Inter: lettera aperta di un tifoso

Introduzione

Di tanto in tanto su queste pagine ospitiamo degli amici, delle persone che hanno qualcosa da raccontare, soprattutto se lo fanno con stile come Luca Carmignani: dopo aver “bastonato” a dovere i grandi responsabili di questa situazione (che, a mio avviso, sono stati, sono e rimarranno i calciatori), ci pensa lui a tutti gli altri.

 

Lettera aperta a Mr. Steven Zhang, al Vice Presidente Javier Zanetti, al dott. Piero Ausilio, al Coordinatore dell’area Tecnica dell’Inter sig. Walter Sabatini e al mister Luciano Spalletti.

 

Carissimi tutti,

esthia immmobiliareVi scrivo pur sapendo che il mio sforzo risulterà inutile; del resto, sono abituato a fare sforzi inutili, ad esempio sottoscrivendo l’abbonamento all’Inter (abbonato primo anello arancio, settore 155 fila 5 posto 20), uno sforzo compiuto come tifoso pur sapendo che serve a poco se non a nulla.

Il punto è, carissimi (tutti), che esistono dei limiti, delle soglie, che a mio modesto avviso sono invalicabili e tali limiti sono stati, da tutti Voi, ognuno per un proprio motivo, superati.

Non temete, la mia non è una critica, come potrei? Non è neppure una lamentela o un rimprovero. E’ solo una constatazione, una rappresentazione di una realtà che Vi è sconosciuta o perlomeno dimostrate di non conoscere.

È la realtà di un tifoso, uno fra i milioni di tifosi dell’Inter, che, contro ogni logica, contro ogni principio che possa attenersi ad un ragionamento fatto da una persona sana di mente, insiste nel credere in un progetto. in un qualcosa che appartiene solo all’immaginazione che un inguaribile tifoso possa avere.

La mia realtà è diversa dalla Vostra.

Per me (e credo per milioni di interisti) è inconcepibile che un giocatore (tale Danilo D’Ambrosio), dopo la partita con la Spal (avessi detto il Real Madrid…) ed il pareggio raggiunto dagli avversari al 90° (novantesimo) se ne esce con la frase “Ci è mancata la voglia di vincere”.

Sarebbe come, carissimi (tutti), se in merito ad un progetto che mi viene assegnato (sono responsabile Information Tecnology di una ditta internazionale… un nome una garanzia) rispondessi al mio Amministratore Delegato che me ne rende conto “abbia pazienza, non l’ho fatto, mi è mancata la voglia”.

Anzi peggio: il sig. Danilo D’Ambrosio (che poi, non sarebbe neppure un cattivo giocatore), non si rende conto che migliaia di tifosi dell’Inter, si sobbarcano settimanalmente (e anche con la Spal è stato così), trasferte, sveglie all’alba, ritorni a casa a tarda sera se non a notte fonda, spese che comportano sacrifici ecc. e, ma guarda il caso, sono proprio quelle persone che permettono al sig. Danilo D’Ambrosio e a tutti i giocatori dell’Inter, nonché a Voi tutti (Mr. Steven Zhang escluso ché lui lo stipendio lo percepisce dal babbo) di percepire un (lauto) stipendio a fine mese.

O forse ogni tanto non vi viene pagato perché a chi doveva farlo è “mancata la voglia”?

(Nota de ilMalpensnate: è di ieri l’intervista a Candreva che, testualmente, dice “contro l’Udinese meritavamo di più ma forse da li abbiamo anche perso autostima”. Contro l’Udinese. Alla prima sconfitta in campionato. A 2 punti dalla prima, a 1 punto dalla seconda, con +3 sulla Lazio (compreso recupero), + 16 sul Milan… perso autostima. Perso. Autostima.)

Questa è una prima differenza fra la mia realtà e la Vostra: per me è inconcepibile una frase simile, per tutti Voi forse è normale, accettabile ed al massimo “ne parleremo a quattrocchi”; come se ci fosse qualcosa da discutere su una affermazione simile, quando nella mia realtà ci sarebbe semplicemente da prendere a calci nel posto dove non batte mai il sole colui che la pronuncia.

Ma la differenza fra la mia realtà e la Vostra non si ferma certo qui.

Io, pensate quanto sono scemo, Vi credo sempre.

Mi sono fatto andare bene Medel, M’Vila, Ricky (Maravilla?) Alvarez, Alvaro (Palito) Pereira, Brozovic, Osvaldo e persino Gabriel Barbosa detto Gabi(forse-un-giorno)gol: sì anche lui, siete riusciti a convincermi che fosse forte, anzi fortissimo tanto che presi, contrariamente al parere di mister Gigi Simoni (che mi onora della sua amicizia e di cui ho scritto la biografia, Simoni si Nasce, insieme a Luca Trochetti e Rudi Ghedini) il quale mi sconsigliò fortemente, svenandomi al fantacalcio.

Talmente convinto che per un anno l’ho schierato titolare, tanto per me entrava e faceva doppietta. A nulla sono valsi gli avvertimenti di Gigi Simoni, il quale, scuotendo la testa e sorridendomi paternamente, mi diceva: “Luca, lascia perdere Barbosa”.

Niente: ero convinto, che volete farci.

Eppure, nonostante questa mia “fede” incrollabile, non sono il “pollo da spennare” che credete.

Sì perché, forse, ci avete scambiati per “polli da spennare”, ed è qui che la Vostra realtà è profondamente difforme dalla mia. Non lo sono (il pollo da spennare) e men che meno lo sono (polli da spennare) i milioni di interisti sparsi nel mondo.

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