Inter-Atalanta: se la buona sorte ti sorride, tu ricambia

L’Inter scenderà in campo stasera contro l’Atalanta di Gian Piero Gasperini conoscendo già tutti i risultati delle dirette avversarie nei primi posti della classifica.

Se la partita di sabato sera sembra avere definitivamente spento le ultime velleità del Milan battuto dal Napoli e già adesso, con Roma e Inter a una partita in meno, con 11 punti di distacco dal 4° posto, nell’altra sfida si è consumato un match che ha restituito a Roma e Lazio le posizioni che più o meno tutti indicavano come probabili a inizio campionato: Roma terza a pari punti con l’Inter, ma con l’Inter davanti per la vittoria nello scontro diretto, nonostante molte classifiche continuino a inserire i giallorossi davanti. Chissà, forse è più un desiderio.

In tutto questo, occhi alla Sampdoria di Giampaolo che, a fari spenti (come si usa dire), ha ancora due partite in meno ed è -5 dai laziali e con in arretrato una sfida con la Roma: chissà, magari dicembre ci regalerà una sorpresa tra le pretendenti all’Europa League. Anche se, prima di fare calcoli, proprio la Sampdoria dovrà affrontare oggi la Juventus: i blucerchiati giocheranno in casa, dove sono nettamente migliori che in trasferta: 5 vittorie su 5, 16 gol fatti e 3 subiti tra le mura amiche; 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte in esterna, con soli 8 gol fatti e 10 subiti. Insomma, se Giampaolo vorrà scrollarsi di dosso la questione dell’anno scorso sulla competitività contro i bianconeri, che gli è valsa il nomignolo di “Scanspaolo” e alla sua squadra l’elezione a “Scansdoria”, questa è la partita giusta, nel momento giusto, con la posizione di classifica giusta, anche se, stavolta, la Juventus ha avuto qualche impegno nazionale in meno.

Bando agli equivoci: non è un momento del campionato in cui si fa la corsa sugli avversari e, pertanto, guardare agli altrui risultati può sembrare un esercizio utile solo a perdere tempo. Nella realtà, però, sappiamo bene, anche conoscendo l’ambiente nerazzurro, che non c’è mai fine al bisogno di positività, perché questa fa giocare meglio, fa restare tutti più sicuri, perché c’è un obiettivo in più che può dare energia e motivazioni.

Soprattutto il derby romano ha messo “a posto” la Lazio che, sì, dovrà recuperare una partita, ma che sembra un avversario meno temibile, nel lungo periodo, rispetto alla Roma. E, come abbiamo detto ieri, se la nuova realpolitik del tifoso nerazzurro gli concede la serenità di guardare all’unico vero obiettivo stagionale, che è il 4° posto, a quel punto prima si rimane in 4 per i posti di vertice e meglio è

Anche perché l’ultima di campionato è proprio contro la squadra di Inzaghi: a quel punto meglio non correre rischi, ogni punto è prezioso. Ecco perché ieri ho reputato soddisfacente il risultato della Roma. Arrivare terzi o quarti fa relativa differenza, soprattutto se il 5° si allontana prima possibile.

Qui Atalanta

esthia immmobiliareTutti calcoli, conti e elucubrazioni che vanno in soffitta l’attimo dopo che li hai realizzati, magari ne hai anche scritto, perché c’è sempre da giocare una partita e contro un avversario che, eccezion fatta per qualche sporadico caso, è spesso stato indigesto all’Inter.

Anche perché a guidarla è quel Gasperini che, quando vede nerazzurro, non perde mai occasione di mostrare quanto sia rimasto avvelenato dall’esperienza in nerazzurro, lasciando intendere che per lui, per sempre, questa partita avrà un valore speciale.

I bergamaschi per certi versi somigliano alla Sampdoria come cammino, pur essendo lontanissimi dai rendimenti della squadra di Giampaolo, ma anche lontanissimi dal rendimento dell’anno scorso. Ma, così come accaduto nel precedente campionato, questa L’Atalanta è formazione che può rilanciarsi in un amen non appena trovata la quadra: l’anno scorso una partenza horror (4 sconfitte e 1 vittoria) aveva addirittura messo in discussione la permanenza di Gasperini, ma fu seguita da 9 partite senza sconfitte (8 vittorie e 1 pareggio), con scalpi eccellenti come quelli di Napoli, Inter e Roma, prima di fermarsi contro la Juventus e con l’Udinese. Il campionato poi è proseguito con uno standard piuttosto alto, con risultati prestigiosi come la seconda vittoria contro il Napoli e i pareggi contro Milan (2 volte), Roma e Juventus, con una sola grande scivolata, dolorosissima… ovvero quel 7-1 contro l’Inter di Pioli, proprio a San Siro.

Precedente che fa bene al cuore dei nerazzurri, così come il rendimento fuori casa: se a Bergamo ha totalizzato 4 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta, con 14 gol fatti e 6 subiti, fuori casa finora è stata incapace di vincere, perdendo 3 volte e pareggiandone 2, con appena 5 gol fatti e 10 subiti.

Tutto sembra suggerire che la partita può essere meno pericolosa di quanto ci si aspetti… ma è sempre meglio di diffidare di squadre così, abituate a improvvisi cambi di passo e anche dotate di buone individualità.

Come sta l’Atalanta

Partiamo da un presupposto. Ho avuto il tempo di guardare qualche partita, in qualche caso gli spezzoni che mi interessavano di più, e devo ammettere che il principale problema di questa squadra sembra essere più nella testa che nelle potenzialità. L’Atalanta gioca un calcio migliore di quello che ci si aspetterebbe dando un’occhiata alla sua classifica. I problemi, semmai, sembrano essere più di motivazione e concentrazione, con errori individuali davvero insoliti per le squadre di Gasperini, con tante palle perse (su tutti, Cristante e Ilicic) e piccoli errori di posizionamento, o scelte individuali, che alla fine hanno pesato davvero tanto nel computo finale delle partite.

Probabilmente questo è dovuto anche al fatto che quest’anno l’Atalanta gioca una Coppa, che per molti è una vetrina particolare, per certi versi unica, e in campionato scema un po’ l’attenzione.

Da questo punto di vista, altro aspetto a favore dell’Inter di Spalletti: fra 4 giorni l’Atalanta sarà impegnata in una sfida decisiva contro l’Everton che è già fuori da tutti i discorsi di qualificazione ma che, anche solo per il tipico atteggiamento inglese, farà una partita come se davvero contasse qualcosa. Poi ci sarà il Lione. Gasperini avrebbe certamente sperato in un risultato migliore contro quest’ultima, cosa che gli avrebbe consentito di essere già qualificato al prossimo turno: sa, però, che parte del suo destino si gioca anche nell’altro match (se il Lione vince o pareggia contro l’Apollon, l’Atalanta è qualificata matematicamente), ma è chiaro che nessuno vorrà correre rischi e la tensione per il match nonché il fascino della Coppa potrebbero farsi sentire anche stasera.

È probabile che certi problemi di concentrazione e di voglia dipendano anche dalla disabitudine a gestire gli impegni ravvicinati campionato-coppa, e questo vale sia per i calciatori che per l’allenatore.

Contro l’Inter, però, ricordiamolo, Gasperini sembra volerci mettere sempre qualcosa di più…

Come gioca l’Atalanta

Se Gasperini avesse usato con l’Inter la stessa malleabilità usata con i bergamaschi negli ultimi due anni, probabilmente avrebbe almeno finito quel famigerato campionato. I piccoli e grandi correttivi apportati all’ormai consolidato 3-4-3 (vado a memoria, ma negli ultimi anni sono davvero pochissimi gli allenatori così attaccati a un unico modulo) hanno consentito ai bergamaschi di fare ottime partite e soprattutto di adeguarsi con più malleabilità agli avversari.

Così come successo, per esempio, contro Juventus e proprio contro l’Everton… squadre che giocano con il 4-2-3-1. La ricetta di Gasperini è stata piuttosto efficace: marcature uomo su uomo in fase di non possesso, al punto da modellarsi all’avversario stesso e vedere in campo uno schema diverso da quello che la semplice accoppiata di numeretti ci può raccontare.

L’Atalanta è una squadra generalmente molto aggressiva e, in casi come questi, mi aspetto un pressing piuttosto alto, marcature molto strette e ravvicinate soprattutto sui portatori di palla, ma anche e soprattutto su chi è più prono all’errore, con salite e scalate piuttosto aggressive.

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Qui dovrà essere brava l’Inter, perché se c’è una cosa da non fare contro i bergamaschi è proprio quello di dare sicurezza al loro pressing: l’Inter si sta rivelando una squadra dal possesso palla di qualità, con scambi stretti spesso efficaci, condito qualche volta, e non raramente, da superficialità negli appoggi, con tre indiziati su tutti: Miranda, Nagatomo e Gagliardini.

Guai a regalare all’Atalanta la sicurezza nel pressing e il recupero alto della palla, perché ha calciatori bravi a sfruttare occasioni come queste. Il possesso palla dovrà essere ancora più insistito, ancora più corto e stretto del solito: se l’Inter riuscirà, potrà far correre a vuoto l’avversario che, per predisposizione, corre già tanto e potremmo vedere un finale di partita più in discesa per la squadra di Spalletti: il continuo muoversi degli avversari potrà fruttare all’Inter quella specie di “transizione positiva” (permettetemi l’accostamento) che si viene a creare da un possesso palla insistito e capace di mandare all’aria un pressing uomo su uomo asfissiante, fatto di tanta aggressività come quello bergamasco. Insomma, se l’Inter esce bene dalla pressione potrebbe trovare spesso un avversario mal disposto in campo e con poco tempo per riorganizzarsi.

Sugli esterni, l’Atalanta si è adeguata molto, come dicevamo prima, a far trovare due difendenti piuttosto che uno: l’Inter dovrà puntare anche su questo, perché consentirà di impossessarsi del centro e gestire il possesso palla con più efficacia.

In fase di possesso Gasperini è spesso stato piuttosto leggibile: la sua vera pericolosità è sulle transizioni più che sul possesso palla. In genere al centro la palla sta pochissimo, soprattutto se c’è Cristante a doverla gestire, che perde molti palloni se pressato (vero Borja? Mi raccomando) e si occupa di far fluire prima possibile la palla sugli esterni. La ricerca della catena laterale, con triangoli e rombi per dare più opzioni di passaggio, è talmente ossessiva che i bergamaschi a volte si trovano a produrre un gioco complicato e cervellotico, anche se questo le consente di poter sfruttare alcuni repentini cambi di gioco in grado di lasciare gli attaccanti sul lato debole in uno contro uno pericolosi.

Le heatmaps e le disposizioni medie dei bergamaschi danno un’evidenza schiacciante di questa tattica, con il centro spesso svuotato di senso. Gasperini in certi casi ha esasperato il concetto, chiedendo a Gomez e Ilicic di restare larghi per dare ulteriore supporto al flusso di gioco sugli esterni, e non è raro vedere molto movimento anche in Petagna.

La prima heatmap è contro l’Everton, la seconda contro la Juventus:

 

Queste, invece, le posizioni medie contro il Napoli e l’Udinese:

Infine le posizioni medie di Atalanta-Everton: non vi dico quale sia Atalanta e quale sia Everton, ma basta analizzare la distribuzione sugli esterni o al centro per capire quale sia Gasperini e quale Koeman.

Insomma, l’Inter dovrà stare molto attenta a evadere il pressing bergamasco, a dare sostegno sugli esterni non solo con Candreva e Persici ma anche con Vecino e Gagliardini (e, perché no?, anche Borja Valero), ma soprattutto, stavolta, dovrà essere più concentrata del solito per evitare non solo le transizioni negative dell’Atalanta, che possono essere velocissime e letali, ma anche di lasciare più possesso palla e campo ai bergamaschi, costringendoli a giocare più palle lunghe e meno palla a terra: più gioca indietro, più lunga è l’Atalanta, e peggio gioca.

Gli attesi e il pronostico

Potrebbe essere dura per Borja Valero, visto che Gasperini sembra intenzionato ad adattare il suo 3-4-3 in un 3-4-2-1 con uno tra Ilicic e Gomez a dare fastidio allo spagnolo. Occhio anche alla pressione su Gagliardini e all’aggressività soprattutto su Miranda e Nagatomo: alcuni allenatori hanno finora consentito loro di giocare più palloni, perché molto più imprecisi dei compagni. Gasperini potrebbe, invece, sfruttare la loro propensione all’errore per sfruttare i pregi dei suoi uomini.

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Mi aspetto una gran partita di Vecino (copertina dedicata a lui), molta attenzione soprattutto su Perisic che, come al solito, potrebbe emergere alla distanza; Candreva potrebbe essere un’arma importante, se accentrato, per scombinare i piani di Gasperini e far muovere di più gli avversari.

Finora abbiamo sempre pronosticato, non ci sottraiamo alla scaramanzia: 2-1 per l’Inter.

Vincere è sempre importante, ma se gli altri match ti dicono bene è sempre meglio premere sull’acceleratore. Se la fortuna ti sorride, tu ricambia…

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