tutti la partita della vita, tutti eroi, tutti a sputare sangue.

      Sirigu da Napoli, Juve o Roma ne avrebbe presi almeno altri due.

  • Stefano Cattaneo

    Sai Alberto a me cosa da fastidio? ormai a 47 anni mi sono abituato ai giornalisti anti-Inter vuoi perchè sono tifosi di altre sqaudre o perchè sono pagati dalle due famiglie che tengono in mano il 90% dell’informazione.
    Ma non sopporto i pseudo tifosi interisti disfattisti, quelli che coniano e con vanto l’hastan suningout, che lo usano anche come nome nei loro profili social, quelli che gli altri sono sempre meglio, mustacchio è meglio di Skriniar, biglia è meglio di Borja Valero, Vecino non è nessuno, il bbilan ha speso 200 M€ loro si hanno trovato un cinese che spende (salvo poi vedere dove andrà a ninire).
    Cazzo non ne posso più, io non sono sempre stato d’accordo con le scelte societarie e a volte l’ho anche espresso sui social ma detto una volta, non ad ogni cagata. basta che si fottano loro che sono peggio dei vari sconcerti e caressa in circolazione…..
    scusa lo sfogo.

    • Alberto Di Vita

      Macché scusa, lo pensiamo in molti!

      • MATRIX61

        E non hai idea quanti siamo:):)

  • RanieroB

    Bravo, Alberto. BRAVO!!!

  • Roby2001

    Ma ancora state dietro a quei fogli, neppure buoni per pulirsi le chiappe? O a quelle pseudo trasmissioni calcistiche condotte e popolate di minorati mentali? Se nessuno li comprasse o seguisse, fallirebbero e non romperebbero più i coglioni!
    In merito, invece, ai tanti (troppi) minchioni, che si professano interisti e non capiscono un cazzo, c’è solo una soluzione: un bel viaggio di solo andata per la Siberia, in compagnia di goBbi e rozzoneri

  • Mark Hollis

    Caro Alberto,questa e’ la prima volta che partecipo a una discussione su internet.Se lo faccio e’ perche’ ti seguo dai tempi di FabbricaInter.Mi piace confrontarmi con persone competenti,tu lo sei!!Ma passiamo alla mia prima domanda….in questi anni ho sempre vissuto con terrore il fatto che i difensori e i “mediani” invece di anticipare gli avversari,rinculassero all’indietro.Ecco io ho un dubbio…e se Miranda che e’ l’uomo di maggiore esperienza fosse di cattivo esempio per gli altri?Metti Skriniar che usa quasi sempre l’anticipo;un giorno potrebbe pensare di giocare come Miranda.Rischio concreto.

    • Alberto Di Vita

      Su Miranda abbiamo scritto molte volte… Diciamo che soprattutto nel breve c’è il rischio di “contaminazione”, però diciamo che Skriniar ha altre caratteristiche e che quindi restiamo fiduciosi!

      Grazie e torna spesso

  • Gus

    Non la seguo, ma se ad esempio inter TV si strutturasse ulteriormente attraverso trasmissioni che riprendono le analisi ed i focus emersi dal web, di blog come questo e altri, immettendone i contenuti nel circuito mediatico dei vari aggregatori e sotto forma di trend topics, allora si sarebbe fatto un passo importante. Da preservare, però, il carattere indipendente dalla casa madre dei detti blog e twitters (in soldoni Alberto, niente gruzzolo di Suning) 😉

  • jason mac lane

    ma prendere il toro per le corna o il coro per le torna?

  • Simone

    Oggi mi è ricapitato fra le mani quel foglio lì, quello del milan che sale da solo al settimo posto. Paginone interno sul “mal di pancia” di J. Mario che a gennaio potrebbe anche lasciare. (“Seria A – Il caso”,nell’intestazione della pagina). Quindi caso J.Mario per l’Inter,pensieri…negatività.Roba da emoticon triste.
    Pagina accanto per il milan :”Il club sta con Montella”, e poi: “Il gruppo non necessita di altri rinforzi” (mica lo specificano che hanno fatto all in a luglio,accennano un pochino alla spesa fatta in estate in fondo all’articolo ma il motivo non è quello, c’è scritto. “La ragione è prevalentemente tecnica”.qui nessun caso J. Mario), quindi gruppo unito…stabilità,positività .
    Giri pagina e parlano di quelli là :”Solidità più pjanic, dybala…” “Piani di vetta” ,positività,recupero del giocatore in crisi e piani di vetta. Queste sì che sono grandi società!
    Se fossi un interista mi ammazzerei.

    • mordecai

      Un interista legge codesto pezzo di carta, lo mette a posto, sale sulla terrazza e, come fece eddie murphy su il pricipe cerca moglie, urla a pieni polmoni:SI, SI, VAFFANCULO ANCHE A VOI

  • Gio-Bonimba ’61

    Due tra i più in forma del mese, D’Ambrosio ed El Shaarawy, andranno in tribuna – e meno male che non ce la fanno i carneadi Spinazzola e Zazà che altrimenti sarebbero stati titolari – così (S)Ventura potrà schierare ancora la difesa a 5 con Buffon e Barzagli intoccabili, oltre ai mastini Bonucci e Chiellini, senza alcuna visione dei danni che questa difesa ha prodotto dal 2008/2010 ad oggi ai colori azzurri. Sarebbe così improponibile dare un taglio al passato e mettere Sirigu in porta e richiamare Criscito da inserire in una difesa a 4 con Darmian, Florenzi ed uno solo dei due picchiatori sopra indicati? O D’Ambrosio sulla fascia destra, dove ritrova Candreva, sarebbe così improponibile rispetto ai Barzagli e Rugani? E perchè non Insigne a sinistra, piuttosto che mediano di fascia, con a destra Candreva e punta il più in forma tra i due di stasera, cioè il solo Immobile?
    Sinceramente guarderò la partita con la flemma di chi accoglierà la qualificazione o meno con distacco, piuttosto che avere il dilemma tra: tifare azzurri a prescindere (tanto Ventura o Conte o qualcun altro, ma le scorie juventine da questa Nazionale, finchè stanno così gli equilibri, resteranno ancora), o – visto che si punterà anche al mondiale per es. sugli intoccabili Barzagli ed anche Buffon, e perchè no De Rossi – vederli subito andare a casa piuttosto che far raggiungere altri record di presenze – dal 2006 ad oggi sempre lì – a gente simile che da almeno 4 anni doveva essere cacciata per i “non” risultati raggiunti….e che anche al Mondiale finiribbe comunque, prima o poi, per buscarle da qualche altra Nazionale!
    Ci sarà chi si straccerà le vesti additandomi la necessità morale di dover tifare Italia, ma mi chiedo come ci si possa iconoscere in tal Sventura, quali meriti abbia e quali sono quelli di tal Spinazzola ormai azzurro fisso, o di Zazà dopo le comiche con la Germania, o quelli di Barzagli, che voleva andar via ma a cui Sventura chiese con suppliche di rimanere, e così via

    • Gus

      Guarda io l’ultima nazionale che ricordo con simpatia risale ai tempi di Vicini. Quando scelsero sua mediocrità Ventura, commentai che questa sarebbe stata la prima nazionale a non qualificarsi ai mondiali dopo decenni. E non fosse che poi ci ritrovemmo in piena “emergenza del movimento” con annesso moltiplicarsi di stage, trovate per obbligare le società a rimpinzarsi di primavera e amenità varie, ci sarebbe da auspicarselo.

    • Effepuntomucci

      Lo ha capito bene Bernardeschi su come si fa ad andare in nazionale pur facendo tanta panchina in campionato. All’opposto il caso Berardi (che per altro vive un momento di involuzione per infortuni e per la scarsa stagione del Sassuolo) che paga il gran rifiuto di andare a Torino e l’aver ridicolizzato Chiellini costringendolo all’espulsione (in Italia!!!), evento epocale che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo e che metto nell’olimpo delle mie più grandi soddisfazioni, ovviamente dopo il triplete.

    • BlackSail33

      Sventura ha tanto le idee chiare e le palle che per cercare di sfangarla ripropone la nazionale e il modulo di gonde. Dove alcuni personaggi sono intoccabili vista la militanza nella famosa società pluricondannata. Cosa di cui non ci si può stupire visto che sono gli sponsor della fgci e di conseguenza della nazionale. Tradotto, cacciano il grano, quindi comandano. Per i loro sporchi interessi.

  • Giovanni Lievi

    Linciatemi pure ma io lo grido forza e chiaro

    sverigestyrka

    • jean5445

      Yes
      Se ne stiamo a casa, BBC e altre minkie
      Checcefrega??

      Pagare biglietti aerei per fare “movimento”?

  • Walter Rone Inter
  • leggo.solo.tuttosport

    LA “BOLLA MEDIATICA”.
    DALLA NAZIONALE DELL’ITALIETTA ALLE “SQUADRE DI STATO” (JUVEMILAN) DELL’ITALIA NAZIONALPOPOLARE.

    Dall’avvento di Berlusconi e dalla Santa Alleanza con la Juventus moggiana, il calcio italiano, passo dopo passo, è stato irrimediabilmente assorbito in una colossale BOLLA MEDIATICA, che come la mostruosa Regina della saga di Alien partorisce in quantità industriali FAKE NEWS – o POST NOTIZIE secondo la definizione data a livello più generale dal Dizionario di Cambridge – in base a precise strategie di deformazione e mistificazione della realtà, in cui l’evento sportivo è relegato a fastidioso intermezzo del “calcio parlato” e del “gossip” sulla vita privata di calciatori e allenatori delle squadre avversarie di JuveMilan
    (i calciatori e allenatori di costei, invece, sono notoriamente tutti “chiesa e famiglia”).
    Dopo i processi di Calciopoli, tale “bolla mediatica” si nutre e si rinvigorisce dall’ansia sciovinistica di rivincita del mondoJuve.

    Una trista “macchina da guerra”, composta dai tre quotidiani sportivi con l’appendice del Guerino, dalla cosiddetta “grande stampa” (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, etc), dalle reti Sky e Mediaset, da buona parte della galassia delle TV private, dagli innumerevoli siti specializzati prevalentemente “spazzatura”, somministra senza sosta a milioni di utenti dei “media” le “fake news”
    o post notizie” create a tavolino al solo scopo di destabilizzare il “nemico” (Inter, Napoli, Roma, Lazio, etc.),
    nei cui riguardi – “in primis” l’Inter – ove necessario essa funge da vera e propria “macchina del fango”.
    Una menzione a parte merita RAISPORT, ridotta a “ruota di scorta” del “circo mediatico” e relegata a “riserva indiana” di una caciarona e pittoresca rappresentanza di giornalisti-tifosi (alcuni ultras) romanisti, tenuta artificialmente in vita per accreditare l’idea di un’inesistente pluralismo dell’informazione.
    Nella “bolla mediatica” è stato attribuito un ruolo anche a IL SOLE 24 ORE, quotidiano economico notorialmente legato alla Real Casa torinese, con il compito specifico di sparare “fake news”/”post notizie” nel campo finanziario a discapito delle avversarie di JuveMilan: si pensi alle presunte rivelazioni propalate da quel foglio per vari anni, prima dell’avvento di Suning”, su un imminente fallimento dell’Inter.

    Prima della nascita della “bolla mediatica”, un giornalista sportivo (e non solo) che dava notizie infondate, ad esempio sul mercato calcistico, finiva fatalmente ai margini del mondo dell’informazione.
    Oggi accade l’esatto contrario: la bravura di un giornalista sportivo (e non solo) si misura in base alla capacità di fabbricare e soprattutto veicolare le più macroscopiche “fake news”/”post notizie” in cieca esecuzione degli ordini di scuderia del proprio gruppo editoriale.
    I più abili e spegiudicati assurgono al ruolo di autentici “guru” della (dis)informazione e pontificano da giornali, TV pubbliche e private, blog “spazzatura”.
    Nel vastissimo uditorio, solo i meno giovani, ormai, posseggono gli anticorpi per discernere il (poco) vero dal (tantissimo) falso.
    Le più esposte e indifese sono le fasce più giovani, che seguono il calcio dalla seconda metà degli Anni Novanta; trasformate prevalentemente in masse di creduloni, sono prive dei basilari filtri per valutare l’attendibilità delle “informazioni” propinate dai “media” non solo nel campo calcistico.
    Non a caso, come si evince dai “post” su quotidiani e siti “spazzatura”, tra tali fasce è molto elevata l’aliquota di coloro che, imbevuti di (sotto)cultura nazionalpopolare somministrata da buona parte del “circo mediatico”, tifano indifferentemente Juventus e Milan, che la “bolla mediatica” accredita come “squadre di Stato” giustapposte se non sovrapposte o alternative alla Nazionale azzurra.
    La “bolla mediatica” infatti, soprattutto agli occhi degli strati più giovani, cancellando gradualmente le tracce della storica rivalità fra Juventus e Milan, ha fatto passare l’idea che la Nazionale sia l’espressione di una visione antiquata e sostanzialmente antistorica della cultura non solo calcistica dell’allora Italietta e che solo JuveMilan incarni orgogliosamente l’autentico spirito nazionalpopolare dell’odierna Italia, non più Italietta
    (Si veda il ridicolo e patetico ruolo di “maestro del pensiero” attribuito da vari “media” a Buffon, oggi principale antesignano del nazionalpopulismo italiota nel mondo del calcio).

    La bolla mediatica “ad hoc”, infarcita di bufale fabbricate in serie, creata ad arte la scorsa estate a margine del mercato interista si erge a sofisticato esempio di scuola di come oggi “fake news”/”post notizie” siano prodotte e diffuse su larga scala : un esempio che meriterebbe una paradigmatica citazione nel Dizionario di Cambridge in un prossimo aggiornamento della voce “post notizia”.
    Sebbene Sabatini ed Ausilio, fin da maggio, avessero escluso a chiare note acquisti roboanti o costosi, per gran parte dell’estate, senza alcuna considerazione per le ripetute smentite della dirigenza nerazzurra (vero Laudisa?), il “circo mediatico” ha infestato il mondo della (dis)informazione sul passaggio in massa all’Inter di una moltitudine di “top players” (fra cui mezza Roma), propalando addirittura la mirabolante indiscrezione di una trattativa segreta per Messi, dato in rotta col Barcellona (altra “bufala”).
    Per chi conosce certi metodi, l’operazione mediatica era evidente sin dall’inizio:
    far montare nella tifoseria aspettative esageratamente infondate e mettere pressione a dirigenza, staff tecnico e ambiente, innescando una bomba ad orologeria ad alto potenziale da far deflagrare nella fase finale del mercato, in concomitanza con l’avvio della stagione ufficiale, quando come da copione il coro avrebbe intonato il ritornello di Suning povera o avara, a fronte del cinese milanista ricco e prodigo.
    Una menzione particolare merita la tragicomica pantomima della pretesa cessione di Perisic, data nell’ordine come imminente, anzi inevitabile, anzi sicura, anzi probabile, infine rinviata senza dubbio alla prossima estate.
    Ma la “bolla mediatica” vive in un mondo di fiaba, ove ad esempio una nota casa automobilistica non è mai stata finanziata dallo Stato ed il Milan, a differenza dell’Inter, per tradizione “sa gestire i campioni” e non se ne libera prematuramente, come dimostrano inequivocabilmente i casi di Balotelli e di Pirlo.

  • leggo.solo.tuttosport

    Spett.le Alberto Di Vita, spett.le Redazione,
    ho inviato due volte, sabato e domenica, il commento LA BOLLA MEDIATICA …., che è finito entrambe le volte tra gli spam.
    Nell’assicurare l’ autenticità del commento e che non si tratta di spam, chiedo di volerlo sbloccare, ove nulla osti alla pubblicazione.
    Grazie.
    Distinti saluti.