Juventus-Inter: le pagelle malpensanti

Per chiunque abbia sottovalutato l’importanza di questa partita, di questo pareggio, se non fossero bastati i “ten thinking points” (qualunque “10 points” sarebbe migliore della fantozziana rubrica di Scanzi…), si aggiunge anche il pareggio tra Chievo e Roma, 0-0 anche quello.

Per chi l’avesse perso, ecco il link dei “ten thinking points”.

Juventus-Inter 0-0: le 10 cose che l’Inter impara dalla sfida di Torino

Il peso specifico del punto strappato a Torino, con i denti e grande carattere, è moltiplicato dall’impresa del Chievo… Che strano il calcio eh? Nel mondo reale ogni moltiplicazione per 0 darebbe 0, nel calcio invece può essere un moltiplicatore eccezionale.

Inoltre, può servire come “11esimo punto”, la Juventus non pareggiava 0-0 da 65 partite: l’ultima era del febbraio 2016 contro il Bologna. Ma continuate a sottovalutare, mi raccomando…

Prima di addentrarci nelle pagelle è bene chiarire che ho rivisto la partita, per ben due volte: visione prodromica all’analisi che pubblicheremo entro la serata, ma anche degli altri approfondimenti in settimana, probabilmente uno dedicato alla partita di Brozovic.

Senza l’assillo del risultato, senza il batticuore della diretta, senza l’ansia dell’obiettivo da raggiungere, la visione di una partita è tutt’altra cosa e ti consente valutazioni più serene.

Le pagelle

HANDANOVIC 7,5: sono due le vere parate, ma quella su Perisic ha del potere lisergico per il tifoso nerazzurro che aveva visto quella palla dentro, beffarda, fottutissima deviazione del compagno. Solo che poi appare Batman e…

D’AMBROSIO 6-: va detto che ha uno dei due compiti più difficili di tutti, ma dall’altra parte Santon se la passa decisamente peggio. Non sbaglia più del solito in fase di impostazioni, ma in un paio di occasioni sono errori piuttosto gravi e gratuiti che tolgono sicurezza alla squadra. C’è da registrare la sua scalata al centro sulla diagonale, perché Mandzukic (rimasto costantemente largo per tenere larghe le maglie nerazzurre) ne ha approfittato spesso. Migliora nel secondo tempo dal punto di vista difensivo, ovvero quando smette decisamente di provare a supportare l’azione offensiva.

Tante le piccole cose da apprezzare, i tackles vinti e la continua battaglia a cui è stato sottoposto: la somma degli altri tre difensori non raggiunge il numero di duelli che ha dovuto combattere D’Ambrosio.

SKRINIAR 7+: il vero regista dell’Inter quando c’è da uscire palla da situazioni scabrose per un pressing avversario portato con intelligenza. Milan sa uscire palla al piede, un po’ come Lucio, ma senza la non rara pazzia suicida del brasiliano. Nel secondo tempo, a baricentro più basso, giganteggia e svetta, salta come un grillo, anticipa, contrasta, spazza, si sdoppia. Esame di maturità vero per lui.

La migliore descrizione la dà il buon Fulvio Santucci su Twitter:

MIRANDA 7: tra i due centrali è quello che sbaglia qualcosa in più, anche perché non ha la stessa vocazione di Skriniar per il palleggio (talvolta lo slovacco sembra un vero centrocampista aggiunto). Higuain si piazza più volentieri dal suo lato ma Miranda non si scompone mai, anzi, limita l’argentino tutte le volte che può ed è sempre presente quando qualcosa non funziona e la Juventus arriva al tiro da fuori: i colpi arrivano più sul corpo del brasiliano che in porta.

Recupera anche un discreto numero di palloni e ha buone letture nell’anticipo. D’altra parte, si sa, quando il baricentro è più basso lui è decisamente più a suo agio.

SANTON 5,5: ha l’avversario più difficile, più in forma e con straordinaria abilità a saltare l’uomo. Questa paura evidentemente lo condiziona, perché Cuadrado alla fine lo salta poche volte, ma per ottenere questo risultato il terzino lascia al colombiano troppi metri da cui partono cross troppo pericolosi.

Impreciso come raramente gli capita, timoroso e con il freno a mano tirato. Qualche ruggine di troppo, insomma.

DALBERT 6: i primi 2/3 minuti fanno pensare che non sia la scelta giusta per contrastare un Cuadrado formato maxi. Col passare dei minuti, però, dà torto ai cattivi pensieri e prende le misure, sta leggermente più largo di Santon e questo gli dà l’occasione di avere un tempo di gioco in più per contrastare il colombiano.

Buon inserimento.

BORJA VALERO 6,5: è lui l’uomo più guardato dai centrocampisti bianconeri, che hanno evidentemente l’indicazione di uscire sullo spagnolo nel caso fallisse la prima marcatura. Quindi, se fallisce la copertura preventiva di Khedira (praticamente marcatura a uomo, ma senza troppi assilli), ruotano Matuidi e, più spesso, Pjanic.

Non lo limitano mai del tutto, ma gli tolgono opzioni di passaggio e questo sarebbe un problema per chiunque.

Eccezionale la capacità di controllo palla, non perde mai la testa, non butta un pallone, ne sbaglia appena 2 (contati, non è modo di dire) e arriva al fantascientifico 96% di precisione. Metti anche 8 duelli vinti su 13, 4 falli subiti (che aiutano a far respirare la squadra) e una regia illuminata: da trequartista manca un equilibratore, ma da regista è fondamentale.

VECINO 6+: è quello meno in forma della metà campo, anche se è in leggera crescita. Soffre all’inizio, la Juventus non gli dà spazio e sostanzialmente perde il confronto con Matuidi, ma pian piano cresce e si fa apprezzare per il dinamismo, anche se a fasi alterne. Recupera una quantità non indifferente di palloni e si fa apprezzare (da me, almeno) per alcune scelte di falli decisamente importanti.

In partite come queste mi chiedo se non sia meglio far giocare lui più avanti, anche per limitare le sortite del regista avversario.

CANDREVA 5: una sola palla buona giocabile, in una delle pochissime occasioni in cui Brozovic ha sfruttato spazio e tempo a disposizione (ma l’errore è di Asamoah): Chiellini gli stoppa l’assist per Vecino.

Una partita in cui si preoccupa più a contenere che a offendere, ma il merito va dato anche allo schema di Allegri, che porta sempre 3 uomini dal suo lato.

PERISIC 5,5: è in fase calante già da qualche partita, non ci inganni la tripletta col Chievo. Si vede proprio dal fatto che non riesce a guadagnare metri su De Sciglio in corsa. Ivan, però, contrasta, intercetta, lotta, anche se sono troppi gli errori in fase di appoggio, alcuni troppo semplici per essere “da Perisic”.

Stessa partita di Candreva ma con mezzo voto in più per la quantità che ha provato a mettere in campo.

BROZOVIC 4,5: pagella lunga che potrebbe racchiudersi in una sola frase: Brozo is the new Nagatomo. Non nel senso tecnico/tattico, ma perché una parte del tifo interista gli tributa simpatie e apprezzamenti che raramente si basano su quanto si vede in campo.

Aveva due compiti: 1) contrastare Pjanic; 2) essere l’uomo in più davanti.

In fase di non possesso un disastro: per tempismo, concentrazione, capacità di lettura, vicinanza all’avversario. Pjanic non lo ha praticamente mai visto e nei primi 45 minuti Brozovic riesce a rendergli la vita complicata solo 3 volte: contate sull’unghia.

E c’è una cosa peggiore del non correre: ed è correre a vuoto. In fase di non possesso ha corso a vuoto, spesso non sapendo cosa dovesse fare, dove si trovasse, scivolando a caso per 4 o 5 volte, allargando le braccia verso i compagni chiedendo “ehi, ma di chi è Pjanic”.

In fase di possesso è sua l’azione più pericolosa più un paio di iniziative interessanti. Solo che aver trovato “talvolta spazio” e abbia creato “2 o 3 cose” è un’aggravante, perché nel rivedere la partita è stato chiaro il dettato di Allegri: disinteressatevi di Brozovic, disinteressatevi di Brozovic, di-sin-te-res-sa-te-vi di Bro-Zo-vic.

Letteralmente: la Juventus lo ha ignorato. La quantità di spazio e di tempo per trovare posizione, rendersi utile e pericoloso è stata enorme, almeno da trequartista. Pjanic lo guardava di tanto in tanto e si preoccupava solo delle uscite di Khedira: guardavi sulla trequarti e vedevi Brozovic che non sapeva dove mettersi, non offriva soluzioni ai compagni.

Pertanto, il fatto che abbia creato “solo” un paio di occasioni e si sia liberato soltanto “talvolta” è una aggravante: perché è stato l’unico nerazzurro libero non solo da marcature, ma persino di attenzioni particolari. Se la rivedete, osservate quante volte Pjanic vede che alle sue spalle c’è Brozovic e decide comunque di uscire in pressione su Borja Valero…

Nel secondo tempo tocca la metà dei palloni del primo, abbassando vertiginosamente la precisione: dal 73% del primo tempo al 66% totale… vuol dire che nel secondo tempo ha avuto una precisione inferiore al 60%.

Ripeto, con l’aggravante di essere stato assolutamente nullo in fase di non possesso.

esthia immmobiliareICARDI 5: un po’ per colpa dei compagni, un po’ per colpa sua, ma è partita di un imbarazzante anonimato. Benatia gli trova sempre il tempo per anticiparlo, lui va a cercarsi pochissimi palloni e rimane intruppato, come talvolta gli succede (e lo sappiamo), in mezzo ai due difensori bianconeri.

GAGLIARDINI 6: entra e fa il suo, dà equilibrio e fisicità alla squadra.

EDER SV

SPALLETTI 6: esce imbattuto dall’Allianz ma con l’impressione che la squadra non lo abbia seguito al 100%. Sbaglia la scelta di Brozovic, coraggiosa ma inefficace. Dal punto di vista mentale, però, ha costruito una squadra solida: adesso ha il dovere di fargli credere che potessero fare di più, che hanno sprecato una occasione. Che sono lì per merito e non per casualità: e che i prossimi scontri diretti si devono vincere.

L’avversario

SCZEZNY 6: non precisissimo quando rilancia, ed è una stranezza pensando a quant’è bravo coi piedi. Di parate comunque non deve farne…

DE SCIGLIO 6,5: la Juventus lo usa quasi come un regista difensivo, lui gioca molti palloni e sbaglia poco (93% di precisione nei passaggi). Contiene bene Perisic, più per demeriti del croato che non per meriti suoi, ma lui non vacilla mai. Buona prova.

BENATIA 7: quando dicevo ai (pochi) amici bianconeri con cui riesco a discutere di calcio che Benatia è più forte di Bonucci ricevevo sorrisini quasi di compatimento e gomitate affettuose. Una partita senza sbavature, in cui non sbaglia praticamente nulla se non l’azione in cui si becca n meritatissmo giallo. Un difensore vero, con la testa di un leader silenzioso e di un regista discreto (nel senso di non rumorosamente evidente) a cui manca solo il coraggio di provare qualche lancio in più.

CHIELLINI 6,5: sbaglia qualche passaggio in più e mezzo voto in meno per tre simulazioni oscene che sono veramente la morte di ogni senso di sportività: il tuffo in area su un non-contatto con D’Ambrosio è da asilo Mariuccia.

ASAMOAH 6: gli va bene che dal suo lato c’è Chiellini, perché in molte scelte di chiusura è davvero impreciso e poco intelligente. In attacco va decisamente meglio: buoni alcuni suoi cross, anche se in almeno un paio di occasioni avrebbe potuto servire Cuadrado liberissimo sul lato debole vicino all’area piccola.

PJANIC 7,5: il migliore in campo dei bianconeri: davvero non capisco alcune pagelle viste in queste ultime 12 ore. Una regia illuminatissima, precisa, costante, con una decina di palle lunghe di prima a liberare situazioni che potevano diventare difficili e, al tempo stesso, creando pericoli per l’Inter: un maestro d’orchestra eccezionale.

Non si capisce perché Allegri lo tolga nel momento in cui alla Juventus serve più geometria, l’Inter ringrazia.

KHEDIRA 5: non sempre attento in fase di pressione e non riesce a trovare le misure al suo dirimpettaio. Sfiora il gol, ma non lotta granché, non contrasta, non trova modo di bloccare le linee di passaggio. Non si capisce perché resti in campo così tanto, dato che in qualche caso si ha l’impressione che sia persino di impaccio.

MATUIDI 6,5: che gran partita dal punto di vista tattico! Un lavoro enorme a fari spenti, in continua pressione sul suo dirimpettaio e al tempo stesso un aiuto alla fascia. Non sempre efficace nei contrasti ma sporca tutte le azioni che può sporcare.

La Juventus con lui guadagna un’arma importante che l’anno scorso non aveva e che le garantisce molte più soluzioni tattiche. Meno Bonucci e più Benatia e Matuidi: il bilancio è assolutamente positivo.

DYBALA 5,5: più fumoso che pericoloso.

HIGUAIN 5: tocca più palloni di Icardi ma non combina molto di più. Ha una grande chance nel secondo tempo ma forse pensava di fare un altro sport e ha fatto meta.

CUADRADO 7: mezzo voto in meno per la quantità e la qualità delle simulazioni. Per il resto è padrone della fascia, complice anche un Santon troppo intimidito, e si rende utile anche in fase di copertura.

MANDZUKIC 5,5: le occasioni migliori capitano a lui ma le sbaglia. Col passare dei minuti sembra risentire anche il peso psicologico di questi errori.

ALLEGRI 6+: la prepara bene dal punto di vista del contenimento dell’avversario, ma questa Juventus doveva e poteva provare di più per vincerla. Anche i cambi sono sembrati tardivi e, nel caso di Pjanic, assolutamente fuori luogo.

L’arbitro

VALERI 5: una conduzione di gara che andrebbe fatta vedere per come si possa condizionare l’andamento di una partita senza fare nulla di eclatante all’apparenza. Spesso in mostra con due metri diversi: dubbio con i bianconeri è fallo, dubbio per i nerazzurri si prosegue.

Alla fine si chiude con 10 falli bianconeri e 21 nerazzurri, 2 ammoniti a 5, in una partita da 52/48 di possesso palla. Tutto sommato, però, rispetto al “casino” di cui è capace, è un upgrade: non è un caso che Spalletti più volte si sia rivolto agli avversari e al quarto uomo urlando “lasciatelo arbitrare in pace”.

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Tabellino

JUVENTUS-INTER 0-0

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Benatia, Chiellini, Asamoah; Khedira (30’st Dybala), Pjanic (40’st Bentancur), Matuidi; Cuadrado, Higuain, Mandzukic. (Pinsoglio, Loria, Barzagli, Rugani, Alex Sandro, Marchisio, Sturaro, Douglas Costa, Bernardeschi). All. Allegri.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Santon (18’st Dalbert); Vecino, Borja Valero; Candreva (24’st Gagliardini), Brozovic, Perisic; Icardi (40’st Eder). (Padelli, Berni, Cancelo, Ranocchia, Nagatomo, Joao Mario, Karamoh, Pinamonti). All. Spalletti .

ARBITRO: Valeri.

SANZIONI: Benatia, Brozovic, Higuain, Perisic, Santon, D’Ambrosio, Vecino. Recupero: 1’pt, 3’st.

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