Le parole di Inzaghi, l’aberrante specchio dell’Italia

Hanno fatto scalpore le parole di Simone Inzaghi nel post partita, soprattutto quelle su Sky (probabilmente le prime a caldo).

Ammetto di essere stato tra quelli più “traumatizzati”, perché tutto l’impianto del discorso affonda su delle fondamenta etiche e morali che non mi appartengono e non mi apparterranno mai. Ma in realtà non appartengono e non apparterranno mai neanche al concetto più nobile e bello di Sport, quello con la “S” maiuscola.

esthia immmobiliareQualche tifoso laziale ci ha provato ad ammorbidire lo sciroppo, a spiegare, a rintuzzare. No, purtroppo no: non mi sono sbagliato, non ci siamo sbagliati. Le parole di Inzaghi erano dirette proprio in quella direzione.

al di là dell’episodio che lo si poteva togliere… senza la Var avremmo 7 punti in più, avremmo un’altra classifica. Perché un rigore con la Fiorentina al 94esimo, col Torino rigore netto… l’arbitro questa volta è stato richiamato, col Torino non è stato richiamato: oltre che non darci un rigore sullo 0-0 ci tolgono Immobile, probabilmente avremmo segnato e in 11 avremmo fatto 3 punti con il Torino…
Poi i due di stasera se l’arbitro come con il Torino non veniva richiamato, erano 7 punti in più.
[…]

In un’altra trasmissione:
ho sentito Cesari che era sempre molto obiettivo che ha detto che si poteva non dare, quindi è una decisione giusta. Facendo due conti, con i due punti di stasera sono 7 punti che ci mancano.

Oppure:

“È uno strumento che non va, che sta uccidendo le emozioni nel calcio, sia a noi che siamo protagonisti in campo e ancor di più ai tifosi che sono l’anima di questo gioco. Il calcio è bello per la sua immediatezza, ormai non si esulta più dopo un gol. Oppure si esulta e poi ci si deve rimangiare tutto. A me sta bene la gol line technology che stabilisce se un gol c’è o non c’è, ma con la Var tutto diventa più complicato. Così non ci si diverte più. Io quest’anno sono molto più contento quando giochiamo in Europa League dove la Var non c’è, rispetto al campionato, dove devi fare i conti con queste decisioni a singhiozzo. E, attenzione, io non penso che ci sia malafede da parte degli arbitri. È proprio lo strumento che non va. In Italia abbiamo i migliori direttori di gara del mondo, lasciamoli lavorare in santa pace.”

Quindi, sì, per Inzaghi sarebbe stato meglio “non richiamare l’arbitro” nel tardo pomeriggio di ieri e lui considera questo pareggio con l’Inter “due punti persi per colpa della Var“.

Giratela come volete, ma il senso delle parole è proprio quello, perché lui dice esplicitamente “ci mancano 7 punti”. Nonostante “si potesse non dare“.

No, non va bene per niente.

Premesso che Cesari si sta mostrando sempre di più un professionista arrampicatore di specchi, inventando letteralmente protocolli che non esistono, regole che forse erano già state abolite al suo tempo (tra l’altro l’ho sempre considerato un arbitro davvero scarsissimo), perché quel rigore non c’è, punto.

Non c’è per il regolamento, per il buon senso, per gli usi e i costumi delle partite di calcio.

Non c’è.

Punto. A capo. Fine.

Senza discussioni, senza tentennamenti, senza ipotesi, senza avverbi, senza condizionali. Se una cosa non c’è, non c’è. Non come lascia intuire qualche giornale stamattina:

A meno di non rintracciarla nei meandri della mente contorta di Cesari e nelle speranze truffaldine di Simone Inzaghi. Che, sì, abbiamo inteso tutti perfettamente: avrebbe voluto vincere con un rigore che non c’è.

Avrebbe voluto rubare un risultato. Non c’è altro modo di dirlo.

La cosa peggiore è che ha una “scusa” con cui motiva la sua posizione filosofica.

Vedete, l’Italia è fatta di tante anime e mi piacerebbe usare il termine “subcultura” per indicare la deviazione dall’etica/morale di una maggioranza da parte di una frazione di tutta la popolazione. Purtroppo così non è, perché l’Italia è il paese che conosciamo, devastato da un’etica nulla, da una morale a piacimento e a convenienza, violentata dall’opportunismo del singolo a danno della collettività.

No, non sto facendo un sermone e so benissimo che tutto il mondo è paese, ma l’Italia è il più paese di tutti (prendo in prestito Orwell), quello dove vivono e splendono la compiacenza e l’ammirazione verso il furbo, il truffaldino che ce la fa, il mariolo che ne esce indenne dalle malefatte.

Il calcio è lo specchio del paese, chiaramente, e non è un caso che l’atto della simulazione calcistica in Italia si sublima in un’arte, un’eccellenza: quella che ti fa gridare “giusto! Giusto!” anche se non c’è nulla, con tutto il codazzo di tifosi che dicono “giusto così!”.

Giusto un cazzo, scusate il francesismo.

Dicevamo, non è subcultura, quindi: è proprio cultura popolare pallonara quella di ragionare secondo un principio che è l’aberrazione stessa dello Sport e delle regole.

I protagonisti, i giornali, i media, i commentatori, gli opinionisti, quelli che di calcio “sanno”, quelli che “sanno come vanno queste cose” ce lo hanno insegnato ed è diventato, appunto, cultura: gli errori a fine campionato si compensano.

Ho provato a cercare in altre nazioni e in altri sport questo genere di pensiero filosofico altissimo (sono sarcastico eh) e non sono riuscito a rintracciarlo.

Perché nel resto del mondo il concetto è molto più semplice: un errore rimane un errore; il secondo errore non compensa nulla, perché si somma e diventano due errori.

Anche perché non si compensa nulla. La storia del calcio, soprattutto di quella italiano, è fatta di tanti errori che determinano una classifica, salvo poi “compensarsi”, secondo quella abietta filosofia di cui sopra, a fine anno con altri errori che non determinano più assolutamente nulla.

Quindi no, gli errori non si sono mai compensati, non si compensano né si compenseranno mai: due errori sono e rimarranno sempre due errori.

Per Simone Inzaghi, invece, sarebbe stato giusto essere “rimborsato” dei presunti errori precedenti, perché anche a considerarlo errore (e lui, pazzesco!, non lo considera tale), sarebbe stato a compensazione di questi.

E, badate, non lo fa e non lo dice perché è impazzito: lui pensa proprio così, nello stesso identico modo in cui ragionano i tanti commentatori in tv e sui giornali che stanno facendo la guerra a uno strumento di giustizia che abbiamo sempre reputato imprescindibile… almeno finché non è arrivato.

Avete visto il film “l’ora legale”? Esatto, la stessa identica cosa. Siamo bravissimi, dei professionisti straordinari della lagnanza continua sulle cose che non vanno, sul traffico, sulle tasse che non si pagano, sui servizi che non funzionano, almeno finché questa non diventano a nostro favore, finché non ci danno un vantaggio. Finché non si tratta del parcheggio sotto casa, delle nostre tasse, del servizio che non funziona perché il mio amico allo sportello mi ha fatto scavalcare la fila.

E se per caso qualcosa cambia in meglio, secondo un “meglio” eticamente universale, e non ci piace, allora è da abolire.

Perché non ci divertiamo più. Perché non ci conviene più.

Il Var e l’ignoranza

Le parole di Inzaghi, oltre a rappresentare uno specchio fedele di un’Italia piaciona e arruffona che non vuol saperne di diventare un paese “normale”, nascondono anche un’ignoranza aberrante sullo strumento in questione.

Lo dice lui stesso, pensando che il Var non abbia richiamato l’arbitro nella partita contro il Torino.

Non funziona così.

Il Var c’è, vede, parla costantemente con l’arbitro. Il Var non è un male: è uno strumento. Quello che possiamo discutere è come lo si usa, ma questo vale per tutti.

Come se ci lamentassimo dei coltelli venduti al supermercato perché un pazzo potrebbe prenderne uno e accoltellare a caso chi gli capita sotto tiro. Il problema non è il coltello, è il pazzo.

In questo caso è l’arbitro che deve giudicare secondo quanto gli viene trasmesso dal Var.

Quando c’è stato l’episodio del mani di Santon in Inter-Udinese, se ricordate, mi sono imbufalito perché io, come tanti altri, ho reputato che fosse un errore tecnico. En passant, spiace dovere ancora una volta contraddire Cesari, perché Rizzoli e Rosetti sono stati chiari: se ricomincia un’altra azione, non si può più usare il Var. Questa bestialità l’ha detta in occasione del corner che ha portato al gol della Juventus in Juventus-Roma: secondo lui hanno rivisto anche il mani (che c’è) di Higuain, e non è così.

La risposta più comune è stata: “è stato giusto così”.

Il fatto è che il Var non è stato introdotto per un indefinibile “portare giustizia”, che è un concetto pericolosissimo da ogni punto di vista. Il Var esiste perché può e deve correggere chiari errori arbitrali.

La domanda che ci dobbiamo porre di fronte a questi casi non è “è giusto intervenire?” ma “l’arbitro ha commesso un chiaro e inequivocabile errore?“: se non si capisce la differenza tra queste due prospettive diversissime è persino inutile discutere di Var.

Non, come dice Inzaghi: “Il Var è stato inserito per far diminuire gli episodi e invece e parliamo ogni week end” che dimostra solamente una cosa, ovvero che non sa come funziona, perché è stato introdotto e a cosa serve. Ovvero non sa nulla di Var.

Il protocollo è rigidissimo proprio perché la sua rigidità è a garanzia del rispetto delle regole: la correzione degli errori non può rientrare nella discrezionalità che tanto piace a certi protagonisti dello sport. Se, seguendo il protocollo, il Var non può intervenire, anche se nel caso fosse giusto farlo, il Var non deve intervenire, non deve essere usato.

Il protocollo non può e non deve entrare in ambito morale, così come non devono farlo le leggi, anche se spesso l’applicazione delle stesse ci fa storcere il naso, ci fa pensare che “non è giusto“.

Certo, il Var deve migliorare, anche se il discorso “tempo” per me non è un fattore determinante, perché nel calcio si perde tempo per ogni cosa: ci vanno bene le simulazioni, le perdite di tempo, i due palloni in campo buttati dai raccattapalle (vedi due episodi vergognosi nel derby di mercoledì), ma non ci va bene spendere un paio di minuti per correggere un chiaro errore arbitrale.

Perché ne va dell’emozione.

Perché ne va della poesia.

Guardate quanta poesia c’è in questo splendido gol non dato!

E che volete che sia? Prima o poi arriverà un altro errore a compensazione. Magari a fine campionato quando compenserà l’errore ma non compenserà il “peso” dell’errore precedente.

Due cose dovrebbero cambiare e immediatamente.

La disponibilità delle immagini, immediatamente: allo stadio e a casa, il tifoso ha tutto il diritto di vedere esattamente le stesse immagini che sta visionando l’arbitro.

Davvero, è inconcepibile questa ritrosia nel nascondere le immagini. Nella NBA succede, e talvolta impiegano ben più di due minuti per decidere su una semplice rimessa dal fondo: eppure non se ne lamenta nessuno, fa parte dello spettacolo, esattamente come la pubblicità in tv, come la fine del primo tempo al cinema, come la pausa durante i concerti o gli spettacoli teatrali.

Ma non solo le stesse identiche immagini: anche la stessa visibilità delle immagini quale che sia l’episodio in dicussione. Nel derby di mercoledì c’è un possibile mani in area di Bonucci: non esiste il replay, non esiste un’immagine, un approfondimento. Niente.

Questa regia da dittatura bulgara ha davvero rotto le scatole: è inspiegabile.

Inoltre, Rizzoli e Rosetti il lunedì dovrebbero spiegare.

Inzaghi esprime un giudizio che si fonda sul fatto che evidentemente non sa come funziona il Var, forse non lo ha capito, forse non gli è stato spiegato a dovere. Stessa cosa per i tifosi.

Quando c’è stato l’episodio del fallo di Lichtsteiner su Gomez, con gol successivamente annullato alla Juventus, commentatori tv e tifosi bianconeri si sono scagliati contro un utilizzo, a loro dire, distorto del Var. Ponendosi la domanda sbagliata: “quanto tempo è giusto che passi prima che intervenga?

L’indomani sarebbe bastato che qualcuno dicesse chiaramente che il Var può intervenire per valutare se nella costruzione dell’azione offensiva, se nella fase di attacco c’è un fallo di gioco: si valuta la continuità dell’azione, non il tempo trascorso. Solo per falli estremamente evidenti, come quello di Lichtsteiner, senza che ci sia stato recupero palla dell’avversario né fosse iniziata un’altra azione d’attacco (quindi anche con possesso mantenuto).

Invece no: questa chiusura all’interno della torre d’avorio genera mostri e dichiarazioni come quelle di Simone Inzaghi, con tutto il codazzo di disinformazione. Detto per inciso, parole come quelle di Inzaghi dovrebbero portare a una multa pesante come avviene sempre nella NBA: 25mila euro a ogni dichiarazione contro arbitro, contro la Federazione, contro il Var etc… e dopo un mesetto scarso perderebbero vigore.

Esthia immobiliare

Inzaghi e i media

Inzaghi prende una buccia di banana, scivola, cade.

Per tutti noi comuni mortali la sentenza sarebbe una e una soltanto: lo sberleffo, il sentirsi sbeffeggiato. Mentre sto scrivendo questo articolo, l’amico Mario Massaro mi sollecita con una puntuale evidenziazione della stortura:

La reazione di Inzaghi contro la VAR è da italiano medio; ma non da italiano medio tragi-comico, magari un po’ “simpatico”, alla Alberto Sordi, ma tragico e basta. E i quotidiani stamattina, invece di svergognarlo per quello che merita e meriterebbe, all’unisono ne riportano il suo ridicolo grido di dolore, senza una minima ombra di critica. Che schifo e che vomito. Mi viene in mente Petrolini, e la sua reazione a teatro se c’era qualche zoticone ignorante che lo fischiava: “nu nce l’ho co te che me fischi, ma con quel fesso di fianco che nun te da na pizza pe buttatte giù dal palchetto”. 

Esatto.

Che i giornalisti e i giornali debbano fare cronaca ci sta: Inzaghi lancia il suo anatema, il suo “urlo di dolore” e ci sta che chi fa informazione riporti le parole di uno dei protagonisti, ci mancherebbe altro.

Il problema è che chi fa informazione dovrebbe, per l’appunto, informare, spiegare. Se è il caso anche dare un paio di metaforiche sberle a chi dice conclamate scemenze come quelle di Simone Inzaghi.

Ora provate a fermarvi un attimo e pensare all’informazione in politica.

Chiunque parli, qualunque cosa dica, troverà sempre almeno un “giornalista contro” capace di dirgli senza remore: “ma che bestialità stai dicendo?“. Troverà, certamente, anche quello che gli dà la pacca sulla spalla ad accompagnare un compiaciuto “ben detto!“, e mi starebbe bene anche quello se compensato con la presenza del primo.

Nel calcio italiano no, non succede.

Nel calcio italiano 99 volte su 100 le dichiarazioni del protagonista di turno vengono assurte a una indefinibile entità astratta intoccabile e non giudicabile, quasi si trattasse di una “verità di parte” accettabile, sempre e comunque.

No, non è e non può essere così.

Su alcuni giornali cartacei e online si va addirittura oltre: non si spiega neanche che l’episodio in realtà non esiste neanche: il rigore non c’è, punto, stop. Fine della discussione.

E il Var ha corretto una decisione chiaramente sbagliata: il Var è vivo, il Var funziona. viva il Var.

No, si inverte il concetto e si dà la responsabilità all’arbitro, lasciando al lettore il pericoloso concetto del “giusto o sbagliato” su un fatto regolamentare chiarissimo.

E gli approfondimenti sono pure peggio dei titoli:

Dando addirittura visibilità a un concetto che è, ribadiamo, la negazione stessa dello sport:

Ma persi per cosa? Qualcuno che gli dice che sta dicendo una bestialità c’è? Qualche giornalista che abbia il coraggio di dirgli “Simone, ma il rigore non c’era, come fai a dire che ti hanno fatto perdere punti?”. Oppure: “Simone, ma scusa, cosa avresti detto se quel rigore te lo avessero dato contro?“.

C’è qualcuno che abbia il coraggio di dire le cose come stanno?

O noi “non-professionisti” del web dobbiamo fare come le fantomatiche particelle di sodio della pubblicità?

A quanto pare sì.

Valli a capire i ragionamenti di “quelli che sanno di calcio“, “quelli che ne sanno di informazione“. Dei professionisti dell’etica  e della morale all’italiana.

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  • Viktor85 (WaitingForGodot)

    ..ieri ho avuto uno scazzo con Vernazza della “gazza” su twitter (chiuso con reciproco defollow) sulla mancata espulsione di Romagnoli : lui aveva amplificato – ridicolizzandole – le parole di Pioli sull’episodio che aveva parlato “di fallo da ultimo uomo”, mentre io gli contestavo di focalizzarsi sulla cosa sbagliata, perché – da giornalista – avrebbe dovuto evidenziare l’evidente errore arbitrale e l’inammissibile mancato intervento del VAR (che in analoghi episodi era intervenuto “penalizzando” la SPAL contro la Roma e il Crotone contro il Milan, in questo caso addirittura dopo la concessione di un calcio di rigore) …. la “gazza” sposta l’attenzione …ma a noi non ci frega! 🙂

    • Alberto Di Vita

      il problema è che a loro va bene così. Ok i lettori, ma il loro primo pane sono i calciatori e le società

      • Chun-Li Chung

        vero! poi, so che sembra utopico, ma se anche solo i tifosi interisti smettessero di fare click click click sulla loro homepage, sui loro link sponsorizzati su Twitter, su FcInter1908 (manco pessimo ma pronto ad aizzare i tifosi con sfottò pro e contro: ma contribuisce alla “audience” di Rcs/Gazzetta) e se non comprassero tutti per una settimana la Gazzetta cartacea io credo che sarebbe un piccolo, segnale importante.
        e non fosse manco un segnale, è qualcosa che comunque consiglio sempre, invitando invece a seguire qualche altro aggregatore di news interiste piuttosto.
        quanto perderebbero in ricavi pubblicitari? e cosa non farebbero per riconquistare questi lettori? poi c’è anche il rovescio della medaglia, ovvero che forse non capirebbero nemmeno dove li perdono oppure sì e sceglierebbero di continuare a calamitare altri bbilanelli (li ricordo i titoli “scudettati” estivi: eppure ora si parla di flop inter e bbilan in risalita) o, peggio ancora, solleticando quelli juventini che già ora hanno due “chiese” a cui rivolgersi per titillare l’autostima: panegirici a dybala e marcia trionfale verso cardiff sono due casi paradigmatici come tu stesso hai più ampiamente evidenziato a giugno.

        questo stato di cose non può essere cambiato purtroppo. ma esserne anche involontariamente conniventi non va bene.

        • Chun-Li Chung

          pardon, tre “chiese”: il CorSport anti-spallettiano di Vocalelli (colui che en passant sta distruggendo pure il Guerin Sportivo, appiattitosi agli altri fogli editi dal Gruppo Editoriale Conti, tra cui CdS e Ts) che scodinzola dietro Dybala e la Juventus -dopo anni di battaje ar sistema- completa la sacra trimurti dell’informazione sportiva italiana.
          ah, anche loro titoli tricolori per il bbilan in estate.
          autocritica ora? szero.

        • MaledettiToscani

          “So che sembra utopico, ma se anche solo i tifosi interisti smettessero
          di fare click click click sulla loro homepage, sui loro link
          sponsorizzati su Twitter, su FcInter1908 (manco pessimo ma pronto ad
          aizzare i tifosi con sfottò pro e contro: ma contribuisce alla
          “audience” di Rcs/Gazzetta) e se non comprassero tutti per una settimana
          la Gazzetta cartacea io credo che sarebbe un piccolo, segnale
          importante”.

          Scusa, Chun-Li, ma cosa c’è di utopico, in quello che scrivi? Nel mio piccolo, faccio esattamente così, da molti anni — da prima del Triplete, se non ricordo male. La Cazzetta cartacea la compro in media una volta all’anno — in occasione della finale di Champions persa dai gobbi — e la conservo, ancora piegata, come un caro ricordo. Poi, nei rimanenti 364 giorni, non la sfoglio neppure al bar. Sul loro sito web, non metto mai piede — i risultati delle partite li ricavo dall’ANSA, pensa un po’. Quanto poi alle altre testate, non so neppure cosa siano, quindi figurati se clicco su qualcosa che possa fare loro gioco. Insomma, difendersi da questi signori è possibile, semplice, e alla portata di tutti, e adottare misure drastiche come le mie richiede solo un minimo di attenzione nella fase iniziale — poi, come tutte le cose, viene perfettamente naturale e non ci pensi neppure più.

          • Chun-Li Chung

            idem io, ma credimi conosco un fottio di interisti che persevera. cambio il termine “utopia” con “disillusione”? 🙂

          • MaledettiToscani

            ok 😉

          • MATRIX61

            E non sei il solo buddy, ti assicuro che siamo in molti

        • Alberto Di Vita

          i click click fateli intanto su questa pagina eh 😀

  • teone

    Come non essere d’accordo…ieri Inzaghi stava sempre ad allargare le braccia. Saranno quelle due o tre voci che lo vogliono futuro mister della Juve che lo influenzano

  • maigobbo

    articolo perfetto niente da aggiungere anche perchè ho la nausea di tutto questo furbesco malaffare

  • MaledettiToscani

    Per quello che vale la mia opinione, il “grido di dolore” del diversamente Inzaghi non è solo frutto dell’atteggiamento ben descritto da ADV — il furbetto del quartiere, tanto apprezzato alle nostre latitudini — ma di una mala fede ben più spessa. Non so se siano fondate le voci che vedono ciuffettino de noantri destinato alla panchina dei gobbi. Quello che è certo, però, è che la sua sparata lo rende di fatto organico a tutti quelli, a cominciare dai gobbi, appunto, che sin dall’inizio hanno trovato da ridire sul Var. Si tratta, in altre parole, di un’esplicita strizzata d’occhio: ragazzi, sono uno dei vostri. Quanto poi alla mancata stigmatizzazione da parte degli addetti ai lavori, giornalisti in primis, mi meraviglio della meraviglia di ADV: non li conosciamo bene, e da un pezzo, questi signori? Non abbiamo sentito, sin dall’inizio del campionato, le ragioni comiche con le quali condannano il Var? Non diciamo, tutte le settimane, tutti i giorni, che la credibilità del giornalismo sportivo nostrano è pari a zero? I non-commenti di oggi confermano semplicemente tutto questo. All’Inzaghi meno capace, che si diverte così tanto in EL perché non c’è il Var, non posso che augurare una eliminazione dolorosissima dalla Coppa, grazie a una clamorosa svista arbitrale a cui nessuno ha potuto porre rimedio. E, in conferenza stampa, poi, qualcuno che gli chieda se, dopo essere stato derubato, si senta almeno più “emozionato”… Razza di pagliaccio.

    • Alberto Di Vita

      La mia “meraviglia” è un filo strumentale: serve per scuotere qualche coscienza in più, se serve…

      Alla fine non è stato 1-1 ma 0-0 eh!

    • BlackSail33

      Scusami, io invece auspico che in coppa vadano avanti un po. Sane mazzate al giovedi in coppa, magari con i supplementati, per arrivare bolliti a fine campionato.

    • RanieroB

      ma alla juventus non sono mica matti, se va via allegri ne prendono uno bravo.

  • Vatederoma

    Perfetto Alberto, grazie. Solo un piccolo rilievo, Cesari non era arbitro scarso. A buon intenditor poche parole. Buon anno nerazzurro, e non solo

    • Giuseppe Nostro

      Esatto! Cesari era quello che NON ha dato il gol uno dei 2 gol fantasma 👻 (che C’ERANO) contro la Juve nel 1998. Passato alla storia per lo scudetto rubato e per DODICI favori arbitrali alla Juve. Io me lo ricordo bene

    • Alberto Di Vita

      Occhi che “scarso” non significa che non sapesse come e quando e quanto indirizzare una partita 🙂
      Buon 2018 anche a te!

      • Vatederoma

        Comunque, checchè ne dica l’inzaghinogobbodentro, la vera oscenità è stata concederlo, quel rigore: ricorre ancora nei miei incubi quello che ci affossò, con relativa espulsione di Obi, in Inter-Napoli e senza scomodare il derby dell’ Anno di Grazia. Questo, dato che si parlava di capacità e fede degli arbitri.
        Grazie per il servizio che rendi ed il rispetto che porti a chi possiede un cervello e vuole usarlo, ancora auguri.

    • RanieroB

      sì, infatti, aggiungiamo alle poche parole – e chiaramente – che il posto che occupa ora è stato acquistato a quei tempi.

  • BlackSail33

    Ma ci stupiamo delle urla da osteria di bassa lega di ciuffetto de noantri? Ma chi manipola e gestisce il campionato italiota anche come sponsor della fgci? La ndrina torinese. Invischiati in qualsiasi scandalo, dalla bumba in vena ai cari tempi di lippi, a calciopoli, alla ndrangheta, allo stadio con terreno a 65 cent al m2, neanche un pollaio nella pampa. Con presidente già riabilitato. Con questo brodo di cultura, cultura della truffa, del malaffare, ciuffetto è perfettamente allineato. Ambiente dove uno come lotirchio ci inzuppa il biscotto. Per la Var prevedo tempi duri.

    • RanieroB

      Non è un caso Stronzaghi alzi la voce quando gioca contro l’Inter. Con la Juventus non l’avrebbe mai fatto.

  • BlackSail33

    Dimenticavo, buon anno a tutti i fratelli interisti, pessimisti e ottimisti.

  • Amstaf

    Alberto, intanto gli Auguri, a tutti. Per inciso, che non è questo il luogo, sulla “politica” ed il “giornalista contro” ti trovo…ingenuo, non è così, conta anche la quantità e l’orario…mi fermo.
    Devo correggerti, le prime dichiarazioni, a “caldissimo” dell’inzaghi non sono a Sky ma a Premium, dove, nonostante cesari, non trova sponde ma silenzio. A quel punto, a Sky, RINCARA, il che elimina ogni ipotetica attenuante…adrenalinica. Si rassegni, il VAR, per nostra fortuna, non è italiano ma FIFA ed UEFA, riscuote molto gradimento e “invidia” da parte di chi non lo ha; quindi, inzaghino, se dovesse giocare ancore le Coppe, si ritroverebbe il VAR, prima o poi, divertendosi meno, lui, ma pazienza!!! Il VAR ha molti limiti, che non dipendono dal protocollo (quella è una SCELTA di base, rivedibile ma da stabilire PRIMA, mai durante), dipendono dagli umani, ovvero gli arbitri. In quanto umani e in quanto…arbitri italiani.
    Al contrario di inzaghi io sogno l’arbitro robot, tecnicamente fattibile, che NON eliminerebbe tutti gli errori ma garantirebbe neutralità; un ciuffo d’erba, insomma.

    • RanieroB

      Sì, continuerà a fare l’Europa League anche l’anno prossimo, sempre che non vada alla Salernitana in C2

  • aleinter

    Complimenti. Grandissimo articolo. La negazione del VAR e’ la sintesi della mediocrità italiana

  • Mark Hollis

    Visto tutto su Premium. Nell’ordine 1) inzaghi da vomito 2) il silenzio di quelli in sala, anche questo da vomito 3) l’intervistatore di Spalletti che domanda cosa ne pensa di quello che aveva detto inzaghi ( in merito ai 2 punti in meno), facendo credere al ns. allenatore che le lamentele di inzaghi si riferissero al gioco espresso e non al Var. Stravomito. A quel punto con mio figlio abbiamo spento……comunque buon anno a tutti e non facciamoci il sangue amaro.

  • Gus

    Già, per quale motivo non viene prevista una finestra informativa ufficiale, magari via web su apposito Tubo della Lega, in cui Rizzoli spieghi gli episodi controversi ed informi sulla casistica del VAR, proprio non lo capisco. Mi ricorda, fatte le debite proporzioni, il silenzio assordante di Moratti sulle fake news negazioniste relative a calciopoli infone assurte a vulgata popolare. Comunque io, per inciso, la serie A la seguo nell’oasi del canale spagnolo Bein (in cui i cronisti non hanno avuto problemi a derubricare come inesistente il pazzesco rigore assegnato da Brocchi).

    • mordecai

      scusa,ma questo canale come si trova?

      • Gus

        Esiste il canale ufficiale della serie A
        https://www.youtube.com/channel/UCBJeMCIeLQos7wacox4hmLQ
        Basterebbe caricarci video di Rizzoli che spiega la casistica. Avrebbe valenza divulgativa e delineerebbe la linea ufficiale del designatore sugli episodi di giornata. No more “ci mancano 7 punti…”

  • bruneroblu

    Il dramma vero è che questa mentalità è applicata a tutta la vita (in)civile italiana e viene insegnata dai genitori ai bambini nella più tenera età: avendo due figli in età scolare lo sperimento molto spesso. Se vuoi il calcio è un ambito abbastanza limitato e fa danni circoscritti, a parte i nervi. Ma il resto? Comunque contano solo i fatti e con queste logiche la nazione Italia con la sua prosopopea e le sue furberie farà la stessa fine che sta facendo il suo calcio. Ormai le balle non le raccontiamo più a nessuno. Detto questo, allegria e buon 2018. E forza Inter, sempre.

  • nacka51

    Ignoranti e truffaldini. Per fortuna sono rimasti in pochi: la rubentus (che tiene fede al suo soprannome) inzaghino, l’ex giocatore della juve mauro su sky e mezzo Mihalovic, VAR tutta la vita anche se nel derby di coppa Italia ci ha “danneggiato” (eh eh …). Veramente servirebbero le spiegazioni settimanali di Rizzoli.
    AUGURI a tutti di un migliore 2018 (almeno da Champions).

    • MATRIX61

      Aggiungi pure quel bravo ragazzo di criscitello noto giornalaio di fede stragobba.

      • mordecai

        no ma voi avete letto il suo ultimo editoriale su tuttomercato web? quello del 1 gennaio?na roba allucinante

  • DC88

    D’accordo su tutto, un punto che vale tantissimo anche a livello psicologico e fa pensare bene che mettendoci un po più di cattiveria sotto porta si può arrivare benissimo tra i primi 4.Poi volevo dire una cosa ritornando al rigore che assolutamente interpretazione correttissima anche senza l’aiuto della VAR…ma perché tutti gli allenatori delle squadre avversarie che giocano contro l’inter si lamentano sempre????Noi non l’abbiamo mai fatto forse, questione di stile!!!!!!!Forza inter

  • DC88

    D’accordo su tutto, un punto che vale tantissimo anche a livello psicologico e fa pensare bene che mettendoci un po più di cattiveria sotto porta si può arrivare benissimo tra i primi 4.Poi volevo dire una cosa ritornando al rigore che assolutamente interpretazione correttissima anche senza l’aiuto della VAR…ma perché tutti gli allenatori delle squadre avversarie che giocano contro l’inter si lamentano sempre????Noi non l’abbiamo mai fatto forse, questione di stile!!!!!!!Forza inter

  • juvemerda4ever

    Chapeau Alberto, concludo dicendo che questa massa organica informe è pronto per allenare i ladri geneticamente dopati

  • Virgilio D’Annibale

    È incredibilmente reale il parallelo con la quotidianità italiana. Che altro aggiungere, niente.

  • RanieroB

    Grande e lucido articolo, Alberto.
    Simone Inzaghi, fratello scemo di un fratello scemo, nemmeno si rende conto che col Torino il rigore non gliel’ha proprio dato l’arbitro, Var o non Var. Che punti calcola? E poi si attribuisce punti come se, una volta dato, un rigore (Torino, Inter) venisse trasformato automaticamente, e inoltre la partita finisse lì. Anzi, Immobile se rimaneva in campo col Torino segnava di sicuro. 3 punti sicuri. Questo non ci capisce nulla di calcio, né di altro, perciò il nostro quarto posto è assicurato.
    La tua comparazione col malcostume italiano è perfetta, l’aneddoto di Petrolini fantastico.
    Quanto a Cesari… ma lasciamo perdere, va, c’ho cose più importanti da fare…

    • MATRIX61

      Qui siamo veramente al “scemo e più scemo”, ma il bello è che un sacco di pennivendoli lo hanno giustificato,lo stanno preparando per i gobbi e la rube.

  • Orso ™

    Inzaghino si sta preparando per la ruBe…

    • MATRIX61

      No, no sicuramente è già pronto.

  • Marco Primi

    Bell’articolo, comunque niente di nuovo sotto il sole. Non mi sono mai piaciute le “Teleprefiche”, ma sembra che i giornalisti facciano a gara a porgli il fazzoletto.