Inter-Atalanta 2-0: la vince Spalletti, Gasperini s’arrende

L’Inter alza la mano e dice “presente” alla chiamata della dea bendata che aveva deciso di incastrare più cose difficilmente prevedibili in una giornata che dà una scossa non indifferente al campionato: la Lazio perde il Derby, il Milan affonda e la Juventus perde contro la Sampdoria. Per questa ultima partita non leggerete, qui, che si tratta di una vittoria “clamorosa”: chi ha letto l’anticipazione di Inter-Atalanta sa anche il perché.

L’Inter vince una partita complicata, con l’Atalanta che per 45 minuti ha corso, lottato, contrastato e provato a giocarla alla pari e, se possibile, vincerla anche se la formazione sembrava piuttosto rinunciataria. Nel secondo tempo Spalletti azzecca la mossa giusta, inverte il triangolo di centrocampo e chiede agli interni di centrocampo di supportare gli esterni, così come avevamo anticipato:

Gasperini, subito il secondo gol, sembra alzare bandiera bianca, con un occhio alla sfida contro l’Everton che è importante, benché la qualificazione sembra davvero quasi una formalità (al limite ci penserà il Lione contro l’Apollon).

Insomma, l’Inter sorride e guarda la classifica con un senso di leggerezza inatteso e impronosticabile a inizio campionato: fanno impressione quello zero nella casella delle sconfitte e i soli 9 gol subiti, vero e proprio miracolo se pensiamo ai problemi degli anni recenti e ai 49 dell’anno scorso.

La partita

Spalletti si presenta all’appuntamento con una sola variazione, azzerando tutti i discorsi fatti in settimana: ovvero niente record di partite consecutive con la stessa formazione, perché al posto di Nagatomo c’è Santon. La mossa era stata già un po’ preannunciata il giorno prima, proprio quando Spalletti ha parlato di Santon: “Santon che mi piace proprio per testa, disponibilità, conoscenze calcistiche, lui conosce il calcio, sa attaccare, sa difendere, è fisico. Per me è uno di quei calciatori che ci darà una mano importante” e il perché la scelta sia ricaduta su Santon e non su Nagatomo o Dalbert è spiegata nel passaggio successivo “Domani si gioca con l’Atalanta che non ha preso gol su palla inattiva, ha una struttura fisica importante, i giocatori hanno la struttura dei giocatori di basket e sanno giocare con i piedi. Quando si va su palle inattive e calci di punizione se non hai fisicità soffri, ci sono allenatori già bravi di me che hanno costruito squadre fisiche. La palla inattiva è un momento frequente nel nostro campionato, va tenuta in considerazione. Santon ha queste qualità.

Quindi dentro un calciatore alto 186 cm, fuori uno che arriva a malapena a 170 cm per contrastare la forza fisica dei bergamaschi e soprattutto la loro abilità nelle palle alte.

Il cambio assume maggior senso se si pensa che chiunque era convinto del fatto che giocasse Petagna (190 cm) e che sulla sinistra avrebbe giostrato uno dei riferimenti più importanti per l’Atalanta quando è in difficoltà ed è costretta a cercare il lancio lungo per uscire: Ilicic, ovvero altri 190 cm.

esthia immmobiliareSolo che Gasperini stupisce tutti e imbottisce la squadra di centrocampisti, schierandosi con un 3-5-2 piuttosto malleabile, molto mobile, che prevede due sole punte: Papu Gomez, spesso addirittura come unico riferimento, e proprio Ilicic. Un 3-5-2 che diventa 3-6-1 in fase di non possesso, con Gomez isolatissimo, mentre in fase offensiva la dinamica non è mai chiarissima, perché Kurtic si allarga spesso a sinistra, togliendosi spazio con Gomez (abituato per inclinazione a pestare quelle mattonelle).

Sugli esterni il solito enorme affollamento, mentre in mezzo risparmiato Cristante da ruoli di regia puri affidati a un De Roon non meno impreciso. A sinistra Spinazzola è sostituito dal discreto Castagne, mentre al posto di Caldara c’è Palomino che farà una partita molto “maschia” nei confronti di Icardi, col benestare del pessimo arbitro Fabbri. Freuler fuori per squalifica.

L’inizio sembra essere tutto interista e già dal primo minuto emerge la prima indicazione di Spalletti: attaccare la prima ricezione bergamasca sulla fascia, provando l’anticipo. Come abbiamo detto nella preview, Gasperini imposta il 90% del suo gioco tutto con triangoli e rombi sugli esterni per provare a mandare in tilt la metà campo avversaria. Spalletti lo sa e prova la contromossa: quando riesce bene questo anticipo, l’Atalanta non ha gli anticorpi per reagire. E nel primo minuto è già D’Ambrosio a recuperare palla, poi palla tra Candreva-Borja-Candreva con un cross che Palomino devia.

Già nei primi minuti si capisce come sarà buona parte della partita, con l’Atalanta che aggredisce uomo su uomo, con marcature precise anche se non all’antica, con l’uomo francobollato ovunque. Questo consente una certa libertà a Borja Valero che svaria molto, soprattutto a destra quando si scambia posizione con Candreva: fatto più volte, non è parsa una casualità.

A destra l’Inter attacca meglio, anche se D’Ambrosio è meno attivo del solito, mentre a sinistra c’è più disciplina atalantina e Perisic trova davvero poco spazio, oltre ad avere poca voglia e meno brillantezza del solito.

L’Atalanta riparte non appena può, cercando spesso Gomez: nei primi quindici minuti un paio di duelli interessanti con Skriniar, con Gomez che mette in difficoltà l’Ivan Drago nerazzurro senza però mai superarlo davvero.

Partita molto tattica, tanta corsa, piuttosto bloccata nelle occasioni: è una di quelle che si può sbloccare su piazzato o su un errore individuale. E l’Inter nel primo tempo ne commette molti: appoggi sbagliati di Vecino, Gagliardini e Icardi creano ripartenze pericolose. Errore grave, da matita blu, è quello di Santon, in collaborazione con Gagliardini, che sulla destra si perde Hateboer sche riceve da Ilicic (che aveva costretto Miranda a uscire larghissimo alla sua sinistra) su una sovrapposizione interna e si trova quasi a tu per tu con Handanovic defilato sulla destra: il tiro non è complicatissimo ma la parata è comunque importante.

Proprio mentre l’Atalanta sembra prendere più coraggio nel suo pressing, l’Inter trova la combinazione giusta per sbloccarla. Miranda (finalmente!) trova in verticale Borja Valero che di tacco devia quel tanto da far arrivare la palla a Icardi, che vince il duello fisico con Palomino e si trova a inizio area col pallone un filo troppo indietro: il tiro alla destra di Berisha è parato di piede. Grande occasione.

Un minuto dopo l’Inter ha un’altra chance: Borja Valero allarga per Candreva che mette il cross di prima sul primo palo dove Icardi ha rubato il tempo a tutta la difesa atalantina: l’argentino però riesce appena a spizzarla e la palla finisce fuori. Peccato, perché dietro c’era Vecino solissimo.

Così l’Inter si concede un altro spezzone di possesso in più, con i bergamaschi più contratti, salvo poi, attorno al 30esimo, concedere troppo campo e troppo possesso agli uomini di Gasperini (43% milanese il possesso nell’ultimo quarto d’ora): non che si conceda chissà cosa, ma la partita rallenta e l’Atalanta la controlla, con i nerazzurri che corrono molto di più.

Si arriva così al 39esimo, con Candreva che crossa dalla linea dei 25 metri, altro traversone delizioso sul quale però Icardi non arriva di un soffio: si lamenta con Fabbri di una cintura e, effettivamente, non ha torto. Palomino ha letteralmente abbracciato Candreva, ma avendo la furbizia di lasciarlo proprio qualche attimo prima che la palla arrivasse. Se Fabbri è giustificato, Orsato al Var non lo è: non conta quanto sia fisico l’intervento, quanto duri o quanta forza si usi, perché se un difensore impedisce all’attaccante di ricevere palla quello è rigore. Punto.

Lo screenshot a destra è precedente rispetto a quello a sinistra: su Premium persino Cesari dà rigore.

Al 43esimo Perisic si inventa una accelerazione sulla sinistra, supera Toloi, palla in mezzo ma Berisha interviene.

Il primo tempo finisce qui, con pochissime occasioni da entrambe le parti: match molto tattico, Inter in difficoltà in certi frangenti, ma soprattutto manovra che non riesce a essere davvero veloce, aspetto fondamentale per mettere in difficoltà la squadra di Gasperini.

Secondo tempo

A fine primo tempo queste erano state le considerazioni: l’Inter doveva cambiare marcia oppure attendere che l’Atalanta scoppiasse.

La risposta giusta è la prima, perché nel secondo tempo rientra una Inter davvero diversa. Spalletti cambia un po’ la squadra, perché sugli esterni l’Atalanta è sempre in superiorità numerica nonostante formalmente ce ne sia soltanto uno. Nella analisi pre-partita avevamo annunciato la difficoltà, con la susseguente necessità dei centrocampisti di allargarsi e dare una mano:

In questo caso Spalletti sceglie Vecino e Borja Valero per dare un aiuto sugli esterni e cambia la squadra con una sorta di 4-3-3 in fase di non possesso che in attacco cambia un po’, anche perché Valero è davvero molto libero di muoversi come preferisce. A darci conforto nell’interpretazione anche le posizioni medie del secondo tempo:

Spalletti azzecca la mossa giusta, perché l’Atalanta non riesce più a trovare il bandolo della matassa. Da una parte i bergamaschi provano a rallentare i ritmi, dall’altra i nerazzurri cambiano atteggiamento e li alzano, andando più forte in pressione e soprattutto cercando più rapidamente la verticalità.

L’Atalanta non resiste e l’Inter dilaga.

Prima è la combinazione Borja Valero-Perisic a creare un assist per Icardi, solo in mezzo ma il cross è troppo sull’uomo e Icardi riesce solo a direzionare la palla verso Berisha che para.

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Cinque minuti dopo l’Inter sblocca. D’Ambrosio si conquista un calcio di punizione vicino al corner, Candreva lo batte con una pennellata d’autore, Icardi stacca in mezzo in piena solitudine nella marcatura a zona atalantina: il gol è persino troppo facile.

L’Inter prende un po’ più campo, gestisce meglio la palla e dopo 10 minuti Gasperini ammette l’errore e fa uscire un irriconoscibile Ilicic per Petagna. Qualche minuto dopo ha anche l’occasione di pareggiare, ma Gomez spara alto.

Al 59esimo Spalletti urla un “vai vai vai” a Icardi e compagni per alzare il pressing. La scena è questa:

Quando Palomino prova a lanciare sull’esterno, D’Ambrosio sa esattamente cosa fare: attaccare la prima ricezione sull’esterno. E quando conquista palla, l’Inter è persino in superiorità, con l’Atalanta sbilanciata in questa transizione:

D’Ambrosio si trova così contro Masiello e, nell’evoluzione dell’azione, preziosissimo l’apporto di Candreva che “tira via” Castagne (dal fuoco: perdonate, ma non ho resistito) che avrebbe raddoppiato su D’Ambrosio.

Abbiamo parlato di Icardi molte volte, gli abbiamo dedicato anche una “puntata tattica speciale” parlando di alcune sue abitudini deleterie, della sua tendenza a stare troppo sui centrali difensivi, a non avere voglia (si tratta di voglia, perché ne è capace) di crearsi lo spazio… ebbene, proprio mentre D’Ambrosio si prepara per il cross, Icardi fa la cosa giusta, ovvero rallenta la corsa, guarda l’avversario e poi il compagno, scattando proprio nel momento più opportuno: questo gli consente di potere scegliere la direzione, di potere attaccare lo spazio, di non avere l’avversario addosso e di potergli prendere il tempo. Insomma, di sfruttare al massimo le sue capacità.

Per Gasperini è sufficiente e ammaina la bandiera corsara e issa quella bianca della resa: fuori Gomez e dentro Orsolini… come anticipato, la partita contro l’Everton, benché la qualificazione sembri una formalità, non vuole essere sottovalutata ed è considerata anche una partita di grande prestigio.

La sostituzione, però, paradossalmente libera l’Atalanta che conquista anche della fiducia. È proprio Orsolini, che opera sulla destra, a farsi trovare libero sul lato debole uno contro uno su Santon, mentre Hateboer lo accompagna in sovrapposizione. Piccola incomprensione tra Santon e Miranda (l’unico vero errorino della sua partita), palla in mezzo a Petagna, dimenticato da Skriniar, che riesce a superare lo slovacco lanciandosi verso Handanovic: il portiere sloveno, però, si mostra impavido e si lancia sui piedi di Petagna, occasione sventata.

Sullo sviluppo dell’azione c’è Cristante che la rimette in mezzo e ci sono Petagna e Orsolini soli davanti a Skriniar: il secondo non riesce a deviare, il primo viene leggermente spinto da Skriniar, ma sembra accentuare di molto la caduta.

C’è poi il tempo per vedere di nuovo il cambio meno comprensibile dell’Inter, ovvero fuori Candreva e dentro Brozovic, con il croato che non si capisce né cosa debba fare in campo né cosa voglia fare, con il solito atteggiamento indisponente e senza voglia. Poi un paio di occasioni sui piedi e sulla testa di De Roon, ma nulla di incontrollabile per l’Inter.

La partita si chiude giusto il tempo di vedere Eder in campo e quattro minuti di recupero.

Conclusioni

Dal punto di vista individuale, ancora una volta evidenziata la centralità e l’importanza di Borja Valero, al di là di alcune imprecisioni e di alcune difficoltà in certe fasi di gioco dove servirebbe più rapidità. La sua centralità è evidenziata anche dalla passmap dell’account 11tegen11 di Twitter:

L’Atalanta, invece, conferma quanto avevamo preannunciato: gioco quasi esclusivamente sulle fasce, gioco di triangoli e rombi, centro lasciato spesso volutamente vuoto:

 

Una partita molto tattica, piuttosto bloccata, in cui l’Atalanta per 50 minuti ha fatto il diavolo a 4 per impedire che l’Inter sviluppasse il suo gioco. L’Atalanta non solo ha corso tantissimo, ma ha fatto correre l’Inter come nessuna altra squadra in campionato. Da questo punto di vista la partita è stata addirittura folle per ritmo e quantità di corsa e forse troppi tifosi nerazzurri hanno sottovalutato la quantità e la qualità della corsa degli atalantini.

Ci vengono i soccorso i numeri della Lega Serie A. Questa è la media dei km percorsi da ogni squadra: come potete vedere, Inter e Atalanta sono le prime due squadre per media (dato aggiornato a stanotte, con Inter-Atalanta già giocata).

Questo è il dato che viene fuori dal match di ieri:

Se la media è di 111 km per squadra, l’Inter ha corso per 118km e l’Atalanta per 115,7! Non solo si tratta di dato insolito, ma è chiaramente una rarità all’interno di un campionato.

E se ci eravamo stupiti del fatto che Vecino avesse superato i 13km in una delle partite precedenti, stavolta sono ben 2 i nerazzurri sopra il muro dei 13: Vecino e Gagliardini, con gli altri tre

Per comprendere, questo è quello che viene fuori da Sampdoria-Juventus:

Nel secondo tempo Spalletti ha tolto le due armi preferite da Gasperini: la corsa e il predominio sulle fasce. Per la prima, ha chiesto ai suoi di accelerare le giocate, di cercare di più la transizione, di non dare tempo all’Atalanta di risistemarsi e metterla sul piano dell’uno contro uno. Per la seconda, ha arretrato Borja Valero, si è disposto con un 4-3-3 in grado di ripristinare i confronti numerici sulle fasce e al tempo stesso di alzare il pressing. Se rivediamo il fermo immagine dell’azione in cui D’Ambrosio recupera palla per il secondo gol di Icardi, è apprezzabile notare la posizione di Borga Valero e di Vecino (è quello dietro Candreva) che consentono una migliore occupazione degli spazi.

Insomma, una reazione dal punto di vista tattico che ha smontato l’arma confezionata da Gasperini, che ad un certo punto ha preferito non rischiare nulla in ottica Europa League. È uno dei rischi che corre un campionato così sbilanciato come questa Serie A: l’Atalanta è a +7 dalla zona salvezza e in basso ci sono, oltre al Benevento già di fatto spacciato (per salvarsi dovrebbe fare 1,6 punti a partita da qui alla fine, un ritmo che varrebbe 60 punti su 38 giornate) ci sono altre 6 squadre che non sembrano potere emergere nell’immediato, o almeno non tutte e 6 contemporaneamente.

Pertanto, Torino, Fiorentina, Chievo, Atalanta, Cagliari e Bologna, più una o due che emergeranno dal fondo, potranno diventare, tra dicembre e febbraio, degli avversari meno temibili di quanto potrebbero esserlo normalmente, anche perché è venuta fuori questa bellissima Sampdoria che potrebbe fagocitare tutta la residua attenzione verso un posto nelle coppe.

Anche se, nel caso specifico, per quasi un’ora si è trattata di una partita vera, verissima, che ha visto l’Inter più impegnata rispetto ad altre partite, con un avversario concentrato e con grandissima applicazione individuale, collettiva e tattica.

Per l’Inter era una vittoria fondamentale che non poteva e non doveva sfuggire: troppo importante approfittare dello stallo di 3 avversari diretti (contando ancora, benevolmente, il Milan), soprattutto allungare sulla Lazio, oggi a -5 con una partita in meno.

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Sarà un campionato duro, impegnativo, dove saranno fondamentali molti dettagli. Ma con questo Spalletti, così ben dentro la realtà nerazzurra, il tifoso interista può affrontare tutto con una serenità imprevista e imprevedibile.

L’impressione è che sia talmente calato nella dimensione interista da non essere lì per caso, che ci abbia studiati per molto tempo, che avesse l’ambizione di essere qui, di conoscere l’ambiente interista nei meandri, nel profondo. Sa toccare le corde giuste, fino ad ora nessuna parola fuori posto, molto bravo sia con i calciatori sia con i tifosi. Per l’Inter era proprio quello che mancava: un allenatore appassionato, voglioso di sposare la causa, consapevole di pregi e difetti dell’ambiente, conscio di quanto e come si può incidere anche soltanto con le parole, oltre che con la preparazione tattica.

La partita contro l’Atalanta la vince sostanzialmente lui.

Tabellino

INTER-ATALANTA 2-0
(primo tempo 0-0)
MARCATORI: Icardi al 6′ e al 15′ s.t.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Santon; Vecino, Gagliardini; Candreva (dal 27’ s.t. Brozovic), B. Valero (dal 38’ s.t. Joao Mario), Perisic; Icardi (dal 45’ s.t. Eder). (Padelli, Berni, Cancelo, Ranocchia, Karamoh, Dalbert, Nagatomo, Pinamonti). All. Spalletti.
ATALANTA (3-5-2): Berisha; Toloi (dal 32’ s.t. Haas), Palomino, Masiello; Hateboer, Cristante, De Roon, Castagne; Ilicic (dal 10’ s.t. Petagna), Gomez (dal 22’ s.t. Orsolini), Kurtic. (Gollini, Rossi, Gosens, Cornelius, Vido, Melegoni, Mancini, Schmidt, Bastoni). All. Gasperini.
ARBITRO: Fabbri di Ravenna.
SANZIONI: Palomino e Kurtic per gioco scorretto.
  • Giovanni Lievi

    da notare pure sul primo gol. icardi (marcato a uomo) finge di andare sul primo palo, taglia verso il secondo e poi fa sbattere il bergamasco contro skriniar trovando un blocco perfetto (col marcatore di skriniar, già in ritardo sul taglio dello slovacco, che non riesce a “cambiare” al volo). un terzo orobico tenta un intervento disperato ma maurito colpisce una palla troppo ghiotta per sbagliare.

    sul secondo bravo icardi ma quanto sono fessi a dare la schiena a un attaccante, guardando solo la palla?

    • MATRIX61

      Non sono mica tutti bravi come bonucci e chiellini, qualcuno sbaglia ogni tanto.

    • Alberto Di Vita

      Credo sia uno schema

    • coachanzai

      ottima descrizione, e precisa. Secondo me tu ne sai di basket…(blocco, triangolo difensivo…). Complimenti

      • Giovanni Lievi

        complimenti per il nick di un manga leggendario, comunque sì mastico parecchio basket

        • coachanzai

          rinnovo i complimenti a te. Il calcio potrebbe trovare ancora molti spunti dal basket… il mio nick non è altro che la rappresentazione di una mera realtà essendo un sessantenne che per quasi 40 anni ha fatto (a tempo perso) il coach di basket… tante belle cose a te

  • Viktor85 (WaitingForGodot)

    …l’unico risultato (delle avversarie) veramente buono per noi è stata la sconfitta dei gobbi, mentre, essendo scontata la sconfitta del bbilan in quel di Napoli, per noi sarebbe stato meglio che il derby delle romane fosse finito in parità… #opinions …. x il resto …Maurito ICARDI : è un animale da area di rigore…cerchiamo di sfruttarlo per quello, anche perché, se lui fa certi movimenti, 9 su 10 in area non ci arriva tempestivamente nessuno dei nostri, per cui la manovra subisce un evidente rallentamento….

    • Alberto Di Vita

      il concetto è che prima rimani in 4 e meglio è. La Roma è attrezzata per correre nel lungo periodo, la Lazio no. La Roma rischia già agli ottavi di uscire, non sappiamo chi incontrerà… poi magari vince la Champions, chissà, ma intanto la Lazio ha di certo un cammino più facile e può fare più strada in Europa

      • mordecai

        A sentire alcuni miei amici romanisti, spalletti infame, di francesco guardiola, inter non ha “”””” gioco””””, scudetto ci siamo e la champions vedremo…
        Ora, perché I romanisti se la sentono così tanto mi chiedo, ma ce l’hanno nel dna di essere così sboroni?
        Che ok, difra sta facendo benissimo, ma avrei voluto vederlo l’hanno scorso a mettere totti in panchina o in tribuna; non durava una settimana

  • Arturo

    Con questi giocatori meglio il 4-3-3 visto che non abbiamo un vero trequartista. Gagliardini mediano davanti alla difesa e due centrali (mezzali) di centrocampo, uno più regista (Borja Valero) e uno più bravo negli inserimenti e nel tiro (Vecino). Poi se a gennaio decidessero di comprare uno come Pastore (se Joao Mario e Brozovic dovessero continuare così) potremmo giocare 4-2-3-1. Anche De Boer voleva giocare 4-3-3, ma non ha avuto il tempo e aveva Medel invece di Gagliardini. Il modulo si deve adattare ai giocatori e Spalletti nel secondo tempo ha fatto la scelta giusta.

    • Giovanni Lievi

      confermo mi è piaciuto l’adattamento in corsa al 433 (che per me per gli uomini a disposizione è lo schema più adatto per i nostri).

      ho dei dubbi su pastore trequartista, non lo vedo da parecchi anni ma mi sembra che sia diventato più un centrocampista che non il trequartista, quasi seconda punta che ammiravamo a palermo

    • Alberto Di Vita

      il nostro 4-3-3 però ha bisogno di un attaccante in più… se lo esplora, Eder giocherà di più

  • MATRIX61

    MATRIX61 3 hours ago
    Ottima rivisitazione, come sempre del resto,e voti che direi rispecchiano quanto visto in campo. C’è anche da dire che il papu gomez è un brutto cliente per tutte le difese e ieri invece è stato contenuto bene tanto che alla fine è stato sostituito. Per Santon, ieri si vedeva moltissimo la “ruggine” e forse anche la mancanza di intesa con Perisic, forse un pò stanco dopo le nazionali. Bisogna ammettere anche che ieri, l’atalanta, nel primo tempo correva compatta a raddoppiare su tutti impedendo qualsiasi passaggio facile, cosa che nel secondo tempo ha però portato ad una condizione fisica indebolita che ha permesso ai nostri di emergere fisicamente nella partita, pur con qualche difficoltà di costruzione nella manovra. L’unica cosa che mi imbestialisce è l’atteggiamento di brozovic, indisponente e scazzato, come se fosse li a fare un pò di jogging. Nulla a che vedere con Eder che solo per l’atteggiamento meriterebbe sette ogni volta che entra. Sinceramente non so se sia recuperabile, mi sa che ci vorrebbe il metodo Materazzi come incentivo alla sua voglia di stare in campo.

    • Arturo

      Brozovic con la Croazia ha giocato alla grande, idem Kondogbia con il Valencia. Poi all’Inter giocano con questo tipo di atteggiamento.

  • Felice Nicola

    Ciò che vorrei chiedere a spalletti:
    Più importante skriniar o icardi ??

    A che punto siamo con la costruzione della squadra ?

    • Davide

      Secondo me più importante Skriniar.
      Regola numero uno: non prenderle.
      Fortunatamente li abbiamo entrambi.

      • Alberto Di Vita

        condivido

  • Augusto Carta

    Dopo un anno di assenza più o meno ingiustificata, finalmente si è rivisto un Miranda a buoni livelli. E lo stesso Santon non se l’è cavata male considerando che non giocava da un paio di secoli. Next step: far riguadagnare a Gagliardini precisione nei passaggi….

    • Alberto Di Vita

      Secondo me Gagliardini piazzato in mezzo può fare bene

  • Effepuntomucci

    Noto che freudianamente non hai (mi permetto la confidenza…tra interisti) nemmeno accennato a Joao Mario. Anche per te è già altrove ?

    • Davide

      prima di Joao Mario sarebbe il caso di impacchettare Brozovic che, mi sembra evidente, si sente corpo estraneo in questa squadra.

      • MATRIX61

        Mettere anche un bel fiocco sul pacco e alla svelta, il mal di pancia potrebbe essere contagioso. Per come entra in campo, io metterei uno Zaniolo visto bene in estate e di sicuro con più voglia di lottare.

    • Alberto Di Vita

      perché non ha fatto davvero nulla…

  • david

    Scusa Alberto, mi permetto di divagare.
    Cosa ne pensi delle dichiarazioni di Tavecchio?
    Io qualche dubbio ce l’ho, specialmente sapendo che alla dirigenza juve non è mai stato tanto simpatico.

    • Alberto Di Vita

      ne parleremo a parte

  • Fabio

    Ieri mi è piaciuto tantissimo il secondo tempo di Borja Valero; mi ha impressionato per la sua intelligenza, soprattutto quando copriva le avanzate degli altri 2 centrocampisti, andando a coprire lo spazio lasciato libero a centrocampo. E’ un giocatore preziosissimo e davvero intelligente ed è per questo che Brozovic e Joao Mario difficilmente possono togliergli il posto, dato che intelligenza e voglia non sono proprio le loro 2 migliori qualità.

    Il secondo gol di Icardi, invece, è stato un piccolo capolavoro… a vedere solamente la conclusione può sembrare un gol facile, ma il movimento che fa per liberarsi è qualcosa di eccezionale secondo me.

    Finalmente si vedono gioco e idee, cose che negli ultimi anni sono mancate tantissimo e, anche senza avere campionai a centrocampo, riusciamo a fare il nostro gioco con tutti, questo è davvero importante.

  • Flat back four

    Comunque stiamo incensando Spalletti per un miglioramento che, sì, c’è, ma è minimo.
    L’Inter sta viaggiando a 2,5 punti a partita di media.
    Ora, lo scorso anno nelle 13 partite giocate senza Medel viaggiavamo a 2,3 punti a partita (identico dato nel 2015/16)
    Quindi bravo Spalletti, un piccolo incremento, ma non esageriamo. La mossa decisiva è stata un’altra

    • alan4367

      In quelle 13 partite abbiamo giocato con squadre medio-piccole. Appena abbiamo incontrato squadre più toste siamo crollati.
      Ad oggi abbiamo fatto quella media punti incontrando Roma, Fiorentina, Milan, Napoli e ci metto pure Sampdoria ed Atalanta. Come scontri diretti abbiamo soltanto le merde e la Lazio.

      Mi sembra un po’ diversa come situazione…

      • mordecai

        In effetti avevamo uno score con chi ci precedeva, simile al milan di questo anno.
        Ovviamente non occupavamo il 7 posto come lo fa oggi il milan; ci vuole classe ed eleganza per quello

    • Giovanni Lievi

      da tessera 2 del club #medelout, mi permetto di dire che la squadra allora non mi dava le sensazioni che fino ad oggi mi da questa.
      la partenza di medel è stata proteina pura? sicuro. merito dei nuovi arrivi,senza dubbio , ma sono stati messi in campo bene dal pelato di certaldo.

      lucianone potrà non aver migliorato troppo dal punto di vista statistico, ma dal punto di vista dell’ambiente rispetto alle ultime minestre fredde sembra di essere passati al grand hotel. innegabile,inoltre che la squadra abbia ben altra tenuta mentale, più concentrazione, più cattttttiveria (paolo di canio cit.), più sincronismi di squadra. che si tenga la barra dritta e attenti alla pausa nostra storica nemica

      • Flat back four

        d’accordo, benissimo
        ma quello che volevo dire (ok, alan, fai conto che sia una risposta anche al tuo intervento) il paragone da fare è quello, cioè squadra senza medel con squadra senza medel.
        siamo migliorati? fantastico. ma l’acquisto top è stato quello.

        • alan4367

          Diciamo che l’anno scorso se avessimo giocato sempre senza Medel avremmo fatto più punti, a prescindere.

          • Alberto Di Vita

            inevitabile

        • Giovanni Lievi

          diciamo che lo scambio medel skriniar ci ha dato un boost che nemmeno il più inguaribile degli ottimisti…

    • Davide

      lungi da me difendere Medel, ma onestamente in panca come centrale di riserva non sarebbe stato così malaccio. Ovvio che se lo metti a centrocampo a smistare palloni qualche problema si viene a creare…

      • Alberto Di Vita

        Non diciamo eresie eh
        In difesa è stato un disastro tattico di dimensioni ciclopiche

        • mordecai

          E e la domanda di noi interisti è: ma come è possibile che il cile con medel titolare abbia vinto due coppe america?
          Tu sai una risposta? perché io non me ne capacito

          • Giovanni Lievi

            a parte che quest’anno se i mondiali se li guarda con buffon, quindi così forti non sono.
            in ogni caso se accetti di difendere basso contro squadre senza punti fisicamente forti medel può starci.
            contro attaccanti fisicamente solidi e volendo difendere alti no.

    • Alberto Di Vita

      giochiamo in maniera diversa, la squadra ha un’altra testa, un altro atteggiamento.
      E poi, vuoi mettere?, è certo un pregio avere sposato la causa: se avessimo preso Skriniar, Vecino e Borja a Mancini si sarebbe dimesso il giorno prima…

  • FC

    Vittoria importantissima, dopo un brutto pareggio che rischiava di minare la fiducia dei giocatori. Bellissima l’analisi tattica, a dimostrazione che Lusciano sa il fatto suo nel preparare le partite (poi ci sono i soliti cambi surrealisti, ma va bè, ormai ho perso le speranze di vedere i nuovi acquisti). Il recupero della difesa è davvero impressionante, se riusciamo ad acquistare un buon centrocampista a gennaio (e non un centrale) possiamo reggere un buon ritmo fino a fine campionato.
    Cmq sarà difficile fare i titoli sui giornali: “Inter Icardi-dipendente, ma anche appesa a Dambrosio, ma anche a Miranda, ma anche a Handanovic, che segna solo su punizione e favorita da Orsato al VAR” potrebbe andare.

    PS Ottima prestazione del Milan che consolida il 7° posto in solitaria

  • RanieroB

    3 osservazioni:
    – per il telecronista di Sky l’Atalanta aveva la testa alla coppa. L’Inter non vince MAI meritatamente;
    – Cesari ‘dà’ rigore all’Inter solo quando ha comunque vinto;
    – classifica pericolosissima, con i posti in Europa già assegnati (da stabilire solo chi in CL e chi in EL). Le altre possono fare giganteschi biscotti, o banalmente vendersi partite e scambiarsi favori. A meno che dietro alla Sampdoria non si trasformi tutto in una gigantesca lotta per salvarsi (14 squadre in solo 10 punti, tra il Milan settimo e il Genoa terzultimo).

  • Christian

    Vittoria importante, ma mi chiedo perché ora qualcuno (Moratti in testa) comincia a parlare di scudetto quando dopo la partita con il Torino dove abbiamo prodotto 16 tiri contro i 7 di domenica era una valle di lacrime? Perché alzare la pressione su un gruppo che sta facendo bene ma che se non dà il 100 per cento soffre?
    Il lavoro di Spalletti lo si vede soprattutto su Perisic: lo scorso anno queste partite sarebbero state da 4, ora invece dá una grande mano in copertura e in aiuto alla squadra che riscatta la prestazione. Se Lucianone riuscisse a fare la stessa cosa su Brozo sarebbe un miracolo.
    È preoccupante che dietro ai cc titolari ci siano due da potenzialità enormi ma su cui puoi contare poco.
    Un’ultima considerazione sul teatrino Figc: squallida e tipicamente italiana questa gara a scaricare su altri le responsabilità con al culmine il buon (si fa per dire) Lippi. Il bello è che, come ha detto ieri Tavecchio, se anche per fattore c fossimo andati al Mondiale tutto sarebbe andato a posto, come se il movimento non avesse problemi prima e dopo e come se bastasse cambiare Ct e presidente (che hanno le loro grandissime colpe sia chiaro) per portarci al livello di Spagna o Germania.

    • Giovanni Lievi

      perchè il buon tav è stato fatto fuori per una questione meramente politica. la sconfitta della nazionale è il casus belli.
      ci hanno provato a farlo fuori dopo l’uscita delle banane e le componenti del consiglio lo hanno sorretto.
      ha finito il mandato e nonostante la volate dei giornalisti a qualsiasi altro candidato da buon ex dc ha accontentato tutti gli aventi diritti in consiglio( e nessuno ma vabbè) e si è fatto rieleggere
      adesso ha tentato di temporeggiare aspettando l’elezione dei presidenti di lega a e lega b (in b sarebbe salito un suo candidato, e di lotito), per lega a la situazione era più fluida.
      facendo una conta virtuale dei voti a ieri: arbitri astenuti, lega a b non votanti (entrambe commissiariate), lega pro (contro tavecchio), asso calciatori (contro tavecchio), asso allenatori (ulivieri con tavecchio, ma il comunista con il rolex sta subendo pressioni fortissime dagli allenatori, vedi cazziatoni di allegri, gasperini e non ultimo spalletti) e per salvarsi il sedere facile che lo abbia bidonato pure lui, gli restavano i dilettanti che pensava fossero un suo feudo.
      malagò nel weekend confeziona il tradimento dei dilettanti e il buon tav è rimasto solo. e per non cadere in mano al nemico, si è dimesso
      detta così sembro un difensore di tavecchio ma semplicemente le compenenti che lo appoggiavano più per convenienza che per convinzione hanno reputato più conveniente buttarlo giù dalla torre

      • maigobbo

        l’ho già scritto in un altro post a proposito delle dimissionei di Tav: tutti quei giornali prezzolati uniti a massacrarlo mi ha dato molto da pensare e sento un certo fetore di marciume…che sia la vendetta del’onorata famiglia, per aver introdotto la Goal line e il Var? Se poi si pensa che ventura pare l’abbia scelto lippi…

        • Giovanni Lievi

          vero che giuve e riomma sono stati anti tavecchio alle ultime elezioni (poi bisogna vedere perchè in cabina dio ti vede e stalin no). il buon tav ha supportato fortemente la cristillin e uva per entrare nelle stanze del potere di fifa e uefa. e la cristillin si sa bene a quale parrocchia appartenga….
          vero che tavecchio aveva il sostegno di lotito ( che in lega lotta constatemente contro agnelli) però come cosa mi sembra forzata
          io credo più semplicemente che malagò sia il vero mandante ideologico, il grande burattinaio. ha trovato una sponda perfetta nei giornali, facendo pure leva sulla pancia della gente. la mano degli ovini non la vedo. poi oh libero di sbagliare

          • MATRIX61

            Si ma io ricordo, se non erro, un incontro in un bar tra il tav e uno degli ovini di cui si parlò abbastanza (erano in ballo richieste di indennizzi per calciopoli) e da allora ci fu un cambiamento di policy improvvisa da parte del tav stesso che trovò anche l’appoggio della rube.Comunque vedremo più avanti i prossimi eventi.

  • Francesco Ferrara

    come sempre un piacere da leggere questi articoli.
    icardi che si ferma e poi riprende a correre sul gol è una perla as-so-lu-ta.
    io continuo ad avere due perplessità:
    la prima, non sarà un gioco un pò troppo dispendioso?
    la seconda, perchè nonostante le evidenze fa ancora giocare brozovic? giro la domanda: come mai brozovic è l’unico che non sia migliorato (almeno di testa!) tra tutti quelli in rosa? ps. santo spalletti ma il cambio con candreva non l’ho capito.

  • scanziani2001

    Bellissima partita tra spalletti e gasp, che però ha commesso l’errore contrario allo scorso anno. Se l’è sì giocata, stando molto più coperto, ma senza mettere petagna che ci ha messo in seria difficoltà quando è entrato. Due o tre cose… Toloi cristante e petagna. Questi tre a completare la rosa mi andrebbero benissimo. Mi è piaciuto molto orsolini. Sfilarlo ai delinquenti sarebbe fantastico. Il cambio di tattica di spalletti per me è avvenuto verso la mezz’ora del primo tempo. E da lì, fino all’ingresso di petagna, abbiamo controllato la partita.