Il senso di Dalbert e Cancelo nelle parole di Spalletti

Lo abbiamo scritto giusto in questi giorni: Spalletti sembra un altro allenatore e nelle conferenze stampa la differenza si fa ancora più marcata. Raramente è banale, è sempre tra il tirare la corda ai giornalisti, sostenere la squadra, invogliarli anche pubblicamente (un po’ di bastone e di carota) e in più dà sempre delle indicazioni molto interessanti riguardo all’Inter, allo stato di forma, alle scelte tecniche e tattiche.

Non fa differenza la conferenza stampa di ieri che è stata lunghetta per il tipo di incontro da disputare.

Contro il Pordenone è fisiologico puntare su chi ha giocato meno. In queste occasioni ci sono due modi di reagire: giocando di malavoglia, perché evidentemente sei lì perché (ti consideri un) rincalzo, oppure mettere in campo il 101% e far vedere al mister che meriti qualche minuto in più.

esthia immmobiliareNel calcio la gestione del minutaggio è generalmente piuttosto empirica (basti pensare alle scelte di Allegri sabato scorso, che analizziamo domattina nella seconda parte dell’approfondimento) e i calciatori, diciamolo, sono piuttosto fortunati a non essere giocatori della NBA, dove molti allenatori usano la calcolatrice per attribuire minuti e sistemare le rotazioni…

“Beati gli impegni di Coppa Italia”, verrebbe da dire. Ogni volta che leggo del (presunto) vantaggio dell’Inter nel non giocare le coppe immagino anche le difficoltà bestiali che ha Spalletti nel tenere sulla corda tutti, anche quelli con pochissimi minuti, scelta quasi inevitabile se, come scritto nell’approfondimento di stanotte, è vera l’ipotesi che Spalletti sta privilegiando su tutto il percorso e non l’opportunità della contingenza.

Ha messo subito dei paletti: guai a sottovalutare l’avversario e l’impegno. Ringraziamo FcInterNews per la trascrizione (che avrei potuto fare io ma è già pronta…) e soprattutto Mattia Todisco per avere fatto una delle domande più interessanti dell’intera conferenza (cliccando sull’immagine sarete rediretti sulla pagina con l’intera conferenza, qua ne diamo solo pochi stralci).

È importante tutto quello che ci passa davanti. Parlando di questa gara ai calciatori avevo tante cose da dire. Non sono curioso di vedere cosa faranno i miei calciatori, ho soltanto da controllare le certezze che mi debbono dare perché fare una brutta partita vorrebbe dire creare un po’ di difficoltà al nostro futuro, che passa anche da quelle che saranno le prestazioni di qualche calciatore nuovo che scenderà in campo domani, perché certamente cambierò qualcosa. Li voglio vedere vogliosi di mettere qualcosa in più, di ancora meglio di quello che sono certo metteranno in gara.

Punto. Chiaro. Forte. Preciso. Inequivocabile.

Ho l’impressione che qualcuno oggi rischia seriamente di arrivare da qui a fine gennaio, o fine anno, senza altre grosse chance in caso di prestazioni indecenti tipo Be’er Sheva.

Su tre giocatori in particolare ci sono aspettative di rilievo: Karamoh, Cancelo e Dalbert, nonostante quest’ultimo sembra quello decisamente più avanti sia come considerazione che come “grado di preparazione” alla Serie A. Sull’inserimento dei primi due, e di Eder eventualmente come esterno, nell’ultima settimana mi sono espresso in almeno due situazioni:

E quando qualcuno si chiede perché non giochi di più Karamoh o Cancelo, o magari Eder, si chieda anche chi sarebbe capace di replicare tutto il lavoro in campo di Antonio, riuscendo a dare alla squadra quell’equilibrio e quella quadratura che, in assenza, la squadra stessa è costretta a cercare come gruppo.ilMalpensante.com

Brozovic al suo posto è un segnale chiaro da questo punto di vista: un Cancelo o un Karamoh, figuriamoci un Eder, non riuscirebbero a garantire lo stesso tipo di adattabilità a questa necessità che il tecnico evidentemente sente.ilMalpensante.com

Spalletti dà man forte a questa linea di pensiero.

[Parlando di chi giocherà oggi e, nello specifico, di Karamoh] “Lui ha qualcosa di diverso. Parte forte e arriva forte, non ha bisogno di qualcosa che lo porti all’obiettivo che ha. Dalbert l’ho messo domenica perché mi aspettavo facesse quelle due o tre corse. Lo vedo più tranquillo, sicuro. Cancelo è un giocatore straordinario, ha tecnica e corsa. Domani voglio rivederle queste cose dei miei calciatori. Eder lo conoscete anche più di me, gli ho tolto qualcosa e mi dispiace, ma il pensiero generale su di lui sappiamo qual è. Anche la sua forza morale. Sono felicissimo di potergli dare 90‘”.

[chi giocherà oggi] “Karamoh, Cancelo, Dalbert, Padelli, Ranocchia, Eder giocano. A un paio di situazioni devo pensarci domani davvero, perché la partita va riempita e devo capire. Karamoh, ad esempio, ti dà degli strappi incredibili. L’ultimo gol in nazionale l’ha fatto da prima punta e può giocare anche da seconda. Però poi serve equilibrio“.

Servita su un piatto d’argento la risposta. Ovvero, Spalletti ha ben chiaro che le caratteristiche di Karamoh sono le uniche in rosa, ma è altrettanto consapevole che proprio da quel lato si è reso necessario maggiore equilibrio: pertanto, l’idea che mi sono fatto è che Karamoh sia una riserva di Perisic più che di Candreva, che dal suo lato può avere Brozovic (per quanto detto sopra) e Cancelo.

Per quanto riguarda, invece, proprio il portoghese e Dalbert, Mattia Todisco fa la domanda giusta che ad altri giornalisti non hanno avuto la prontezza di fare:

FcIN – Cancelo può giocare da esterno basso? Anche con Dalbert a sinistra in difesa?
Lui si trova meglio se parte dietro. Poi la questione di Dalbert è giusto considerarla. Domani probabilmente parte più avanti al terzino, anche perché sempre per la questione delle conoscenze dei due terzini, se ne hai uno di cui devi stare attento è più facile [trovare equilibrio]. Certo se a Cancelo chiedi di difendere e basta contro Karamoh è una cosa, ma se può attaccarlo sa come costruire qualcosa di importante nella sua zona di campo“.

Tornano in mente i tanti discorsi estivi fatti sui due, soprattutto sui social. Anche per rinfrescare la memoria a chi non c’era, riproponiamo qualche tweet, prima con quelli pre-acquisto:

Poi quelli post:

E quelli in cui si discuteva di Dalbert e Cancelo insieme.  Quando si stava definendo Dalbert, Spalletti parlò di Nagatomo come buon giocatore, che sa cosa deve fare e che “per alcuni aspetti è perfetto”. Importante era quel “sa cosa deve fare”.

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Il vantaggio di Twitter è che puoi riproporre un bel po’ di cose con un semplice link senza troppa fatica e senza dovere riscrivere tutto.

Quando è arrivato Dalbert, l’impressione fu che Spalletti si stesse garantendo la possibilità di giocare con la difesa a 3, complici l’accentramento di D’Ambrosio e l’adattabilità sia di Dalbert che di Candreva: in un ipotetico 3-4-2-1 il disegno sembrava potere reggere.

Quando si è trattato di Cancelo, invece, l’impressione fu che era arrivato il momento di dire addio a Candreva, con il Chelsea che, a quanto si diceva, aveva fatto qualche sondaggio interessato.

Della mia, pur scarsa, esperienza visiva delle prestazioni di Cancelo mi era parsa chiara una cosa: il suo utilizzo finale come centrocampista/ala perché quel paio di volte che m’era capitato di vederlo da terzino aveva manifestato grosse lacune difensive.

Ovviamente non si poteva né si può trarre un’indicazione definitiva su poche partite, saranno una dozzina, e Spalletti ne  ha di certo una visione migliore della mia e della vostra. Ma era, ed è, forte il dubbio che i problemi di Cancelo in fase difensiva potessero essere limiti oggettivi, carenze ormai radicate, e non “distrazione” come talvolta sembrava suggerire il linguaggio del corpo.

O come ha dimostrato la diagonale mancata nel gol subito nel derby.

Insomma, l’idea era che insieme Cancelo e Dalbert come terzini sarebbe stato impossibile, almeno in una prima fase di qualche mese di ambientamento: ieri Spalletti ce ne ha dato la definitiva conferma.

Il che non vuol dire, come detto sopra, che Cancelo è già stato bocciato: bisogna solo capire che giocatore è.

Al momento in Italia può fare quello che hanno fatto altri giocatori di fascia per inserirsi con più serenità, vedi Alex Sandro o Rodriguez: giocare esterni di metà campo in un 3-5-2.

Dalbert, invece, sembra essersi calato più velocemente nella parte e probabilmente è stato solo sfortunato nel dover contendere il posto con Santon e non con Nagatomo: nel secondo caso lo avremmo già visto titolare, solo che Santon ha meriti, pregi e adattabilità che mancano sia al giapponese che al brasiliano.

Anche perché, va detto, Dalbert ha una base di conoscenza e di meccanismi difensivi che Cancelo non ha, o almeno è questo ciò che mi restituisce la mia esperienza visiva.

Potrà giocare da terzino? Certo che sì, in un’Inter in cui dal lato sinistro ci sia Santon e non Dalbert/Nagatomo e possibilmente neanche Perisic ma un esterno o adattato (Candreva? Brozovic? Eder?) che garantisca corsa e equilibrio: si torna sempre a quella parola.

Oppure, come nel caso degli ultimi minuti contro il Milan, in una difesa a 3.

Ribadisco, non si tratta di una bocciatura. Cancelo ha caratteristiche tecniche, di corsa e tattiche che a questa squadra servono. Ha un incredibile spunto nel primo metro di corsa, nell’uno contro uno ha qualità rare in questa rosa, i suoi cross sono spesso belli tagliati e decisi, ha un piede educato e, benché sembri magrino, fisicamente è difficile spostarlo. Sull’esterno potrà diventare un’arma importante, purché la necessità di lasciargli campo davanti per partire in progressione non costituisca al tempo stesso un problema di equilibrio per la difesa, tanto faticosamente costruito dal tecnico dell’Inter.

In questo momento ha due problemi: le sue manchevolezze difensive (che evidentemente ci sono e pesano) e la sua scarsa adattabilità ad altri ruoli: Spalletti per adesso sta preferendo calciatori capaci di ricoprire più ruoli durante una partita.

Insomma, la stoffa c’è ma pretendere che sostituisca D’Ambrosio oggi è quasi una follia… a meno di mettere dei contrappesi sull’altra fascia.

Per questo Spalletti oggi lo metterà alto a destra (Karamoh alto a sinistra o seconda punta?): gli servirà anche per prendere confidenza.

Senza dimenticare che prima o poi servirà il suo apporto anche da terzino: molto dipenderà da lui, dalla sua capacità di applicazione e di apprendimento.

Perché se un giorno l’Inter potrà schierare sulle fasce 2 coppie del tipo Candreva-Cancelo e Perisic-Dalbert vorrà dire che sarà diventata squadra molto matura e equilibrata, brava a restare corta e compatta, al punto da potersi permettere una qualità sulla fascia che in Italia è difficile da trovare.

Anche perché, prima di arrivare a fine stagione col cerino in mano e tornare in Spagna, l’Inter e Spalletti ci proveranno sul serio a dargli delle chance.

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