#InterRoma 1-1: le pagelle dell’orchite

Non ci credo.

O meglio, non ci voglio credere: proprio mentre si comincia a razionalizzare la partita perché se ne deve pur scrivere, anche se rimandiamo l’analisi a domani, sorge spontanea la domanda… ma come ha fatto l’Inter a non vincerla?

esthia immmobiliareFrase che nel complesso della partita potrebbe persino sembrare ingiusta, visto che per circa un’ora l’Inter ha deciso di giocare in ciabatte, soprattutto nel primo tempo e soprattutto dal punto di vista della concentrazione individuale e collettiva.

Al punto che anche a discutere di schemi o fare filosofia sul calcio potrebbe sembrare puro esercizio di onanismo calcistico.

Solitamente, prima della partita preparo due fogli con la formazione che divido in colonne: sul foglio di destra inserisco il minuto degli errori (in grande quelli gravi, in piccolo quelli meno gravi), mentre su quello di sinistra inserisco il minuto delle cose pregevoli.

Dopo mezz’ora, sul foglio di destra Miranda e Gagliardini avevano esaurito le colonne disponibili, con quelle della metà restante che era già pieno zeppo di numeri scritti. Nessuno è rimasto immune da errori, al punto che dopo mezz’ora ho persino smesso.

Sul foglio di sinistra, invece, a parte un paio di spunti di Skriniar e Cancelo, con un paio di cosine per Icardi e Perisic, il foglio è rimasto paurosamente bianco.

E, nonostante questo, nel primo tempo, che sarebbe il periodo peggiore dell’Inter, i nerazzurri riescono comunque a creare una buona quantità di occasioni, subendo gol sull’unico tiro nello specchio della porta da parte dei giallorossi e a seguito di uno dei soliti, clamorosi e inaccettabili errori individuali gravissimi, in questo caso di Santon.

Perisic di testa fuori di poco, Icardi (sul quale c’è un rigore per spinta di Manolas), Borja Valero e Perisic in condivisione, Candreva da fuori, di nuovo Icardi su recupero di Gagliardini: a memoria non sono meno di 6-7 le occasioni da gol, mentre per la Roma (non si arrabbino i romanisti, ma vado a memoria), oltre al gol mi tornano in mente soltanto la cattiva gestione di Gerson e il tiro da fuori di Pellegrini.

Tutto qui, nonostante una Roma messa meglio in campo, con una sorta di 4-2-3-1 che si trasforma spesso in 4-1-4-1, Nainggolan e Pellegrini a dar fastidio nella prima fase di costruzione della manovra. Nonostante un’Inter che non trova meccanismi nel chiaro 4-3-3 impostato da Spalletti con Gagliardini regista basso e Borja+Vecino mezze ali.

Nonostante, soprattutto, una qualità e una qualità nell’impegno e nella concentrazione da far accapponare la pelle. Il numero dei passaggi sbagliati, degli appoggi semplici che si trasformano in pericolo, la quantità di movimenti fatti con colpevole ritardo… l’Inter gioca con eccesso di supponenza ben al di là dei limiti della sopportazione: in campo ci sono andati molli, sciatti, senza la giusta determinazione.

Nel secondo tempo meglio, anche perché Di Francesco si suicida letteralmente, con cambi di uomini e di tattica che davvero si fa fatica a capirli. Da avversario si possono solo ringraziare:

Meglio, però, soprattutto a partire dal 25° minuto circa la partita cambia, letteralmente. E mentre Spalletti mette Eder, Di Francesco risponde con Bruno Peres al posto di Gerson. La Roma non ci capisce più nulla e l’Inter comincia a metterci la voglia giusta.

Alla fine non basta, perché il pareggio arriva persino a stare stretto dopo tanto assedio: letterale, assedio, visto che i giallorossi nel secondo tempo non vedono quasi neanche la porta di Handanovic.

L’Inter paga l’ennesimo errore individuale e un approccio alla gara decisamente più che sbagliato, fuori dalla logica, fuori dalle necessità di questa parte del campionato.

Ed è un peccato mortale, soprattutto considerando che squadra ha trovato di fronte. Una Roma dimessa, che è partita meglio soprattutto grazie ai tanti errori nerazzurri e a un buon pressing, ma che appena l’Inter è tornata in parità numerica (ovvero è uscito Gagliardini), non ha più trovato il bandolo della matassa, è implosa come e peggio dell’andata.

Solo che l’Inter di oggi non è più l’Inter dell’andata, soprattutto perché è venuta a mancare per più di un’ora a livello di concentrazione e voglia: roba che te le fanno girare a dovere per chissà quanto tempo.

Altro che orchite.

Per un’analisi più approfondita rimandiamo a domani, a mente fredda.

Le pagelle

HANDANOVIC 5,5: rivedendo con calma l’azione, fa un errore nell’azione del gol. Non è un errore in assoluto, ma lo diventa in considerazione dello stop non proprio perfetto di El Shaarawy: lui va indietro, si ferma e poi avanti.

Avesse osato uscire direttamente forse sarebbe andata in modo diverso.

CANCELO 7: perdonato, ma solo per una volta, per la simulazione, c’è da lodare il fatto che sia l’unico che salta l’uomo (benvenuto Rafinha!) e ha una qualità nel cross che nessuno nell’Inter ha: almeno tre palle splendide per Perisic e altrettante, se non di più, potenzialmente pericolose.

70 passaggi e 85% di precisione, 110 tocchi, 13 cross, 6 palle lunghe azzeccate su 8, 1 tiro e due potenziali assist: numericamente è partita anche superiore.

L’unica cosa che lascia perplessi è l’evidente scollamento tra lui e Candreva, visto che non si comprendono né nei tempi né nei modi dell’attacco. Tanto che il suo meglio lo dà quando Candreva si accentra.

SKRINIAR 7: nel primo tempo si aggrega anche lui al club degli orrori con un passaggio verso il centro che sbaglia e la Roma che recupera. Ma poi non ne sbaglia praticamente più, mette Dzeko in tasca e gioca anche per Miranda che oggi ha deciso di rinverdire i fasti dell’anno scorso.

Tra l’altro è l’unico che nel primo tempo si prende la responsabilità e il coraggio di provare una verticalizzazione: perfetta, che Icardi non sfrutta al meglio.

Talvolta è talmente spietato da far dimenticare che abbia ancora 22 anni, 23 da compiere fra qualche mese.


MIRANDA 5,5: la media tra i due tempi, con una leggera preferenza per il secondo in cui decide di alzare moltissimo il raggio d’azione e prendersi quei rischi che invece di solito sembrano terrorizzarlo.

Purtroppo, però, nel primo tempo è protagonista di alcuni errori gravissimi ed è proprio tra i primi a commettere leggerezze inaccettabili, con alcuni movimenti difensivi in uscita (un paio su Pellegrini) che non si sono capiti.

SANTON 4: l’impressione è che sia terrorizzato, letteralmente. Sul gol fa due errori: il primo è tenere in gioco El Shaarawy, il secondo è… quello che è, una roba incredibile che è probabile gli valga la perdita del posto per diverse partite.

DALBERT 5,5: fa 4 errori clamorosi che fanno più rumore di tutto il resto… se anche ci fosse.

VECINO 6,5: nel primo tempo è l’unico che cerca varchi, prova a giocare tra le linee agevolato dal modulo diverso anche se non gli arriva un pallone che sia uno. Nel secondo tempo cala la Roma e lui cresce fino al gol che premia il forcing dell’Inter.

La cosa che conforta è che sbaglia davvero poco: ogni volta che ha la palla è come se fosse in cassaforte.

GAGLIARDINI 4,5: mamma mia, mamma mia. Di una lentezza imbarazzante, impreciso, non ha idea davvero di come si faccia quel ruolo lì e si vede.


Vero è che i compagni non lo aiutano, visto che lo cercano anche quando ha l’uomo alle spalle, lui che non è un drago nel primo controllo di palla. Ma a questi livelli certi errori, soprattutto se reiterati, sono davvero inaccettabili.

Il 75% di passaggi riusciti in quella zona significa essere stato un vulnus per la squadra: avrebbe meritato la sostituzione almeno dal 25esimo del primo tempo.

BROZOVIC 6: prestazione senza infamia e senza lode, un paio di volte ci prova ma non sembra poter essere decisivo. Solo che poi trova l’assist perfetto e gli si perdonano tante cose, facendogli meritare la sufficienza.

BORJA VALERO 5,5: non fa il trequartista stavolta, visto che gioca da interno e gioca sul centro-sinistra: ma non trova mai la posizione giusta, anche se ha una buona occasione dopo un tiro di Perisic… peccato che non ci provi al volo di sinistro. Ha un’altra occasione in cui può tirare di prima ma non ci prova, peccato.

Si nasconde troppo e da lui non lo crederesti mai.

Poi si sposta in regia e pian piano l’Inter comincia a somigliare una squadra di calcio.


CANDREVA 5: non aiuta molto Cancelo e in attacco combina relativamente poco: un paio di tiri interessanti (uno pericolosissimo) e un paio di buoni scambi.

Ma nulla più: potrebbe e dovrebbe dare di più.

EDER 6+: ha due occasioni per segnare e le sbaglia: ci si trova dibattuti tra il premiare il fatto di essere lì, oppure penalizzare l’errore.

Ci mette comunque più voglia dei compagni e il suo ingresso terrorizza Di Francesco (pensa quant’è messo male Di Francesco) che cambia modulo regalando la metà campo all’Inter.


PERISIC 6+: alla fine, vuoi o non vuoi, riesce comunque a essere pericoloso e alcune delle azioni più importanti passano dai suoi piedi.

Fisicamente sembra essere messo meglio delle ultime partite.

ICARDI 6,5: va detto che normalmente un attaccante come lui che ha almeno 3 occasioni chiarissime almeno una deve metterla dentro.

Un po’ per sua imprecisione, un po’ per i miracoli di Alisson, ma non realizza ed è un male per quest’Inter.

Però ci prova, corre, crea, mette in apprensione la difesa e si guadagnerebbe anche un rigore e mezzo che un arbitro normale avrebbe serenamente dato.

In più è l’unico a portare il pressing, anche in solitaria.


SPALLETTI 6+: a posteriore è facile dire che ha sbagliato Santon e Gagliardini. La variazione del modulo che doveva servire per evitare l’inferiorità numerica a metà campo fallisce soprattutto perché Di Francesco gli oppone una formazione diversa con Nainggolan a dare fastidio a chicchessia.

Nel secondo tempo pone rimedio e sistema la squadra che meriterebbe anche di fare il 2° gol.

Roma

ALISSON 8,5: miracoloso: se la Roma la sfanga è per i suoi miracoli. Ditelo a Di Francesco.

Mezzo voto in più perché sostanzialmente il suo è un assist per il gol di El Shaarawy: se Szczesny era bravo coi piedi, lui lo è ancora di più.

FLORENZI 6: finché la Roma ha una logica lui regge. Poi afonda come gli altri perché non si capisce neanche cosa dovrebbe fare.


MANOLAS 5,5: diverse incertezze e un rigore contro che l’arbitro non gli concede. Giornata fortunata.

FAZIO 5: anche la sua spallata è decisamente una scorrettezza, ma ci saremmo accontentati di una sola delle due decisioni.

Poi si perde Vecino sul gol: errore imperdonabile.

KOLAROV 5,5: lontano parente del terzino che tanti interisti rimpiangono, anche perché quando cede di fisico poi schianta letteralmente. Dal suo lato Cancelo butta dentro cross come fossero missili, e in attacco non crea pericoli importanti.

STROOTMAN 7-: lasciato spesso in splendida solitudine in questo 4-2-3-1 che spesso diventa 4-1-4-1: sembra il suo ruolo naturale, o almeno a me è sembrato sempre così.


EL SHAARAWY 6,5: oltre al gol, un paio di azioni pericolose ma non molto di più.

NAINGGOLAN 6,5: nel finale sparisce, ma per un’ora è ovunque, contrasta, raddoppia, ruba palloni, dà fastidio a tutti.

Se fosse meno “sregolato” potrebbe giocare altri 4 o 5 anni a certi livelli, ma l’impressione è che nell’ultimo anno crolli dopo un’ora e non è un gran segnale.

PELLEGRINI 6: è il più libero dei giallorossi e quello che aiuta di più Strootman, ma che sa anche alzarsi in pressing.

Partita, però, senza infamia e senza lode.

GERSON 5,5: dimostra perché Spalletti non lo usava così spesso.

PERES 4,5: invidioso di Santon?

DZEKO 5,5: anche quando gioca male e l’avversario lo vince, lui prova sempre a rendersi utile.

Esthia immobiliare

DI FRANCESCO 5,5: un allenatore normale l’avrebbe vinta in scioltezza perché l’Inter aveva deciso di fare harakiri.

Lui, invece, decide di stravolgere tutto e regala all’Inter campo e centrocampo con una difesa a 3 incomprensibile e cambi altrettanto inspiegabili (vedi Bruno Peres).

Il meglio, però, lo dà in conferenza stampa: dopo un intero girone d’andata a lamentarsi dei tre pali della sfida di Roma, mostra una preoccupante incapacità di leggere la partita e quello che succede alla sua squadra.

ARBITRO MASSA 5: non parlo dell’arbitro se no anche gli interisti mi danno contro, basta il voto.

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INTER-ROMA 1-1 (p.t. 0-1)

MARCATORI: 31’ pt El Shaarawy (R), 41’ st Vecino (I). 

INTER (4-3-3): Handanovic; Joao Cancelo, Skriniar, Miranda, Santon (32’ st Dalbert); Vecino, Gagliardini (1’ st Brozovic); Candreva (25’ st Eder), Borja Valero, Perisic; Icardi. A disposizione: Padelli, Berni, Nagatomo, Ranocchia, D’Ambrosio, Lopez, Karamoh, Joao Mario, Pinamonti. Allenatore: Spalletti.

ROMA (4-2-3-1): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Strootman, Nainggolan; Gerson (25’ st Bruno Peres), Dzeko (39’ st Schick), El Shaarawy (30’ st Juan Jesus). A disposizione: Skorupski, Lobont, Emerson, Moreno, Nura, Under, Antonucci, Defrel. Allenatore: Di Francesco.

ARBITRO: Massa di Imperia.

SANZIONI: Ammoniti: Perisic (I), Joao Cancelo (I).

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