Spalletti, abbiamo un problema?

Introduzione

Dopo la partita contro il Napoli, come ogni post partita, Spalletti ha parlato facendo delle dichiarazioni che hanno fatto più rumore inizialmente tra le fila del tifo social interista e, stranamente solo dopo (più rumore oggi di ieri), sui media.

Prima di trascrivere le sue parole e approfondire, però, è giusto fare una premessa fondamentale.

Ho letto delle ricostruzioni non proprio fedelissime, probabilmente perché basate su una lettura veloce (tra media e social) di trascrizioni non sempre perfette, anzi: alcune fatte talmente male da far credere che dietro ci sia persino dolo.

Qui si è fatta una scelta tempo fa: quando è possibile, si fa il video, altrimenti riporto sempre la trascrizione integrale, a prescindere da grammatica, da intercalari, pause etc…; quando non è possibile perché l’unica fonte è scritta (come caso delle parole di oggi), allora in quel caso si fanno le doverose precisazioni e tutte le tare di questo mondo.

Perché a volte, vedete, basta una sola parola in più o in meno per disegnare una realtà diversa, per manipolare subdolamente il senso del discorso, a prescindere dalla volontà o meno di manipolarlo.

Prendiamo la frase su Rafinha, anticipando un po’ i tempi, perché è stata riportata in questo modo: “Rafinha sta facendo bene ma lo si carica di troppe responsabilità, se poi si pensa che a gennaio giravano 10 nomi e siamo riusciti a prendere solo lui“.

Se anche fosse stata elaborata così, e non è così, c’è una parola che ne stravolge il senso più di quanto non si possa immaginare: perché la frase conclusiva del ragionamento era “si riesce a portare lui”. Quel “solo” ne condiziona la lettura in maniera più che determinante: peccato che Spalletti non lo pronunci mai.

Rimane lecito chiedersi perché qualcuno debba prendersi la briga di inserire anche una sola parola è mistero di una fede che non so sondare, perché non è fatto tanto per spiegare o rendere la frase di maggior compiutezza e comprensibilità al lettore: quel “solo” è una roba inaccettabile.

Tanto più inaccettabile quanto più viene fuori non dai media tradizionali ma da trascrizioni fatte da aggregatori e/o account social che fanno riferimento all’Inter nel loro nome. Se poi fate una ricerca su Google (con filtro per data) troverete altre referenze sul web:

Ecco, cosa possa portare un aggregatore/account “qualcosa-Inter-un’altra cosa” a storpiare con questa superficialità certe dichiarazioni non ci è dato saperlo: se gli autori hanno voglia di mandare una mail o un messaggio saremo ben lieti di pubblicare integralmente la risposta.

Quindi diffidate, diffidate da qualunque cosa non sentiate con le vostre orecchie.

Passiamo a un altro aspetto che serve da premessa: la sequenza delle interviste.

Può sembrare un esercizio futile, ai limiti del capzioso e strumentale, ma in realtà non è così perché, finita la partita, le sollecitazioni a caldo possono portare delle reazioni diverse: parlare con il giornalista Tizio della testata Vattelappesca oppure Caio della testata QualcosaSportHd.ciao può fare tutta la differenza del mondo.

In questo caso sembra che la sequenza sia partita da Sky, quindi partiremo da quella, ma anche le interviste sono successive a contatti con spogliatoio, club, giornalisti e chissà quale pletora innumerabile di gente che può fartele girare anche di brutto.

Nel caso specifico, però, a chiosa delle premesse, l’impressione è che Spalletti abbia scientificamente fatto questi discorsi, volutamente, e che se avesse avuto l’occasione buona l’avrebbe già fatto già prima.

Non che in realtà non l’abbia fatto, perché la chiosa alla chiosa delle premesse è che Spalletti non ha, in sostanza, detto nulla di veramente nuovo: quello che è davvero cambiato è il modo di affrontare l’argomento.

Premesso tutto ciò, passiamo alle sue parole, partendo da quelle dette su Sky permeati da alcuni concetti che altrove non sono stati riportati/analizzati, neanche detti da Spalletti stesso, ma che inquadrano in maniera più precisa la discussione.

La domanda iniziale è: “fino a pochi minuti fa in qualche modo al club hanno celebrato il ritorno dell’Inter come compattezza, come squadra, anche come principio di gioco, anche se a tratti in questi 90 minuti. Un punto di ripartenza importante, è soddisfatto della prestazione al di là del risultato?“.

Se avete modo di notare, fino a un paio di secondi prima Spalletti era sorridente, ma evidentemente c’è qualcosa nella domanda che non gli piace, e credo sia il punto messo in grassetto.

Sarebbe un punto di partenza importante perché effettivamente abbiamo fatto una buona partita per dei buoni tratti.

Abbiamo fatto una buona partita anche se poi in dei momenti ci siamo difesi, però poi diventa difficile poterci mettere il lavoro della settimana sopra e dire ora la prossima si dà qualcosa di più. O per lo meno per quello che è stato…

Domanda: “diventa difficile perché?”

Diventa difficile perché io ci ho lavorato fino a ora con questa squadra qui e dico che diventa difficile perché ne avevamo fatte anche prima di buone partite, di buoni periodi…

Domanda: “Manca l’attenzione, la leadership di qualcuno, la tecnica… cosa manca?

Spalletti: “Manca la qualità [il tono è secco e deciso, ndr].

Noi si dice ‘si ha qualità, si ha qualità, si ha qualità…’ il Napoli ha qualità, noi tanta qualità non ce l’abbiamo [qui segue un discorso tra il misticismo e il tatticismo che non è il massimo della chiarezza grammaticale ma che riporto esattamente come pronunciato] perché ogni volta che abbiamo recuperato palla poi… e c’era la possibilità di andare a far male con questa ripartenza, con questo fraseggio dopo aver riconquistato sulla metà campo dove dopo loro ti vengono attaccare… e lo fanno veramente bene, perché…

Tu lo sai meglio di me assistendo a tutti gli allenamenti, quello che si dice di Sarri è la verità. Quello che si dice del Napoli è veramente la squadra più europea di tutti, è veramente da prendere come principio per ricostruire quando si va a parlare di calcio, sul calcio giocato italiano: il Napoli e la squadra di Sarri è da prendere poi in considerazione per costruirci sopra una mentalità e un  modo di stare in campo.

E quando ti vengono a mordere lì sulla riconquista, se riesci a trovargli quelli scampi in velocità che, loro [ndr: sottolineato con forza] sanno fare poi quando ti riconquistano che sei lungo e puliscono la palla sulla trequarti e ti vengono a puntare la linea difensiva, poi se fosse successe a loro quelle cinque o sei palle che abbiamo rubato noi sarebbe stato un casino andare poi a portarle in fondo senza subire grossi danni“.

Domanda: “Spalletti, Icardi è un giocatore di qualità e oggi zero occasioni“…

Spalletti lo interrompe: Icardi è un giocatore che fa gol.

Icardi è un grandissimo bomber, è un grandissimo goleador. Il giocatore che ha qualità è quello che viene a palleggiare fra le linee, è quello che salta due uomini partendo da metà campo e che ha poi questa sintesi del mandare dentro l’altro, dell’abbassarsi lui, mandare dentro l’altro e via dicendo… però è un grandissimo bomber, un grandissimo rapace dentro l’area di rigore.

Un grandissimo attaccante.

Ma la qualità.. se si riferisce al gol e a farsi trovare dentro l’area di rigore in un nel momento giusto ha grandissima qualità. Se si dice ‘nel palleggio’, la qualità è quello che… come metto questa palla sui giri contare sui piedi… noi sull’uomo lanciato in ripartenza sulla fascia ce le siamo giocate quattro o cinque cinque metri dietro, in fallo laterale e l’uomo 5 metri davanti che la palla gli andava giocata sulla corsa [commenta un’azione del Napoli, dicendo che quella sì è un’azione di qualità]…”

(continua nella pagina successiva)

 

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