Assegnata d’ufficio la Champions League Buffon

E basta! E che diamine!

La volete smettere Voi altri? Sì, parlo proprio con Voi che credete che per rimpolpare il curriculum di un calciatore si debba vincere per forza. Ma di cosa state parlando? Le cose si possono anche attribuire per meriti pregressi, per storia personale, per… non lo so, fate Voi.

D’altra parte, in zona Vinovo e limitrofe c’è un po’ l’abitudine a riscrivere i palmares, ad attribuirsi qualche vittoria in più: tanto non c’è Federazione che tenga, nessuno protesta, nessuno penalizza, nessuno fa niente. Il massimo che ti può capitare è quello di vedere un drappo funebre, una bandiera della nazionale, qualcosa che copra l’impudicizia della fasulla attribuzione agli occhi “vergognosi e bassi” di chi s’affaccia lì, “su la trista riviera d’Acheronte”.

E, giustamente, il tifoso abituato all’attribuzione impropria, alla riscrittura della contabilità dei palmares, alla violenza perpetrata alla logica e alle sentenze passate e ripassate in giudicato da tutti gli organi sportivi, giustamente dicevo, se ne lagna: per la serie “il pallone è mio e vinco io, altrimenti non si gioca”.

Che su questa vicenda i giornali abbiamo fatto orecchie da mercante è risaputo, ma tant’è, abbiamo più volte spiegato come molti giornalisti, e molti giornali quindi, abbiano più in mente l’idea di catturare l’attenzione, attirare lettori, click, vendite, tutto e in qualunque modo, anche a costo della qualità e dell’approfondimento. Per referenza, leggete Pippo Russo:

Ma torniamo all’argomento, i giornali. Ci piacerebbe che ci fosse un tenore di altro livello, talvolta, riguardo a temi di natura etica: purtroppo, per la maggior parte delle volte non è così. Si sposano cause, si cercano strade facili per affabulare i lettori, per blandirli. Si parla alla pancia della gente. Anzi, ormai questo è superato: si parla CON la pancia della gente.

In quel caso mi riferivo a un editoriale online che serviva come cassa di risonanza per le improvvise lagnanze dei tifosi bianconeri (sempre loro oh!), secondo i quali l’Italia aveva fallito l’appuntamento per colpa di… Calciopoli. Così come nel 2010 e come nel 2014, poco importa che nel 2012 si sia arrivati in finale: no, in quel caso era merito della Juventus. E “che diamine!” anche qui, tutti pronti a sottilizzare.

Dove eravamo arrivati?

Ah già, i palmares. Le attribuzioni ad cazzum, se mi passate il termine aulico.

Non è la prima volta per Gigi Buffon: già in passato ha vissuto lo scandalo del suo diploma di ragioniere… pare per potere studiare legge. Qui l’articolo su Affari Italiani con la dichiarazione dello stesso Buffon.

Pensavamo che il limite fosse stato raggiunto già nella infinita narrativa di genere, in puro stile Harmony, secondo la quale Buffon sarebbe un “grande uomo”, come se parare 4 palle, vestire una maglia azzurra, avere una fortunata (in termini economici) lunga carriera debba per forza rendere i calciatori degli esempi anche di stampo etico e morale. E, beninteso, anche a dispetto del calciatore stesso, in questo caso Buffon, che ha sentito il peso di questa responsabilità, lamentandosene pubblicamente in una delle poche, pochissime, rarissime volte in cui sono stato d’accordo con lui.

Il limite non era quello.

buffon ctIn questi giorni avevamo già superato tutto questo. Perché Buffon è stato indicato addirittura come possibile Commissario Tecnico della Nazionale, in un articolo in cui, come al solito, se ne decantano le lodi in maniera sperticata: “ma Buffon, che quasi sempre ha riempito di contenuti le conferenze stampa della vigilia (arrivando a citare perfino Piero Gobetti) e anche l’esercizio retorico della zona mista dove i compagni passano a testa bassa pure quando vincono, ha un futuro in Nazionale?
Eh, capite? Ha anche citato anche Piero Gobetti. Roba che tu leggi e ti viene un “esticazzinoncelimetti” naturale, in barba anche alla promessa solenne di scrivere senza fare uso di espressioni volgari, neologismi e c***i vari (così va meglio). En passant: uno juventino non poteva che citare “gobetti”… che battuta demmerda.

Pensavamo fosse già sufficiente. E tutti i discorsi su allenatori inadeguati, sulla meritocrazia, sulla necessità di avere un tecnico preparato, magari di lungo corso? Ma il patentino? E gli esami? Che so, magari per fare il CT non serve il patentino o, al limite, che volete che sia?, attribuiamogli direttamente anche questo. D’altra parte non è Gigi Buffon? Non lo merita d’ufficio.

Il limite non era neanche quello.

Esthia immobiliare

Il limite lo abbiamo raggiunto e superato in una sola mattina di novembre, piuttosto fredda. Una di quelle mattine in cui ti alzi di malumore perché niente può riscaldarti, niente sembra riuscire a donarti il conforto di un calore anche passeggero, niente che possa scuotere il grigiore che s’è insinuato tra le imposte di buon mattino e pare proprio abbia tutta la voglia di restare appiccicato sulla pelle per tutta la giornata. Una giornata di venerdì 17 (ma ancora non ci avevi riflettuto) e in cui non ti scuote neanche la morte di Totò Riina (in verità sì, perché con lui se ne va per sempre un pezzo di verità, ma è riflessione che hai deciso di lasciare a fine giornata).

Così credi che andare al bar serva a qualcosa, una cioccolata calda, un the, una tisana, una calorosa stretta di mano, un posticino proprio sotto il condizionatore d’aria. E, soprattutto, il rispetto dell’altra promessa solenne: ovvero evitare come la peste i giornali di mattina, perché poi ti mettono di malumore, ti fanno fare la cosiddetta “mala jurnata”, e tutto ‘sto mal non fa bene a uno che ha scelto di chiamarsi ilMalpensante, benchè l’origine sia ben più alta e nobile ed è un gesto d’amore incondizionato a Gesualdo Bufalino.

Forse è la fortuna, forse è un segno del destino, forse è l’euritmia del cosmo che ha deciso di ripristinare l’ordine delle cose, forse è solo casualità, ma mentre stai sorseggiando la tua bevanda calda proprio al bancone, là dove il condizionatore soffia più forte e caldo, ti si piazza accanto con in mano la Gazzetta dello Sport. L’accoppiata, di norma, è in grado di farti andare tutto di traverso, col rischio di sputacchiare il liquido appena assunto, quale che sia, sul bancone e via il profluvio di scuse al barista che, cortese, avrebbe comunque pulito con un sorriso di facciata e nei pensieri tutto un bagaglio di asterischi.

La prima cosa che mi arriva all’occhio è l’orario e la data del suo cellulare, Venerdì 17. Il 17 è il mio numero fortunato, sono nato di venerdì, sento il richiamo dell’Universo, la forza irresistibile di una provocazione. Ma non ne ho bisogno, perché in prima pagina c’è lui, Gigione Buffon.

Gazzetta sport buffon champions league

Ehi Gigi. (chissà che ne pensa @Pippoevai)

Non è finita. (e boia chi molla!)

Ma non è questo quello che porta la bevanda, quale che fosse (e chi se lo ricorda più adesso!), ai bordi delle labbra che a malapena riescono a trattenerla, qualcosa fuoriesce, subito un tovagliolo passato tra i tremori di una mano malferma e incredula, ma non quanto la mente che comincia a far di conto. Buffon arriva alla Juventus nel 2001-02, era lui il portiere in quel 5 maggio contro l’Udinese più forte e impegnata della storia, fu lui a contrastare la furia dell’altra nazione bianconera.

Prima era al Parma.

Comincia la carriera nel 1995-96, proprio l’anno in cui la Juventus vinceva la Champions League. L’ultima Champions League della Juventus.

Chiedi la cortesia al gobbo accanto, guardi bene e hai la conferma:

buffon champions league.jpg

Gigione Buffon ha vinto una Champions League.

Eureka!

Lo provochi, al “gobbetto” (due “b” stavolta): “Buffon ha vinto solo una Champions League?”

E lui, con aria saputa: “Buffon ha vinto tutto”.

Assegnata d’ufficio la Champions League a Gigione Buffon. Trascrivetegliela in qualche diploma, anzi, faccio prima io e Vi do il “la” all’operazione Cèmpions Lìg per Gigione Buffone: indirei persino un referendum, guarda. Perché solo CT? Perché non presidente della Repubblica? Perché non all’Onu? Porqué porqué?

D’altra parte ci sono abituati, dài: perché non portare gli scudetti a 40? E dargli anche un pallone d’oro?

Gli hanno già assegnato anche il 9° scudetto senza neanche conquistarlo! Vi era sfuggito eh?

buffon champions league.jpg

Tanto con i numeri e la storia non vanno granché d’accordo, ricordano le cose solo a metà o come gli pare: perché non abbondare, dato che melius abundare quam deficere?

Post scriptum

Oh, non cominciate eh. L’articolo è ironico, al limite sarcastico, non v’offendete, non v’arrabbiate. Rideteci su e non fate per forza i tifosi della gobba. La Gazzetta ha (sotto)titolato che si trattava di obiettivi.

L’articolo è chiaramente, volutamente, fortemente sarcastico perché, lo sa chiunque faccia informazione, quello che c’è scritto nei meandri di sottotitoli, occhielli, catenacci etc… viene letto da un numero nettamente inferiore di persone. E, se non ci credete, parlate con qualcuno a caso al bar e vi dirà, dopo avere dato un’occhiata alla prima pagina, che, sì, Buffon ha vinto una Champions League.

Poi se vi piacciono questi titoli e questo atteggiamento dal sapore agiografico, fate pure… 

PPS: perché non un’altra Coppa Italia e un bel primo Triplete?

Loading Disqus Comments ...