Inter-Chievo 5-0: le pagelle della prima in classifica

Come suona bene.

“Prima in classifica”. E stavolta non ci saranno altri match degli avversari a togliere ai tifosi interisti il piacere di ritrovarsi lassù, in cima, in solitaria, e con la straordinaria sensazione… no, scusate, è più che una sensazione… con la straordinaria certezza che si è lì perché in fondo l’Inter lo ha meritato, o almeno non è lì per caso, per incidente.

E lo dicono i numeri, non solo le impressioni.

Ha battuto la Roma, ha battuto il Milan, ha fermato il Napoli forse nel suo momento migliore e ad oggi ha un percorso netto, immacolato, senza sconfitte, che in Italia non ha nessun altro. In Europa, prendendo soltanto i campionati di maggiore importanza, fa parte di un esclusivo gruppo di 5 squadre:

E visto che le altre squadre avevano quasi tutte accumulato qualche goleada che “falsava” l’osservazione del numero di gol fatti, i 5 contro il Chievo sistemano anche questa e raccontano di un’Inter che ha realizzato 33 gol, il Napoli 35, la Juventus 41, la Roma 27 (una partita in meno) e la Lazio 33 (due partite in meno, gioca stasera contro la Sampdoria). Insomma, dopo avere dato un colpo al cerchio dei gol subiti (Inter miglior difesa con Napoli e Roma a 10 gol subiti, Roma sempre una partita in meno), dà anche un colpo alla botte di quelli realizzati, mischiandosi numericamente al gruppo di testa che ha staccato tutto il resto.

La somma del cerchio e della botte ci dice 11 gol in più fatti rispetto all’anno scorso, 11 gol subiti in meno.

esthia immmobiliareQuella col Chievo è stata una partita di grande intelligenza tattica, che ha saputo alternare momenti di furore a momenti di riflessione, dominio a controllo, rischiando un paio di volte ma senza eccessivi patemi. Comportandosi, quindi, non da grande squadra, che potrebbe essere fuorviante… no, si è comportata da squadra matura, consapevole di sé stessa e della sua forza, che ha saputo digerire senza problemi i 3 cambi.

A proposito: i 270 minuti dei tre “non titolari” in campo (mi perdonerà Spalletti per la definizione, visto che per lui sono #TuttiTitolari) vanno anche a mischiare le carte delle statistiche sui minuti giocati, degli intoccabili, degli 11 sempre gli stessi etc… In un contesto di partite ancora così ristretto, due/tre cambi possono davvero incidere molto: ne riparliamo in settimana.

L’Inter vince, doma e domina il Chievo (nonostante il pensiero convinto e gufante di Caressa…), dicevamo, dando sensazione di consapevolezza e organizzazione, ma soprattutto di fiducia l’uno nell’altro: i meriti di Spalletti crescono ogni giorno di più e già sabato prossimo alle 20:45 avremo la possibilità di un altro esame per valutare la qualità e la quantità degli interventi di Luciano e anche la reale consistenza dell’Inter a livelli superiori.

Ma sulla partita contro il Chievo dedicheremo, come sempre, un approfondimento a parte. Facciamo, sommessamente, notare che l’Inter riaggancia la vetta della classifica in solitaria proprio nel giorno in cui il Milan e Gattuso entrano nella storia del calcio italiano, sprofondando a -18 dall’Inter, regalando il primo punto in Serie A al Benevento, raggiunto tra l’altro con un gol del portiere a tempo quasi scaduto, di testa, a eguagliare in Serie A i solitari Rampulla, Taibi e… Toldo. Checché se ne dica in giro, quel gol alla Juventus per gli interisti è di Toldone. Vuoi mettere? C’è chi tarocca un intero palmares e c’è chi tarocca soltanto, per affetto, un tabellino.

Le Pagelle

HANDANOVIC 6,5: “che bella cosa è ‘na jurnata ‘e sole” avremmo potuto scrivere se non fosse per Meggiorini, ex Inter, che ha voglia di tenerlo quantomeno impegnato.

D’AMBROSIO 6,5: senza sbavature, qualche sovrapposizione e tanta attenzione. Dal suo lato c’è un Candreva straripante e questo gli facilita il lavoro. È comunque entrato nella top 5 dei “tacklers” di successo del campionato.

RANOCCHIA 7:  non giocava titolare in Serie A dal 2 dicembre 2016, in Napoli-Inter, e questo la dice lunga sulla tensione che poteva essere nella testa di Andrea, osservato speciale. San Siro lo ha aiutato, applaudendolo e sostenendolo. Lui sbaglia soltanto una volta, perdendosi Birsa dentro l’area ma recuperando un attimo dopo frapponendosi a terra tra Birsa stesso e Handanovic.

Poi dietro si muove con sicurezza, gioca semplice, non sbaglia quasi nulla e rischia il gol almeno 3 volte, due in maniera clamorosa. Lo avrebbe meritato.

SKRINIAR 7,5: sul centro-sinistra deve prendere un po’ di confidenza prima di acquisire quella sicurezza mostrata di solito nell’altra metà della difesa centrale. Dopo i primi minuti diventa invalicabile, puntuale, preciso, anche perché il Chievo non ha mai tempo per riorganizzarsi e ripartire. Sul suo gol, non solo l’assist splendido di Candreva ma anche il suo intervento a rubare palla e far ripartire l’azione.

È talmente preciso da sbagliare un solo pallone: 98,4% di precisione nei passaggi. Non è ai livelli di Musacchio, ok, ma ci accontentiamo. Giuro.

SANTON 7: agevolato un po’ dallo spostamento di Skriniar e dal fatto che dal suo lato al massimo gli capita un attaccante, Santon fa una partita di grande sostanza, aiuta Perisic con molta continuità… e, apro una parentesi, ho impressione che questi due insieme funzionino già bene e che l’intesa stia crescendo di giorno in giorno. Sul primo gol del croato c’è il suo zampino, e rischia di far gol con una bella azione personale. Ritrovato, riscoperto, riapprezzato.

BORJA VALERO 7,5: 100% dei passaggi riusciti fino al 59esimo, quando azzarda un esterno al limite dell’area… avversaria. È lui che cuce il gioco, è lui che detta i tempi, accelerando e rallentando in base alle necessità: 102 passaggi con oltre il 98% di riuscita, sono numeri da fantascienza pura, anche perché ci sono anche diversi lanci lunghi, diverse aperture d’esterno, tanti filtranti a cercare i compagni tra le linee e ben cinque… no, ripeto, CINQUE “key passes” in una partita in cui ha ridotto il raggio d’azione. Ha anche rischiato di fare un grandissimo gol al volo, di collo esterno.

L’Inter il suo vero regista ce l’ha e si chiama Borja Valero. Quando lui gioca 15 metri dietro è tutta un’altra Inter.

JOAO MARIO 6+: mezzo voto in meno perché sbaglia un gol praticamente fatto. Non stava neanche giocando male, anzi, nel primo tempo era stato anche piuttosto buono: nella gestione della palla è risultato utilissimo perché è della stessa pasta di Vecino e Borja Valero: il suo ruolino di marcia racconta di 92,2% di passaggi riusciti. Gioca semplice, offre soluzioni ai compagni, ma quando si tratta di arrivare a ridosso dell’area diventa improvvisamente molle e sconclusionato. E dire che recupera anche diversi palloni, risultando il secondo in questa statistica (5) dopo Skriniar (7).

A dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che non è un giocatore da utilizzare troppo avanti: deve stare nel mezzo dell’azione e smistare gioco, anche perché ha davvero facilità di corsa anche senza palla (il secondo “runner” in partita, 12,3 km). Chiaro che oggi il Chievo gli abbia reso la vita più facile, però i segnali sembrano chiari e la sua pretesa di giocare in un ruolo diverso sembra fuori luogo.

BROZOVIC 7: a un certo punto del primo tempo incespica in area avversaria, poi sparacchia due tiri ciondolando. E io sbuffo. Mi fermo, penso che sia soltanto il classico momento di insofferenza dovuto all’immagine nitida del croato-pascolante e do un’occhiata al magico foglietto che metto davanti a me durante le partite, dove segno cose positive e negative di ogni singolo giocatore: fino a un certo punto Brozovic non aveva azzeccato neanche una, o quasi, scelta importante avendo difficoltà di emergere nella posizione da trequartista.

Mi era piaciuto, invece, e direi anche tanto, nella gestione della palla (gioco ravvicinato, preciso, pulito, senza esagerare, offrendo supporto ai compagni), nell’abnegazione del pressing e, soprattutto, nell’applicazione di uno schema semplice ma efficace: dato che il Chievo aveva predisposto un meccanismo a destra per limitare Perisic, Brozovic si è spesso spostato a sinistra, “tirando via” l’interno avversario deputato al raddoppio. Bravo lui e bravo Spalletti.

Dopo 25 minuti, però, la sua partita cambia e cresce, comincia a prendere fiducia finché al 38esimo non inventa un corridoio per Icardi che segna il suo gol. Da quel momento in poi sembra si sia tolto di dosso uno spettro e ha cominciato a provare cose importanti una dietro l’altra, come il lancio a Candreva sul gol di Skriniar: una palla forte, decisa, di grande fiducia in sé stesso e nel compagno.  Ha anche rischiato un gran gol, scheggiando la traversa, ma arriva ben 8 volte alla conclusione (2 in porta, 3 fuori, un paio stoppate dagli avversari): un’eternità.

Oltre a essere lui il più illuminato ispiratore dell’ultimo passaggio, alla fine risulta anche il calciatore che ha corso più di tutti: nuovamente sforato il muro dei 13 km. Questione di testa? Di fiducia? Di intensità? Chissà, è un mistero che forse ci porteremo appresso per tutta la vita.

CANDREVA 8: devastante, semplicemente devastante. Che è in forma si vede dalla facilità di palleggio, addirittura qualche doppio passo, cambi di direzione, scatti e una corsa continua in avanti e indietro: quando non ha la palla è un lavoro a fisarmonica tra il suo habitat sull’esterno e il centro. Quando Gobbi attaccava, si allargava per consentire a D’Ambrosio di stringere di più, vista la presenza di due attaccanti; se Gobbi restava, Candreva si accentrava come una vera e propria mezz’ala.

Ha provato più volte il gol, che avrebbe meritato, e fornito una prestazione di livello eccezionale, devastando tutto ciò che gli è capitato tra i piedi. Nel primo tempo si è permesso persino di palleggiare tre/quattro volte prima di fare un sombrero a Birsa al limite del proprio calcio d’angolo: sintomo che sta bene fisicamente e di testa.

Per la Lega Serie A è il secondo assistman del campionato: nella classifica degli assist potenziali è secondo dietro Insigne, in quella degli assist vincenti è dietro Immobile e Perisic. Il problema è che a noi risultano 7 assist decisivi e anche Opta ci dà ragione:

In Serie A nessuno ha creato più occasioni da rete di Antonio, tra assist vincenti, assist non realizzati dai compagni, passaggi che hanno portato a una occasione da rete: 47 in totale, uno ogni 25,5 minuti.

Niente male per uno che in tanti avrebbero ceduto alla prima occasione utile…

PERISIC 9: non si può dare di meno, almeno questo è quello che usano fare i giornali con i realizzatori di triplette. Crossa, attacca, corre, recupera, difende e almeno tre volte si fa il campo in diagonale per recuperare la posizione di Candreva che non riusciva a rientrare: nella settimana in cui lo abbiamo celebrato su queste pagine, lui sfodera una prestazione da fuoriclasse, completa, con tre gol e tantissima carne sul fuoco.

Ogni volta che prende palla dà l’impressione che da lì possa partire qualcosa di decisivo e determinante. E, rispetto al solito, insiste e accelera solo quando davvero può diventare importante, altrimenti fa circolare pure lui la palla: una delle poche volte che arriva all’80% circa, solitamente è uno di quelli che rischia di più.

Gigantesco.

E siccome non dimentichiamo mai, ricordiamo insieme:

ICARDI 7: il gol è il coronamento di tanto tanto lavoro sporco, ma proprio tanto. Sportellate a go-go, aiuto ai compagni, appoggi e una quantità di cose intangibili da far stropicciare gli occhi. Forse si lamenta un po’ troppo ma, visto l’effetto che fa sui compagni, non pensiamo sia il caso di rimproverarglielo.

 

EDER DALBERT E KARAMOH 6: di stima e di fiducia, ciascuno con la sua dose ci cose fatte bene.

SPALLETTI 8: imposta la partita con una serie di accorgimenti che risultano letali per il Chievo: accentra Candreva in fase di non possesso se non sale Gobbi e in attacco fornisce molto supporto a Perisic, smontando lo schema del Chievo per bloccarlo… ipotizzato dai movimenti, ma mai riuscito. Sia Joao Mario che Brozovic, infatti, si allargano spesso, senza mai togliere spazio al compagno, per consentire a Perisic ampia libertà nell’uno contro uno, ma anche per permettergli di accentrarsi ogni volta che può.

Ha ritrovato Santon, una piacevolissima e utile riscoperta; sta ricalibrando Brozovic; oggi Joao Mario è sembrato più nel vivo del progetto; Ranocchia da titolare non ha sbagliato quasi nulla. Poco ci manca e molti tifosi si metteranno in testa di creare la setta degli spallettiani.

L’Inter annienta il Chievo, sia per demerito del Chievo che per meriti propri: 39 tiri per Opta (30 per la Lega Serie A che non conta quelli stoppati/deviati), il baricentro (oltre 61 metri!!!) talmente alto da sembrare un campo a parti invertite, tanto possesso palla (quasi 59 minuti di gioco effettivo, 61% per l’Inter) e tante piccole e grandi soluzioni di intelligenza e pragmatismo. Soprattutto ha applicato una di quelle caratteristiche che nella nostra analisi pre-partita avevamo sottolineato: palla da far circolare rapidamente e non darà mai la possibilità al Chievo di organizzare il pressing. Alla fine i clivensi non hanno avuto chance neanche di fare fallo sul portatore, soltanto 4 falli commessi. Resa totale.

Un’Inter rinata, con schemi talvolta semplici ma funzionali, talaltra più complessi e portati con grande fiducia e efficacia. Ha l’Inter da quattro mesi, spicciolo più spicciolo meno, e sembra che giochi da chissà quanto tempo con questo allenatore. Un capolavoro vero.

Esthia immobiliare

BRIGNOLI 10

Uno di noi. Deviazione che ci concediamo perché… perché è storia.

Tabellino

INTER-CHIEVO 5-0 
MARCATORI: 23′ pt Perisic, 39′ pt Icardi; 12’st e 47′ st Perisic, 15′ st Skriniar.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio (31′ st Dalbert), Skriniar, Ranocchia, Santon; Joao Mario, Borja Valero; Candreva (38′ st Karamoh), Brozovic, Perisic; Icardi (29′ st Eder). (Padelli, Berni, Cancelo, Vecino, Nagatomo, Pinamonti). All. Spalletti.
CHIEVO ( 4-3-1-2) Chievo: Sorrentino; Cacciatore, Dainelli, Gamberini, Gobbi (42′ st Jaroszynski); Depaoli, Rigoni (18′ st Tomovic), Bastien; Birsa; Meggiorini (23′ st Garritano), Inglese. (Seculin, Confente, Stepinski, Gaudino, Leris, Cesar, Bani, Pucciarelli, Pellissier). All. Maran.
ARBITRO: Calvarese di Teramo.
SANZIONI: ammonito Ranocchia (I).
  • Amstaf

    Alberto, per la statistica, oggi il Valencia ha perso, siamo in quattro…

  • Marco C.

    ” #InterChievo @Inter si conferma squadra senza sconfitte in campionato. Nei massimi campionati europei con Manchester City, Barcellona, Atletico Madrid e Valencia ” da aggiornare: il valencia ci ha abbondonato 😉

    • scanziani2001

      Kondo è una garanzia.

  • RanieroB

    Peggior esordio Gattuso non lo poteva fare, e la distanza oggi tra Inter e Milan è fotografata anche da una siderale distanza ‘culturale’ tra i due allenatori. Fossi un giocatore del Milan, non mi fiderei per niente di Gattuso, che è troppo rozzo e ignorante.
    Si potrebbe intitolare al portiere del Benevento una stazione ferroviaria, così dopo Genova Brignole avremmo Milano Brignoli.
    A ‘margine’: avrei dato a tutti “8” come minimo. Parlo dell’Inter.

  • Arturo

    Questo è il 4-2-3-1. Con il Benevento si è visto solo per 25 minuti, oggi per tutta la partita. Se giocano così è lo schema migliore. Brozovic deve fare il trequartista. E’ questo il suo ruolo. Forse l’unico che lo può sostituire è Vecino. Joao Mario e Borja Valero (premio oscar per la regia) devono giocare così, più arretrati e non importa se non fanno gol perché ci sono gli altri (tutti straordinari come precisato nelle pagelle) deputati a segnare. Le stagioni precedenti Medel e passaggi sbagliati. Se funziona il centrocampo (l’area nevralgica del campo) gira tutta la squadra. I difensori sono più tranquilli e gli attaccanti ricevono munizioni e si possono scatenare. Da schierare al fianco di Borja Valero oltre a Joao Mario ci sono lo stesso Vecino o Gagliardini. Con tutte le partite che verranno ci sarà spazio per tutti. Forse sorgerebbero problemi se Brozovic non dovesse giocare più con questa continuità perché le qualità tecniche sono indiscutibili. Ranocchia meritava il gol. Non riesce a segnare come gli è già capitato negli ultimi minuti con il Bologna e soprattutto con il Tottenham (poteva cambiare la stagione). Comunque anche in questo caso non è lui che deve segnare e ha fatto un’ottima partita, niente a che vedere con le stagioni precedenti in cui sbagliava passaggi facili. Poi c’è Skriniar che recupera palla, si fa tutto il campo e segna un gol alla Gigi Riva. Dicevano che erano troppi i soldi spesi per acquistarlo. Se continua così ne vale molti di più.

    • Augusto Carta

      Beh, la storia ci dice che per Brozovic partite come quella di ieri (secondo tempo mostruoso) sono l’eccezione e non la regola

  • Marco Primi

    Concordo al 100% su Joao Mario: io trequartista non ce lo vedo proprio, dovrebbe giocare da mezz’ala o da centrocampista centrale, ha buona tecnica,buona visione di gioco, e corre parecchio, l’unico neo è rappresentato dal fatto che in zona gol deve migliorare in cattiveria e pragmatismo. Sarà interessante vedere se Spalletti ci proverà con più continuità col portoghese in quel ruolo.

  • rossana banzai

    D’accordo su tutto (specie sul 10 a brignoli) .
    Ma non sul 6+ a Joao Mario. Per me oggi da 5. Sempre lento e impreciso..

    • Alberto Di Vita

      uno che fa il 90% dei passaggi come può essere impreciso?

      • Flat back four

        ma i tiri in porta sbagliati non entrano nelle statistiche?
        a parte gli scherzi, JM sembra un vero nazionale portoghese dei tempi di Joao Pinto, Vitor Paneira, Paulo Sousa, Rui Costa e, spiace dirlo, pure Figo
        Tutto bellissimo, se si giocasse senza porte

      • Augusto Carta

        Non è stato impreciso (a parte nei tiri in porta), ma nel partitone generale di tutti di ieri, è sembrato quello più indietro.

  • Alessandro Loziobiz Bisi

    Con candreva e perisic in questo stato di forma e in grado di fare cosi bene le due fasi non mi stupirei di vedere brozovic titolare al posto di gagliardini a torino

    • Marat666

      Titolare a Torino non lo so, di sicuro potrebbe essere il primo cambio nel caso in cui nel secondo tempo la partita sia ancora in bilico per cercare di rompere gli equilibri con forze fresche.

    • Frydge

      Per me assolutamente. La palla a Torino scotterà molto, e davanti alla difesa il buon Gagliardini deve ancora crescere nella sua gestione.
      Borja-Vecino mediani e Brozo trequartista mi sembra la soluzione più equilibrata.

  • scanziani2001

    Due cose. L’abbraccio in uscita dal campo fra Perisic ed Icardi, due che l’anno scorso non potevano vedersi. L’intesa fra Santon e Perisic, che già in epoca DeBoer disse che si trovava benissimo con Santon dietro. La terza: il fallo da giallo di Ranocchia. La palla dopo, avendolo dalle proprie parti, Meggiorini è finito quasi da solo in fallo laterale. Essendo io un estimatore di Rano, da sempre, al di là dei meriti sportivi, ne sono stato felice.

    • alan4367

      Dev’essere stata una delle ultime consegne che gli ha lasciato Samuel: quando l’attaccante rompe i maroni, dagli una stecca nella caviglia che si calma!

  • Alessandro Cattin

    Finalmente una partita di Perisic giocata da esterno d’attacco vero e non da terzino avanzato. Oggi partita spettacolare, niente da dire.
    Ma bene anche tutti gli altri, vediamo se Spalletti ha il tempo/voglia/coraggio di lavorare su Mario in quella posizione.

  • alan4367

    Finalmente una partita di cui mi sono gustato l’ultimo quarto d’ora senza tormentare le mie povere unghie.
    volevo solo far notare (ADV ha dato loro un 6 politico) come Dalbert mi sia sembrato più propositivo in attacco ed il ragazzino che ha sfiorato il gol dopo 5 minuti che era entrato.

    Per dire che al momento anche quelli che subentrano sembrano inserirsi bene nei meccanismi della squadra…

    • Alberto Di Vita

      al momento fa molte cose “sotto dettatura”: l’ho osservato e Spalletti lo telecomandava.
      Avrà i suoi spazi

  • Riccardo Anelli

    Piccola parentesi sul calcio minore, ho letto questa interessante statistica:
    “Il portiere del Benevento vanta piu gol in A di Andres Silva”…..

  • Gio-Bonimba ’61

    So di esagerare, forse il Chievo è poi crollato e mi faceva tenerezza vedere il brizzolato Dainelli annaspare nella corsa dietro ad Icardi o qualcun altro, ma a tratti mi è parsa l’Inter di 7 anni fa…..In ogni caso, con questo stato di forma ed autoconvinzione, a Torino non si perde (anche perchè c’è il VAR)!

  • gcm89

    Alberto hai dimenticato di menzionare il recupero di Perisic prima del gol di Icardi. Bellissimo ed utilissimo

    • Alberto Di Vita

      hai perfettamente ragione

  • Gus

    A me stupisce Santon. Sta mostrando una personalità ed uno strapotere fisico che non so da dove ha tirato fuori. Cioè praticamente un giocatore in naftalina ormai buono solo per le liste sugli italiani in rosa; uno che se quest’estate avesse passato le visite mediche (…!) starebbe sputando fango nelle zone basse della Premier con il West Ham, che improvvisamente si ripresenta così, come se da quel lontano 2009, la sera nella quale il “bambino” annullò Cristiano Ronaldo, non ci fossero stati solo anni di acciacchi e promesse mancate. Speriamo di non risvegliarci troppo presto, e lui con noi, perchè comincia ad esserci un particolare odore di strane congiunture astrali.

    • Alberto Di Vita

      Io, al contrario, mi stupivo dell’involuzione: che fosse un buon terzino l’ho sempre pensato…
      però non diamogli troppe responsabilità, né a lui né a Ranocchia

    • Alberto Di Vita

      Io, al contrario, mi stupivo dell’involuzione: che fosse un buon terzino l’ho sempre pensato…
      però non diamogli troppe responsabilità, né a lui né a Ranocchia

      • Flat back four

        certo, però rimbalzato da tre squadre consecutive alle visite mediche, combinato alla mollezza con cui lo vedevamo in squadra da noi, era “logico” pensare che fosse un ex giocatore

  • Roberto Sinisi

    Io invece preferivo vincere due a zero o uno a zero col chievo.Temo che aver vinto cinque a zero prima della partita con quelli là sia deleterio perché porta l’ambiente,i giocatori,la stampa ad un eccessivo entusiasmo e questo non va bene.Ho letto dichiarazioni di perisic e altri giocatori che hanno affermato che andranno a torino per vincere…Penso che invece bisogna rimanere coi piedi per terra e rispettare la squadra avversaria,mantenendo umiltà e basso profilo.

    • Flat back four

      invece è giusto che i nostri giocatori dicano che vanno per vincere, vuol dire che sono concentrati sulla prossima partita e non si fanno distrarre dall’impegno molto più importante in partita secca di tre giorni dopo con il Pordenone

  • Bel pezzo
    Leggero e divertito senza perdere serietà ed equilibrio
    Bravo Alberto

  • FC

    C’è grossa differenza a giocare con Santon invece di Nagatomo, si vede che Perisic è più libero e l’Inter può veramente sparare con tutti i cannoni a disposizione. Direi che questa è la formazione con più qualità vista finora ed è un 4231 sfruttato a dovere. Peccato che il centrocampo sia troppo leggero per affrontare le grandi squadre, quindi contro la giuve (speriamo bene, le goleade prima del big match portano una sfiga tremenda) mi sa che torneremo con le barricate in mediana. Buona prestazione di Karamoh, sembra che il ragazzo sia di belle prospettive anche come punta.

    PS Mi piace pensare che l’aeroplanino Montella, da lassù, stia sorridendo.