Nazionale e Federazione: due inguaribili narcisi

L’Italia è a un passo dalla “catastrofe”, dalla “tragedia”, dalla “apocalisse”, per riutilizzare i termini concilianti e incoraggianti di  chi guida lo sport e il calcio in Italia: la sconfitta in Svezia spinge gli azzurri di fronte a un baratro, a un vuoto a al di là del quale non si sa bene ancora cosa ci sia.

Dal punto di vista economico sarebbe un salasso per una Federazione asfittica: tra costi, mancati introiti diretti e indiretti, si parla di non meno di 50 milioni, considerando anche l’eventuale superamento del girone ai mondiali e perdite di diritti tv e pubblicità. Ne pagherebbe le conseguenze anche tutto il sistema-paese, visto che in coincidenza con le vittorie delle nazionali ci sono incrementi del PIL non giustificabili con nessun altro fattore economico / sociale / politico. C’è chi ha fatto i conti, anche a livello mondiale, e stima un gettito dai 7 ai 10 miliardi sciupato in caso di eliminazione.

Insomma, una responsabilità che sembra andare ben oltre la sfera calcistica e della quale, però, nessuno all’interno del mondo-calcio sembra rendersene conto.

La responsabilità facile: Ventura

Mettiamo in chiaro una cosa: solo il più stupido degli illusi poteva pensare di finire davanti alla Spagna nel girone. Affrontare gli spareggi, pertanto, era l’unica via possibile per questa nazionale. Il problema, però, è che si è arrivati a questo appuntamento impreparati, senza un’idea precisa di squadra: se si arriva a questo punto, a doversela giocare con l’acqua alla gola contro una Svezia nettamente meno dotata, è chiaro che le responsabilità sono di tanti, anche se la nazione, ormai da diverso tempo, ha individuato un unico bersaglio, grosso, semplice, di certo colpevole. Ovvero Giampiero Ventura.

Partiamo dal presupposto che uno come Ventura è chiaramente unfit per un ruolo del genere. Non si tratta di contestarne l’eventuale preparazione o la capacità di allenare una squadra: semplicemente la nazionale, per di più una nazionale come quella italiana, non fa per lui. Dico, non conosco la sua taglia, ma già a vederlo non posso pretendere che gli entri una 48: l’Italia è la sua taglia 48.

Chi legge ilMalpensante.com sa quante volte ci siamo scagliati verso un ambiente che ha mitizzato la cosiddetta “scuola di Coverciano“, ovvero quella che dovrebbe produrre gli allenatori più bravi del mondo, salvo poi chiederti “ma bravi a fare cosa?”: perché è chiaro che il calcio ha, già da diversi anni, preso una strada diversa da quella amata da chi è affetto da covercianesimo acuto. Eppure continuiamo a intestardirci in questa pia illusione che i nostri allenatori siano i migliori.

Ma non sono questi il luogo né il momento per un discorso del genere.

Di fatto c’è che Ventura si è trovato a dover gestire qualcosa di più grosso di quanto non fosse in grado di gestire. Una risultante palese dalle sue dichiarazioni post partita… apro una parentesi: lamentarsi per la direzione di Cüneyt Çakır è già ammissione del proprio calibro. Davvero, ho sentito robe fuori dal mondo tipo “ha arbitrato troppo all’inglese”, con il mio cervello che un attimo dopo staccava tutto perché andava in cortocircuito.

Chiusa la parentesi. Ventura ha mostrato confusione, mancanza di polso, incapacità di gestire lo spogliatoio, mancanza anche di quella dote che sembra essere necessaria a tutti i buoni CT: quell’appeal che ti crea buona stampa a prescindere dalle prestazioni. Quello stesso appeal che ti scherma nei confronti di un ambiente, come quello della nazionale, che ormai da diversi anni sembra essere una sorta di fortino dove… lo approfondiamo dopo.

Cominciamo a farla più difficile

La domanda vera da farsi sarebbe una soltanto: perché Ventura è in nazionale? Alzi la mano chi si aspettava una nomina del genere. Io l’ho alzata, scusate. E il motivo è piuttosto semplice… (oh, fatta eccezione per qualunque considerazione vogliate fare sul fatto che è stato l’allenatore di una squadra protagonista di una delle partite più vergognose della storia: Udinese-Juventus del 2002.)

Chiusa la vicenda Conte, non era chiaro chi aveva il palmares e l’appeal giusti per tenere le redini di questa nazionale. La scelta di Ventura cade a fagiolo, perché evidentemente in quel momento si è pensato che quello spogliatoio, quel “nocciolo duro” di calciatori (da Buffon a Barzagli, da Chiellini a De Rossi a Bonucci etc…) è perfettamente in grado di tenere la barra dritta. Da solo, perché sono bravi, hanno esperienza. Perché possono gestire, perché sono dei vincenti.

Qualunque altra versione dei fatti sarebbe fuori strada: Ventura è scelto, ed è inizialmente accettato di buon grado, proprio perché è un allenatore low-profile, dallo scarso carisma, dal palmares inesistente, dall’ingombro mediatico e di personalità piuttosto ridotto.

Purtroppo chi ha fatto i conti con questo ragionamento si è scontrato anche con la cocciutaggine di Ventura, probabilmente poco avvezzo a fare da paravento e certamente più decisionista di quello che molti hanno pensato. Visto in questa ottica, il continuo cambiare moduli e strategie diventa un molto più comprensibile tira-e-molla tra le varie anime nello spogliatoio e il CT che hanno chiaramente idee diverse. Nonostante il suo meglio lo abbia dato con la difesa a 5 (vi prego, certe difese vanno chiamate con il loro vero nome), Ventura rimane un innamorato del suo 4-2-4, anche perché non sarà stato il più efficace ma certamente il più godibile dei suoi schieramenti.

Solo che questa Italia è un puzzle per i moduli in questione: non riesce a riempire tutte le caselle giuste né per il 4-2-4 né per il 5-3-2, mentre riuscirebbe a mettere i pezzi giusti con un 4-3-3 che potrebbe riportare Verratti nel suo ruolo originario, nonostante ci abbia evidentemente perso dimestichezza in Francia, al centro del centrocampo (dove, tra l’altro, avrebbe molta più logica) e sfruttare al massimo il giocatore più talentuoso (Insigne).

Per il 4-3-3, però, è necessario rinunciare a almeno uno di maglia bianconera più De Rossi: alzi la mano chi crede sia possibile senza farsi cacciare dopo 1 mese.

Ed ecco, allora, che le responsabilità devono cominciare a essere spalmate anche e soprattutto sui calciatori, a partire proprio dai cosiddetti senatori e in particolar modo quelli della difesa, che negli ultimi due anni sono stati protagonisti, in azzurro, di prestazioni ai limiti della decenza. Abbiamo anche fatto un video sulla amichevole Francia-Italia che illustrava quanto fossero profondi i problemi di quella difesa.

La serie di nefandezze difensive oltrepassa i limiti del raccapricciante, eppure in Italia l’analisi dei problemi individuali, degli errori dei singoli, di rapporti anche personali che evidentemente hanno preso una piega a danno della nazionale stessa, è pressoché assente:

In Italia, invece, lo sport nazionale diventa il tiro al piccione-Ventura e la caccia al cinghiale-Verratti. Il povero Marco è sotto il tiro di tutti: indipendentemente dal fatto che ci siano in campo prestazioni peggiori delle sue, lui diventa il capro espiatorio per eccellenza. Peccato che in nazionale non sia praticamente mai usato nel suo ruolo, vivendo in quell’incubo fatto di equivoci tattici che ha fatto la sfortuna di moltissimi calciatori.: quello in cui i calciatori di maggior spessore tecnico devono giocare da trequartisti, devono inventare la giocata, al tempo stesso devono far gol e mandare in porta i compagni. Sempre e comunque.

In certi casi si arriva a quella forma di razzismo (non so come chiamarlo altrimenti) secondo il quale Verratti avrebbe dei limiti fisici per via dell’altezza. Essere 165 cm è evidentemente un problema… vallo a dire a Messi e Iniesta, alti una moneta più di lui, o Xavi Hernandez, alto più o meno quanto lui. Eh? Dite che quelli sono fuoriclasse? Appunto, allora l’altezza non è un problema e neanche un limite fisico. Detto che su Verratti faremo un approfondimento a parte, va detta una cosa essenziale: se non è al centro del gioco, Verratti rende la metà. Al di là di dove lo metti, la sua è una testa da regista (oh, mi è sembrato di vedere un altro Banega…).

Per comprendere: quest’anno in Ligue 1 ha la media di 108 passaggi a partita! Nel corso degli anni la media va dai 75 ai 92 passaggi per partita, numero che ci riporta al problema: Verratti ha bisogno di giocare costantemente la palla, di organizzare il gioco e di esserne il cervello. Cosa che nella nazionale raramente gli viene chiesto di fare, soprattutto se lo schierano trequartista.

Purtroppo di lui in Italia si parla spesso senza neanche averlo visto giocare, se è vero (come è vero) che è largamente diffusa l’idea che non abbia capacità di interdizione: peccato che i numeri raccontino altre verità.

Verratti bersaglio facile, i senatori protetti sempre e comunque. Anzi, a loro gli si perdona anche l’idea di avere scavalcato il tecnico in questi due anni, e non soltanto negli ultimi tempi:

 

Una sorta di dispotismo che diventa tanto più preponderante quanto più Ventura e la Federazione hanno tutta l’aria di due soggetti di una estrema debolezza.

Un dispotismo che diventa anche qualcosa di più quando analizzi certi corsi e ricorsi storici: basta guardare le storie in nazionale di Ogbonna o Rugani, di Giaccherini o Zaza per fare 2+2 senza il rischio che si metta a fare 5. E, se pensate che ci sia il rischio concreto di fare 5, allora basta riportare le parole di qualche giornalista a cui ogni tanto scappa un tweet più pieno di verità di quanto non riescano a esserlo 4 anni di racconti sulla nazionale in tv e giornali. Ovviamente abbiamo conservato lo screenshot, non si sa mai…

E in questo senso vanno lette anche le non-convocazioni e le mancate apparizioni in campo: fate voi la scelta, c’è tutta una letteratura da analizzare.

Il sistema-Italia non funziona più

Il problema è molto più ampio di quanto non si possa raccontare in poche righe, al punto che, usando il famigerato rasoio di Occam, il ragionamento potrebbe esaurirsi nel tweet di ieri sera:

Detto che, per fortuna, alcuni senatori diranno addio presto alla nazionale, e pertanto una parte dei responsabili di questa scelta cadranno in maniera assolutamente naturale, dall’altra parte c’è Carlo Tavecchio, ovvero il promotore istituzionale dell’idea-Ventura. Faccio fatica a immaginare una figura del genere in un calcio in cui tutto funziona come dovrebbe: invece il nostro non funziona e giustamente ci ritroviamo i Tavecchio e i Lotito.

Tavecchio somiglia tanto a quei politicanti di professione che conoscono perfettamente l’andamento delle correnti e seguono quella che più li garantisce. Non si può spiegare diversamente quel parlare di “catastrofe” che sembra anche un prendere le distanze dal tecnico. Il presidente che ha scelto quel tecnico dovrebbe avere la decenza di scegliere: o si tratta di un inadeguato, e allora siamo già fuori tempo massimo per il licenziamento, oppure avrebbe dovuto erigere un muro a sua protezione, anche tra lui e i calciatori, anche con la stampa, mettendoci la faccia sempre e comunque.

Ci si è ritrovati con un CT in balia di sé stesso, delle sue convinzioni, con uno spogliatoio che chiaramente non lo digerisce granché, con una stampa che ha sentito l’odore di cadavere e, da vera carogna quale sa essere certe volte, non perde occasione per tentare di annientarlo. Al di là dei meriti e dei demeriti, si badi.

Tavecchio, però, non è solo responsabile della scelta di Ventura: è in carica dal 2014, eppure nulla si è mosso davvero a livello federale per fare quei cambiamenti che sembrano indifferibili ormai da anni… ed erano indifferibili anche con il primo mandato di Giancarlo Abete.

Abbiamo discusso (di parte) dei problemi delle possibili soluzioni (tra le tante) in due articoli dell’anno scorso (cliccate sulle immagini per aprire i link) e non vogliamo riaprire l’argomento, anche perché non c’è alcuna voglia di cambiare davvero: l’esistenza di Tavecchio lo dimostra. Vi siete mai chiesti perché non c’è mai un (vero) giovane a governare le sorti dello sport? A noi piacciono quelli bolliti, i politici di professione, quelli che sanno dare il colpo al cerchio e alla botte, quelli che sanno distinguere le correnti perché hanno bisogno di seguirle ma non hanno la forza per governarle.

Vi anticipo soltanto una cosa: se pensate che la soluzione sia limitare in qualche modo gli stranieri vi sbagliate.

Si apre, però, la maglia del cosiddetto “talento”: l’Italia ne è così davvero priva?

I media: responsabilità anche loro

Qui entrano in discussione anche i media, perché anche loro fanno parte del sistema-Italia. Da un lato non ci può essere dubbio: questa nazionale è decisamente meglio dotata di Macedonia e Svezia. Su questo è difficile avere dubbi.

Manca un fuoriclasse vero, questo sì, anche se in Italia l’ultimo fuoriclasse vero che abbia deciso seriamente, individualmente e con forza, le sorti di una nazionale si chiama Roberto Baggio. Quindi il problema non è tanto nel singolo calciatore: è un problema più ampio.

Perché il contrappeso, quel “dall’altro lato” che manca alla proposizione precedente, è che in Italia c’è il gusto dell’esagerazione. Ricordate cosa dicevamo della finale Real Madrid – Juventus? Oh, sì che lo ricordate:

Ho provato per mesi a spiegare ai (non rari) tifosi juventini imbufaliti che non si trattava di una critica alla Juventus: nel 99% dei casi, quando parliamo di media, l’obiettivo sono i media, mentre la Juventus ci fa da sponda perfetta per capire quanto sia marcio il sistema-Italia.

Incapace di analizzare adeguatamente, se è vero (come è vero!) che l’opinionista sportivo più pagato in Italia è un tizio che ha il coraggio di dire che Cristiano Ronaldo farebbe panchina alla Juventus, forse il tornante; oppure che Sturaro da terzino vale i grandi d’Europa.

Media incapaci di andare oltre le bandiere, oltre il tifo, oltre le preferenze, oltre le connivenze anche: incapace di andare oltre anche il semplice calcolo numerico di spettatori o copie vendute, per cui l’unico interesse è il numero, senza comprendere che la qualità porterebbe numeri a prescindere… certo, ci vorrebbe del tempo, ma almeno sono numeri sicuri invece che numeri frutto della contingenza dei risultati.

L’Italia ha una squadra di una discreta levatura tecnica, certamente superiore alla Svezia, ma è chiaro che tutta la narrativa mediatica imbastita sul nostro campionato, sulle nostre squadre e sui nostri calciatori ha il non vago sapore dell’esagerazione. A qualunque livello: e la vicenda di Real Madrid-Juventus è soltanto la punta dell’iceberg.

Probabilmente un bagno di umiltà collettivo non farebbe male, perché porterebbe i calciatori con i piedi per terra e magari con la gran voglia di faticare che ieri non si è vista. A volte basta: la Svezia ha giocato con grande umiltà, ha giocato compatta, da squadre, con buone distanze e con molta semplicità. Niente di trascendentale, per carità, ma almeno era un calcio onesto, perfettamente calato nella parte, fatto di un realismo che agli azzurri manca perché abbiamo il meglio di qua, il meglio di là, l’eccellenza a sinistra, la classe a destra.

Prova ne è l’introduzione Rai: “la Svezia è una nazionale molto compatta, fisica, ma con pochissima fantasia”. E lo dicevano mentre leggevo la formazione dell’Italia: cosa che, tolto Verratti, era la perfetta descrizione della squadra di Ventura, fatta eccezione per la compattezza. Pochissima fantasia, molto fisico e molta corsa… almeno sulla carta, visto che i Bonucci, i Barzagli e i De Rossi ieri deambulavano, e poco importa che nei rispettivi club facciano bene, non è una critica al calciatore in sé.

In qualunque team, dal lavoro allo sport, la consapevolezza di quel che si è rappresenta il mattone fondamentale sul quale costruire l’essenza di un team che si possa dire funzionante: la coesione. Può accadere, talvolta, che i risultati possano apparire superiori alle proprie capacità tecniche, ma spesso accade perché, pur di decantare le lodi degli eletti di turno, si gonfino anche i meriti dell’avversario.

Perché in Italia va così, o si è narcisi fino in fondo o non lo si è affatto: ma i senatori si piacciono così, Tavecchio si piace così, la stampa si piace così. E lo stagno è lì che li guarda pronto ad accoglierli tutti…

Sì, ma adesso?

Il ritorno contro la Svezia e la qualificazione (o meno) ai mondiali non pregiudica nessuno dei punti sopra esposti. Ventura è inadatto, Tavecchio è inadatto, il calcio italiano è malato (ma da tempo) e non ci sono all’orizzonte soluzioni in grado di invertire la tendenza, almeno non con questi uomini al comando. E neanche con una stampa incapace di schiaffare in faccia ai responsabili, a tutti i responsabili gli eventuali fallimenti.

Pertanto anche l’idea che una sconfitta possa essere prodromica di un repulisti generali, di un ricominciare da capo, è pura utopia. L’Italia è un paese che ama chiacchierare (e io devo chiacchierare con voi per rimproverarglielo, lo so): all’indomani dell’eliminazione si comincerebbero i processi, si farebbe un sacco di rumore per poi accorgersi, dopo mesi, che la massima di Tancredi Falconeri de “il Gattopardo” non passa mai di moda.

E nel caso di un’Italia qualificata? La soluzione sportiva più logica sarebbe quella di scegliere: o i senatori o Ventura, ben sapendo quale sarebbe la scelta della Federazione.

Altre strade, sinceramente, non ne vedo né sembrano essercene.

  • Viktor85 (WaitingForGodot)

    ….e dopo 20 inutili partite, Ventura, dopo tante scelte discutibili (ma “comprensibili”….) per affrontare la temibile Svezia, si è presentato col quartetto difensivo con età media di anni 35, che ha condizionato tutto il resto…scelte (Insigne a guardare e l’impresentabile – x la condizione fisica – Belotti…ma anche Immobile era stato fermo x recente infortunio, in campo) e assetto tattico …nn basta x cacciarlo martedì (comunque vada)?

  • Taribo59

    Anch’io mi sono chiesto se non sarebbe meglio starsene a casa e vedere gli altri al Mondiale. Meglio, nel senso che magari la Domenica Sportiva tornerebbe a mostrare altri sport e non solo calcio e F1. Meglio, nel senso che il calcio italiano fa abbastanza pena da quasi vent’anni, vincono sempre tre squadre e di coppe siamo ancora a parlare del Triplete. Meglio, perché solo una “catastrofe” finanziaria potrebbe spalancare le porte a un vero Anno Zero. Ma poi concludo che non sappiamo nemmeno valutare le catastrofi vere – il cambiamento climatico, la massa dei poveri che spingono per sopravvivere – e non si capisce perché dovremmo imparare da una catastrofe sportiva.

    • Alberto Di Vita

      non impareremmo comunque, purtroppo

  • Marco Primi

    “Belotti e Immobile hanno un curriculum troppo prestigioso per essere accantonati dopo una serataccia, ma alla Friends Arena non sono stati abbastanza “friends”, là in avanti.”
    Virgolettato preso da un articolo della gazzetta.
    Sono bravi, non fenomeni ma bravi: ma qualcuno deve spiegarmi in cosa consisterebbe quel “curriculum troppo prestigioso”.

    • Alberto Di Vita

      minchia, davvero così?

  • Kongo Lee Sauvage

    Alberto, hai scritto un articolo esemplare. Lo condivido in pieno. Tutte cose che penso (pensiamo) da tanto tempo. Tutte cose che credo siano talmente palesi che è inquietante come nessuno le riesca a vedere … diciamo meglio, che voglia raccontare perchè si vedono e come si vedono! Perchè l’ipocrisia è una caratteristica italiana che attraversa trasversalmente tutti gli aspetti della nostra società. Mi piace tantissimo proprio il modo in cui hai impostato la lettura di tutta la situazione del calcio italiano che, attraverso questa nazionale, manifesta terribili disagi che non so come e quando si potranno risolvere. D’altra parte siamo il paese che da Tangentopoli e la prima Repubblica dice “Dobbiamo cambiare” e ce la cantiamo addosso senza mai modificare nulla. La Lezione di Tomasi di Lampedusa è forse lezione solo per pochi. Ma noi, mi sono anche stancato di ripeterlo, siamo diversi. Noi siamo interisti 😉

    • Alberto Di Vita

      La nazionale è lo specchio del paese, a maggior ragione della parte sportiva del paese

  • Me

    Parole sante, peccato cadranno nel vuoto pneumatico culturale di questa nazione che affoga nella propria mediocrità da decenni, dove cambiare è impossibile perché i vecchi restano abbarbicati alle proprie poltrone perché “sono lì da tanto, sono esperti, cosa vuoi che possa saperne un giovane”, e nel calcio si è giovani fino a 25 anni, nel mondo del lavoro fino a 40, e nelle istituzioni anche fino a 50.

  • Gus

    Bell’articolo Alberto (a volte “post” suona riduttivo). Ed una gran bella metafora su quello che succede nel Paese. Lucido. Completo. Manca solo l’accenno a Lippi, che era stato scelto proprio per far da balia a Ventura di fronte ai media ed allo spogliatoio. E perso il supporto del quale, per il regolamento sul conflitto d’interesse, è iniziata subito la deriva del ct. Non ricordo di aver mai sentito usare da gente come Cerruti (per rifarmi ai tromboni che tuttora determinano l’ambiente mediatico intorno al nostro calcio) i toni sprezzanti verso un commissario tecnico utilizzati più volte via radio nei riguardi di Ventura. Una sciagura generalizzata che un’eliminazione dai mondiali certo non invertira’. La montagna partorirebbe i topolini sotto forma di iniziative dei Tavecchios a moltiplicare gli stage azzurri, ad aumentare le quote primavera nelle rose e amenità varie a completate l’opera di devastazione della serie A.

    • Alberto Di Vita

      I giornalisti purtroppo hanno tutto l’atteggiamento degli sciacalli sulla carogna: appena sentono che c’è un morto, ci si catapultano. Cerruti è solo uno di quelli più sciacalli.

  • Giovanni Lievi

    al solito articolo eccellente. cito Mario boni durante una cronaca di un Cremona Varese di basket di qualche anno fa e “mi scappello”.
    a parte i discorsi più ampli che fai (e sono tutti corretti) rimango su cose più di campo.
    tutti giocano in 433 o 4231 e si inventano schemi improbabili che non valorizzano nessuno a parte i 5 vecchi… b bbc e ddr. la situazione è molto simile a quella che dovette affrontare Prandelli in Brasile. totalmente delegittamato e con un gruppo allo sbando ed in mano ai vecchi… a questo aggiungo pure le dichiarazioni assurde che nascondono timori e paure. io da gufo di questa nazionale me ne rallegro.
    gufo perché questa Figc dovrebbe essere gufata da ogni interista

  • aleinter

    +1

  • RanieroB

    Sì, dunque, abbiamo:

    – Tavecchio, quello di Optì-Pobà (ancora non me ne capacito);
    – Sacchi, quello che è colpa dell’Inter. Di cosa? Boh, è colpa dell’Inter e basta. Ah no, anche dei troppi negri in nazionale;
    – Buffon in caduta libera;
    – Barzagli, gli offrirei un tè nel mio giardino, alle 5 del pomeriggio, coi biscotti;
    – Bonucci, in stato confusionale;
    – Chiellini, che nella Juventus ha coperto la propria incapacità con scorrettezze, slealtà, fallosità, simulazioni, colpi bassi, vergognosamente protetti da tutti gli arbitri, ma in qualunque altra squadra – diciamo l’Inter – non avrebbe portato al 90° una sola partita. Uno scarpone, e scarsone, di prima categoria.

    Però comandano loro.

    […ma… Alberto, dici che Ventura è lì perché gli hanno ripagato un favore del 2002?]

    Io comunque da decenni tifo sempre e comunque contro l’Italia, con tutto il codazzo indecente di retorica sciovinista nazionalista.
    E tanto più dal 2006, quando la vittoria al mondiale è stata la via dell’amnistia alla mafia juventina.
    Ben venga il tracollo a S.Siro, dove l’Italia sarà giustamente eliminata. Per quella gente là non tiferò MAI.

  • met

    Come al solito articolo che condivido al 100%.
    Ora il CT ha due scelte:
    1)continuare così e passare alla storia come il CT più inutile e delegittimato della storia del calcio non solo italiano.
    2) giocarsi l’ultima spiaggia con le PROPRIE idee, (idee di calcio diverse da quelle che abbiamo visto in quest’anno e più di gestione ) facendo furori i senatori, mettendo i calciatori possibilmente nel proprio ruolo e magari sfruttando le doti di ragazzi che giocano e conoscono un calcio diverso da ciò che impongono i 5 bolsi vecchi( difesa alta, riconquista veloce, palla a terra).
    Secondo te Alberto e secondo voi che sceglierà?
    Anzi si potrebbe fare un sondaggio…. e sorprendentemente scoprire che la maggioranza indovinerà ciò che farà il CT, proprio per i motivi scritti da Alberto qui sopra.

    • aleinter

      ci sono zero speranze che l’ipotesi 2 divenga realta’

    • Alberto Di Vita

      La via più probabile? Che accontenti i senatori

  • FC

    Citi Baggio e fai bene, perché mi sa che il calcio italiano è in crisi non da quest’anno, ma da molto più tempo, incluso il mondialino post-calciopoli 2006, vinto grazie ad una fortuna non indifferente (anche se fu godereccio sfondare i mangia-baguette) e ad un finto catenaccio di risulta.
    Ormai lo sport nazionale è prendersela con l’allenatore, che sarà privo di carisma e inadeguato, ma alla fin fine ha sbagliato in maniera clamorosa solo l’organizzazione dell’attacco con 2 prime punte sopravvalutatissime (come sopravvalutati sono quasi tutti gli altri).
    La soluzione? A lungo termine è difficile, a breve termine sarebbe dare in pasto “i nostri ragazzi” ad un allenatore straniero del profilo di un Hiddink o di un Marcelino, ma naturalmente non s’ha da fare (“uno scandalo gli azzurri allenati da uno straniero ecc ecc…”).
    C’è poi da segnalare questo calcio tutto fatto di passaggi continui: nessuno che abbia il coraggio di tentare qualcosa, tutti aspettano da bravi il pallone sui piedi, guai a fare un movimento; purtroppo un giocatore di fatica che colleghi i vari reparti, alla Isco, ce lo sogniamo.
    Io di questi salvo solo Darmian, che almeno sai quanto vale e quello ti dà, senza essere un montato. Venerdì un quasi-assist e un tiro sfortunato, se li è meritati.

    • Alberto Di Vita

      Baggio aveva proposto una soluzione intelligente, incompleta ma intelligente. Fatto fuori.

      • Giovanni Lorenzi

        Per me rimarrà sempre il più bel “gesto tecnico” di Baggio. Uscire da quel mondo marcio dichiarando che se non hanno voglia di cambiare di lui si può anche fare a meno.

  • willerneroblu

    Purtroppo passerà il turno nonostante l’essere in panchina!!!

  • Arturo

    Carraro-Abete-Tavecchio. Tre presidenti, un disastro. Guido Rossi voleva cambiare veramente il sistema. Lo hanno considerato un extraterrestre e continuano ad offenderlo dopo la morte. Il primo italiano laureato ad Harvard. Il patto con Lippi stabiliva che avrebbe guidato la nazionale nel 2006 (in quel mondiale Guido Rossi tutelò davvero gli interessi della nazionale a differenza dei suindicati presidenti) per poi farsi definitivamente da parte. Scelse Donadoni che sa giocare pure con il 4-3-3. All’europeo perse con l’Olanda di Sneijder, Robben, Van Persie e soci nel pieno della forma. Venne messo in croce dalla cd informazione. Poi vinse con la Francia per uscire solo ai rigori con la Spagna che poi avrebbe vinto tutto. Tornato Lippi tra i peana dei giornaloni, siamo stati eliminati dalla Nuova Zelanda solo per citare uno dei tanti disastri. In Spagna non ci sono limiti agli stranieri perché come scritto nell’articolo il problema non sono gli stranieri, ma questo sistema di potere. Per me Carraro che non ha vigilato è il principale responsabile di calciopoli. Intervistato di recente ha tenuto a precisare che calciopoli è stata ingigantita e che “non c’è un centesimo”. Infatti Gazzoni-Frascara dopo la sentenza della cassazione sta facendo in giro dei tribunali per recuperare quei “pochi spiccioli” che ha perso con la retrocessione in B del suo Bologna stabilita proprio a vantaggio di chi attaccò Guido Rossi.

    • kode9

      Mi fa piacere che qualcuno si ricordi di quanto capitato a Donadoni. Uno scandalo il Lippi bis.

  • Alvaro Borri

    Non sono cosi sicuro che saremo eliminati, anche se me lo auguro, la Svezia è scarsa forte e fargli 2 gol non mi sembra un’impresa epocale, non tifo per questa accozzaglia di disonesti gia dal 2010 quando fu portato ai mondiali buffone gia infortunato, poi se guardi la casacca che indossa killerini con la scritta fiat, come fai, se sei uno sportivo a tifare per questi qua

  • Christian

    Non seguo più con pathos la Nazionale di calcio dal 2010 pur non tifando contro, ma mi pare sempre più un club esclusivo dove si entra solo se si è benvoluti dal mondo juventino.
    Dico un’altra verità (a mia colpa…): credevo che Ventura potesse essere l’uomo giusto per guidare un gruppo non eccelso tecnicamente. Questo perché ho sempre visto giocare le squadre di Ventura con una buona organizzazione di gioco. Mi pare evidente che in questa avventura nella Nazionale il buon CT si sia fatto condizionare da tutto ciò che tu hai illustrato, altrimenti non si spiegherebbe la mancanza di organizzazione che dimostra la squadra. E qui mi pare di vedere il Gasperini dell’esperienza all’Inter: allenatore non voluto, non ascoltato e che commette l’errore di snaturare il suo modo di essere per… finire annegato nei suoi errori.
    Ma sono d’accordo con te nel dire che Ventura o meno, quello che fa veramente inorridire è la gestione della barca calcio. Il 2010 avrebbe dovuto essere un anno di tabula rasa e ricostruzione di tutto il movimento ed invece, complice anche la vittoria ai Mondiali, tutto è finito come al solito: proclami, dichiarazioni, cambiamenti del vertice e… punto. Perché è cambiato solo il politicante (attenzione non politico che è un’accezione nobile del mettersi a servizio degli altri) ma non la mentalità. Ed infatti ecco puntuali i nodi che vengono al pettine: stadi spesso fatiscenti che diventano una sorta di terra di nessuno nelle mani di gruppi di “tifosi” violenti, pubblico che di conseguenza cala, serie B ridicola, neo promosse che dopo 12 giornate sono a zero punti ma possono ancora salvarsi, settori giovanili in cui tra “primavera” e prima squadra c’è un abisso, giovani che sono tali a 28 anni, etc…
    Ma guarda caso sono gli stessi problemi del secondo sport di squadra più importante, il basket anche qui con un presidente sempre più (s)confusionato ed una a Nazionale che delude ad ogni appuntamento.
    Non conosco il caso di altri sport, ma non è che occorre cambiare una mentalità che vede lo sport come ambito di lancio o peggio di riciclo per politicanti?

    • Giovanni Lievi

      purtoppo la pallamerda ci ha passato. petrucci è un incapace totale simbolo del vecchio che non passa mai.
      sulla nazionale di basket. i 12 andati all’europeo hanno fatto quello che potevano certo che se sotto a parte il modesto mestierante cusin hai biligha (che fino 6/7 anni evoluiva in c1, che corrisponde alla d del calcio, ndr), ed hai gente come baldi rossi che pesa 90 kg…. quando belinelli che gioca guardia ne pesa 100 (senza la panza eh) qualcosa non va.
      petrucci autore ed esecutore di una serie di riforme che stanno ammazzando i campionati minori, con sempre meno squadre e sempre meno giocatori giovani validi con ogni settore giovanile che va a remengo.
      almeno nel calcio qualcuno che prova a fare settore giovanile c’è, nel basket oltre allo scandalo extra comunitari dello scorso anno adesso c’è pure la tratta dei minorenni . tutti con procuratore di ordinanza. con casi limite come quello scoppiato ad udine la scorsa settimana con un dirigente che minaccia un altro con pistola (finta)
      ma al buon padre di famiglia dell’inviato sky per la lazio fa tutto brodo perchè deve pompare soldi nella fip, che ha un budget assurdo rispetto ad altre federazioni come la serbia ma produce meno di un decimo dei giocatori

      • Christian

        Concordo: non volevo dilungarmi su un intervento già lungo… Comunque abbiamo la Nazionale più forte di sempre… E il basket mi aiuta a far capire che tu puoi avere il migliore allenatore italiano (e Messina lo è) ma se non c’è materiale tecnico non può trasformare l’acqua in vino. Però ora nel calcio si invoca l’Ancellotti o il Conte di turno, come quando secondo certi bastava prendere Mancini per risollevare l’Inter, in un periodo e con una squadra che se fosse arrivato un certo Vate da Setúbal se ne sarebbe andato dopo mezza giornata!

  • Marco C.

    una squadra ed un allenatore che non riescono a coinvolgermi neanche se mi pagassero, tanto è vero che mi son dimenticato che c’era la partita l’altra sera. dei giocatori ed allenatore talmente mediocri ed autoreferenziali al limite dello schifo. mi viene da augurare una bella mazzolata da parte degli svedesi, ma anche così fosse questi sarebbero capaci di rimanere al loro posto senza vergogna, come da prassi italiana mutuata dalla politica. amen

  • Masspi

    Faccio mie le vostre opinioni sulla nazionale,non riesco più a seguirla ci sono giocatori che solo sentendo il loro nome cambio canale,detto questo voglio aggiungere solo una cosa letta oggi sul corriere,testuale “l’abitudine alla VAR condiziona i difensori molto più attenti a evitare di fare fallo”il finale dell’articolo poi é letteralmente una barzelletta.Una prece per l’estensore tale p.tom.Alberto vorrei un tuo commento.A proposito di prostituzione intellettuale.

  • leggo.solo.tuttosport

    DI BIASI, VENTURA, IL FATTORE L (LIPPI) E QUELL’UDINESE-JUVENTUS DEL 5 MAGGIO 2002

    Di Vita si chiede giustamente: “Perchè Ventura è in Nazionale? Alzi la mano chi si aspettava una nomina del genere”.
    La risposta è nello sponsor d’eccezione che il C.T. avrebbe avuto secondo il Corriere dello Sport.
    Narrava il quotidiano romano lo scorso 24 marzo: “IL 15 MARZO (2016) TAVECCHIO HA COMUNICATO UFFICIALMENTE CHE ANTONIO CONTE LASCERA’ LA NAZIONALE … LA FEDERCALCIO CERCA IL SUCCESSORE E LO INDIVIDUA NEL SELEZIONATORE DELL’ALBANIA”, Giovanni Di Biasi, con Tramezzani suo vice.
    “MA NE’ L’UNO NE’ L’ALTRO HANNO FATTO I CONTI CON IL FATTORE L, CHE STA PER LIPPI.
    TAVECCHIO LO VUOLE COME DIRETTORE TECNICO DELLE NAZIONALI”.
    Ma c’è un problema: “IL C.T. CHE VUOLE IL D.T. (Lippi) NON SI CHIAMA GIANNI DI BIASI. SI CHIAMA GIAMPIERO VENTURA …”
    Soprattutto Ventura è il tecnico che siedeva sulla panchina udinese il 5 maggio 2002, in occasione di quell’Udinese-Juventus 0-2 in cui la “Juve del Friuli” si arrese prima di scendere in campo ed il suo portiere – poi convocato anche in Nazionale – si fece infilare da due innocue “telefonate” di Trezeguet e Del Piero nei primi otto minuti.
    Nonostante il passo indietro imposto a Lippi dalla Corte Federale, che lo obbligò alle dimissioni da D.T. delle Nazionali per incompatibilità con l’attività di procuratore svolta dal figlio ex-Gea, il dado era ormai tratto e “IL 7 GIUGNO VENTURA VIENE UFFICIALMENTE NOMINATO C.T.”.

    Vale la pena ricordare quanto ha dichiarato senza mezzi termini Ivan Ramiro Cordoba su quell’Udinese-Juventus e sul tecnico udinese a margine dell’evento Overtime Festival il 4 ottobre scorso: “C’ERA UDINESE-JUVE … QUANDO SENTI UN COMPAGNO CHE DOPO QUELLA PARTITA …. UN MIO COMPAGNO DI NAZIONALE, CHE DICE CHE SENZA NESSUN MOTIVO QUATTRO TITOLARI SONO STATI MANDATI IN TRIBUNA … NON VOGLIO DIRE IL NOME DI UN ALLENATORE, MA LO CAPITE …” (si riferiva a Ventura, senza citarlo).

  • Flat back four

    Perchè dite che Ventura è in nazionale come premio per la partita venduta dall’Udinese nel 2002?
    Ragazzi, ma vi pare possibile? Sono passati 15 anni! Ancora a pensare a queste cose? Ma io mi stupisco di voi!
    Non è più probabile che sia in nazionale per quattro stagioni consecutive e recentissime di derby venduti dal Torino?

    • MATRIX61

      Allora non sono solo io che penso che il toro sia solo una succursale dei gobbi! Piacere di condividere

  • Gio-Bonimba ’61

    Nè i senatori nè Edgar (maggiordono negli aristogatti)-SVentura: la terza via? Qualificarsi stasera con un po’ di culo e Tavecchio – pur nel teatrino ben illustrato nell’articolo – che lo delegittima e caccia, con Nazionale ad Ancelotti (senza gli sponsor – tipo fiat – alla Conte, ma riducendosi il contratto) o ad uno giovane alla Stramaccioni, che a sua volta abbia il coraggio a poco a poco di non far andare in russia Barzagli, Buffon (Sirigu è più in forma ed ha l’età e la carriera adeguata) e De Rossi (per Bonucci e Chiellini, nonostante le loro sceneggiate, l’anagrafica è ancora dalla loro parte, almeno per questo solo mondiale)….Tutti ad auspicare il 4-3-3, ed invece? Stasera Edgar ripunterà al 5-3-2, forse togliendo solo Barzagli (ha capito che è inutile) e aggiungendo il sostituto obbligato dello squalificato Verrati, più giocarsi la carta Insigne per non deludere troppo la carta stampata che lo invoca: tutto qui.
    Con tutto il rispetto poi per le statiche ed i passaggi che in una gara azzecca il “sopravvalutato” Verratti, ma possibile che più lo veda giocare (senza mai tentare azioni o passaggi filtranti ed in profondità) più mi sembra un bluff? Le statistiche non dicono tutto, perchè se tocco tante volte la palla essendo in zona cruciale e mi limito al passaggio “sicuro” non vedo cosa ci sia di talentuoso, anche nei contrasti difensivi e nell’uno-contro-uno non mi sembra questa potenza, con tutto il rispetto, ripeto, delle statistiche (e l’ho visto giocare anche col suo PSG): qui non si tratta di fare “razzismo” sulla statura, ma sicuro che Gagliardini l’altra sera non poteva fare almeno quanto Verratti se non meglio almeno nei contrasti contro chi si sapeva benissimo l’avvesse messa sul piano fisico? E non avrebbe nemmeno sfigurato rispetto alle prestazioni dei DeRossi e Parolo.
    AMALA

  • Gio-Bonimba ’61
    • Masspi

      Auguri.Io c’ero 5 0 e scudetto.

      • Gio-Bonimba ’61

        Io no, ero piccolo e…distante, e l’ho visto a 90° minuto (con Barenson?) e poi fino a tardi ad aspettare la DS!! Altri tempi!

  • Iapigio Peuceta 🇮🇹

    Analisi molto articolata e veramente encomiabile.
    Veramente un articolo degno e persino raro per qualità.
    Però, su Verratti devo dissentire pesantemente: all’andata ha ampiamente dimostrato di avere una mollezza nella gamba e una scarsezza nella voglia che è scandalosa (SCANDALOSA) per un professionista del suo livello.
    Il Calcio è uno sport e, come tutti gli sports, richiede atletismo (che non è soltanto capacità, ma anche voglia di correre), sacrificio, qualità morali e, permettetemelo, la “voglia” di spendersi.
    Bisogna avere il “fuoco” dentro.
    Bisogna avere la passione, la determinazione, quella che a Napoli chiamano la “cazzimma”.

    • Gio-Bonimba ’61

      D’accordissimo, l’ho anche scritto giù.

  • maigobbo

    auguri grande Bonimba: è anche merito tuo se sono diventato interista!

  • RanieroB

    Mi vergogno di essere italiano.
    E non, badate bene, per un’eliminazione che può capitare. Ma perché è indegno vedere gente (anche esperta) fare a fine partita una melodrammatica intervista in lacrime.
    No, dico, è una cazzo di partita di calcio.
    E un analfabeta come Buffon viene a dirci della “ricaduta sociale” di questa eliminazione? Ma piange il “C’è solo un capitano” per le quotidiane tragedie vere che càpitano nel mondo? Questa sceneggiata a uso e consumo di media e pubblicitari e politicanti è veramente il punto più basso.
    Ve lo meritate di essere stati eliminati, banda di Buffon(i), miliardari corrotti, ipocriti, falsi e opportunisti.
    Ve lo meritate di essere stati cacciati fuori da “onesti pedatori” (cit.).
    E mi vergogno anche dello spettacolo mediatico indegno, compreso il Walterone nostro Zenga che improvvisamente critica il giustificatissimo catenaccio svedese (un po’ di onestà, “cribbio”!), o peggio i Criscigobbi vari che in una serata dove Barzagli non ne ha azzeccata una e Chiellini si è districato tra le solite 67 gomitate (date, eh) e 553 passaggi sbagliati, dove i Gabbiadini Bernardeschi Parolo Belotti non sono pervenuti, chi è il colpevole, anzi (testuale) lo “stronzo”? Candreva, che sì ha sbagliato i soliti 200 cross, ma tante cose le ha fatte bene, e finché c’è stato lui, c’era anche un dinamismo che gli altri non sanno nemmeno cosa sia. Ma lo “stronzo” è Candreva. Già, e in che squadra gioca? Ah, già…
    Finalmente vedremo un mondiale in cui forse anche le cronache saranno un po’ più ‘disinteressate’ (speriamo non troppo disinteressate), sgombro di fanatismi e deliri retorici, che con la nazionale oltrepassano troppo spesso il ridicolo.

    • MATRIX61

      D’altronde che ci si può aspettare da un allenatore che, dopo una partita dove era stato preso letteralmente a pallonate schierando due bus davanti alla porta e che vinse per il rimpallo fortunato di un calcio d’angolo, disse che la sua squadra aveva giocato un bellissimo calcio e meritato la vittoria.
      Ma cosa aveva vinto finora quest’uomo? Nemmeno la coppa Rimetti, ha cercato di fare una nazionale con molti suoi ex giocatori ma non ha capito che la nazionale non è una squadra di club, è una selezione ed i giocatori devi schierarli secondo le loro caratteristiche ed il loro ruolo nel club altrimenti non ti rendono o peggio non ti danno il 100%. E la risposta di De rossi alla richiesta di ingresso in campo la dice tutta. Candreva ha dato il massimo nel bailamme visto ieri (nessuna sovrapposizione, nessuno a dettare passaggi in profondità) e per me le colpe sono senz’altro maggiormente addossabili ad altri che si sono limitati a giochicchiare e muoversi per il campo senza nessuna logica, per non parlare di chi ha sbagliato gol solo davanti al portiere. E cosi a giugno si va al mare. Con ore di genuflessione deferenti da parte dei giornalai amici ai rubentini che, in 10 anni, in europa e mondiali hanno vinto?..un c****.

    • maigobbo

      perfettissimamente d’accordo: e godo per quelli che si ricordano di essere itagliani solo quando gioca la nazionale e quando c’è l’inno cantano bodobom bodobom bodobombombombom: ma che cazzo è? la sagra della salsiccia? Godo per i commentatori che,se quel catenaccio l’avesse fatto l’itaglia lo avrebbero definito eroico, ma visto che lo hanno fatto gli svedesi è stato vergognoso! e poi per me..C’E’ SOLO L’INTER!

  • Gio-Bonimba ’61

    Condivido ciò che ha scritto G. Porri, e cioè: “Tra fischi all’inno, i merda al portiere, le proteste esagitate e i
    fallacci di Chiellini, davvero mi mettete a dura prova per tifare.”….
    Inoltre, sorvolando sul biscotto del 5 maggio 2002 con quei due allenatori in panchina di Udinese-Fiat 0-2, oggi il primo ancora CT (come se le dimissioni fossero atto bilaterale e non unilaterale) e l’altro suo sponsor verso Tavecchio perchè pensava di fargli da chioccia (Tavecchio, l’ormai amico e mentore a livello europeo o nazionale di squalificati quali Agnelli e Lotito), ignorando pure chi è da anni tra gli sponsor di FIGC-AIA (la Fiat) e che anche per questo non si è fatta piazza pulita di conflitti e ricatti e di coloro che oggi sono senatori, non dico dal 2007/08, ma almeno dopo la figuraccia del mondiale di Lippi (2010), tralasciando queste amare constatazioni, copio e incollo perchè condivido – a proposito dell’improponibilità e competenza del CT scelto – una disamina breve tratta da “Ruttosporc”:

    Qualche domanda che nessun giornalista farà al CT Giampiero Ventura

    1) Chi le ha imposto di giocare con il modulo 3-5-2?
    2) Perché ha detto che avrebbe guardato chi gioca in campionato per le
    convocazioni poco prima di trovarci Spinazzola (0 minuti) titolare con
    la Spagna e chi le ha imposto di schierarlo?
    3) Perché Mario Balotelli – 26 gol in 42 partite negli ultimi due anni a Nizza – non è
    mai stato convocato in nazionale ma in compenso al suo posto siamo
    arrivati a convocare anche Petagna?
    4) Perché Insigne non ha quasi mai visto il campo?
    5) Perché Jorginho schierato improvvisamente titolare all’ultima
    partita della sua gestione senza mai averlo utilizzato e/o convocato
    prima?
    6) Perché Bernardeschi e Rugani erano sempre tra i convocati non essendo titolari nella Juventus?
    7) Lo sa in che posizioni giocano Florenzi, Insigne e Verratti?
    8) E’ in grado di poter affermare con certezza che lei non ha avuto
    interferenze esterne sulla scelta degli uomini, del modulo e della
    formazione titolare?

    Aggiungo: basterà questo nuovo record di Buffon lo scommettitore e della BBC per toglierceli dai così detti, finalmente, o il nuovo che avanza li risupplicherà di restare almeno fino all’europeo???

    • MATRIX61

      Su balotelli avrei ancora qualche dubbio ma avere a disposizione la migliore catena destra del campionato e non utilizzarla per far giocare un inutile barzagli lascando Candreva da solo in fascia la dice lunga sulle capacità o obiettività di Sventura. La mia fede di malpensante mi porta anche a credere che qualcuno, pensando di vincere facile, avesse voluto schierare i rubentini per farli apparire quali salvatori della patria per meritarsi in questo modo un’altra penosa apparizione al mondiale.E quello che avrebbe dovuto essere il salvatore della patria, jorginho, statico a fare passaggi banali a centrocampo.E la Svezia un volta tanto ci ha fottuto lei.

      • Gio-Bonimba ’61

        Può essere…così da rispolverare con toni trionfalistici l’ITALJuve di recente memoria.

    • willerneroblu

      Perche comanda la mafia bianconera e i loro procuratori amici!!

  • mpm131

    Si parla molto di Tavecchio e Ventura

    Poi vedo

    Basket:non facciamo un Olimpiade dal 2004 e un mondiale dal 2006,abbiamo un club solo in eurolega e fa ridere,molte squadre storiche del nostro ormai mediocre campionato sono fallite o stanno per fallire
    Pallavolo:in calo,maschile e femminile
    Atletica:un disastro totale,credo lo sport messo peggio in Itala
    Ginnastica:un disastro totale,le ginnaste stanno più sui reality show che in palestra
    Tennis:Ahahahahahah
    Formula uno:non abbiamo un pilota italiano da anni
    MotoGP:vorrei vedere quando si ritirerà Rossi
    Rugby:Ahahahahahah
    Pallanuoto:in calo

    Degli sport seri reggono solo nuoto,ciclismo e sci ed anche li ci sono delle difficoltà
    Ci tengono in piedi scherma,tiro a volo,tiro a segno e sport da combattimento​,sport che però sono oggettivamente seguiti mediamente per 5 minuti ogni 4 anni alle olimpiadi

    Il disastro del calcio dunque è solo la punta dell’iceberg di un sistema sportivo fallimentare

    Una spiegazione al Coni non andrebbe chiesta?
    Il sottosegretario allo sport (non il ministro,perché non abbiamo un ministro dello sport da decenni,unico grande paese a non averlo) sta ancora col culo saldo al suo posto?

    • Gus

      Estendi il tuo ragionamento al sistema politico, definiamo il tutto Sistema Paese, ed avrai completato la tua lucida disamina sulle macerie in cui ci aggiriamo berciando di invasioni straniere.

    • Flat back four

      Il Coni punta tutto sugli sport con 80 praticanti al mondo, per raccattare qualche medaglia
      Non è organizzato nè interessato ad altro

  • Gus

    E sulla lapide di Mr Ventura, ad imperitura memoria fu scritto:
    “Cazzo mett’ammè, mica dovemo pareggià. Mett’an’Signe”

  • willerneroblu

    Con Buffon ct.della nazionale faccio l’alzabandiera tutte le mattine con l’inno Tedesco!!

    • Gio-Bonimba ’61

      Mi è capitata stamane tra le mani la Rosea: a parte il toto-allenatori, il problema è che tal giornale propone già la squadra del futuro, e tra i giovani, alcuni improponibili per la nazionale, segna in grassetto le preferenze per l’11 titolare, guarda caso, sopratutto per la difesa, sono scelti i giovani già in ottica Juve o già suoi, quindi cambierà poco perchè al posto della BBC ci sara la linea a 4 dietro, di nuovo e tutta, bianconera (Spinazzola compreso). Non vedo poi perchè prescindere a priori da 30enni attuali, con l’esperienza giusta, che farebbero da chioccia e che sarebbero utili per l’europeo, Sirigu e Criscito per esempio (il primo è attualmente, di sicuro, più affidabile del Donnarumma che conosciamo, e già meritava da anni l’azzurro al posto del mitizzato Buffon!), perchè se già adesso schieri i Calabria e i Cutrone non credo si vada lontano.