L’Inter e il problema del gol (pt 1)

Quanto è lecito parlare del 4° attacco del campionato così come esposto dal titolo, ovvero aprendo una discussione sul “problema del gol”?

Effettivamente i numeri in sé non sarebbero utili a aprire alcun dibattito: dopo i 48 della Juventus, i 43 della Lazio (con una partita in meno) e i 42 del Napoli ci sono i 34 dell’Inter in coabitazione con la Sampdordia che dovrà recuperare il match contro la Roma (29 gol fatti: attualmente settima a pari punti con l’Atalanta).

Messi così come esposti sopra, però, risalta già un aspetto importante: le prime 3 hanno segnato 15, 9 e 8 gol in più dei nerazzurri. Non pochi, considerato che si parla di 19 giornate di campionato.

Solo che il “problema del gol” l’Inter sembra averlo davvero perché abbraccia molti più aspetti del semplice “realizzare” e per molti versi sembra essere più profondo dei freddi numeri dei gol fatti, se è vero (come è vero) che praticamente l’intera platea dei tifosi nerazzurri si è accodata al concetto espresso da Sabatini in estate, quando ha tentato di dissipare le voci su Di Maria: se l’Inter deve comprare in quel settore, deve comprare gol.

Allarme che si è persino acuito con l’improvviso arresto in fase di realizzazione da parte dei nerazzurri: contro Juventus, Pordenone, Sassuolo, Udinese, Milan e Lazio, l’Inter ha realizzato la miseria di un solo gol in 6 partite, dopo averne segnati ben 10 nelle precedenti 3.

Chi segna?

Il problema, come dicevamo, sembra essere più profondo e riguarda le opzioni d’attacco dell’Inter. Vediamo cosa dicono i numeri.

In fase realizzativa, questa è la classifica delle squadre che hanno il maggior numero di realizzatori:

  • Juventus 13 calciatori;
  • Lazio 12;
  • Udinese 12;
  • Napoli 11;
  • Roma 11;
  • Torino 11;
  • Fiorentina 10;
  • Sampdoria 9;
  • Milan 9;
  • Atalanta 9;
  • Genoa 9;
  • Verona 9;
  • Chievo 9;
  • Inter 8;
  • Bologna 8;
  • Cagliari 8;
  • Spal 8;
  • Sassuolo 8;
  • Benevento 7 + Brignoli (Brignoli!);
  • Crotone 7;

Letta così si può dire in un modo preciso: l’Inter è penultima per numero di calciatori mandati a segno, in coabitazione con Bologna, Cagliari, Spal, Sassuolo e il Benevento di Brignoli.

Se tifate Inter tranquillizzatevi, perché non è una statistica così terribile come sembra.

Perché questi numeri dovrebbero essere rapportati al numero dei calciatori chiamati in causa, sia per presenze che per minutaggio.

La Juventus, per esempio, ha coinvolto ben 23 calciatori, con ben 17 sopra i 600 minuti.

Oppure la Roma: ne ha coinvolto 22 (escludiamo il paio di minuti di Tumminello).

Il Napoli 22 calciatori e la Lazio 21 (anche qui escludiamo Di Gennaro e Mauricio).

L’Inter è ferma a 18 uomini utilizzati a cui si aggiungono la quarantina di minuti giocati da Karamoh: di questi, soltanto 12 hanno superato i 600 minuti di gioco. Alcuni di loro sono stati utilizzati più per necessità contingenti, vedi gli esempi di Ranocchia e Nagatomo.

Il numero dei calciatori mandati in rete, quindi, è direttamente proporzionale al numero di calciatori utilizzati e aumenta con l’aumentare delle opzioni d’attacco: per il Napoli, per esempio, c’è anche un gol di Milik che ha giocato poco, ma è un attaccante e 90 minuti a un attaccante talvolta bastano. Voi protesterete che anche Eder è un attaccante e in effetti ha anche lui 1 gol, ma in 251 minuti di gioco…

La vicenda, però, assume altri contorni quando si pesano i gol dei singoli calciatori. Nell’Inter, i 17 gol di Icardi e i 7 di Perisic sommano 24 che su un totale di 34 fa la strabiliante porzione di 70,59%.

Da una parte può anche considerarsi un grande merito, perché avere un calciatore da potenziali 30 gol in campionato non è roba da poco: perché è bravo lui e perché lo si riesce a mandare in porta con continuità.

 

La Roma, per esempio, quest’anno fa fatica a innescare Dzeko. Il “nuovo Dzeko” sarebbe giusto dire, perché nella sua carriera non è quasi mai stato un cannoniere straordinario: prima dell’anno scorso, soltanto due volte al Wolfsburg aveva superato quota 20 gol in campionato (2008-09 con 26 reti e l’anno successivo con 22) attestandosi poi a numeri più bassi attorno alla quindicina… anche se qui dovremmo fare la tara col minutaggio (ci arriviamo dopo).

La Roma non ha giocatori in doppia cifra: le uniche squadre ad averli sono proprio l’Inter, la Lazio con Immobile (16), la Juventus col reietto Dybala (14), la Sampdoria con Quagliarella (12) e il Napoli con l’inceppato Mertens a 10.

Da questo punto di vista, drammatica la situazione del Milan che manda, sì, in gol 1 calciatore in più dell’Inter ma che ha il suo best scorer in Suso con appena 5 gol.

 

Dall’altra parte, però, è inevitabile dedurre che si tratta di un limite della rosa.

Nella Juventus la coppia Dybala-Higuain realizza 23 gol su 48, ben al di sotto del 50% del peso totale; nella Lazio Luis Alberto e Milinkovic Savic si attestano entrambi a 5 che sommati (tutti e due) a Immobile fanno 26 su 43, ovvero il 60,47% ma in 3; nella Sampdoria Quagliarella e Zapata hanno realizzato 18 gol (6 quelli di Duvan) che fanno quasi il 53%.

Insomma, le statistiche ci confermano l’importanza fondamentale del duo Icardi-Perisic, che costituisce un peso enorme all’interno del totale dei gol realizzati, rappresentando anche qualcosa in più che una rarità in Serie A: a memoria non ricordo una coppia così determinante.

Nel bene e nel male.

 

Come ci arriva, quanto produce

Su queste pagine avete spesso letto che “l’Inter comunque produce gioco e occasioni da rete” anche se troppo spesso le occasioni potenzialmente buone si perdono non tanto per mancata precisione al tiro ma in quella dell’ultimo passaggio, vera nota dolente di quest’anno anche se le statistiche sembrano dire il contrario.

Secondo la Lega Serie A (in questa prima fase analizziamo solo i numeri della Lega), l’Inter è al 4° posto per tiri in porta con 251 tiri: la precedono Napoli (279) e le sorprendenti Fiorentina (258) e Milan (255), rincorsa a 2 lunghezze (249) dalla Roma (sempre una partita in meno) e la Juventus a 241; poi Atalanta a 220 e Lazio a 211 con una partita in meno.

Statistica che ingloba tutti i tiri: se facciamo la cernita dei tiri in porta, però, lo scenario cambia radicalmente.

  1. Napoli 166;
  2. Juventus 155;
  3. Inter 145;
  4. Milan 143;
  5. Roma 136;
  6. Atalanta 134;
  7. Fiorentina 127;
  8. Lazio 122;
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L’Inter, insomma, anche numericamente ci dimostra che “produce” discretamente bene. La sua capacità di arrivare al tiro è direttamente proporzionale alla capacità di creare occasioni da gol da passaggio:

  1. Napoli 81 assist totali (potenziali e riusciti);
  2. Inter 74;
  3. Juventus 71;
  4. Roma 66;
  5. Atalanta 64;
  6. Fiorentina 63;
  7. Sampdoria 566;
  8. Lazio 54;
  9. Milan 53;

Per analizzare quanto siano importanti gli assist, però, è necessario dare loro un peso all’interno della statistica dei tiri totali: ovvero, l’incidenza dei tiri assistiti su quelli non assistiti.

Si rende necessario aprire un altro filone del discorso che approfondiremo nella seconda parte, perché per adesso stiamo trattando dei soli dati statistici della Serie A, ufficiali reperibili sul sito. Successivamente analizzeremo quelli di Opta spiegando anche in cosa differiscono e scendendo più nel profondo dei numeri e del loro significato.

Tiri totali:

  1. Napoli 279
  2. Fiorentina 258
  3. AC Milan 255
  4. Inter 251
  5. Roma 248
  6. Juventus 241
  7. Atalanta 220
  8. Lazio 211
  9. Torino 206
  10. Sassuolo 199
  11. Sampdoria 197
  12. Benevento 193
  13. Chievo 191
  14. Udinese 189
  15. Genoa 179
  16. Cagliari 163
  17. Bologna 162
  18. Crotone 160
  19. SPAL 2013 153
  20. Verona 150
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I numeri esposti così fanno sempre un po’ impressione a dire il vero: che il Benevento abbia tirato più o meno quanto la Sampdoria è un’anomalia apparentemente inspiegabile, ma che “scioglieremo” parzialmente dopo quando parleremo delle zone di tiro nel prossimo appuntamento. Per non parlare dei numeri del Milan in relazione alla sua classifica…

Per questo genere di statistica utilizziamo una tabella che inevitabilmente su mobile può dare un po’ di fastidio ma che provo comunque a spiegarVi: usiamo questo sistema perché le tabelle così sono ordinabili a Vostro piacimento. Sono preimpostate 8 righe visualizzabili ma se scrivete “20” nell’apposito spazio potete vedere tutta la Serie A:

SquadraTotaleAssistAst/tiriTiri/part.
AC Milan2555320,78%13,42
Atalanta2206429,09%11,58
Benevento1934422,80%10,16
Bologna1624024,69%8,53
Cagliari1634527,61%8,58
Chievo1914322,51%10,05
Crotone1603521,88%8,42
Fiorentina2586324,42%13,58
Genoa1795027,93%9,42
Inter2517429,48%13,21
Juventus2417129,46%12,68
Lazio2115425,59%11,72
Napoli2798129,03%14,68
Roma2486727,02%13,78
Sampdoria1975628,43%10,37
Sassuolo1994522,61%10,47
SPAL 20131533925,49%8,05
Torino2065124,76%10,84
Udinese1894523,81%9,95
Verona1502617,33%7,89

Come abbiamo visto in precedenza, l’Inter è sesta per numero di tiri, seconda per potenziali assist dietro al Napoli: questi, almeno, i numeri “secchi”.

In questo campionato si sono decantate, giustamente, le lodi di squadre organizzate e che hanno mostrato di essere “squadra”. Su queste pagine, però, abbiamo insistito più volte nel dire che la vocazione al collettivo di compagini come Juventus, Napoli o Atalanta, per non dire anche della sorprendente Sampdoria, è anche dell’Inter di Spalletti, nonostante l’intero parco media nazionale non sia d’accordo con ilMalpensante.com. Ma, dato che non ci interessa, continuiamo per la nostra strada.

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I numeri ci confortano, perché se mettete in ordine secondo la statistica “Assist su tiro”, ovvero la percentuale di volte che una squadra va al tiro su assistenza, l’Inter diventa prima in campionato, anche se di un soffio rispetto alla Juventus: Inter 29,48%, Juventus 29,46%, Atalanta 29,09%, Napoli 29,03%, Sampdoria 28,43%.

I numeri, però, lo sappiamo, nascondono anche altre verità: per l’Inter, oltre a essere una vocazione è anche una necessità visto il tipo di calciatori in rosa.

I primi numeri tirati fuori in questa prima parte di analisi ci danno conferma dei pregi e dei difetti di questa Inter, ovvero di una squadra che ha espresso un buon calcio per buona parte della sua stagione ma che ha trovato difficoltà nel variare le sue soluzioni di gioco.

Anche se l’impressione generale di difficoltà nell’andare in gol si scontra con una parte dei numeri stessi, che per di più stridono anche un po’ con quanto visto in campo: nel senso che l’Inter ha, come detto in precedenza, peccato nella fase di ultimo passaggio molto spesso, trovandosi quindi persino con meno assist di quelli che avrebbe meritato di avere numericamente.

A condizionare le statistiche ci pensa anche la rosa ridotta sostanzialmente a 18 calciatori (più Karamoh, utilizzato pochissimo) e il minutaggio elevato di una buona parte di essi che compongono la linea titolare.

Ma per delle conclusioni più ad ampio respiro dovete aspettare la seconda parte, con ancora tanti altri numeri, qualche chicca e magari anche qualche sorpresa…

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