Rassegna stampa – Malpensante’s digest 11/01/2018 (Mancini, Ramires, Rafinha & altro)

Diversi lettori hanno più volte inviato delle sollecitazioni alla pubblicazione di una sorta di rassegna stampa. In questo periodo di pausa proviamo e vediamo cosa ne caviamo fuori: inviate i Vostri suggerimenti, commenti, consigli etc… Così se non avete modo, tempo, voglia, spazio, aria per leggere i giornali sportivi, Vi aggiorniamo noi con una rassegna stampa giornaliera.

La pubblicazione, da domani in poi, sarà tassativamente di mattina e ovviamente lo faremo a modo nostro, con lo stile de ilMalpesante.com.

Parleremo, come sempre, soprattutto di Inter non disdegnando di inserire anche notizie/commenti riguardanti altre squadre.

Corriere dello Sport

Ancelotti-Arsenal

esthia immmobiliareInteressante apertura del Corriere dello Sport che apre con una indiscrezione che in realtà era già apparsa ieri mattina su alcuni giornali (letto ieri mattina su Metro.co): Carlo Ancelotti come nuovo allenatore dell’Arsenal.

Il rapporto di Wenger con i Gunners sembra essere rotto già da almeno un paio di anni e che solo la Community Shield del 2015 sembra avesse rimesso in piedi. Evidentemente non è così, visto che ormai la candidatura di Ancelotti è più che un’ipotesi: si parla già addirittura di cifre (40 milioni per 4 anni) e accordo raggiunto.

Facendo un giro sui social dei tifosi della squadra inglese non c’è dubbio: per loro è l’uomo giusto.

Anche se non era necessario insistere sull’argomento, questo chiude ogni possibilità di Ancelotti in nazionale: le porte rimangono aperte per Conte (rapporto che sembra ormai incrinato con la dirigenza blues), Ranieri e Mancini, sul quale torneremo dopo.

Caldissime molte panchine d’Europa: Guardiola deve ancora decidere di rinnovare con il City (contratto in scadenza l’anno prossimo), Zidane in bilico dopo una stagione deludente (Champions contro il PSG sarà decisivo?), Pochettino (apprezzato da mezza Europa), per non parlare dei dubbi di KloppTuchel (perché scrivono Tuckel?) che potrebbero fare gola a molti.

La pagina successiva parla di un Chelsea fortemente interessato a Massimiliano Allegri.

Intervista anche al papà di Simone Verdi, che confessa che avrebbe voluto un ritorno del figlio al Milan: ritorno, sì, perché tra i vari fallimenti descritti ieri abbiamo omesso quelli “minori”, e Verdi cacciato dal Milan (come Cristante) rientra nella categoria. Verdi sembra ormai destinato al Napoli: se ci fosse mai stata una chance di vederlo in nerazzurro sembra definitivamente svanita.

Sul Milan pagina da lasciare esterrefatti: il Milan starebbe puntando Belotti per 70/80 milioni. Come possano farlo, considerando che dovranno vendere (bene) quantomeno Kalinic e André Silva è mistero che solo Pietro Guadagno, l’autore dell’articolo, potrebbe spiegarci.

Inter

Arriviamo all’Inter, con pagina dedicata a Ramires.

Il giocatore ha apertamente dichiarato che vorrebbe trasferirsi all’Inter, ma secondo il CDS il Jiangsu vuole prima trovare un degno sostituto perché non vuole indebolirsi. La formula del contratto dovrebbe essere quella del prestito con diritto di riscatto.

«Sono qui per incontrare i miei compagni e per iniziare la preparazione – ha continuato -, poi vedremo cosa succederà. Se l’Inter ha parlato con il mio procuratore è una cosa positiva: se un club di questa importanza e di questa grandezza dimostra interesse per me, significa che sto lavorando bene. Devo continuare così anche perché sono ancora un giocatore del Jiangsu». Parole studiate a tavolino che fanno parte di una strategia precisa: Ramires aveva la possibilità di andare alla rottura con i cinesi non presentandosi per il ritiro invernale di Marbella, ma se si fosse comportato così avrebbe rischiato di mettersi in una situazione scomoda perché i cinesi non gradiscono le imposizioni e con loro i “bracci di ferro” non sono consigliati. Ecco perché l’ex Chelsea ha scelto la strada del dialogo. Con l’obiettivo di raggiungere il risultato prefissato ovvero la firma con l’Inter.

Toccherebbe, quindi, a Sabatini trovare un sostituto per la squadra  cinese.

Il CDS dà per quasi fatta, parlando di “qualcosa da limare”, per Rafinha Alcantara all’Inter: per il fratello di Thiago Alcantara e dell’ex calciatore Mazinho sarebbe solo questione di dettagli e nulla più, dietro benedizione proprio del padre.

L’ostacolo più grosso, però, sarebbe la clausola del riscatto: 20 milioni, in discesa rispetto ai 30 pretesi fino all’anno scorso. Secondo Andrea Ramazzotti, l’inter avrebbe ricevuto rassicurazioni sullo stato fisico del calciatore, che negli ultimi 10 mesi (estate compresa, ndr) ha giocato meno di 400 minuti (questa è cosa che vi dice ilMalpensante).

Il mancino del Barcellona potrebbe giocare da mezz’ala (quale naturalmente sarebbe), trequartista o ala destra (ndr: come lo ha schierato qualche volta Luis Enrique che per lui stravedeva).

Chiusura per De Vrij, con Inter e Barcellona alla finestra.

Gazzetta dello Sport

Per la GDS è sempre molto importante parlare di Icardi e Wanda Nara, soprattutto se i termini in cui poterlo fare si avvicinano pericolosamente a quelli di Novella 2000:

Il “colpo grosso” della GDS (titolone in prima pagina, seconda e terza dedicate) è una lunga intervista a Roberto Mancini.

Inevitabile, ovviamente, che si parli anche di Inter.

L’articolo sembra anzitutto un grande “spottone” per Mancini come ct della nazionale: in tempi di candidature e prossime elezioni è una carta da giocare bene, ed è risaputo che Mancini ha buoni rapporti con alcuni giornalisti.

Ho un sogno: vincere da c.t. ciò che non ho vinto da calciatore. Un Mondiale.

Questo il desiderio di Mancini.

Il discorso poi si sposta sul calcio giocato.

“Abbiamo rifondato la squadra, siamo partiti benissimo e siamo andati in testa. Poi abbiamo pagato le coppe, fatichiamo a sostenere due partite in una settimana. Ma siamo secondi a 8 punti dalla Lokomotiv Mosca e possiamo risalire. Alla ripresa c’è subito Lokomotiv-Spartak. Possiamoa ccorciare e rilanciarci in classifica.”

Parlando dell’Inter, invece, non lusinghiero il giudizio su Perisic, descritto come uno “devastante fisicamente” ma al quale manca continuità (sinceramente non ho capito il “chi meglio di lui all’Inter”), in contrapposizione a Kokorin che sarebbe un fuoriclasse vero.

Anche lui concorda con noi: questa Inter è diversa da quella di Mancini. Ma le prospettive non possono essere più diverse.

Chiudemmo l’andata in testa pur avendo lacune evidenti. A quel punto servivano acquisti a gennaio per reggere il passo, invece si parlava solo di vendere. Un club come l’Inter non può ragionare solo per arrivare in Champions, deve progettare per vincere.

Forse Mancini è un po’ smemorato, perché il crollo dell’Inter parte dalla partita contro la Lazio, nonostante a questa seguì una vittoria striminzita per 1-0 (Empoli) e poi crollo col Sassuolo (0-1 in casa) il 10 gennaio: di seguito pareggi 1-1 con Atalanta e Carpi, sconfitta 3-0 contro il Milan, per limitarci al primo mese dell’anno.

Dubbi, inoltre, sul fatto che un allenatore come Mancini parli di “progetto”.

Beninteso, visto che il Tweet non riesce a essere esaustivo. Mancini non è un allenatore “da progetto”, come ha più volte dimostrato in carriera. Non è un “difetto”: così come non lo è Mourinho, per esempio, e nessuno rimprovera a nessuno quello che rientra legittimamente nella forma mentis di un professionista.

Quello che lascia perplessi è che lui, proprio lui, parli di “progetto”: i progetti, caro Mancio, hanno alti e bassi, sono fatti di sofferenza, di lavoro comune anche quando ci si scontra su delle idee. E che sia lui a parlare di progetto sembra un clamoroso controsenso.

Al netto, ovviamente, delle rispettive posizioni sul valore (attuale) di Mancini come allenatore.

Piccola parentesi su Kondogbia. In passato Mancini aveva più volte detto che il francese era arrivato perché impossibile arrivare a Touré, facendo così capire che non fosse una sua prima scelta. Sulla Gazzetta però dice: “Infatti l’avrei tenuto. Aveva un carattere particolare, andava protetto. Ma era un talento, aveva qualità. Infatti a Valencia è sempre il migliore”.

Frecciatina, almeno per come la vedo io, a Spalletti: questa Inter è da terzo posto. Affermazione che si scontra sia con la realtà di quello che stiamo vedendo (l’Inter, lo sappiamo bene, è quella con la rosa più risicata delle 3 pretendenti) sia con l’affermazione fatta due frasi prima: “non ho visto spesso l’Inter“.

“Puntura” lanciata anche nella successiva affermazione: “in estate comunque ha investito“.

Con Fassone ho lavorato be­nissimo all’Inter. Anzi, ritengo che l’errore più grande dell’In­ter sia stato proprio quello di far partire Fassone, competente e brava persona.

Fa impressione, invece, l’affermazione riguardante il Var. Alla domanda “Rimpianti per non aver avuto la Var da giocatore” la risposta lascia sinceramente sconcertati: “No, avrei vinto e perso le stesse cose. Il campo dà sempre la sen­tenza giusta.

Sbaglierò io probabilmente, ma dall’allenatore dell’Inter post-Calciopoli mi aspetto sempre cose diverse.

Rafinha e Ramires

Anche la Gazzetta dello Sport parla dei due brasiliani che sarebbero in dirittura di arrivo.

Qualche dettaglio in più sulla sua condizione, oltre al fatto che i riscontri medici sembrano assolutamente confortanti: da oltre un mese e mezzo si allena con Messi e compagni senza avere problemi fisici, al punto da essere pronto, anche dal punto di vista medico, già dal 18 dicembre per scendere in campo.

Mirko Graziano si lascia scappare un giudizio: trattasi di un potenziale affare.

Si scrive anche di Schurrle, 27enne che trova poco spazio nel Borussia Dortmund: ma al momento sembra uno di quei classici nomi pescati a caso dai giornali (ormai da qualche giorno) in base alle “condizioni di ricerca”: maturo, gioca poco, necessita di riscatto.

Astenersi perditempo.

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Per consentire, invece, l’ingresso di Ramires (ingaggio di 10 lordi stagionali, quindi all’Inter costerebbe la metà), in lista di partenza non solo i risaputi Joao Mario e Brozovic ma anche Eder.

Restano vive e prioritarie, a prescindere dai nomi fatti finora, le piste Pastore e Mkhitaryan” anche se per l’armeno c’è da verificare il discorso Ramires: l’Inter ha libero un solo slot extracomunitario.

Dato in stand by soprattutto Pastore (definito come “primissima scelta di Sabatini”), ma anche Verdi e Deulofeu.

In chiusura di articolo si fa cenno al fatto che il Valencia vorrebbe indietro Cancelo già a gennaio, ma l’Inter si sarebbe opposta fermamente.

Ovviamente l’articolo successivo non lo commentiamo neanche.

Sul fronte Rafinha, invece, pagina di approfondimento.

Si fa cenno alla stagione positiva al Celta e ai problemi fisici successivi, anche se la cosa più interessante riguarda proprio la sua posizione in campo.

Ho la fortuna di poter giocare in varie posizioni, anche se sono sempre stato un interno mi sento a mio agio tanto come estremo che come uomo di fascia.

Luis Enrique lo usava principalmente come ricambio di Iniesta ma lo ha provato anche come terzino destro, «falso nueve», largo al posto di Neymar e persino come «pivote»: «Può rendere in varie posizioni, è un giocatore speciale, differente», diceva Lucho che a un certo punto, poco prima che si facesse male, aveva cambiato il 4-3-3 con il 3-4-3, usando il brasiliano sulla destra nella linea di mezzo nel celebre 6-1 al PSG.

Unico dubbio (legittimo) espresso è quanto ci metterà per tornare utile in questa stagione: sulle qualità, però, il corrispondente da Madrid Filippo Maria Ricci non ha dubbi: potrà essere utile o addirittura molto utile.

Questione stadio

La Gazzetta dello Sport dedica un approfondimento alla querelle-stadio lanciata da un tweet del sindaco Beppe Sala.

Hanno risposto sia l’Inter che il Milan, anche se la risposta rossonera è davvero da “braccia cascate”.

La Gazzetta dà dei dettagli:

«Mi­lano Finanza» ieri mattina ha anticipato la decisione del milan di rescindere i contratti con “MI stadio” la società di servizi che gestisce San Siro. La lettera è stata spedita il 15 dicembre e si può spiegare con la volontà dell’amministratore delegato marco Fassone di riconsiderare i contratti firmati dalla precedente società. In giornata si è saputo che anche l’Inter, conosciuta la decisione del milan, il 29 dicembre ha comunicato la sua disdetta.

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Senza esagerare la portata della tensione, chi dice che l’Inter è infastidita dalla scelta rossonera non sbaglia.”

La questione è lunga e complessa e affonda le sue radici sulla probabile incompatibilità tra i progetti di Inter e Milan, che vorrebbero avere ciascuno San Siro per sé e mal digerirebbero doverlo condividere. Anche perché l’Inter vorrebbe ristrutturarlo sin da subito, mentre il Milan non vuole intervenire.

Deulofeu e Verdi

Per quanto riguarda due dei possibili acquisti nerazzurri (il secondo, oggettivamente, impossibile o quasi), la GDS dice chiaramente che la via di uno dei due è verso Napoli: sinceramente non si comprende il paragone tra due situazioni così diverse.


FPF

In tema di Fair Play Finanziario, si affronta la questione della Roma. Solo che per l’Inter si parla sempre e apertamente di bilancio, di Suning, di tristezza cosmica, di cinghie strette, mentre per la Roma si fa un discorso diverso. Si badi, nonostante le posizioni siano nettamente diverse: la Roma è già fuori dai paletti del Fair Play Finanziario come comunicato dalla società stessa.

Si parlerà di personalità dei giocator, si cercherà di capire chi davvero è della Roma o meno. E poi di mercato, è chiaro. Patendo però proprio dal punto precedente, nel senso che poi chi non è da Roma o non ci vuole stare (come detto da Di Francesco a Firenze) verrà messo alla porta. Offerte permettendo, però. Il nodo è tutto lì.

 

Com’è diverso l’atteggiamento, nevvero? La verità più prosaica, che leggete qui e non sulla GD, è che la Roma molto probabilmente entro il 30/06 dovrà fare una o due cessioni eccellenti e una di queste sembra essere proprio Strootman, anche perché le prestazioni di Lorenzo Pellegrini sono confortanti, anche se il profilo e lo spessore dei due è piuttosto diverso.

Dato in partenza anche El Shaarawy, definitio come “uno che non convince più per la mancanza di continuità“: anche qui l’impressione è che sia tra i più cedibili, considerando che la presenza di Shick, Perotti e Defrel, con Florenzi adattabile come esterno alto, mette al sicuro la Roma dal punto di vista numerico.

Insomma, anche sui giornali il FPF dipende da squadra a squadra.

Esthia immobiliare

Tuttosport

Difficile leggere Tuttosport che ha 802 pagine speciali ogni giorno sulla grandeur della Juventus.

Interessante la posizione di Pinamonti: secondo Tuttosport l’Inter starebbe valutando diverse offerte ricevute dalla Serie A (Cagliari, Crotone e Chievo) ma anche dal Wolverhampton che milita nella Championship inglese.

Ovviamente di Inter si parla solo in termini di morte e distruzione.

 

Per dire, nella pagina successiva c’è il titolone: il Milan tifa per André Silva.

Ovviamente, anche qui, ci sono fallimenti e fallimenti.

Più interessante, sinceramente, la questione degli ascolti tv e presenze allo stadio con un grafico che serve, ancora una volta, per incoronare una sola tifoseria che stravince nettamente.

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