Inter-Chievo: non mollare mai!

14 giornate già digerite, si sta affrontando la quindicesima: 36 punti fatti, quasi alla folle media di 2,6 punti a partita, una corsa che sarebbe pazzesca di suo se non fosse che quest’anno, davvero, sembra quasi impossibile fare un passo falso… il rischio è di ritrovarsi più indietro di quanto non si meriti.

L’Inter si trova, così, nella situazione che, vincendo, la vedrebbe prima in classifica in solitaria, stavolta per un’intera settimana, dato che Napoli e Juventus hanno già affrontato 15 giornate per intero. In caso di sconfitta, invece, non solo rimarrebbe terza, ma avrebbe il fiatone della Roma sul collo, dato che i giallorossi devono recuperare una partita contro la Sampdoria e ieri hanno vinto contro la Spal.

Il recupero tra Roma e Sampdoria, tra l’altro, si innesta in un momento del campionato in cui vedrebbe le due squadre affrontarsi in quattro giorni per disputare andata e ritorno, visto che la vecchia data di dicembre è stata annullata a causa della qualificazione della Sampdoria al successivo turno di Coppa Italia.

esthia immmobiliareUna soluzione congeniale a Di Francesco: a gennaio non c’è Champions League e potrà affrontare con più tranquillità quella che si sta rivelando la squadra più complicata da affrontare, con un ottimo avvio di stagione che a gennaio potrebbe diventare chissà cosa: ha battuto Juventus, Milan e Fiorentina, fatto penare l’Inter benché per solo 20 minuti, quelli finali, dopo avere subito quasi 70 minuti una delle Inter migliori da diversi anni a questa parte.

Questo è il campionato di quest’anno e, non a caso, Spalletti si è inventato l’hashtag giusto: #SenzaTregua.

La partita contro il Chievo, quindi, diventa uno dei tanti crocevia di questo inizio stagione, nell’attesa che qualcuno prima o poi ceda il passo. Chi legge ilMalpensante da tempo sa come la penso: l’obiettivo più realistico è il 4° posto e prima si rimane in 4 e meglio è. Tutto quello che verrà di più sarà un di più che ci potrebbe far vivere una stagione migliore di quanto non l’avessimo immaginata da luglio a inizio settembre.

Ma.

C’è un “ma” che in queste settimane, col passare delle giornate, è diventato sempre più grande.

Anche qui, comunicazione chiara all’interno di questo sito: se l’Inter non ha investito di più sul mercato in estate è stato solo marginalmente per il “blocco cinese”, dato che il vero vincolo è sempre stato quello del bilancio e del Financial Fair Play. Aver deciso di tenere Perisic è “costato” in termini di plusvalenza e, di riflesso, nuovi acquisti. Qualunque altro modo di dirlo sarebbe meno chiaro.

E il mercato di Gennaio non sfuggirà a questa logica.

Ma.

Torna questo “ma” che si fonda su una considerazione basilare: tanto più in alto sarà l’Inter a Gennaio, tanto è più probabile che qualcosa in più si possa fare per permettere a Spalletti di affrontare il percorso di ritorno con qualche uomo in più che gli consenta una rotazione più ampia.

Questo è uno dei modi che ho di interpretare la frase estiva di Sabatini su una società che non si sottrarrà al suo impegno nel caso ce ne fosse necessità e opportunità.

Chievo e formazione

In questa ottica, l’Inter avrà due scogli importanti da qui a fine girone d’andata: Chievo, appunto, e Lazio il 30 dicembre, ultima giornata d’andata. Udinese (14esimo posto) e Sassuolo (16esimo posto), benché sfide che abbiano la loro dose di complicazione, presentano una difficoltà inferiore rispetto proprio a Chievo e soprattutto Lazio che è uno scontro diretto a tutti gli effetti.

L’Inter ci arriva in buone condizioni di forma, con l’anomalia di essere stata, fino ad ora, squadra con più km percorsi rispetto al diretto avversario, nonostante un maggior possesso palla nella maggior parte dei casi.

Ultimamente qualcosa è cambiato in termini di condizioni fisiche, da parte di qualcuno c’è meno brillantezza, soprattutto in Perisic, Skriniar e Vecino. Proprio il calciatore uruguaiano è uno dei dubbi più grandi di oggi.

Spalletti lo ha convocato e ha detto che ci sarà. Vecino è un calciatore di 26 anni, non rientra tra i “giovani” ma è certamente abbastanza giovane per assorbire meglio un infortunio di questo genere. Il “risentimento” non è altro che un affaticamento muscolare dovuto a una improvvisa e eccessiva contrattura oppure allungamento. Qualche fibra del muscolo si allunga e si “strappa”, lasciando quella sensazione di fastidio più che di dolore.

In genere, questi infortuni si manifestano con il dolore/fastidio solo qualche ora dopo l’effettivo insorgere del problema, cosa che di norma può comportare una complicazione perché “ci si gioca su”. Vecino è stato molto intelligente: probabilmente ha sentito “tirare” il muscolo e precauzionalmente ha chiesto di uscire.

Non è un caso che l’infortunio sia arrivato a muscolo relativamente “freddo”, visto che si trattava del sesto o settimo minuto del secondo tempo, ed è anche stata una fortuna, visto che, fosse arrivato più in là, Vecino avrebbe potuto non sentire nell’immediato la necessità di fermarsi.

Passate le 48 ore di riposo, il muscolo di norma è tornato alla sua attività, coadiuvato certamente da una dieta diversa, aumento di assunzione di acqua e elettroliti.

Pertanto, non dovrà stupire se Vecino oggi ci sarà e potrebbe non essere considerato neanche un rischio se sia Vecino che i medici hanno dato il via libera: vuol dire che le sensazioni avute nei successivi allenamenti sono state positive.

Non si tratta, quindi, di “rischiare”: l’unico vero rischio è quello di non vincere questa partita. Tra Chievo e Juventus non ci può essere dubbio: quella contro i clivensi è la sfida da vincere. Contro i bianconeri accada quel che accada: non toglie nulla al campionato dell’Inter, sarà una partita da potere affrontare anche con la… “spensieratezza” che è una partita fuori dagli schemi, fuori dalla normalità di questo campionato.

Vista l’assenza di Gagliardini, pertanto, non credo che Spalletti voglia stravolgere il senso di un centrocampo che ha trovato spesso in Vecino la sua àncora, il pezzo che restituisce logica e quadratura, oltre a fornire interessanti alternative e variazioni sul tema. In estate c’è chi si è inventato l’osceno “Wcino”, oggi sembra quasi imprescindibile: un salto davvero niente male.

Significherebbe affidarsi a Borja Valero più indietro, e questo potrebbe essere fatto a prescindere da Vecino, ma affiancato da uno tra Joao Mario e Brozovic.

Credo che sia il ruolo adatto per il portoghese, è stato il primo argomento affrontato con il suo acquisto con un approfondimento video dell’anno scorso. Ma il percorso di Joao Mario fin qui non è stato granché in questa stagione, con un atteggiamento di fondo sbagliato e un apparente disinteresse… apparente perché possiamo giudicare solo da quello che vediamo in campo, e Joao Mario è spesso entrato con una eccessiva dose di svogliatezza.

Trequartista (?) e difesa

Con Vecino in campo, rimane scoperto il ruolo di trequartista, dando per scontato l’arretramento di Borja Valero. Possiamo darlo per scontato? Sinceramente no, perché Spalletti potrebbe rispolverare quel 4-3-3 visto per qualche tratto di quest’ultima parte di campionato, mettendo Vecino in mezzo e ai lati Brozovic e Borja Valero.

Per quanto mi riguarda, la soluzione più logica e immediata, che consentirebbe all’Inter di garantirsi quella copertura centrale necessaria contro il 4-3-1-2 del Chievo, oltre a consentire una più agevole disposizione dei triangoli sull’esterno, dove il Chievo potrebbe trovarsi in inferiorità numeri.

Se Spalletti non vorrà cambiare, e da quel che abbiamo imparato è la soluzione più attesa, probabile Vecino e Borja Valero con trequartista Brozovic: è ciò che ci restituisce l’esperienza di queste giornate di campionato.

C’è, infine, un’ultima chance che è quella di vedere Candreva o Eder in quella posizione: nel primo caso potrebbe essere l’ora di Cancelo.

In difesa manca Miranda e la sostituzione sembra quasi obbligata e risponde al nome di Andrea Ranocchia.

Questo se seguiamo lo stesso principio di quanto espresso sopra: meno cambi possibili e, se necessario, ruolo su ruolo.

Le alternative sono D’Ambrosio centrale oppure una, al momento improbabile, difesa a 3 con D’Ambrosio e Santon accanto a Skriniar. Proprio Santon potrebbe giocarne un’altra da titolare, confermando in pieno il suo recupero ma soprattutto mostrando l’idea di base di Spalletti: necessità di quanti più uomini possibili con buona tecnica di base (e su questo Santon è infinitamente migliore di Nagatomo), ma anche uno più spiccato senso di adattabilità in grado di garantire adeguamenti in corsa come la difesa a 3: Santon e D’Ambrosio possono fare entrambi il centrale di una difesa a tre.

Ma la soluzione Ranocchia, anche a sentire Spalletti, è praticamente certa.

Come esterno ci potrebbe essere anche Dalbert: mi aspetto che in una partita tra Chievo, Udinese e Sassuolo giochi. In questo caso avrebbe senso perché sugli esterni il Chievo giocherebbe in inferiorità numerica: Cacciatore a destra è più difensore di Gobbi a sinistra, quindi potrebbero essere d’aiuto una maggiore spinta e supporto a Perisic. Il problema è che il Chievo fluisce spesso, nel finale, sugli esterni: avendo due attaccanti, la soluzione del cross è una delle favorite. Insomma, pro e contro.

L’avversario

Il Chievo viene da tre buone partite in cui ha espresso un calcio per molti versi migliore rispetto alla prima parte di stagione dove, dopo una vittoria, ha dovuto affrontare Lazio e Juventus (perdendo entrambe) ma anche Atalanta e Genoa, pareggiandole.

Battuto anche dal Milan e dalla Sampdoria, ma anche capace di fermare il Napoli sullo 0-0.

Contro i partenopei, il Chievo ha schierato una punta in meno, avanzando leggermente Birsa e posizionando un (solo teorico) trequartista, Lucas Castro. Quest’ultimo, però, è indisponibile per la partita di oggi.

Se Maran vorrà riconfermare lo stesso modulo, ci sarebbero due punte (Meggiorini e Inglese) che è una delle situazioni che l’anno scorso hanno messo più in difficoltà l’Inter, quest’anno decisamente meno: una rinuncia a una punta sarebbe meno comprensibile oggi, visto il probabile uno contro uno su Ranocchia che non gioca da diverso tempo.

Nel caso in cui rinunciasse, probabile Depaoli, come contro il Napoli. Mentre gli altri tre di metà campo sono praticamente già decisi, vista l’assenza di Radovanovic per squalifica: Hetemaj, Rigoni e Bastien. Qualche piccola change per Depaoli anche in sostituzione di uno tra Hetemaj o Bastien.

Pregi e difetti

Nei calci piazzati sono piuttosto insidiosi, pertanto dovrà essere molto intelligente l’Inter nel non concedere falli stupidi, come talvolta le accade, negli ultimi 25/30 metri. Birsa è trequartista dal piede buono in questo fondamentale e Maran sembra aver costruito molto su questo aspetto, con schemi e situazioni di gioco che si ripetono. Non è un caso che il Chievo sia primo in Italia per tiri in porta su colpo di testa (3,3 a partita, ultimo il Bologna a 0,9).

Contro il Napoli, il Chievo ha fatto moltissima densità e abbassato il baricentro: lunghezza media di 24 metri e baricentro di appena 42 metri, costringendo il Napoli a cercare spaziature inedite e costringendo sé stessa a un tour de force di corsa che però ha retto moltissimo, anche grazie all’attaccante in meno che è stata panacea contro i partenopei.

In genere è squadra che arretra subito, senza cercare affannosamente fasi di transizione positiva in alto: il numero di palle di intercettate a partita lo posiziona negli ultimi posti di questa speciale classifica. Il pressing è portato scientificamente su situazioni specifiche, calciatori specifici e con alto tasso di riuscita: insomma, se ne vale la pena bene, altrimenti arretriamo.

Sarà importantissimo il ruolo del trequartista o degli interni se ci si schiera a 3 a metà campo, perché dovranno trovare spazio tra le linee e negli half space, consentendo all’azione di fluire con rapidità anche sugli esterni: il Chievo fa sempre molta densità centrale ma, se costretta a riassettarsi da continui cambi di assetto tramite cambi di campo sul lato debole, potrebbe man mano perdere compattezza.

Prima del trittico in questione (Napoli, Torino e Spal), il Chievo aveva subito la bellezza di 10 gol in 3 partite (2 Hellas, 4 Milan e 4 Sampdoria): quale delle due versioni è “vera”? Nelle prime 3 partite (Udinese, Lazio e Juventus) 6 gol subiti; solo 3, invece, nelle successive 5.

Pertanto è squadra capace di offrire prestazioni difensive di indubbia efficacia a prestazioni con crolli quasi inspiegabili. Probabilmente è anche questione di testa e per l’Inter sarà fondamentale segnare per prima e possibilmente nel primo tempo, meglio ancora se nei primi 20 minuti: si toglierebbe al Chievo la sua strategia migliore e la sua compattezza.

Per molti versi, avrete capito, si dovrà copiare la strategia contro la Sampdoria.

Quella di Radovanovic è un’assenza pesante, perché in mezzo manca l’appoggio più immediato e più costante, nonostante il vero regista della squadra sia in effetti Birsa e uno dei due centrali: probabile il reintegro di Gamberini, oppure Dainelli. Questa è una delle ragioni che mi spingerebbe più al 4-3-3 che non al 4-2-3-1: mancando un vero regista arretrato, l’importante sarà stare compatti e molto attenti ai loro lanci lunghi a scavalcare il centrocampo: contro Napoli e Torino sostanzialmente l’unica vera opzione di uscita al pressing avversario.

Occhio, quindi, alle ripartenze: benché non ci sia nessuna statistica in merito, da quel che ho visto il Chievo rimane una delle squadre che più costantemente lascia 2/3 calciatori sopra palla, proprio per avere più chance di sfruttare lancio lungo e ripartenza.

Si badi, però, che non si parla di semplici palle buttate: la verticalizzazione per il Chievo è fondamentale, al punto da lasciare spesso il possesso palla all’avversario (è quindicesimo per Opta, 46,8%) e, giocando spesso entrambi gli attaccanti sull’ultima linea avversaria piuttosto che venire incontro, ritrovarsi seconda per fuorigioco contro sbandierati. Non solo, la ricerca del lancio lungo abbassa la precisione dei passaggi: sedicesima, 79,5%.

Sarà necessario registrare la posizione di Birsa, che è un trequartista atipico: capace di fare l’attaccante aggiunto, di aiutare sugli esterni ma anche di interpretare il ruolo “alla Banega”, ovvero di arretrare moltissimo per dare una mano in fase di costruzione.

Il Chievo non ha, Birsa a parte, grandi doti tecniche: corsa, fisico e compattezza sono le sue armi. Non è un caso che sia ultimissima per dribbling a partita (4,9, come il Crotone: Inter a 7,9): spesso, come dicevamo prima, il gioco defluisce sugli esterni, ma come manovra costruttiva e non come iniziativa del singolo.

La quantità di cross proposta ad ogni partita metterebbe in imbarazzo pure il Candreva più “attapirato”: 6,4 cross riusciti a partita, 15,9 cross sbagliati a partita secondo Opta, mentre per la Lega Serie A è nettamente prima per cross utili (122, l’Inter è seconda a 109) e, tra le prime in questa classifica, è assieme al Sassuolo quella con la percentuale migliore di cross riusciti: la statura di Ranocchia, insomma, sarà utile.

Nonostante la bravura delle mezz’ali nel sostegno al terzino, la disposizione a 3 della metà campo consentirà all’Inter di sfruttare il lato debole: dovrà essere cercato con insistenza, con rapida circolazione della palla e, appena possibile, cercare l’uno contro uno. Occhio a Birsa e controllo sulle palle alte. La strategia anti-Chievo sembra piuttosto semplice ma la compattezza e la corsa dei clivensi può rendere tutto molto più complicato.

Conclusioni e pronostico

sostieni ilmalpensante.com

Ovviamente partita da non sottovalutare: nonostante la relativa povertà di questa Serie A, non si arriva al settimo posto senza merito, tra l’altro in coabitazione col Milan da 200 milioni, l’Atalanta iper-organizzata e apprezzata da tutti, il Torino dall’attacco di livello superiore e da un Bologna convincente e dalle buone individualità.

Ma non c’è possibilità di scelta: questa è la partita da vincere, assolutamente. Poi contro la Juventus sia quel che sia, sarà una giornata da vivere in maniera diversa: la Roma affronterà il Chievo fuori casa e la Lazio ospiterà il Torino. Una giornata, la prossima, che sembra dire male ai nerazzurri… per questo è necessario arrivarci armati e con la classifica sorridente.

Insomma, non si molla di un centimetro. Ma se c’è una cosa che emerge più di tutti del lavoro di Spalletti è proprio questa capacità di tenere la squadra sulla corda e con la giusta tensione, fatte salve alcune occasioni corrette poi in corsa.

Il pronostico, quindi, non può che essere di vittoria. 2-0.

Ma, abituati a soffrire, è possibile che soffriremo. A meno di non sbloccarla presto.

Esthia immobiliare

  • willerneroblu

    Ecco non vorrei risultare fastidioso ma quel non mollare mai evoca in me brutti ricordi di un pomeriggio romano..riguardo alla partita sarebbe ora dobbiamo fare qualche gol da fuori area tiriamo poco dal limite!!

    • willerneroblu

      Scusate l’italiano ho perso un pezzo😂

  • Marco C.

    male male male: aver vinto così con questa superiorità non può farci che male. la troppa fiducia mi mette paura, ed invece avremmo dovuto andare a torino convinti si, ma con la paura di perdere, con l’autostima si, ma col dubbio che che in fondo veniamo da un passato buio.

    • Amstaf

      Spero tu sia ironico.

      • Marco C.

        si ironico, ma con un fondo di verità 😉

        • MATRIX61

          Boys, calm and send Milan (Skriniar!) ahead!