Cagliari-Inter 1-3: un’altra gara #SenzaTregua

Il Napoli ha appena cominciato a giocare e, almeno fino alle 16:45, l’Inter di Luciano Spalletti rimarrà prima in classifica.

Finché si è trattato di una apparizione fugace e estemporanea, la cosa aveva un che di particolarmente piacevole e sorprendente. In questo campionato, però, i nerazzurri sembrano non voler “mollare l’osso” e stanno procedendo spediti come non mai. Benché adesso arrivi un discretamente sorprendente Chievo (a 20 punti, largamente avanti rispetto alla zona retrocessione, che quest’anno dovrebbe essere ancora più bassa) da affrontare senza Miranda e Gagliardini, probabilmente anche senza Vecino; benché nella settimana successiva al Chievo c’è il big match contro la Juventus, che potrebbe dare una poderosa svolta, in un senso o nell’altro, all’intera Serie A; benché lo stato di forma sembri in leggero calo… ecco, l’Inter prima in classifica non sembra più una casualità.

Anzi.

L’impressione avuta finora è di una squadra che c’è arrivata con merito. A qualcuno, forse troppo distratto da resoconti non sempre veritieri, potrà sembrare che si sia trattato di fortuna in qualche caso, visto che ci si è sprecati con San Palo, San Handanovic, San Icardi etc… ma in realtà questa squadra sta mostrando serenità e maturità inattese e più che sorprendenti dopo quel che abbiamo visto la stagione scorsa.

esthia immmobiliareLa partita contro il Cagliari non fa eccezione. L’Inter, in questo campionato, ha generalmente avuto il controllo della palla, fatta eccezione per le partite contro il Napoli, perché hanno controllato di più i partenopei, Milan e Atalanta, soprattutto perché il vantaggio ha consentito una gestione della partita più accorta. Dal punto di vista dei tiri, invece, oltre a Milan e Napoli, aveva ceduto lo scettro in partita soltanto a Crotone e Bologna: lo ha fatto anche contro il Cagliari.

Nella prima mezz’ora di sofferenza, il Cagliari ha avuto un maggior possesso palla: poi l’Inter ha sistemato le cose e rallentato il gioco, lasciando ai rossoblu davvero le briciole da questo punto di vista. Ma aver tirato meno dell’avversario in porta e avere sofferto nella costruzione del gioco ha ricordato, nel primo tempo, prestazioni come quelle contro il Bologna e il Crotone, in cui si sono ripetuti alcuni problemi, soprattutto per quanto riguarda la gestione del pallone nei momenti di difficoltà, e in particolar modo con Gagliardini che ieri si è reso protagonista di molte scelte sbagliate in impostazione: rivedendola, toglierei mezzo punto alla pagella di ieri.

L’arbitro

Qui si apre un capitolo a parte, che credo sia necessario anche per comprendere l’andamento delle partite. Chi ci segue sa già che abbiamo parlato più di una volta dell’importanza di un arbitro all’interno della partita, non soltanto per quanto riguarda le grandi decisioni, rigore o non rigore, ma soprattutto per quello che si chiama “andamento del match”. Ne abbiamo parlato più diffusamente in questo articolo, ma proviamo a tirare fuori alcuni concetti necessari.

Quanto conta un arbitro e l’opportunismo delle lagnanze

Quante volte avete sentito parlare di “inerzia del match“? Quante volte avete sentito un cronista parlare di “grande attaccante, ha difeso la palla e ha consentito alla sua squadra di rifiatare“? Quante volte avete sentito “si conquista un fallo importante per allentare la tensione e far salire la squadra“?

Le partite di calcio hanno degli andamenti che vengono decisi da molti fattori e spesso basta un solo episodio per far cambiare quella che prima abbiamo chiamato “inerzia del match”, ovvero la direzione assunta dalla partita con una squadra che, magari sotto l’effetto dell’entusiasmo, attacca di più e meglio. Ricordate l’analisi pre-partita di Inter-Atalanta? In quella situazione avevo scritto questo concetto specifico: mai dare fiducia al pressing bergamasco. Perché questo tipicamente cambia le inerzie delle gare di Gasperini.

A questo punto entra in gioco un altro fattore: il metro arbitrale, Vi riporto una sezione di quanto scritto nell’articolo citato in precedenza.

Che cosa è? Non è una idea astratta, se è vero, come è vero, che sul “metro arbitrale” c’è un’intera sezione relativa al rapporto arbitrale sulle conduzioni di gara. Per farvi capire, prendo un esempio della Federazione Italiana Pallacanestro:

  1. Si misura la capacità dell’arbitro di avere un approccio consistente alla gara fin da subito e mantenere un metro coerente al gioco sia nel suo complesso (metro) che in relazione alle singole situazioni tecniche (giudizio), il più uniforme possibile per tutto l’arco della gara.
  2. Un metro ondivago non motivato da cambiamenti di intensità del gioco, o mutamento di atteggiamento tecnico tattico, da parte delle squadre deve essere considerato con maggiore severità rispetto ad un metro che può essere fiscale o tollerante ma costante per tutto l’arco della gara. 
  3. La capacità o meno di mantenere un metro uniforme si traduce in una maggiore o minore credibilità dell’operato arbitrale. 
  4. Necessità di individuare la differenza tra un metro arbitrale accettato (anche sbagliato) e/o accettabile (tecnicamente corretto)

Parlare del punto 5 sarebbe molto, molto lungo e prenderebbe in considerazione tante cose: ma quantomeno fissate le parole relative a un “metro arbitrale accettato, anche sbagliato”.

Vedete, il “metro arbitrale” non è qualcosa che si inventa da un minuto all’altro, non è qualcosa che si condiziona con l’ambiente e non cambia solo perché è una giornata storta e hai litigato con tua moglie. È bene chiarire subito che il metro arbitrale è qualcosa di deciso a tavolino, perché le partite vengono preparate prima, gli arbitri vengono indirizzati, studiano le squadre esattamente come fanno gli allenatori e i calciatori. Un arbitro non sta un’intera settimana sul divano, poi arriva a San Siro o all’Olimpico entra in campo, guarda i suoi colleghi e dice “oh, ma adesso come facciamo? Gialli da subito o vediamo come va?”. Più facile che dica “Chiellini fa spesso fallo da dietro entro i due minuti, occhio perché in caso mettiamo subito le cose in chiaro con un giallo” (no, scusate: questa è fantascienza).

Insomma, rimandandovi a una più esaustiva trattazione all’articolo dell’ottobre scorso, il concetto è che l’arbitro sa perfettamente che partita vuole fare, almeno inizialmente.

Appare chiaro che Pairetto è entrato in partita con l’atteggiamento programmatico di “lasciare correre molto“, come si usa dire in gergo. E già dopo due minuti c’è stato un episodio che ha dato a tutti chiara misura del metro arbitrale: contropiede dell’Inter, Icardi sgambettato in contropiede da Ceppitelli, l’arbitro ammonisce solo verbalmente quando è chiaro che la fattispecie è da giallo netto e senza discussioni.

Nella azione successiva che vede protagonisti Icardi e Ceppitelli, l’arbitro lascia correre il continuo aggrapparsi del difensore del Cagliari sull’argentino. Da quel momento in poi, Ceppitelli si è sentito “autorizzato” a quel genere di gioco, molto fisico, ben oltre i limiti del regolamento… al punto che nel secondo tempo ha dovuto fare 4 o 5 falli consecutivi prima di vedersi fischiare l’infrazione.

Perché tutta questa tiritera sul metro arbitrale, sulle inerzie e su Pairetto?

Perché l’Inter nei primi 20 minuti ha sofferto molto, ma una parte di questa sofferenza è dovuta all‘impossibilità di avere uno sfogo alternativo al controllo palla, ovvero quelle azioni che consentono alla squadra di “respirare“, come si dice in gergo, spezzare il ritmo dell’avversario, “salire”, guadagnare campo. Quando provo a spiegare il “metro arbitrale” inquadro sempre lo scontro che lo definisce, per eccellenza: centravanti e difensore centrale. Perché sono sempre a contatto, sono costantemente sotto lo sguardo in fattispecie ripetute molte volte in una partita.

Ecco, contro Atalanta e Cagliari, l’Inter non è riuscita a spezzare parte dei monologhi avversari anche a causa di un metro arbitrale piuttosto discutibile, che ha consentito a Palomino prima e poi a Ceppitelli di utilizzare ogni mezzo, lecito e meno lecito, per impedire all’Inter di “appoggiarsi su Icardi”, come si dice in gergo. Il tutto senza decisioni clamorosissime, ma per spostare le inerzie di un incontro basta davvero poco.

Sarebbe ingiusto dire che il motivo sta tutto qui e non è mia intenzione affermare una cosa del genere. Il Cagliari ha fatto 20-25 minuti di grandissima intensità, anche a costo di subire lo scotto della fatica nel secondo tempo. Ma, inevitabilmente, avere il vantaggio di un metro che ha (più che) “lasciato correre” ha agevolato il ritmo indiavolato dei primi minuti, al quale l’Inter non ha saputo opporre molta resistenza: neanche con le situazioni d’emergenza, come la ricerca dell’attaccante che protegge palla e dà respiro…

La partita (in breve)

Inutile dilungarci molto sulla partita, visto che ne avrete lette di cotte e di crude.

Il Cagliari, come già detto, è partito fortissimo e ha aggredito molto in alto, con un baricentro davvero molto alto: a fine partita il Cagliari è arrivato alla soglia dei 53 metri, l’Inter sotto i 50. I motivi sembrano piuttosto chiari.

Da una parte, si rende molto più difficile il possesso palla nerazzurro, costringendo più i difensori a impostare e impedendo che la palla arrivi ai centrocampisti con facilità. A soffrirne è Vecino, che tocca metà dei palloni, ma anche Gagliardini, costretto a gestire palloni scottanti senza avere la qualità per farlo: in questi casi sarebbe più naturale partire con Borja Valero accanto a Vecino.

Dall’altra, l’Inter non ha un uomo di fantasia e ha dimostrato di patire un po’ le difese schierate. Credo che alcune squadre di minor qualità, e in special modo Atalanta e Cagliari, abbiano forzato nei primi minuti perché consapevoli che un eventuale vantaggio avrebbe dato molto più filo da torcere a una Inter costretta a recuperare.  Si tratta chiaramente di una congettura, ma se fossi un allenatore avversario sarebbe la mia prima scelta.

Il centrocampo dell’Inter è schierato a 2, con Borja Valero impegnato nel primo pressing in fase di non possesso, e libero di svariare in fase di possesso. Spalletti nel primo tempo ha provato a porre rimedio alla superiorità numerica avversaria in mezzo al campo, situazioni in cui il Cagliari aveva congegnato bene il meccanismo, con soprattutto due uomini (Joao Pedro e Barella) a fare l’elastico tra centrocampo e attacco , concentrandosi molto, almeno inizialmente sulla sinistra dell’Inter, da dove sono state generate le azioni più pericolose: anche se l’uomo davvero in più è stato Ionita, con tanti interventi importanti a disturbare la manovra interista. Spalletti ha reagito con un 3-5-1-1 insolito che la grafica della Lega Serie A descrive meglio delle parole:

Negli effetti, Santon ha giocato un po’ più alto di quanto graficamente riportato e Perisic un po’ più centrale. Il problema è che il 4-2-3-1 sembra ormai il vestito di questa squadra e, soprattutto nelle ripartenze, le distanze erano spesso sbagliate. Sul finire del primo tempo questo atteggiamento tattico è mutato, con Perisic che dava una mano molto più centrale, consentendo a Vecino di alzarsi in pressing con più frequenza (Candreva rimaneva più basso), lasciando Gagliardini a presidiare il centro e Perisic a dargli una mano se necessario.

Nel primo, a cambiare l’inerzia del match sono stati due fattori: il primo è un calo fisico, naturale e prevedibile, del Cagliari dopo 20 minuti; il secondo è il gol di Icardi, che ha consentito all’Inter di gestire la palla e produrre un possesso palla confortante nell’ultimo quarto d’ora, che si è attestato attorno al 56%, mentre per mezz’ora il possesso palla si era limitato a un difficoltoso 47%. Insomma, l’Inter ha provato ad addormentare la partita e faceva correre a vuoto gli avversari, riuscendo a tamponare meglio col nuovo assetto tattico.

Nel secondo tempo Spalletti ha riportato formalmente le cose a posto, ma stavolta chiedendo a Candreva di fare un lavoro diverso. Sapete che Candreva è importante nel pressing interista, essendo la pedina che si adatta di più all’avversario. Il Cagliari aveva un solo esterno a sinistra, Padoin, che poteva essere controllato da D’Ambrosio se e quando Padoin avesse deciso di provare ad attaccare.

Spalletti, così, ha chiesto a Candreva di non alzarsi quasi mai in pressing e, piuttosto, di arretrare prima possibile e di stringere su Ionita, allargandosi se e solo se Ionita stesso (successo qualche volta) si scambiava di posizione con Padoin. Il perché è semplice: nel primo tempo Ionita aveva tempo e campo per spostarsi a piacimento, risultando fondamentale in fase di non possesso (alla fine ben 6 palle recuperate secondo la Lega Serie A, più di tutti).
Questo ha consentito all’Inter di annullare la superiorità numerica dell’Atalanta e di privarla del suo jolly più importante, quello che ha lavorato, come si dice, “a fari spenti”. Vi proponiamo tre video e una foto per spiegare meglio: chi ha fatto attenzione al lavoro di Candreva nei precedenti incontri, non potrà non apprezzare il differente lavoro.

Nella prima immagine vediamo D’Ambrosio larghissimo, movimento che faceva solo se Padoin avanzava, mentre Candreva stringe moltissimo su Ionita, al punto che spesso sembrava una metà campo a 3.

Nel primo video vediamo Candreva (che entra nell’inquadratura in un secondo momento) come inizialmente resti largo ma, con tutto il centrocampo spostato sul lato forte, si accentra su Ionita nonostante Padoin si alzi (ci va D’Ambrosio):

In quest’altra azione, vediamo come sia già programmatica la posizione e, soprattutto, come gli consenta di partire già in uno spazio intermedio naturale: l’Inter, purtroppo, non lo sfrutta né qui né in altre occasioni, ma Candreva ha goduto di molti più spazi nel secondo tempo proprio perché aveva una posizione meno rigida:

In questa occasione vediamo come, già sul primo pressing, Candreva si disinteressi di questa fase e stringa immediatamente sul centrocampista rossoblu più centrale e libero.

A darci conforto su questa interpretazione anche le posizioni medie della Lega Serie A, nello specifico quelle in fase di non possesso tra primo e secondo tempo. Come potete apprezzare, nel primo tempo Candreva è molto largo, mentre D’Ambrosio è piuttosto stretto per formare una difesa a 3 alla quale si aggiunge Santon, mentre Perisic risulta essere decisamente più centrale; nel seocndo tempo, invece, Candreva è centralissimo mentre la difesa ritorna a essere più chiaramente a 4.Cagliari Inter posizioni medie.jpg

Anche nell’azione del gol cagliaritano, Candreva parte dalla stessa posizione (lo vedete alle spalle di Gagliardini). L’immagine è quella dell’azione da cui nasce il gol e la evidenziamo anche per registrare il fuorigioco di Pavoletti: l’arbitro non fischia, ma sbaglia perché gli interventi di Miranda prima e di Gagliardini poi sono goffi proprio per la posizione di Pavoletti.

Anzi, dirò di più: il fatto che la posizione di Candreva abbia comportato una posizione di D’Ambrosio meno “stretta” del solito è stato uno dei motivi per cui la difesa si è trovata impreparata sull’azione del gol rossoblu. 99 volte su 100 è situazione che non si paga, in quel caso specifico sì.

Il terzo gol dell’Inter a qualcuno non è sembrato regolarissimo. Approfittiamo del tweet di un nostro follower per confermare che Perisic non era in fuorigioco sul passaggio di Candreva, ma sul campanile che si alza, Perisic salta prima e salta molto più in alto del portiere (che è sbilanciato e non salta bene). Ricadendo, le braccia di Perisic sembrano disturbare quelle quelle del portiere . In realtà, il regolamento prevede che l’attaccante abbia diritto di contendere la palla al portiere e che questo sia fallo soltanto nel caso in cui gli salti addosso, lo carichi o lo spinga: il movimento di Perisic è assolutamente naturale rispetto al suo salto, che è verticale e non si sposta rispetto al portiere (che, ribadiamo, è in ritardo): pertanto ci sembra pacifico ammettere che, sì, il gol è assolutamente regolare.

Il Cagliari segna nel suo momento peggiore della partita, con l’Inter che sembrava talmente in controllo che per il gol del 0-3 si trattava non di “se” ma di “quando”. Il gol non cambia, nella sostanza, gli equilibri della partita e l’Inter non perde campo, anche perché la mossa di Spalletti ha accorciato il campo in orizzontale, consentendo più libertà e più appoggi a tutti i centrocampisti. Anche la presenza di Borja Valero ha agevolato la manovra, con il pallone che si è messo a correre più veloce e di prima.

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Conclusioni

Nelle prime 10 giornate c’era stata qualche perplessità sulle mosse di Spalletti a gara in corso, che sembravano quasi preordinate. In un paio di situazioni i cambi sono apparsi piuttosto fuori luogo, come quel Brozovic esterno a destra al posto di Candreva che ha fatto storcere più d’un naso.

Nelle ultime due, invece, Luciano “the different one” Spalletti ha mostrato di vederci chiaro e lungo: con l’Atalanta e con il Cagliari sono state sue le mosse decisive che hanno scompaginato i piani dell’avversario, neutralizzandone l’effetto negativo sulla metà campo interista.

È chiaro, però, che qualcosa in mezzo non torna. Gagliardini sta toccando troppi palloni rispetto a Vecino e Borja Valero e, quando questo accade, ne risente la manovra in maniera drastica. Le soluzioni sono a portata di mano, con Candreva trequartista oppure con l’ingresso di uno tra Joao Mario e Brozovic sin dall’inizio, ma evidentemente Luciano si fida di Gagliardini e vuole dargli fiducia.

Qualcosa si sta pagando anche a livello fisico. Non tanto come quantità della corsa, visto che l’Inter si conferma sempre la squadra che corre di più rispetto al dirimpettaio, vedendo più impegnati Gagliardini, Borja Valero (alla faccia di chi lo definisce “cotto”) e Perisic.

Nonostante una partita, l’ennesima, con una distanza percorsa sopra la media del campionato, l’Inter è sembrata un po’ più carente dal punto di vista della brillantezza, soprattutto in alcuni uomini come Perisic, Vecino, D’Ambrosio e in parte Skriniar.

C’è da capire se è un naturale mutare della forma (sarebbe comprensibile) oppure se è anche un differente approccio alla partita, che costringe la squadra a subire per qualche pur lungo tratto di pressione avversaria e a non reagire.

Qui, però, subentrano due aspetti di testa che non c’entrano con la fortuna e sembrano essere tutto merito di Spalletti. L’Inter non si disunisce mai, neanche quando è in difficoltà e neanche quando cambia modulo, con tutte le necessità di riequilibrarsi a gara in corso (ancora non c’è automatismo in questi cambiamenti, ma è naturale), ma è anche squadra che resta in partita per 90 minuti, e il dato statistico relativo al minutaggio dei gol è inappellabile: l’Inter regge, resiste e prova a dare il massimo sempre. #SenzaTregua, fino al novantesimo.

 

 

 

  • Arturo

    Come si nota dai video, Brozovic affianca Icardi e Borja Valero gioca più arretrato in una posizione per lui più congeniale. In un caso Brozovic recupera il pallone. E’ lui che deve stare in quella posizione più avanzata. E’ più difficile da marcare di Borja Valero per i difensori avversari. Se Brozovic cambiasse atteggiamento, troveremmo finalmente il trequartista e la società risparmierebbe sul mercato.

  • Gio-Bonimba ’61

    A caldo…..mi sembra un omaggio il regalo con cui il Napoli sta vincendo a Udine….e dopo Pairetto di ieri e l’ammonizione di Miranda + Orsato/Var col Torino comincio a ri-malpensare!

    • MATRIX61

      Mai smesso di malpensare.

  • RanieroB

    quella su chiellini, fantastica!

  • Michele

    Secondo me le squadre che provano a “fregarci” dando il meglio nella prima frazione di gara, finiscono per farsi fregare loro: alla lunga viene fuori la loro mancanza di qualità.
    Mi fanno molta più paura squadre sgamate come il chievo che temo ci aspetteranno in ordine senza provare a scompaginare il nostro possesso palle. Maran è una brutta bestia (e anche Sorrentino, per altro simpaticissimo) 😀

  • Amstaf

    Nell’azione del terzo gol se Rafael fosse stato in porta e Perisic gli fosse saltato “sopra”, credo avrebbe fischiato fallo; ma quando Ivan salta, Rafael NON è ancora in porta, cerca di recuperare dopo aver fallito l’intercetto, a terra, del cross. Quindi è Rafael che, in ritardo, va addosso ai 2, Perisic ed un difensore, che sono già in elevazione. L’interpretazione di pairetto è, dunque, corretta. E’ una situazione limite, dove l’interpretazione è soggettiva (il concetto di “negligenza” resta “elastico”); almeno su questo punto, anche DOPO il VAR, Pairetto si è comportato bene, perchè il VAR ha confermato la sua interpretazione (non l’assenza quanto la liceità del contatto).

  • FC

    Gaglia non è un granché, ma sembra che Spalletti lo consideri fondamentale per spezzare la manovra avversaria, e in effetti non ce li vedo Brozo e Joao Mario dare lo stesso contributo. Finché sarà così gli avversari tenderanno tutti ad ingabbiare Vecino e lasciare Gaglia libero di sbagliare appoggi di 4 metri. Tutto sta a beccare il momento giusto per far arretrare Borja in ogni match e inserire un trequartista vero che, anche se più scarso, ha i tempi e la cattiveria per gli inserimenti: ce l’abbiamo ed è Brozo (per quanto possa stare sui maroni), dovessi scegliere chi vendere tra lui e Mario sarebbe il secondo, senza dubbi.

    • Michele

      Spalletti fa di necessità virtù: Gaglia o cresce o in un’inter più competitiva finirà per fare il rincalzo

    • Fabio

      Su Joao Mario e Brozovic non si può fare assolutamente affidamento nel lungo periodo, per me è questo il motivo dell’insistenza su gagliardini nonostante non stia facendo benissimo.

      Purtroppo nei nostri attuali meccanismi di 4231 mettere giocatori anarchici o con poco cervello come JM e Brozovic avrebbe effetti deleteri e, quindi, Spalletti ha deciso così.
      Sono curioso di vedere cosa decidere il mister domenica contro il Chievo, sia a centrocampo che in difesa

      • Gio-Bonimba ’61

        Secondo me si affiderà alle certezze, cioè sostituendo i 3 assenti con quelli di ruolo (o Eder dietro Icardi?), chiedendo a BV il sacrificio di far da mediano. Alternativa possibile, ma con il Chievo e in casa ne vale la pena? = con Skriniar centrale a centrocampo come nella sua nazionale, uno solo tra JM e Brozov., e difesa inventata con D’A. e Ranocchia centrali e l’inserimento da titolare di uno tra Nagatomo e Dalbert.

        • MATRIX61

          Secondo me Lucianone ci farà qualche sorpresa, aspettiamo e vediamo. Spero di non vedere un Nagatomo a centrocampo ma Candreva trequartista e Karamoh in giro sulla fascia forse non sarebbe male. Ma lasciamo fare a lui che ne sa di più.

        • Fabio

          La difesa Nagatomo-D’Ambrosio-Ranocchia-Santon è qualcosa che metterebbe i brividi anche agli amanti dei film horror… direi che Skriniar può pure restare in difesa, ci faremo “andare bene” Brozovic e Joao Mario a centrocampo!!! 😉

  • RanieroB

    Alla Domenica Sportiva un certo Beatrice (juventino dichiarato, e spocchioso come troppi di loro), a quanto pare critico d’arte e solo per questo millantatore di una qualche cultura (stasera ha mostrato un ritratto di Erasmo da Rotterdam, esticazzi), a quanto pare è anche il più cretino di tutti i presenti (stavo per scrivere testa di cazzo… ops), e si scaglia con vera e propria (e non trattenuta) rabbia contro il VAR – come i luddisti che all’avvento delle macchine industriali le spaccavano perché gli toglievano il lavoro – e si allea con un certo Tardelli – che si è appena tolto l’aureola dopo aver fatto la morale allo schiaffo di De Rossi a Lapadula, ma io ricordo bene i falli che faceva lui – e insieme fanno affermazioni antistoriche per cui deve decidere l’arbitro unico, qualunque decisione è ben accetta (e lo credo bene vista la storia del calcio italiano). Poco prima aveva detto che “la Juve vince sempre”, e allora capisco bene che arbitraggi con MENO errori (e minor spazio per favori ai potenti) gli vadano un po’ stretti. Ha anche avuto il tempo di ‘malpensare’ per il rigore dato al Napoli, oh dico, da che pulpito!
    Stasera ho capito che quest’anno la Juventus non vincerà un bel nulla, perché loro sono fermi là, al vincere QUEGLI scudetti e quindi poi fare figure di merda in Europa, oltre a trascinare con sé la nazionale. Ora QUEGLI scudetti non li vinceranno più.

    • RanieroB

      Aggiungo che non vedrò più la DS (davvero), stasera non hanno parlato MAI dell’Inter seconda in classifica DAVANTI alla Juventus, ma forse non c’entra nulla. Ah, no, è stato ripetuto a più riprese quanto per l’Inter sia importante Handanovic. Lo credo anch’io, ma in un altro senso. E Tardelli ha detto che un portiere che para tanto significa una cattiva difesa, ma vale solo per l’Inter perché Zoff invece c’era solo quando serviva (chissà cosa vorrà dire, ma nemmeno lui lo sa).
      Una buonanotte e un “Buffon è il più forte portiere del mondo” a tutti voi!

      • MATRIX61

        Forse, vista la serie di “porcate” in video, era quasi meglio guardarsi un porno. Tardelli è riuscito a farci perdere un derby 6-0 quando dall’altra parte c’era Comandini, noto pallone d’oro. Qualcuno ogni tanto dovrebbe ricordarglielo.

    • Nunziocity

      Sono munnezze i costui che hai nominato.

  • Giovanni Lievi

    sui commenti delle varie fronde anti inter… se siamo forti tendono a sminuire (prima la fortuna poi handa, e adesso icardi). se siamo deboli o siamo simmmpatttttici (moratti cit) o ci deridono senza soluzione di continuità. che sminuiscano, significa che ci temono.
    ben vengano le gufate di quei peti cerebrali alla mauro suma o andrea scanzi (aggiungete giornalisti ed opinionisti che più vi aggradano alla lista), che continuino a guardare la paglia e non la trave. che continuino a credere ai falsi idoli del bel giuoco a tutti i costi e al vincere è l’unica cosa che conta.
    che continuino a non vedere una squadra quadrata, logica e che sa valorizzare i suoi giocatori migliori . speriamo non se ne accorgano

    • leggo.solo.tuttosport

      Iera sera era impagabile ascoltare Repice che si esaltava (ed esaltava il popolo bue) ai tre gol della Juventus che spezzava le reni al malcapitato Crotone, reo di avere resistito per un tempo.

      • Giovanni Lievi

        sai alla fine repice non è neppure il peggio, e anche se lo fosse, utilizza una cassa di risonanza relativamente ridotta. alla fine a quanti noi capita di ascoltare le partite alla radio su base regolare? lo facciamo giusto se siamo in auto.
        chi sposta gli equilibri del pensiero unico radical/ reazional chic sono i salotti bene delle tv, i giornalisti più o meno autorevoli che su siti rispettabili o meno scrivono cose che vedono solo loro (qua l’unicità delle loro visioni è in chiave negativa).
        alla fine la radio seppur bellissima rimane un mezzo antico ed è ascoltato giusto da chi è cresciuto con lei

        • leggo.solo.tuttosport

          Ai tempi di Ameri e Ciotti, quando una Grande (tradizionale o occasionale) incontrava una “piccola”, la radiocronaca aveva un taglio simpaticamente favorevole alla seconda, non foss’altro perchè l’incertezza del risultato, o addirittura il vantaggio della “piccola”, rendeva più interessante la partita e soprattutto alzava
          l’ “audience”.
          I tifosi della Grande accettavano cavallerescamente la preferenza del radiocronista, consci che questa non era il frutto di una pregiudiziale avversione verso la propria squadra.
          Dalla Santa Alleanza Juventus-Milan, che generò Calciopoli, tutto è cambiato.
          Tranne poche eccezioni (che spesso pagano in termini di carriera), i radiocronisti sono divenuti i cantori delle gesta di JuveMilan, o sono stati a ciò obbligati dai vertici del cosiddetto “servizio pubblico”.
          Se una “piccola” osa fare la sua partita come domenica sera il dignitoso Crotone, senza scansarsi al pari di un’Udinese qualsiasi, si macchia del delitto di “lesa maestà”, al punto che la sospirata rete di Mandzukic, dopo 50 minuti di vano assedio, viene salutata dal radiocronista “politicamente corretto” con un urlo da stadio, quasi fosse saltato il fortino di Barça o Real.
          Sulla stessa falsariga, le giocate dei calciatori di JuveMilan, anche le più banali, sono salutate con toni encomiastici, se non epici: proverbiali sono divenute, nelle radiocronache di Repice, le celebrazioni dei passaggi di Montolivo al compagno di squadra distante 4 o 5 metri.
          Lo stesso registro, ovviamente, non vige quando gioca l’Inter, le cui radiocronache trasudano quasi sempre astio verso i colori nerazzurri e tifo, a volte sfacciato, per l’avversario di turno.
          Anche i più innocui attacchi alla porta interista sono spacciati per “quasi gol” alla Carosio; ogni intervento del portiere o di un difensore diventa un miracolo che salva la porta nerazzurra dalla meritata capitolazione. Ogni radiocronaca si trasforma in una calvario per l’ignaro tifoso, che alla successiva vista dei riflessi filmati stenta a riconoscere la partita di cui ha ascoltato la radiocronaca con il cuore in gola.
          Siamo in presenza di un deliberato e scientifico processo di alterazione e manipolazione dell’evento sportivo in virtù delle caratteristiche del mezzo radiofonico, che non permette all’ascoltatore l’immediata verifica “visiva” del racconto del radiocronista.
          Ecco perchè in TV, ove le telecronache non offrono le stesse opportunità, l’azione manipolatoria si sposta nei dibattiti pre- e, soprattutto, post-gara, in cui presunti “opinionisti” spargono a piene mani luoghi comuni e sparano senza sosta bufale a scapito degli avversari di JuveMilan.
          In questo momento un’azione di contrasto su larga scala non avrebbe possibilità di successo, vista l’ampiezza del fuoco mediatico nemico.
          Sarebbe sufficiente limitarsi – e non è poco – ad una sagace e incessante opera di sensibilizzazione della tifoseria nerazzurra, soprattutto le fasce più giovani e indifese, per preservarle dagli effetti nefasti di bufale e “fake news”.

  • Gus

    Sembra anche a me che la lettura dei match di Spalletti sia più “libera”. Forse doveva trovare certezze sugli uomini, tenere qualche equilibrio interno con i minutaggi, chissà. Fattostà che ora cambia i match. Il prossimo turno credo sarà tentato di usare D’ambrosio centrale, con Santon a destra e Naga a sx, dati i problemi ambientali di Frog (alla prima che gli scappa un veronese, riparte lo psicodramma) ed il fatto che non gioca un match vero da mesi. Io però arrischierei Ranocchia confidando in Skrigno e facendo guidare a quest’ultimo una linea alta; in fondo l’italiano la difesa alta la sa tenere (il problema è quando sbaglia il timing degli anticipi). Con esterni Santon da una parte e Dambro dall’altra in grado di comporre una linea a tre a turno in caso di bisogno. Certo che se in mezzo mancassero contemporaneamente Gaglia e Vecino sarà un problema contro un Chievo ben organizzato. Brozo Borja interni e JM trequartista?

    • Fabio

      Piuttosto farei un 433 con BV in mezzo a Brozovic e Joao Mario. Alla fine a livello tattico non cambia tantissimo e dai meno responsabilità a Brozovic.

      E’ anche vero che Brozovic ai tempi del Mancio qualche buona partita nel 4231 l’ha fatta.

      • Alvaro Borri

        Mi sembra la soluzione migliore, considerando che il Chievo non pressa molto alto

    • RanieroB

      Siamo in tempi di rinascita, c’è il sentimento che Spalletti stia recuperando tutti. Se Ranocchia gioca, secondo me se azzecca il primo intervento, il pubblico lo applaude ed esalta, perché il clima è quello di rientrare tutti nel progetto. O sono troppo ottimista?

    • scanziani2001

      Santon a destra è un disastro come naga. Potrebbe anche giocare a 3… Per me rano gioca

  • Gio-Bonimba ’61

    Montella appena esonerato…ahahahah

    • BlackSail33

      Ma il problema per loro è che hanno preso Ringhio……sembra lo scambio Guarin Vucinic che voleva fare il dg del bilan fassone…….

  • Gio-Bonimba ’61

    Correttissime le valutazioni sul fuorigioco da cui nasce il gol del Cagliari e sul contrasto Perisic-portiere, e poichè si va diffondendo l’idea, rilanciata dal web e moviolisti, giornali online compresi, che l’arbitro si sia sbagliato o abbia avuto fretta, copio e incollo il mio intervento sul blog molto professionale di un ex arbitro, anch’egli propenso al fallo non rilevato:

    Giovanni dice: 27 novembre 2017 en 9:38
    Non mi metto sullo stesso piano di chi ha tanta
    conoscenza in materia, a me sembra che Perisic sia già nella
    disponibilità della zona-palla e tenti il colpo di testa, il portiere
    (pensiamo per un attimo ad un altro difendente qualsiasi) è in ritardo e
    tenta l’intervento ma per riuscirci dovrebbe travolgere chi gli ha
    rubato il tempo, per cui è lui che va ad impattare con una parte del
    corpo dell’avversario, in questo caso il braccio perché P. è in rialzo e
    non mostra alcuna negligenza (ergo: quella parte del regolamento citata
    non è applicabile); non doveva saltare ed aspettare che il portiere si
    rialzasse dicendo: prego, rinvia pure?
    Rispondi

    L. M.: 27 novembre 2017 en 10:30

    Non sono d’accordo ma accolgo la tua opinione, ringraziando per la correttezza (merce rara di questi tempi).
    Ciao.

  • Effepuntomucci

    Ho captato un intervista nel dopo partita a Spalletti il quale molto, ma molto, intelligentemente ( forse troppo e dirò perchè) alla domanda sul perchè l’Inter ha subito l’iniziale arrembaggio del Cagliari ha risposto che Icardi (uomo deputato a tenere su la squadra) ha subito un calcione al 2° minuto e per una decina di minuti ha patito fisicamente il colpo. Modo elegante per sottolineare “il metro arbitrale” senza citarlo e per questo fin troppo sottile per essere capito dagli eventuali destinatari.
    Per me ulteriore punto a favore del “different one”.

  • Riccardo Anelli

    Scusate quale sarà il prossimo step di Montella ?

    • Christian

      Lo stesso di Pioli dopo l’Inter: una squadra da medio alta classifica, cioè il suo reale valore.
      Da lì potrà sempre pontificare contro di noi, che sembra gli interessi di più che non far giocare la propria squadra

  • Christian

    Credo che la cosa più confortante di queste giornate sia proprio il fatto che la squadra non si disunisce, nemmeno in situazioni difficili come a Cagliari dove loro correvano ai 200 all’ ora e con garra.
    Questo é un altro grande merito di Spalletti, soprattutto se ricordiamo cosa eravamo cinque mesi fa.

  • maigobbo

    Facciamo un gioco: Montella esonerato dal bbilan…Titoli sui giornali: “il Milan ringhia” o “Ringhio Milan” il che fa pensare ad una squadra di prodi leoni pronti a combattere. Ora continuiamo il giochino e qui toccatevi, per favore, i gioielli di famiglia: Spalletti esonerato dall’inter…i titoli sui giornali come sarebbero? L’Inter sprofonda nel caos “, “Spallata a Spalletti” (questa sarebbe la schifezza rosa sempre attenta a questi stupidi giochi di parole), “spogliatoio spaccato” clan dell’asado (tanto non si curano neanche di vedere quanti argentini abbiamo in squadra) e via così di scemenza in scemenza: Così è la stampa bellezza!

    • Effepuntomucci

      Beh, ieri nel pomeriggio, sul web la gazza titolava INTER E’ EMERGENZA TOTALE. Riferendosi al fatto che col Chievo non ci saranno gli squalificati e Vecino. Per fortuna abbiamo già raggiunto quota salvezza…

    • Frydge

      “Montella, l’aeroplanino sgangherato! Classifica e valutazioni dei giocatori precipitano in picchiata”

      Ce lo vedete un titolo simile sulla gazzetta? Eppure son gli stessi che han sfornato perle in stile Frank di Burro..

      • maigobbo

        eh si di fantasia ne hanno: sono le palle che latitano

    • Flat back four

      Sono d’accordo, ma rimane da definire il perchè.
      Apparentemente il Milan non è più di Berlusconi, padrone di mezza Italia (un dubbio rimane). Paradossalmente, far notare che fa schifo da quando lui non c’è più sarebbe una buona mossa, servirebbe a mascherare l’ultimo penosissimo quinquennio di Silvione.
      Non è neppure (forse) di un altro proprietario italiano da proteggere. Si tratta di proteggere Mirabelli e Fassone? E chi saranno mai?
      Insomma, lungi dallo smentirti (i fatti sono esattamente quelli da te riportati) il punto è: come mai?

      • maigobbo

        boh non ne ho idea sinceramente: ciò che affermi è verità ed appare quindi senza senso questo servinaggio mediatico. Tra l’altro memorabile titolo della schifezza rosa: “ehi ringhia davvero!” Ormai siamo al patetico!

  • Marco C.

    e intanto: FLASH! – JUVENTUS CHE SCAZZO! NELLO SPOGLIATOIO SONO VOLATE PAROLE GROSSE TRA GLI “ANZIANI” E GLI STRANIERI – RISULTATO: TRE CALCIATORI STRANIERI HANNO CHIESTO DI ESSERE CEDUTI A GENNAIO…
    ma se fosse vero, sicuro che le prostitute intellettuali dei (pseudo)giornaletti ne daranno risalto?
    poi se fosse successo all’INTER, siamo sicuro che non ne avrebbero fatto edizioni straordinarie?

  • Marco C.

    e intanto: FLASH! – JUVENTUS CHE SCAZZO! NELLO SPOGLIATOIO SONO VOLATE PAROLE GROSSE TRA GLI “ANZIANI” E GLI STRANIERI – RISULTATO: TRE CALCIATORI STRANIERI HANNO CHIESTO DI ESSERE CEDUTI A GENNAIO…
    ma se fosse vero, sicuro che le prostitute intellettuali dei (pseudo)giornaletti ne daranno risalto?
    poi se fosse successo all’INTER, siamo sicuro che non ne avrebbero fatto edizioni straordinarie?