Milan-Inter: chi rischia di più?

Malpensante… di’ la verità: stai male? Ti sei drogato? Hai bevuto o mangiato male a Natale?

La domanda dei nostri lettori sarebbe più che lecita se davvero avessi pensato di scrivere un articolo con quel titolo e provando persino a spiegare quale delle due squadre rischia di più. Quindi, no, non sto male e non ho né bevuto né mangiato male a Natale.

Il titolo non è mio, ma preso in prestito da quello che stiamo leggendo in queste ore: ovvero di Milan e Inter affiancate nella sofferenza e nella crisi.

La Gazzetta dello Sport, per esempio, apre l’edizione cartacea di oggi con queste chicche in prima pagina:

Oibò, direte Voi, che è più o meno quello che ho detto io. Cosa potrebbe valere in più di una semifinale? La stessa Gazzetta insiste e ci spiega.

Il triplo carpiato è servito: “vengono da due sconfitte consecutive”, come se il cammino fosse stato identico fino all’altro ieri e le due squadre non sono separate da una voragine quasi incolmabile, dato che l’Inter dovrebbe fare 0,85 punti in meno a partita per farsi superare dai rossoneri fino a fine campionato: che se l’Inter facesse un maligno 1,45 punti a partita (uno dei peggiori cammini degli ultimi anni), il Milan dovrebbe viaggiare a 2,3 punti a partita che, spalmati su un campionato intero, significherebbero 38 punti.

Però vengono entrambe da due sconfitte consecutive eh.

Ti diresti che va bene così, e invece no, perché nei meandri delle diavolerie editoriali tra titolo, catenaccio, occhiello, sottotitolo etc… sbuca questa roba qua che per un attimo ti fa stropicciare gli occhi appena la leggi, facendoti chiedere se fino a ieri hai vissuto su Marte o ti sei inventato di sana pianta 18 giornate di campionato.

Alla ricerca di sé stesse.

Quindi non solo accomunate dalla sciagura di avere perso due partite consecutive, ma persino nella disperata ricerca di sé stesse, aggrappate alla speranza di giocarsi un solo obiettivo stagionale: un “misero” derby di Coppa Italia.

Che importa se il Milan nelle ultime 13 ne abbia vinte solo 3, nelle ultime 6 soltanto 1 perdendone 3 subendo 10 gol e segnandone soltanto 4: la crisi è di entrambe perché sono accomunate dalle ultime due sciaguratissime partite.

A pagina 2 va un po’ meglio, perché la Gazzetta fa outing e dice che “rischia di più il Milan”, salvo poi farsi prendere dall’ansia e sottotitolare:

Deluse eh.

Entrambe.

Nulla, però, a confronto di quello che riesce a partorire la mente titolista di Sport Mediaset, che sui social si inventa un titolo da TSO.

Uno di quei messaggi che ti arrivano la mattina, quando magari non hai voglia neanche di fare cose impegnative, e ti costringono a leggere con attenzione.

Ma chi rischia di più?

Nessuno.

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L’eventuale vittoria del Milan non cambierebbe di una virgola il disastroso cammino di quest’anno, al punto che neanche la qualificazione nella più prestigiosa Europa League è valsa alcunché a Montella, se non a allungare l’agonia della sua conduzione in panchina.

L’eventuale sconfitta certificherebbe quello che è sotto gli occhi di tutti, anche se a dire il vero il Milan in campo è un pochino meno malvagio di quanto non dicano risultati e classifica.

L’eventuale vittoria dell’Inter non aggiungerebbe nulla all’attuale cammino e non risolverebbe il periodo di mini-crisi iniziato con la sconfitta contro l’Udinese, visto che la partita che può segnare la svolta è quella contro la Lazio… e neanche quella scriverebbe destini definitivi per i nerazzurri, in un verso o nell’altro, anche se una vittoria sarebbe fondamentale per la rincorsa a uno dei posti in Champions League.

Nel caso di sconfitta, i nerazzurri cosa rischiano?

La ragione direbbe niente, se non l’avvicinarsi alla Lazio dovendosi leccare le ferite per la terza sconfitta consecutiva.

Ma.

C’è un ma.

Ieri ho messo su un sondaggio che chiedeva se fosse o meno il caso di “scansarsi” contro il Milan per evitare “rischi” contro la Lazio. Una cosa è sfuggita a molti, ovvero la definizione esatta di “rischi”.

Vista la verve nelle risposte di chi pensava “no, mai e poi mai”, alcuni utenti più preoccupati ci hanno scritto in privato. Alcuni, leggendo l’articolo, hanno avuto la possibilità di chiarirsi quantomeno una parte dei problemi: il minutaggio nerazzurro è decisamente inferiore a quello laziale.

En passant, i risultati del sondaggio, alla fine, sono risultati davvero sorprendenti: mi aspettavo una nettissima e indiscutibile vittoria del “no”, che si è “fermato” al 56% (la base è piuttosto buona, 1.280 voti: 717 dicono “no”), mentre il restate 46% si divide: il 41% (231 votanti) dice preferirebbe persino “scansarsi” (ergo mettere dentro più primavera possibile) mentre il 59% (332 votanti) non si scanserebbe ma farebbe di tutto per evitare rischi fisici (da interpretare come lasciare in panchina parte dei titolari, almeno quelli che sembrano insostituibili).

Altri lettori, però, lasciavano trasparire l’apprensione di un ambiente mai davvero protetto verso l’esterno e che, in caso di sconfitta, dovrebbe affrontare altri 2 giorni e mezzo di fuoco:

E gli articoli di oggi confermano il timore: hanno già cominciato con la grancassa, accomunando Inter e Milan in una situazione assolutamente imparagonabile. E vi risparmio tutto quello che è stato partorito nei tg sportivi e nelle trasmissioni di approfondimento, perché andremmo persino oltre le cose che abbiamo letto poco sopra.

Rispetto a chi teme e, nel timore, cerca una soluzione “evitando”, ho prospettiva che è totalmente diversa e inverte la visione: questa distorsione dei media diventa uno dei motivi è necessario vincere.

Altro che scansarsi.

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