Inter-Udinese 1-3: le pagelle

Finalmente è arrivata la prima sconfitta.

Una grossa fetta del tifo interista usa l’avverbio, anche se c’è una parte che lo usa perché ci si toglie il fantomatico dente, mentre un’altra perché non aspettava occasione migliore per vomitare bile su tutto ciò che si muove in direzione ottimista.

Così diventano bersaglio, anzi… sostegno le parole di Spalletti, purtroppo male interpretate a mio avviso. Ci torneremo, ma a me è parso che l’allenatore abbia puntato l’indice su chi crea attorno all’Inter un clima di attesa e di tensione che disvia l’attenzione: inutile che fate proclami se la società non si esprime, altrimenti finisce come in estate che, anche se non si è espressa, si è parlato di 200 nomi e si è creato un ambiente che non ha aiutato.

Ma non è questo l’argomento di oggi né di domani, anche se lo approfondiremo vista l’enorme divergenza di lettura che se ne è fatta tra i tifosi.

L’argomento è la prima partita persa contro un’Udinese in discreta forma e che non andava sottovalutata. Lo abbiamo scritto ieri, lo sapeva Spalletti, ma evidentemente i calciatori hanno mollato il colpo nel secondo tempo, facendosi schiantare dall’avversario, nonostante l’enorme produzione in fase offensiva che si è concretizzata soltanto una volta.

La lettura della partita mi pare sia possibile racchiuderla qua: gran primo tempo, rientro molle, testa scarica e gambe che non hanno obbedito più nel momento in cui è stato necessario “ripartire”.

Oddo ha fatto piccoli aggiustamenti ma importanti, mentre Spalletti ha sbagliato molte scelte: a partire da Brozovic titolare, passando per i cambi e finendo per la posizione incomprensibile di Karamoh.

Ora è il momento in cui si dovrà vedere il lavoro vero di Spalletti, come si ammortizzerà questa sconfitta, come reagiranno i calciatori e come ci si presenterà sabato prossimo contro il Sassuolo, mentre Juventus e Roma si sfideranno alle 20:45, il Napoli in casa contro l’insidiosa (non troppo se in trasferta) Sampdoria, mentre la Lazio avrà presumibile vita facile contro il Crotone.

Il tutto a precedere lo scontro diretto tra biancocelesti e nerazzurri, con in mezzo il derby di coppa Italia.

Quindici giorni intensissimi che dovranno essere gestiti al meglio: se questa è una squadra sana e di prospettiva ce lo dimostrerà in questi quindici giorni, perché avrà fatto tesoro dell’esperienza col Pordenone e della sconfitta con l’Udinese. Questo dicembre, lo stesso dicembre che in altri anni ci ha tolto tantissimo, ci dirà definitivamente che Inter è quella di Spalletti.

Nel pomeriggio l’analisi della partita e considerazioni a mente più fredda.

Le pagelle

HANDANOVIC 6,5: fa solamente una parata importante, ma è davvero importante. Sui gol non sembra avere responsabilità.

D’AMBROSIO 5,5: primo tempo buono, sia in attacco che in difesa. Nel secondo tempo si scioglie come un cioccolatino al microonde e non ne azzecca più una.

SKRINIAR 5: si perde Lasagna sul gol, errore clamoroso per uno come lui, anche se la frequenza di questo genere di errori sta diventando troppo frequente, anche se l’Inter non l’ha pagata moltissimo: lui segue più la palla che l’uomo, lasciandosi troppo spesso il diretto avversario alle spalle. Poi, però, emerge anche in situazioni scabrose e il primo tempo lo chiude in crescendo.

Nel secondo tempo si perde di nuovo Lasagna nei primissimi minuti, altro errore, stavolta decisamente più grave, che l’Inter non paga: ma è un segnale chiaro per tutti. L’errore più clamoroso è quello di cedere alla tentazione di scappare sempre indietro, lasciando troppo campo agli avversari: l’occasione di Lasagna nel secondo tempo, il secondo e terzo gol nascono da situazioni del genere.

Peccato per la traversa. Dopo mesi in cui è stato l’unico o ultimo baluardo di un’Inter talvolta impenetrabile, ci sta che un ragazzo di 22 anni commetta qualche errore, soprattutto in un periodo di forma non proprio brillante: è solo che deve imparare a essere un po’ più Samuel e un po’ meno Lucio.

MIRANDA 6,5: nel primo tempo una di quelle prestazioni che ricordano Samuel: non si vede ma fa un sacco di cose importanti col corpo. Nel secondo è decisamente meno preciso, anche perché è lui che ha più di tutti questa tendenza ad arretrare e lasciare spazio e campo agli avversari.

A livello di prestazione individuale, però, non gli si può rimproverare quasi nulla: 10 recuperi e tante battaglie vinte. Unico grande errore della ripresa è sull’azione del 1-3, quando non si capisce con Skriniar e si invertono le posizioni, perdendo un tempo di gioco e sbagliando.

SANTON 4: prima del primo gol fa una cosa pregevolissima e, preso dall’entusiasmo, esagera commettendo un errore grossolano che costa il gol del vantaggio friulano. La cosa positiva, però, è che non implode e San Siro lo aiuta, rendendosi pericoloso anche in fase offensiva.

Nel secondo tempo implode definitivamente e causa il rigore che manda al tappeto un’Inter che non ha più forza e testa per ripartire.

BORJA VALERO 6: le giocate dell’Inter dipendono da lui, forse troppo. Nel primo tempo è quasi impeccabile: lo fa poco, ma quando decide di salire in pressing non sbaglia mai tempo e diventa sempre pericoloso; sbaglia appena 2 passaggi e apre il gioco con una sapienza e una visione che ha solo lui. Quando lui cala, però, l’Inter si smarrisce.

Anche lui fisicamente un po’ in calo fisicamente, soprattutto quando le distanze tra i reparti sono troppo ampie.

VECINO 5,5: silenzioso anche lui nel primo tempo, ma ogni volta che va a pressare qualcuno diventa un problema per l’avversario perché fisicamente, pur sembrando magrolino, non lo sposti neanche con le cannonate. Poi comincia a sentire la fatica dei 120 minuti contro il Pordendone: lui sì autorizzato a sentirli.

CANDREVA 7: nel primo tempo comincia non benissimo con un paio di errori che lasciano presagire una giornata no. Invece pian piano cresce e nel primo tempo sodomizza Adnan con un continuo variare di movimenti, andando incontro o in profondità, spesso con finta e contromovimento. L’assist per Icardi è un bijoux di tecnica, tempismo e precisione.

Quasi tutta la produzione offensiva passa per i suoi piedi, vista l’ininfluenza di Brozovic e il periodaccio di Perisic. Nel secondo tempo si trova letteralmente solo a predicare nel deserto e sparisce anche lui: ma non pregiudica una prestazione sopra le righe.

BROZOVIC 4,5: Per 38 minuti circa letteralmente fuori dalla partita, senza mai azzeccare una sola posizione, piazzandosi sempre su una linea di passaggio che non c’è, continuando a pascolare alle spalle dell’avversario. Nel primo gol non ha responsabilità ma se guardate lo vedrete trotterellare senza senso attorno ai compagni: l’emblema della sua partita.

Poi prova un tiro da fuori, balisticamente pregevolissimo, e con campo più aperto riesce a essere più presente, anche se sinceramente è sempre troppo poco.

La cosa che infastidisce di più è che quando ci mette un po’ di testa e di lucidità riesce a essere uno dei più pericolosi: ma per due/tre lampi a partita non si può giocare un uomo in meno, non a questi livelli, non quando hai bisogno che siano tutti utili alla causa.

PERISIC 5: sembra quello più in difficoltà dal punto di vista fisico, perché raramente cerca e trova lo spunto sull’uno contro uno. Il che, però, non gli toglie pericolosità nel primo tempo. Nel secondo, invece, annega con i compagni anche a causa dei cambi di Spalletti.

ICARDI 6: giornata di stampo classico, infognato tra i due difensori avversari. Segna un gran gol e nel secondo tempo prova a muoversi di più, ma nessuno sembra abbia la testa giusta per dargli corda.

GAGLIARDINI 5,5: entra per dare equilibrio, ma anche lui sembra spesso fuori posizione e non ha la rapidità per recuperare. Nel secondo gol, per esempio, parte a recuperare la posizione con troppo ritardo, e questa si sta rivelando una costante preoccupante.

Va vicino al gol  ma non è giornata.

KARAMOH 5,5: un po’ per la posizione che non si comprende, un po’ perché commette un paio di errori di troppo, non sembra proprio serata per lui.

SPALLETTI 5: ancora fiducia a Brozovic e nessuna variazione nel primo tempo nonostante il croato sia chiaramente fuori registro. Nonostante questo, però, il primo tempo è di ottimo livello e se l’Inter non passa è solo perché davanti sciupano mentre l’Udinese azzecca il gol al primo e unico tiro in porta.

La partita contro il Pordenone ha lasciato qualche strascico fisico (vedi Vecino e Skriniar) ma non mentale: nel secondo tempo si crolla per superficialità, sottovalutazione dell’avversario ma anche per un calo fisico verticale.

Per la prima volta in campionato l’Inter corre meno dell’avversario. Evidentemente non se lo può permettere.

MARIANI 4: due pesi e due misure. Per la quarta partita consecutiva, all’Inter capita un arbitraggio “all’inglese”, ovvero: quando picchia l’avversario lascio correre. E comincio a pensare che la coincidenza non sia poi così casuale.

Ha frettissima di fischiare punizioni ai bianconeri, soprattutto nel primo tempo, e in generale non piace la conduzione della partita.

Col Var fa un pasticcio incredibile, un abominio procedurale che dovrà essere chiarito ai piani alti: per chi se lo sia perso:

#InterUdinese 1-3: perché la scelta di Mariani e #Var è sbagliata

 

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Il tabellino

INTER-UDINESE 1-3
MARCATORI: 14′ Lasagna (U), 16′ Icardi (I), 61′ De Paul rig. (U), 77′ Barak (U)
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Santon (70′ Karamoh); Vecino (78′ Eder), B. Valero; Candreva, Brozovic (53′ Gagliardini), Perisic; Icardi. A disp.: Padelli, Berni, Cancelo, Ranocchia, Dalbert, Nagatomo, Pinamonti. All. Spalletti
UDINESE (3-5-1-1): Bizzarri; Larsen, Danilo, Nuytinck; Widmer, Barak, Fofana (75′ Behrami), Jankto, Adnan; De Paul (88′ Hallfredsson), Lasagna (78′ Perica). A disp.: Scuffet, Matos, Bajic, Ingelsson, Maxi Lopez, Bochniewicz, Ewandro, Pezzella, Balic. All. Oddo
ARBITRO: Mariani.
Sanzioni: Adnan (U), Nuytinck (U), Fofana (U), Widmer (U), Vecino (I).
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