Fiorentina-Inter 1-1: l’Inter annaspa ancora

Quando si tirano le somme a fine campionato, un pareggio in un campo ostico come quello di Firenze è in genere Valutato positivamente, uno di quelli che fa volume all’interno della somma.

Sarebbe vero anche in questo caso se non fosse che l’Inter arriva da un gruppo di partite in cui ha fatto una tremenda fatica, raccogliendo soltanto tre punti, con quello di oggi, su un totale di 5 partite.  sarebbe vero anche in questo caso se non fosse che le due sconfitte sono arrivate nelle partite sulla carta più abbordabili come contro il Sassuolo e Udinese.

Difficile anche accettarlo dopo essere stati in vantaggio e avere avuto due ottime occasioni per chiuderla contro una fiorentina completamente sbilanciata con 4 attaccanti.

Chi pensava di trovare la stessa Fiorentina disorganizzata e improvvisata della prima partita di campionato si è sbagliato grossolanamente:

 

Ma non si è trattato soltanto di pressing: Pioli  sta facendo un buon lavoro anche in termini di organizzazione, velocità, pericolosità.

L’Inter e Spalletti ci hanno messo anche  Il loro contributo per consentire a una squadra,  comunque tecnicamente Inferiore,  di rendersi pericolosa con costanza soprattutto nel primo tempo, quando i calciatori nerazzurri sono stati protagonisti di moltissimi errori individuali, per certi aspetti addirittura inaccettabili a certi livelli.

E dire che, nonostante una Fiorentina decisamente più in palla e con più conclusioni verso la porta, in realtà Handanovic non fa una parata che sia una prima del 57esimo, su punizione di Biraghi.

Vero, i viola hanno prodotto di più, ma molto spesso l’impressione è che pasteggiassero su tavole imbandite dai nerazzurri. Da una parte l’Inter ha perso troppi palloni a volte davvero facili da controllare; dall’altra la difesa era staccata, incredibilmente staccata dal resto della squadra: 4 uomini a pressare alti, difesa che si lasciava attirare dal solo Simeone indietro, che poi faceva benissimo il lavoro di separazione, così da fare il regista avanzato, cosa che fa benissimo: e l’Inter annegava spesso, perché Vecino e Gagliardini dovevano coprire un’infinità di campo e soprattutto il secondo era troppo preoccupato di raddoppiare su Chiesa.

Quelle classiche 4-5 ripartenze che sanno togliere sicurezze a una squadra come l’Inter.

 

Meglio nel secondo tempo, non solo per il gol ma anche per la possibilità di chiuderla con Borja Valero e Candreva. Quando poi è uscito Ranocchia, l’Inter si è trovata con 4 terzini in campo e Santon centrale: si è perso equilibrio e non si è riusciti più a salire con la palla, anche perché un paio di ripartenze le ha fermate inspiegabilmente Valeri, come quella di Icardi per un non-fallo che ha visto praticamente solo l’arbitro.

L’Inter non ci ha neanche messo un pizzico di malizia e di furbizia, nessuno che si è cercato un fallo buono per spezzare la pressione viola, nessuno che ha spazzato lontano invece di provarla a giocare al 90esimo… insomma, anche da questo punto di vista c’è molta strada da fare e cose da imparare.

Rimane l’amaro in bocca perché contro Sassuolo e Udinese l’Inter non meritava di perdere, oggi la vittoria avrebbe penalizzato i meriti della Fiorentina ma, per come si era messa, chiuderla sembrava quasi una questione di metterci un pizzico in più di voglia, di determinazione.

Che forse, più semplicemente, non c’è perché i cicli di forma di forma dei calciatori sono così e ci tocca una squadra a cui manca quello spunto necessario per superare l’avversario, almeno quanto conta.

Le pagelle

HANDANOVIC 7: sostanzialmente inoperoso fino al tiro di Biraghi su punizione, poi è costretto a intervenire tre volte (Biraghi, Babacar su rovesciata e su deviazione di Skriniar) per salvare il risultato.

 

CANCELO 6,5: l’assist sul gol di Icardi è suo anche se non gli sarà conteggiato: però il cross è davvero buono, oltremodo buono e in questa squadra i piedi buoni da fermo mancano eccome. Spinge molto, sbaglia poco e soprattutto fa vedere che c’è qualità e quantità.

La cosa migliore di queste settimane.

RANOCCHIA 6,5: scopriamo che è costretto a giocare nonostante il dolore e per questo gli perdoniamo un paio di errori grossolani, come il passaggio impossibile a Joao Mario dal quale nasce poi una ripartenza viola.

Su un cross dalla sinistra (destra della viola) sembra che si debba ripetere lo scenario dell’attaccante avversario che inganna tutti e segna alle spalle dei difensori: lui si immola e di testa allontana. Appena esce l’Inter arranca: fate leggere queste parole al me di un paio di anni fa…

SKRINIAR 7: rischia un autogol clamoroso. Gli errori che fa si contano nelle dita di una mano monca… no, in realtà un paio di errori seri li fa ma l’Inter non li paga mai.

Poi, però, alza il muro e il contatore delle palle recuperate schizza in alto e rompe gli argini della doppia cifra. Alla fine, il conteggio dei “plus” e dei “minus” è comunque esageratamente in positivo.

SANTON 4,5: terrorizzato, letteralmente terrorizzato da Chiesa al punto che decide di stargli 5-6 metri dietro, consentendo così all’avversario di avere campo per le sue sgroppate: dove sono le marcature preventive, le belle marcature a uomo di una volta?

Alcuni errori sono davvero grossolani e in qualche caso è chiaro che sparacchia il passaggio in avanti per il solo timore di non doverla giocare troppo. Poi è costretto a giocare centrale e per un paio di interventi fa anche bene: solo che nel momento clou si fa attirare dal pallone dimenticandosi di Simeone.

Non certo una colpa specifica, ma una partita davvero infima per moltissimi versi.

GAGLIARDINI 5: lui è lento di suo, impreciso di suo, e l’Inter non fa nulla per aiutarlo: gli attaccanti giocano un po’ a nascondino in fase di possesso, mentre quando ci si deve difendere è la difesa a lasciarli in balia di un campo troppo grande per 2.

Al di là delle attenuanti, però, sembra davvero l’anello debole della metà campo, nonostante ci provi anche al tiro e lotti sempre senza risparmiarsi mai.

Sembra uscire in ritardo nell’azione che porta al gol di Simeone.

VECINO 5,5: sembra il più in difficoltà di tutti dal punto di vista del fiato, cortissimo. Nel primo tempo sbaglia più passaggi di quanti non ne avesse sbagliati in tutta la stagione, ma le attenuanti che valevano per Gagliardini valgono anche per lui.

Solo che sembra davvero in grandissima difficoltà e non è più quell’àncora fondamentale per il gioco dell’Inter.

 

JOAO MARIO 3: e dire che non parte male, anzi: fa un paio di rincorse volenterose all’indietro, scambia con Cancelo in rapidità, si propone al centro… vuoi vedere che…

Ma quale. Ma quando. Macché. Chiunque gli passi accanto sembra poterne fare e disfare a suo piacimento; non supera praticamente mai l’uomo, oltre a provare un paio di aperture allucinanti e senza nessun nesso logico.

Per un attimo mi scopro persino a desiderare che al suo posto ci fosse stato Brozovic, e capisco che è il caso di passare alla pagella successiva: anche perché non esiste una definizione per la sua prestazione. “Indecente” non basta.

BORJA VALERO 6: è l’unico che ci mette qualcosa in più, si propone ovunque può, fa da riferimento, cerca spazi. Sembra, però, predicare nel deserto. Dopo un’ora sarebbe anche da togliere ma non si può.

Manca un gol che avrebbe avuto del clamoroso.

PERISIC 5: la sosta arriva al momento giusto e lui ne sarà felicissimo: non salta l’avversario diretto ormai da un mese abbondante e lo sanno talmente bene che neanche raddoppiano più. Rimane sempre il rammarico, perché vedi che ci sarebbe, vedi che potrebbe, vedi che lotta e che di testa ne vince tanti di duelli, solo che proprio non ce la fa a dare di più.

Nel primo tempo un’occasione di testa che 2 mesi fa avrebbe segnato anche di orecchio.

ICARDI 6,5: lotta, corre, pressa ma troppo spesso rimane troppo statico. In un’Inter senza grosse varianti, lui è il più monotematico di tutti. Fortunatamente non sempre, perché soprattutto nel secondo tempo si muove di più: purtroppo, però, non si guadagna praticamente mai una punizione buona per rifiatare, non fa salire la squadra, ed è spesso lontano dall’opportunità di raccogliere il rinvio dei compagni.

Il gol è da attaccante di razza e gli sistema un po’ prestazione e pagella.

CANDREVA 6: pochissimi minuti ma due buone palle per cambiare la partita.

DALBERT 6: si immola due volte e recupera una gran palla pericolosa sulla sinistra. Certo che inserirsi in un’Inter così non è semplicissimo: mentalmente sembra molto più timido e meno fiducioso di Cancelo e la differenza si sente.

NAGATOMO SV.

SPALLETTI 5: prova la mossa della disperazione, a questo punto non possiamo chiamarla diversamente. Perché di tutte le ipotesi fatte a inizio partita non se ne è praticamente realizzata quasi nessuna: Joao Mario ha provato a fare il Candreva, nulla di più, nulla di meno.

Non avendo neanche 1/10 della voglia di Antonio, della sua capacità di lettura, della sua utilità. Operazione fallita.

Poi il destino gli mette di fronte il peggior film possibile, con Ranocchia fuori, e lui si inventa 4 terzini in campo: onestamente mi aspettavo qualcosa di diverso.

Squadra a corto di fiato e in appannamento, così come le sue idee.

L’avversario

SPORTIELLO 6: gli arrivano due tiri da fuori centrali, lui è piazzato bene. Para su Icardi ma non sembra incolpevole sul gol.

LAURINI 6,5: mette il bavaglio a Perisic, ma più per demerito dell’avversario che non merito suo. Fa una partita comunque gagliarda, a parte l’errore nel primo tempo quando si dimentica di Perisic e si fa superare: fortuna che la palla va altissima.

PEZZELLA 6,5: sembra davvero un bel centrale.

ASTORI 6,5: Icardi fa di tutto per rendergli la vita facile e lui non si scompone quasi mai.

BIRAGHI 7-: nella selva di terzini in campo lui è quello che alla voce “terzino sinistro” fa meglio di tutti.

La dimostrazione di come un ambiente è una gestione meno psicotici e più pazienti potrebbe portare risultati inattesi anche dopo anni.

Il ragazzo si è fatto le ossa altrove, la classica gavetta, e si presenta al Franchi con una dozzina di cross, roba da fare impallidire il miglior Candreva… Anche perché la metà almeno sono buoni. Bravo, ragazzo!

BENASSI 6: costretto da Pioli a fare il lavoro di due.

BADELJ 6,5: se la Fiorentina riesce a uscire da certe situazioni scabrose lo deve a lui e a Simeone: ogni volta che allunga il raggio del passaggio mette in difficoltà l’Inter.

VERETOUT 5,5: tanta, tantissima corsa, ma anche un sacco di palloni persi.

 

CHIESA 7: ma quanto fiato ha? A tratti ricorda il padre, soprattutto quando rientra con un dribbling secco e va al tiro. Se non perde la voglia l’anno prossimo o fra due è già in una big.

SIMEONE 7,5: ha 22 anni e sembra mingherlino nonostante sia 180cm: solo che lui non sembra accorgersene e gioca come se ne avesse 28 e fosse una dozzina di centimetri più alto.

Uno spettacolo la sua abilità nell’allungare la difesa interista e poi staccarsi per dare riferimenti centrali. Ogni volta che la Fiorentina ha necessità di uscire dal pressing nerazzurro lui si affaccia e si fa dare palla, avendo avuto cura di guadagnarsi la separazione necessaria con Skriniar o Ranocchia.

Ribadisco, uno spettacolo: il gol è un premio giustissimo a una gara enciclopedica.

BABACAR 6,5: entra lui e l’Inter arretra di 15 metri. Quanto farebbe comodo a Spalletti una punta così?

THEREAU 4,5: il Joao Mario fiorentino.

EYSSERIC 6: un paio di errori grossolani che ti fanno chiedere “ma perché Pioli l’ha messo dentro?”, solo che poi si inventa l’assist per Simeone e la risposta è tutta lì.

PIOLI 6,5: partita preparata bene, con Fiorentina molto alta nel pressing e brava ad adattare il suo 4-3-3 spesso in un 4-1-4-1 che toglie respiro all’Inter.

Nel secondo tempo, in svantaggio, decide di giocare il tutto per tutto e vince la scommessa. Sta facendo un buon lavoro, questa è la sua dimensione ideale.

 

L’ARBITRO VALERI 5: ormai ci stiamo rassegnando: l’Inter è in lotta con le romane e Rizzoli manda solo arbitri romani quando può. Lo stesso doppiopesismo delle ultime partite: ammonisce Borja Valero per un piede a martello, e mi sta bene, solo che poi i viola ne fanno almeno 4 durante la partita e zero sanzioni. Alcune scelte su azioni che sembrano regolari lasciano sconcertati, vedi almeno un paio di recuperi importantissimi di Gagliardini sulla trequarti viola che lui decide di fischiare.

Fallo di Icardi su Fiorentina in ripartenza e ammonito: 10 minuti prima la stessa cosa fatta dalla Fiorentina e niente.

Nell’azione che porta Candreva al tiro c’è un grave fallo durante la ripartenza, va solo a redarguire il calciatore.

Vecino al tiro viene contrastato fallosamente da Veretout (se non erro) e non fischia fallo (al limite dell’area): prosegue l’azione, Ranocchia sembra anticipare Simeone e dà giallo.

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Icardi recupera palla sulla testa di un avversario e parte in contropiede: fermato per un fallo inesistente.

La cosa più straordinaria, però, è la faccia terribilmente da lutto quando dal Var gli dicono che il gol di Icardi è buono: un dispiacere che non riesce proprio a celare. Se riesco faccio il video del suo doppiopesismo.

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Il tabellino

FIORENTINA-INTER 1-1
(primo tempo 0-0)
MARCATORI: Icardi (I) al 10′, Simeone (F) al 46′ s.t.
FIORENTINA (4-3-3): Sportiello; Laurini, Pezzella, Astori, Biraghi; Veretout (dal 40′ s.t. Gil Dias), Benassi (dal 24′ s.t. Babacar), Badelj; Thereau (dal 16′ s.t. Eysseric), Chiesa, Simeone. (Dragowski, Cerofolini, Vitor Hugo, Milenkovic, Maxi Olivera, Sanchez, Cristoforo, Saponara, Lo Faso.). All. Pioli.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo (dal 27′ s.t. Candreva), Skriniar, Ranocchia (dal 29′ s.t. Nagatomo), Santon; Gagliardini, Vecino; Joao Mario (dal 19′ s.t. Dalbert), Borja Valero, Perisic; Icardi. (Padelli, Berni, Lombardoni, Brozovic, Karamoh, Eder). All. Spalletti.
ARBITRO: Valeri di Roma.
SANZONI: Borja Valero (I), Ranocchia (I), Veretout (F), Icardi (I).
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