Rassegna Stampa Inter 20/01/2018 – Malpensante’s Daily Digest

Corriere dello Sport

L’apertura in prima pagina del Corriere dello Sport è quantomeno… discutibile.

Suggerita dall’imminente Inter-Roma, si affiancano Icardi e Dzeko con un titolo da far accapponare la pelle e sgranare gli occhi in puro stile spallettiano: chiaro il tentativo di “indorare la pillola” lato Roma, accostando due situazioni diverse, che andrebbero trattate diversamente. Lo vedremo con la Gazzetta dello Sport.

esthia immmobiliareA pagina 2 e 3 l’approfondimento, uno di fianco all’altro, che però anche qui sembra pretestuoso. Mentre sembra esistere davvero la trattativa che vede il Chelsea aver fatto delle mosse per avere già a gennaio Dzeko, quella su Icardi è sempre e solo portata come pura ipotesi.

Secondo una ricostruzione che ormai Vi abbiamo spiegato a dovere e che qui viene riproposta in tutto il suo splendore.

Dopo aver giudicato insufficiente la clausola di Icardi, frutto delle trattative fuori mercato (Neymar, Mbappe, Coutinho, Dembele…), il CDS avvisa che sarebbe tutt’altro che impossibile trovare un club pronto a investire 110 milioni di clausola per Icardi.

Il nome di quel club esiste già e si tratta del Real Madrid. Maurito, infatti, sarebbe tra i principali obiettivi per la ricostruzione delle “Merengues”, soprattutto se, dopo aver compromesso la Liga, Ronaldo e soci dovessero fallire anche la campagna Champions. Insomma, stando a quello che viene raccontato in Spagna, Florentino Perez sarebbe già pronto ad una rivoluzione.

La notizia di Icardi al Real, lo abbiamo dimostrato, nasce in Italia e viene affiancata alle tante voci che vedono Perez scontento e pronto a fare follie, compreso cedere Cristiano Ronaldo, simbolo del Real negli ultimi anni.

In coda all’articolo l’ennesima versione del “ma se non si va in Champions impossibile trattenerlo“.

Diversa la storia di Dzeko, che si innesta nella vicenda che vedrebbe il Chelsea a rischio punizione dalla Uefa per alcuni tesseramenti di calciatori minorenni. Il Chelsea ha rischiato molto in queste due stagioni, costruendo una squadra su misura di Antonio Conte, che però potrebbe cambiare città, e a quel punto un blocco del mercato potrebbe avere effetti devastanti anche se il Chelsea è una corazzata di qualità e quantità.

Ecco spiegato perché l’interesse su un altro terzino e soprattutto per Dzeko.

Da quanto si vocifera, la Roma non solo ha qualche problema conclamato col Fair Play Finanziario (la società ha chiaramente detto di avere sforato i parametri e si aspettano le indagini della camera di investigazione CFCB, con annesse possibili sanzioni; ma, stando ad alcune indiscrezioni, la Roma avrebbe anche delle difficoltà non indifferenti di liquidità.

Da questo punto di vista la Roma ha un problema che, seppur non con le caratteristiche della gravità, finora è sembrato strutturale, al punto che l’anno scorso il cosiddetto “indice di liquidità” è sotto la soglia stabilita dalla FIGC e questo certificherebbe la sofferenza della Roma nel far fronte ai propri impegni finanziari nel breve termine.

Inoltre, per due bilanci consecutivi è stato scritto a chiare lettere che qualora servisse della liquidità il club potrebbe vendere alcuni calciatori importanti, il cui valore contabile è ampiamente inferiore al valore di mercato: proprio il valore della rosa sarebbe la solida base che può garantire la continuità aziendale.

Sotto questa luce si comprendono in maniera più chiara le operazioni che vedono coinvolti Nainggolan, Dzeko e Palmieri, soprattutto quest’ultimo che è giovane, ha 23 anni e al momento si trova chiuso da Kolarov che però di anni ne ha 32.

Solo che tutto questo il Corriere non lo racconta neanche di striscio.

Il che non significa che la motivazione stia tutta qui, perché la Roma ha ricapitalizzato da poco e potrebbe accedere a finanziamenti da parte di terzi per far fronte ai problemi di liquidità: insomma, non è che sia necessario farlo solo per questa ragione…

Infine, a dimostrazione di come al cambiare dei colori cambiano anche i giudizi: ricordate il terribile Kia Joorabchian, l’uomo nero, l’ombra grigia, il manovratore, quando si parla dell’Inter?

Come non detto.

Rafinha, chi è e cosa aspettarsi

A pagina 5 c’è l’approfondimento su Rafinha.

Chiarito che si tratta di un semplice prestito con diritto di riscatto… parentesi: sono tutti prestito con diritto di riscatto, visto che l’obbligo non è ancora previsto dalle regole Fifa per il trasferimento dei calciatori. Per tutti si tratta di prestito con diritto di riscatto che diventa obbligo al verificarsi di determinate condizioni sportive.

Tornando a noi, prestito con diritto di riscatto, ma ieri si parlava di obbligo al raggiungimento del 4° posto (minimo): voce smentita anche da Pietro Guadagno del CDS.

35 milioni + 3 di bonus, da verificare solo qual è la data in cui si potrà esercitare il diritto, perché è importante: se entro il 30/06/18 significa che parte del costo finirà già in questo bilancio.

Se ne traccia un piccolo profilo: “elemento in grado di saltare l’uomo e creare superiorità. Ebbene, Rafinha ha queste caratteristiche e potrà essere collocato largo (più a destra che a sinistra) oppure da trequartista, alle spalle di Icardi.”

Non essendoci altro, aggiungo io che il ragazzo nasce come centrale di centrocampo, anche se ha giocato praticamente ovunque, con buona forza fisica nonostante sia 174cm. Va detto, a chiare lettere, che i report di 3 o 4 anni fa erano quasi tutti concordi: Rafinha ha doti eccezionali e ha caratteristiche di regia che il fratello più grande, e più quotato, non ha.

Tutto mancino, buon sangue brasiliano al punto da essere sin troppo innamorato del pallone: qualche dribbling di troppo, nonostante un’ottima visione di gioco soprattutto palla a terra e in profondità, hanno costretto gli allenatori a farlo giocare più spesso avanti, Luis Enrique addirittura sulla fascia destra (talvolta anche a sinistra).

L’Inter avrebbe, insomma, l’uomo in grado di creare superiorità numerica sulla trequarti, perché con Spalletti sembra essere l’unico posto dove farlo giocare. A meno di non vederlo esterno, a destra a piede invertito, per consentire a Cancelo (per adesso lo diamo indiscutibile titolare) di sfruttare al meglio la fascia. Difficile vederlo a metà campo a meno di una forma fisica eccellente.

Per molti versi, in Spagna c’era chi credeva che in casa fosse già stato prodotto il sostituto di Iniesta. Pur sembrando fuori luogo (non smetterò mai di dire che per me Iniesta è nella top 5 della metà campo di tutti i tempi), il paragone si basava anche su statistiche impressionanti di assist e chance create.

4 dribbling a partita (riuscita del 58%) e ben 52 potenziali assist (più 7 assist) in 32 partite.

Nonostante queste qualità, è sempre stato ottimo il lavoro dal punto di vista difensivo: nella sua stagione al Celta Vigo (2013-14, ventenne), parliamo di 2,3 contrasti a partita (quasi il 70% di riuscita) e 1,3 palle intercettate. Numero da buon mediano.

E nel complesso numeri che un qualunque ventenne del mondo si sogna o quasi.

In aggiunta a questo, la sua duttilità (ha giocato anche da falso nueve) gli ha consentito in passato di segnare anche con discreta continuità: l’anno scorso 6 gol in appena 1.000 minuti di gioco, 4 gol nell’esperienza al Celta e 8 e 10 gol in due stagioni nel Barcellona B.

Insomma, se non fosse per l’eccedere in qualche dribbling di troppo e qualche leziosità in eccesso, tra colpi di tacco e veroniche, sarebbe uno splendido centrale di metà campo, col vizio del gol, capace di far cambiare modulo in corsa e adattarsi alla bisogna.

A Spalletti, però, piacerà la sua duttilità e credo sia improbabile che non ci sia il suo totale assenso alla trattativa.

Il resto del mercato

Dati in lista di partenza Eder (nessuna novità dopo i sondaggi del Crystal Palace), Joao Mario (raffreddata la pista del prestito al West Ham) e Brozovic, viene riportata la voce dalla Spagna (ma su questo verificheremo nei prossimi giorni) che vorrebbero il ritorno di Kovacic in prestito. Sempre Pietro Guadagno dice “sarebbe un ritorno e il croato avrebbe difcoltà ad essere impiegato nei due davanti alla difesa, a differenza di Ramires“: peccato che sia il suo ruolo naturale e che Zidane lo abbia fatto giocare praticamente soltanto lì, addirittura da solo davanti alla difesa, contro il Barcellona francobollandolo a Messi e chiedendogli di aggiungersi ai 2 centrali di difesa per la classica salida lavolpiana.

In via di definizione la questione Gabigol, diretto al Santos: ingaggio decurtato di cui però l’Inter dovrebbe comunque pagarne una parte, ma che vedrebbe comunque un indennizzo a favore dei nerazzurri. Staremo a vedere.

Sul fronte infortunati, per domenica è dato titolare Miranda con Lisandro Lopez in panchina, visto che né RanocchiaD’Ambrosio dovrebbero essere convocati. Dato in vantaggio Nagatomo su Santon sulla fascia sinistra per opporsi alla velocità e alla corsa di Florenzi: il resto come al solito.

C’è anche una bella e lunga intervista a Chivu che, se riusciamo, trattiamo nel pomeriggio.

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La Gazzetta dello Sport

Lontana dall’ambiente romano, la Gazzetta dello Sport è più serena nell’affrontare l’attuale situazione di mercato anche in ottica della supersfida di domani.

Paginone a pagina 8 e 9 su Rafinha e le altre operazioni di mercato.

La GDS ripercorre i passaggi faticosi che hanno portato alla definizione della trattativa (confermata anche qui come diritto di riscatto a 35+3 di bonus: ingaggio di 3 milioni netti di cui l’Inter pagherà la semestralità) e giocatore brasiliano che domenica dovrebbe essere a San Siro per vedere la partita e quel Nainggolan autore del fallo che nel 2015 lo costrinse a una lunga assenza (6 mesi).

Nel buon esito della trattativa è stata determinante la volontà del calciatore.

A lato un approfondimento sulle qualità del figlio di Mazinho. Dato anche per terzino nelle giovanili, si è anche mosso da falso nueve (vero), al punto da chiudere lo spazio a… Icardi che poi si è spostato in Italia.

Elemento di quali­tà, bravo tatticamente e nei passaggi, Rafinha è abba­stanza veloce e ha un buon dribbling. Soprattutto vede la porta. Quello che non è di certo il pezzo forte dei suoi nuovi compagni di reparto“, come abbiamo visto in precedenza.

Ra­finha insomma porta fantasia e imprevedibilità in un centrocam­po un po’ mono­corde in cui man­ca l’assaltatore e quello che garantisca il cam­bio di ritmo.

Visto il pessimismo sul lato Ramires, data per possibile una trattativa per Donsah del Bologna che potrebbe prevedere anche lo sbarco di Pinamonti in terra emiliana. Anche se non mi sembra strada al momento percorribile né così interessante.

La GDS insiste su Correa del Siviglia, nonostante dalla Spagna i segnali siano di chiusura, Sturridge, Schurrle e Gaitan. Sull’inglese: “per il ragazzone di origini giamaicane ci sono già stati contatti diretti con il Liverpool che per ora tratta sulla base di un prestito oneroso e diritto di riscatto piuttosto sostanzioso.

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Sul lato Joao Mario, invece, decisamente più possibilista: “da un paio di giorni infatti il portoghese sta valutando l’ipotesi di giocare sei mesi in prestito (oneroso) al West Ham. L’Inter sarebbe di­sponibile a mandarlo in Inghil­terra anche solo con il diritto di riscatto. Sarebbe l’occasione per giocare con più continuità in vista del Mondiale in Russia che disputerà con il Portogallo“.

In effetti, in questa prospettiva, la permanenza di Joao Mario all’Inter sembra essere un danno per entrambi.

Riguardo alla partita, la GDS dà per recuperati Ranocchia e D’Ambrosio, dandoli anche per convocati: l’esatto contrario del Corriere. Nella probabile formazione inserito Santon al posto di Nagatomo, anche se dato in ballottaggio, così come Gagliardini con Brozovic.

Anche per questa mattina è tutto.

Nota ai lettori

Ho dovuto lavorare molto dal punto di vista tecnico sul sito negli ultimi due giorni a causa di qualche problema che spero sia risolto, anche se per un paio di giorni ancora la pagina potrebbe “saltare” un po’. Nel pomeriggio faremo bis con la versione de ilMalpensante.com sulle parole di Antonello: fuori tempo limite ma, si sa, certe cose è meglio “metterle agli atti”.

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