Genoa-Inter 2-0: le pagelle malpensanti

Introduzione

Le pagelle malpensanti sono diventate menù tipico del dopo partita. Quella contro il Genoa, però, è stata piuttosto complicata da raccontare: da una parte posso permettermelo, visto che non sono un professionista e se mi faccio prendere dallo sconforto non perdo alcun posto di lavoro; dall’altra, i numeri e la razionalità hanno raccontato una partita con molti aspetti diversi rispetto a quanto non avesse suggerito l’emozione.

esthia immmobiliareHo provato già a spiegarlo stanotte nell’articolo completato alle due: il Genoa ha fatto talmente poco in attacco che si fa fatica a trovare una azione pericolosa ad eccezione di quanto è accaduto tra l’8° minuto e il 10°: ovvero il tiro di Pandev quasi dalla linea laterale e il lancio alla “sperindio” dello stesso macedone che poi finisce sulla traversa per colpa dell’insicurezza di Handanovic.

Un gol che l’Inter si è fatta da sola, nel peggior modo possibile, e un altro scaturito da un tiraccio che era possibile addomesticare da gente che dà del tu al pallone: per il resto l’Inter ha sofferto praticamente nulla.

Solo che, di fronte a queste osservazioni, si staglia ancora più forte la convinzione che, comunque, non riusciresti a trovare un-motivo-uno valido per dire che l’Inter meritava di vincere.

Perché la partita dell’Inter è stata una partita senza infamia e senza lode, una partita per larghi tratti affrontata senza nerbo, senza quella voglia e quella determinazione che ti impediscono di fare errori come quello di Handanovic su Pandev da metà campo o di Skriniar sul gol (benché le sue responsabilità siano pochissime, quel gesto tecnico è comunque un errore).

Il Genoa è squadra costruita di proposito per far giocare male l’avversario, come vedremo nell’approfondimento di domani, e su queste pagine ne abbiamo scritto prima della partita stessa. Ma l’Inter ci ha messo davvero poco  dal punto di vista “morale” per poterla portare a casa.

Ecco perché ho preferito aspettare per le pagelle: rivedendola mi ha permesso di valutarla con maggiore distacco emotivo… anche se voti e valutazioni dell’immediato dopo partita sono cambiati relativamente poco.

Le pagelle

Handanovic 4: non deve fare parate, ma quello che combina sulla traversa di Pandev ha del tragicomico, sia perché manifesta l’annoso problema delle uscite, sia perché trasmette alla squadra una paura incredibile che avrà come effetto quello di paralizzare Skriniar sul gol di Ranocchia, più altre scelte poco felici dal punto di vista difensivo.

Samir ha 33 anni e pensare di correggere questi difetti non è pensabile.

Dall’altra parte c’è un portiere che probabilmente sui pali è meno efficace, ma imposta come un buon difensore e esce meglio: valutazioni buone per il futuro.

Cancelo 6+: una media ingiusta tra le cose buone che fa e quelle meno buone.

Da una parte talvolta gioca con eccessi di superficialità che risultano dannosi, anche e soprattutto in appoggio: alla fine risulta un vero e proprio regista difensivo, è il calciatore che tocca più palloni di tutti (91 passaggi, oltre 130 tocchi), questo dovrebbe significare maggiore concentrazione, responsabilità e precisione.

Dall’altra parte è quello che più di tutti, assieme a Rafinha e Borja Valero, vede la verticalità, è uno dei pochissimi a provare delle variazioni, a mettere palle pericolose in mezzo.

Da segnalare, però, che continua la buona dose di diagonali azzeccate che ne certificano la crescita e la maturazione anche dal punto di vista tattico. Ora tocca a Dalbert.

Ranocchia 5: precisiamo che sul gol ha davvero zero responsabilità, ma raramente è sicuro e non riesce praticamente mai a prevalere né su Galabinov né su Pandev.

Come un fuscello in mezzo alla tempesta, subisce e trasmette insicurezza, lotta un po’ troppo naif e recuperi col contagocce: quei due che gli riescono non li porta a compimento e rischiano di creare altri problemi.

Una sola buona cosa: con lui in campo la difesa è decisamente più alta: questo limita di molto l’efficacia del Genoa e consente all’Inter di stare più corta. Tutto sommato è una delle poche positive della serata, gli vale quasi mezzo punto.

Skriniar 5: lui è, dopo Cancelo, quello che tocca di più il pallone. Avrebbe i piedi buoni anche per impostare l’azione con rapidità ma i compagni raramente lo supportano.

Sbaglia troppi interventi, più insicuro che in passato: non lo stesso Skriniar apprezzato fin qui.

D’Ambrosio 5: non è colpa sua ma di chi si intestardisce nel schierarlo a sinistra.

Ci sono almeno 3 occasioni in cui un mancino naturale, o almeno uno che usa il sinistro, avrebbe potuto mettere in mezzo palloni interessanti: D’Ambrosio non ci prova neanche.

Allora pensi che devi valutarlo sulla prestazione difensiva, ma anche qui non c’è molto: quando il numero delle palle perse supera quello delle palle recuperate, vuol dire che c’è qualcosa che non va; quando perdi più duelli di quanti tu ne vinca, c’è qualcosa che non va.

Insomma, D’Ambrosio a sinistra non va.

Vecino 4: la peggiore partita della stagione, senza alcun dubbio.

Se sbaglia pochissimo è solo perché vede la palla col contagocce, appena 48 passaggi a fronte dei 44 di Karamoh: dov’è finito il Vecino che era nel bel mezzo dell’azione? Quello che riusciva a “strappare” l’azione giusta aprendo la metà campo avversaria? Quello che si muoveva con intelligenza e impostava meglio?

Si nasconde, lotta pochissimo, recupera la miseria di un pallone.

Gagliardini 4,5: meriterebbe qualcosa di più per il complessivo della partita, anche perché nel primo tempo ci mette qualcosina in più come voglia e determinazione: l’azione che si sviluppa sull’asse Candreva-Karamoh col tiro ciccato dal francese nasce da un suo recupero.

Solo che poi annega, non imposta, rallenta l’azione, perde qualche palla di troppo e totalizza un misero 80% di precisione nei passaggi: a questi livelli è inaccettabili.

Aggiungiamoci che sul gol avversario ha chiare responsabilità, come abbiamo visto nel video di stanotte, e il voto è più che fatto.

Candreva 6-: quando stava per finire il primo tempo ero sul punto di scrivere che uno dei più imprecisi in campo era stato anche l’unico a creare pericoli all’avversario.

Il cross per Karamoh è suo, il tiro parato da Perin è suo, il tiro da fuori che gli viene male è suo: nel primo tempo è l’unico interista davvero pericoloso. Meriterebbe l’insufficienza ma lascia il senso di pericolosità che gli vale il mezzo salvataggio.

Borja Valero 5: una parte del pubblico e della critica gli attribuisce colpe non sue, visto che nessuno al mondo, nessuno, è in grado di fare passaggi importanti per i compagni se non ci sono… i compagni.

Solo che dopo un po’ si intristisce, implode e perde ritmo anche lui: spostato così avanti non riesce neanche a rendersi utile in fase di pressing, visto che il 70% del gioco di Ballardini viene generato da Perin.

L’impressione è che con una squadra che partecipa molto meno, rispetto alla prima parte della stagione, piazzarlo lì sia un problema per lui e per l’Inter.

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