L’Inter e il problema del gol (pt. 2)

Nel precedente articolo abbiamo esaminato alcuni dati statistici relativi all’Inter e al suo presunto problema del gol. Problema che in realtà così presunto non è, visto che tra tutti i dati almeno uno ne emerge in tutta la sua particolarissima incidenza: Icardi e Perisic segnano oltre il 70% dei gol dell’Inter, ed è inevitabile che se si inceppano loro, come sta accadendo soprattutto al croato, l’Inter può trovarsi in difficoltà.

L’Inter e il problema del gol (pt 1)

esthia immmobiliareProviamo, però, ad approfondire l’argomento facendo uso di altre statistiche, visto che quelle della Lega Serie A sono al momento piuttosto limitate. In questo caso utilizzeremo quelle di Opta, che da sempre ha dato riscontri che sembrano un po’ più oggettivi sulla maggior parte degli aspetti, peccando invece, a mio avviso, quasi esclusivamente sui numeri relativi alla difesa.

La prima statistica che analizzeremo è quella dei… tiri. Ma come? Di nuovo? Sì, perché Opta utilizza un criterio diverso per il calcolo di questa statistica, includendo anche i tiri ribattuti, mentre la Lega Serie A conteggia solo quelli arrivati in porta o fuori.

Quale delle due è più veritiera?

In realtà non si tratta di “verità”, bensì di metodo. Come approfondiremo nella seconda parte di questo articolo, quello che conta è che si scelga un criterio e che questo valga sempre e comunque, per tutte le squadre e per tutte le situazioni analizzate.

Se devo scegliere, preferisco inserire anche i tiri ribattuti, così come per “potenziale assist” metto anche quelli a cui non fa seguito un tiro in porta: è più assist quello di Immobile per Anderson che cicca il pallone mandandolo a lato oppure quello tagliato rasoterra di Perisic per Icardi che lo sfiora appena mancando l’intervento?

Per me entrambi, per Opta pure, per la Lega Serie A soltanto il primo. Quindi, per la parte che riguarda l’attacco, il mio riferimento principale è sempre Opta.

Secondo questi dati, il numero dei tiri è maggiore (abbiamo spiegato perché) così come il numero dei potenziali assist. Si prendono in esame tutti i tiri e i potenziali assist per determinare la capacità produttiva di una squadra: se prendessimo soltanto i gol e gli assist riusciti parleremmo di capacità realizzativa.

Statistiche sui tiri-assist 2017-2018 andata (Opta)

SquadraTotaleAssistAst/tiriTiri/part.
AC Milan3235316,41%17,00
Atalanta2666424,06%14,00
Benevento2514417,53%13,21
Bologna1934020,73%10,16
Cagliari2144521,03%11,26
Chievo2434317,70%12,79
Crotone1783519,66%9,37
Fiorentina3276319,27%17,21
Genoa2085024,04%10,95
Inter3047424,34%16,00
Juventus3197122,26%16,79
Lazio2525421,43%14,00
Napoli3378124,04%17,74
Roma3326720,18%18,44
Sampdoria2405623,33%12,63
Sassuolo2534517,79%13,32
SPAL 20132003919,50%10,53
Torino2395121,34%12,58
Udinese2144521,03%11,26
Verona2072612,56%10,89

L’Inter rimane sesta per numero di tiri in porta, confermandosi seconda per numero di assist tentati. Conferma anche l’incidenza degli assist: 1/4 dei tiri in porta sono prodotti su assistenza, che è un buon dato e dà meriti all’organizzazione della squadra e al lavoro di Spalletti. L’Inter si conferma in testa (24,34%), Atalanta seconda con 24,06%, poi Napoli e Genoa a 24,04%, Sampdoria 23,33%, Juventus 22,26%.

Importante notare che in questa statistica non incide la partita in meno di Roma e Lazio.

Interessante, in questa classifica, la posizione del Milan, penultimo con 16,41% dietro soltanto il Verona a 12,56%: a dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, di come la manovra rossonera sia troppo spesso demandata all’iniziativa del singolo invece che all’organizzazione collettiva. Uno dei maggiori motivi per cui Kalinic e André Silva stanno penando non poco in zona gol… anche se non stiamo parlando di calciatori con nelle corde 30 gol a stagione.

 

Una delle ragioni per cui l’Inter ha un numero così elevato di assist è dovuto al fatto che i suoi tentativi da fuori area sono , come incidenza sul totale, rispetto a quello di altre squadre: 14esima a 40,79% accanto al Napoli a 41,54% e Roma a 41,87%. Il Milan è primo di gran lunga a 50,77% (più della metà dei tiri, quindi, viene da fuori area).

Statistiche sui tiri dentro-fuori 2017-2018 andata.

SquadraTotaleFuori Area% su totaleArea Pic.% su totaleArea Rig.% su totale
AC Milan32316450,77%247,43%13541,80%
Fiorentina32715647,71%113,36%16048,93%
Juventus31914344,83%185,64%15849,53%
Napoli33714041,54%257,42%17251,04%
Roma33213941,87%257,53%16850,60%
Benevento25112750,60%103,98%11445,42%
Inter30412440,79%185,92%16253,29%
Sassuolo25311846,64%155,93%12047,43%
Torino23910644,35%187,53%11548,12%
Chievo24310241,98%104,12%13153,91%
Verona20710249,28%115,31%9445,41%
Sampdoria24010142,08%218,75%11849,17%
Lazio2529738,49%2610,32%12951,19%
SPAL 20132008944,50%199,50%9246,00%
Atalanta2668732,71%2710,15%15257,14%
Crotone1788748,88%84,49%8346,63%
Udinese2148640,19%83,74%12056,07%
Bologna1938644,56%189,33%8946,11%
Genoa2088038,46%125,77%11655,77%
Cagliari2147936,92%146,54%12156,54%

L’Inter condivide con la Juventus la difficoltà (probabilmente non è neanche una caratteristica ricercata) dei tiri all’interno dell’area piccola: solo il 5,92% dei tentativi, vicina alla Juventus con 5,64%. Spiccano, in questa statistica, Lazio a 10,32% e Atalanta a 10,15%.

L’Inter è sesta per numero di tiri all’interno dell’area di rigore (esclusi quelli dall’area piccola ovviamente) ed è tra le 9 squadre che tirano più della metà da questa parte di campo: Atalanta, Cagliari, Udinese, Genoa, Chievo, Inter, Lazio, Napoli e Roma.

I numeri, pertanto, evidenziano ancora di più quello che sembra un problema intrinseco dell’Inter: ovvero che per segnare sembra non avere alternative all’ingresso in area. Oppure è una scelta.

A questo punto non rimane che verificare cosa ci dicono i numeri sulla precisione al tiro.

Non è affatto casuale che due delle squadre che sembrano faticare di più in zona realizzativa siano le due squadre che hanno colpito più legni in stagione: Roma 12 e Inter 10 pali sono, prendendo come riferimento Napoli o Juventus, tra 6 e 8 gol mancanti per ragioni di… mira sbagliata. Perché vero è che il palo è spesso sfortuna ma è anche vero che è pur sempre questione di mira.

 

Ovviamente pesano, pesano tantissimo: 10 pali su 34 gol realizzati è un numero importante, così come per la Roma, che ha un parossistico 12 pali contro 29 gol realizzati.

Statistiche su precisione al tiro 2017-2018 - Andata

SquadraTotaleFuoriPaliIn PortaRespinti
Napoli337126414071
Juventus319107612686
AC Milan323131211082
Fiorentina327149310375
Inter3041351010366
Roma3321331210198
Atalanta26695310071
Lazio25210359752
Sampdoria2408919259
Udinese21410237933
Torino23910257859
Chievo24311137755
Benevento25112347553
Sassuolo25310747274
Genoa2089457044
Cagliari2148816957
Bologna1937936153
Crotone1788626032
SPAL 20132008165861
Verona2079025859

Dal punto di vista della precisione, il Napoli è la squadra che ha più tiri in porta rispetto al totale, ed è l’unica che supera il 40%. Vi si avvicina la Juventus (39,5%), poi Lazio, Samdporia, Atalanta, Udinese e Milan, con l’Inter a seguire: solo 1/3 dei tiri dell’Inter arriva in porta.

Expected goals

Nel calcio la quantità e la qualità delle statistiche sta aumentando, pur rimanendo ancora anni luce indietro rispetto a quanto produce, per esempio, il baseball o il basket americano, capaci di estrarre numeri praticamente su ogni aspetto del gioco. Vero è che sono sport che hanno delle peculiarità non replicabili negli altri, così come è vero che il concetto di statistica su un minore numero di casi diventa piuttosto infido e viscido.

Per esempio, a me interesserebbe sapere come si producono i gol, dopo quanti passaggi, che tipo di passaggi e da quali zone a quali zone del campo: statistiche che ci direbbero un’infinità di cose su come gioca una squadra.

Il problema è che se segni 10 gol, di cui 7 dopo 3 passaggi e 3 dopo 10 passaggi, la semplice media ti direbbe 1 gol ogni 5 passaggi, mentre invece questo valore andrebbe pesato in maniera diversa.

Nel basket ci sono molti più canestri, ci sono una quantità infinita di azioni chiaramente d’attacco e chiaramente di difesa: nel calcio non è così. Ed è uno degli ostacoli maggiori alla mancata introduzione di alcune statistiche perché, come detto sopra, più è basso il numero degli eventi individuali e di squadra più è alta la percentuale che i numeri raccontino una “terra di mezzo” che nella realtà non esiste.

Per esempio, l’anno scorso Edin Dzeko ha tirato in porta ben 178 volte, di gran lunga il primo in classifica: Mertens a 148 e Insigne a 147 occupano il resto del podio. Sembrano tanti ma non lo sono.

Per quanto possa essere interessante analizzare 150 tiri in porta su 35/36 partite, non può e non potrà mai avere la stessa credibilità statistica di quello che avviene nel basket: nella scorsa regular season della Nba, Russell Westbrook ha provato 1.941 tiri al canestro, di gran lunga il primo con dietro Wiggins con 1.570 e DeRozan a 1.545. L’ordine di grandezza consente analisi molto più credibili.

La stagione scorsa Harden ha portato a compimento 907 assist: nulla che si possa paragonare ai 12 assist vincenti di Callejon. Tirare fuori degli andamenti su 907 casi è un conto, farlo su 12 è tutt’altra faccenda.

 

Negli ultimi anni, comunque, sta crescendo comunque l’interesse su molti aspetti prima ignorati che possono essere analizzati soltanto numericamente. Per esempio, già oggi si può analizzare quale squadra tira di più in porta paragonando questo dato al totale dei tiri.

Provo a spiegarmi meglio. Fino ad ora abbiamo visto soltanto la statistica dei “tiri fatti” che però ci racconta solo relativamente del complesso delle partite giocate. L’Inter nelle ultime 3 partite ha tirato in porta 52 volte (dato Opta, comprende le palle respinte). Cosa ci racconta? Poco o nulla.

Contro l’Udinese ha una Total Shot Ratio di 79,41% (26 tiri Inter, 8 Udinese), contro il Sassuolo un TSR da 64% e contro la Lazio di 47,62%. Se rapportiamo quei 52 tiri di prima agli 80 totali nelle ultime 3 partite viene fuori che l’Inter ha effettuato il 65% dei tiri totali nelle ultime 3 partite.

Questo è un numero che spiega molto di più rispetto al semplice “52”: ci dice, quantomeno, che l’Inter ha raccolto apparentemnete molto meno di quanto abbia prodotto.

Il tiro in sé, però, ci può raccontare tanto o poco. Sarebbe più interessante, per esempio, sapere quanti di questi siano andati in porta. Nel caso specifico, racconterebbero realtà diverse: contro il Sassuolo 4 tiri in porta per l’Inter e 4 per il Sassuolo; contro l’Udinese 8 tiri in porta contro 5; contro la Lazio 3 tiri in porta contro 4: ovvero il 53,57% dei tiri totali. C’è sempre sproporzione con quanto raccolta

Ma anche il tiro in porta in sé potrebbe dire davvero poco.

Ecco perché negli ultimi anni è stata introdotta una statistica che si chiama “expected goals” che finalmente prova a introdurre un concetto di “qualità” da opporre a quello della quantità: finora abbiamo parlato solo di “quantità”.

Il tiro di Perisic di testa su assist di Joao Mario, per esempio, è un tiro debole e centrale, ma vale 1 così come vale 1 il tiro dello stesso Perisic con Strakosha che para di mignolo o il tiro da fuori di Borja Valero che Strakosha devia sul palo. Eppure converrete che si tratta di 3 tiri decisamente diversi.

Perché hanno un “peso” e una “qualità” diversi.

L’expected goal tenta di sopperire a questa falla.

Guardiamo i tiri dell’Inter nella partita contro l’Udinese per provare introdurre altri elementi:

Introduce qualcosa in più ma non ancora abbastanza. E qui entrano in gioco gli Expected Goals, ovvero i “goal attesi”.

Cosa sono?

Per riuscire a dare un valore alla “qualità” del tiro era necessario che il singolo evento individuale si potesse rapportare a una base statistica ampia. Così alcuni analisti di dati sul football hanno proposto dei modelli.

 

Paul Riley, per esempio, ha preso in considerazione soltanto i tiri in porta (esclusi quindi rigori e i tiri fuori, suddividendo il campo in segmenti:

Su una base statistica di 13.000 tiri in un singolo campionato (la Premier League), ha calcolato quante probabilità ci sono che un tiro da una determinata casella porti a una segnatura. Se, sto usando dei numeri casuali, 200 tiri dalla casella 24 hanno portato a 80 gol, la probabilità che un tiro dalla casella 24 porti al gol è di 0,4: quindi un tiro dalla casella 24 varrebbe 0,4 xG.

Nella realtà del metodo usato, l’autore ci dice che un tiro dalla casella 14 vale 0,59 gol, mentre uno dalla casella 5 è un teorico 0,91: se una squadra tira 2 volte dalla casella 14 e 1 volta dalla casella 5, ha un valore di Expected Goals di 2,09, ovvero ci si aspetta che segni 2 gol.

A questo modello si è poi dato un ulteriore variabile, ovvero il tipo di tiro. Se volete farvi un giro sul suo blog potete cliccare sull’immagine che rimanda al suo modello interattivo per la stagione 2017-18, purtroppo solo per la Premier League.

Oggi ci sono diversi modelli di Xg, ciascuno con le sue qualità e i suoi difetti. La cosa importante da tenere a mente è che non esiste un sistema “migliore” dell’altro, e non vale neanche il concetto che più “granularità” si inserisce e più preciso si fa il modello, perché più si differenzia e più diminuisce il numero dei casi a cui rapportare il singolo evento, facendo diventare meno attendibile il metodo.

 

L’importante è che una volta stabilite delle regole, il modello ha comunque una sua valenza, al di là del fatto che ci si possa trovare d’accordo o meno con esso.

Vi siete mai chiesti come fanno i sondaggi? Una delle cose che mi piace meno dei sondaggi è che non c’è pubblicità del campione scelto: quante persone? Come sono stati divisi per sesso, età, territorio, istruzione, tendenza religiosa, etc… etc…? Che livello di e che intervallo di confidenza è stato definito?

Ecco, però se cominciate a fidarvi di un modello, continuerete a farlo perché avete le vostre ragioni per farlo. Anche a costo di rinunciare a qualcosa: per esempio, in questi modelli si utilizza come “materia grezza primaria” il tiro, mentre ci sono molte situazioni potenzialmente pericolose che non portano al tiro ma che potrebbero un giorno diventare “pane per xG”.

Secondo uno di questi modelli, di Michael Caley, vengono considerate non solo le zone ma anche le tipologie di tiro, così come il tipo di assist che ha portato al tiro stesso.

 

Secondo questo modello, Sassuolo-Inter era una partita sostanzialmente da pareggio, o addirittura qualcosa in più per l’Inter visto il rigore fallito da Icardi.

Potete vedere come nonostante il numero dei tiri sia più alto per i nerazzurri, il “peso” degli stessi sia talmente diverso al punto da far arrivare il Sassuolo a 1.0 xG mentre l’Inter si ferma a 0.8xG.

 

Sempre secondo questo modello, la partita contro l’Udinese ci racconta cose ben diverse:

Anche qui il risultato più giusto, secondo questo modello, sarebbe stato il pareggio, considerando anche il “peso” del rigore per i friulani.

Juventus-Inter, invece, avrebbe visto i bianconeri davanti ai nerazzurri, pur senza situazioni così importanti tali da determinare un esagerata differenza tra i valori delle occasioni create:

Pari anche in Juventus Roma:

Come potete capire, sono valori che cambiano, e possono farlo molto, in base a come è costruito il modello. Tra l’altro, è importante evidenziare che tutti i modelli che ho visto sono sviluppati in base al campionato di riferimento: quindi non si “mischiano” i valori della Premier League, per esempio, con quelli della Serie A, che sono diversissimi.

Secondo il modello che consulto di solito, l’Inter in questa stagione starebbe realizzando più di quanto in realtà non ci si aspetterebbe (secondo il modello matematico applicato), anche se il suo +3,03 non è nulla in confronto al +16,01 della Juventus o al +7,11 della Lazio, ovvero le due squadre più “overperformer” del campionato.

Statistiche sui xG 2017-2018 andata

TeamGolSubitixGxGAG - xGGA - xGA
Napoli421337,169,784,843,22
Lazio432235,8921,107,110,9
Roma291234,7719,24-5,77-7,24
Juventus481531,9917,9416,01-2,94
Atalanta292531,2720,05-2,274,95
Inter341430,9719,453,03-5,45
Sampdoria342628,3130,255,69-4,25
Fiorentina282026,5921,091,41-1,09
Udinese322625,8725,016,130,99
Sassuolo132924,9628,64-11,960,36
AC Milan242723,7921,060,215,94
Torino252723,0525,611,951,39
Chievo193121,8829,73-2,881,27
Verona183921,5736,34-3,572,66
Genoa152221,0821,61-6,080,39
Cagliari183020,4130,51-2,41-0,51
Bologna232718,7422,034,264,97
SPAL 2013193318,6432,310,360,69
Benevento104116,9941,43-6,99-0,43
Crotone133713,4734,22-0,472,78
xG = expected goal
xGA = expected goal contro
G - xG = differenza tra gol e xG
GA - xGA = differenza tra gol subiti e xGA

Anche il Napoli starebbe realizzando più di quanto non ci si attendesse con un +4,84, mentre la Roma è a un pauroso – 5,77. Il Milan, nota di curiosità, ha realizzato più o meno quanto atteso, fermandosi a +0,21.

La differenza tra gol subiti e gol subiti attesi ci può dare la misura di quanto siano state brave le difese e i portieri: la Roma ha subito -7,24 gol del previsto, l’Inter -5,24, la Sampdoria -4,25 e la Juventus -2,94, mentre il Napoli avrebbe subito un + 3,22 e il Milan si conferma la meno abile di tutte con un +5,94: ovvero ha subito 6 gol in più di quanto ci si attendesse.

Per quanto riguarda i singoli calciatori dell’Inter, Icardi ha segnato +5 gol di quanti attesi, Perisic +2, Skriniar +1,4, Brozovic +1,6. In questa statistica si segnalano le mancanze di Candreva (-1,64), Joao Mario (-1,53), Vecino (-1,47) e Ranocchia (-0,84).

Insomma, a compensare la vena realizzativa di Icardi e Perisic ci pensa il resto della squadra che è in generale meno performante di quanto non ci si attenderebbe.

Conclusioni

Quest’ultimo dato conforta un po’, perché si può ancora cavare qualcosa dai numeri degli assenti più evidenti (Candreva, Joao Mario e Vecino su tutti), ma anche di coloro che in carriera qualche gol l’hanno sempre fatto, come Eder, oppure altri che hanno realizzato magari su specifiche situazioni di gioco come Ranocchia o Miranda.

 

Risulta lampante come la casistica e l’interpretazione possa divergere in base alla prospettiva usata. Una cosa è certa: raramente i “numeri secchi” dicono qualcosa se aggregati su più partite senza un modello di riferimento, semplicemente accatastati.  Credo che presto o tardi si arriverà a modelli che riportano i valori, soprattutto dei singoli, a una misura standard: quella dei 90 minuti, così come avviene nella Nba quando si riportano i valori a “100 possessi“.

Dzeko, per esempio, quest’anno ha tirato 84 volte in porta e ha giocato 1537 minuti: se lo raportiamo a una misura di riferimento “per 90 minuti” potremmo dire che Dzeko tende a tirare “4,9 tiri ogni 90 minuti di gioco”, segnando 0,47 gol.

Icardi ha tirato 59 volte per 1657 minuti, ovvero 3,2 tiri e 0,91 gol per 90 minuti. Un mostro di efficacia, che si affianca a Dybala e Immobile. Attenzione, però, che questo genere di statistiche andrebbe usato inserendo un’altra variabile, ovvero calcolandola soltanto su calciatori che hanno giocato almeno un tot di minuti, così da eliminare situazioni particolari come il Simone Edera di turno che gioca 70 minuti e segna 1 gol.

L’Inter ha, sì, un problema in fase realizzativa se si pensa al 70% dei gol fatti da Icardi e Perisic, ma è anche vero che la produzione si è “sbilanciata” verso questo sistema proprio perché i due si sono rivelati “overperformer”, mentre ai nerazzurri manca qualche gol che avrebbe potuto fare e che potrebbe fare: se continuasse a giocare Ranocchia, per esempio, mi aspetto che prima o poi un gol di testa ci scappi.

Ho letto da più parti il concetto che l’Inter avrebbe bisogno di una “seconda punta da 12/15 gol”. In Italia ci sono due eccezioni che si chiamano Napoli e Juventus, capaci di mandare in doppia cifra almeno due calciatori: la Juventus della stagione scorsa Higuain a 24 e Dybala a 11, mentre quest’anno ci arrivano con più abbondanza; il Napoli ha solo da scegliere tra Mertens, Callejon e Insigne che dovrebbero arrivare complessivamente a una quarantina di gol.

Per il resto, al momento questa caratteristica ce l’ha solo l’Inter, con Ivan Perisic, potenzialmente da 12-15 gol già adesso, avendone realizzati 7, con Icardi proiettato verso 25-30 gol. Quello che molti tifosi chiedono l’Inter ce l’ha già.

Non ce l’ha la Lazio, viste le assenze di Felipe Anderson e alla buona ma non eccezionale vena realizzativa di Luis Alberto. Non ce l’ha la Roma, non più, visto che ha ceduto Salah (nel frattempo diventato uno dei migliori cannonieri in Premier League) e nessuno dei sostituti sembra in grado di replicarne le gesta, avendo tra l’altro perso il contributo fondamentale di Nainggolan.

Ma questo “unicorno” della terza punta dai tanti gol è una fissa che non trova giustificazioni neanche in Europa, a meno di non guardare eccellenze fuori portata.

Quello che è mancato finora all’Inter sono delle specificità: un paio di soluzioni in più non guasterebbero, così come variare anche il gioco per consentire a Vecino, Borja Valero, Gagliardini e Candreva di arrivare di più al tiro, magari anche da fuori visto che sono tutti, chi più chi meno, dotati di un discreto tiro da fuori.

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E scoprire, tra quelli che ci sono o facendoli arrivare dal mercato, qualche centrocampista con in canna qualche gol in più: non si pretende il Milinkovic Savic o il Nainggolan di turno, ma uno che realizzi con la frequenza di un Ilicic, Barak, Cristante, Joao Pedro o anche un sorprendente Zielinski (4 gol in 744 minuti!!!). Questo sì, al netto dei moduli di gioco e degli equilibri di squadra.

In alternativa, una punta di caratteristiche diverse dalle attuali, senza per forza cercare nomi altisonanti per adesso irraggiungibili: uno Zapata o un Nestorovski, in grado di dare riposo a Icardi o, alla bisogna, affiancarglisi per liberarlo dalle zone centrali.

Poi a giugno si vedrà cosa si può fare e con quale stile.

 

Infine, un omaggio dalla dea bendata… avere anche una maggiore precisione o, se volete, un po’ più di fortuna e fare sì che i 10 pali stagionali restino… al palo e non crescano più di tanto.

Quindi, problema sì, ma senza esagerare e con soluzioni a portata di mano: alcune già in quelle sapienti di Spalletti, altre che potrebbero arrivare anche con costi accessibili o addirittura in prestito, perché no.

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