Sampdoria-Inter 0-5: le pagelle

Introduzione

Il sorprendente pareggio della Lazio ha fatto sì che lo splendido 0-5 dell’Inter non si traducesse in un semplice “nulla di fatto”, almeno dal punto vista numerico dato che le altre hanno vinto tutte.

Da quello puramente emotivo e della fiducia, invece, può significare un passaggio importante per un finale di stagione che i nerazzurri dovranno giocare più che al 100%.

Spalletti ha fatto la sua mossa domenica, alzando la posta e giocando una mano che in molti hanno scommesso fosse un vero bluff. Di più, era il primo segnale della resa, l’inizio dello sbroccamento definitivo, l’addio alla stagione.

Così non è stato, perché tutti e 11 i calciatori in campo hanno risposto “presente” e hanno giocato una partita a tratti anche piuttosto buona, benché il giudizio sia fortemente condizionato dal risultato finale: ma queste sono considerazioni e analisi che faremo successivamente.

Intanto registriamo una pagella dove non ci sono insufficienze per l’Inter: cosa piuttosto rara in questa stagione, anche quando si vincevano praticamente tutte, perché c’era sempre qualcuno un po’ fuori dal coro.

Non oggi.

Oggi erano tutti presenti.

Pagelle

HANDANOVIC SV: senza voto, sì, perché davvero non ha dovuto fare niente di che: l’unico spauracchio è sul colpo di testa di Zapata, ma lì non poteva arrivarci e comunque ci ha pensato il palo… piano, però, a dire “fortuna”: anche l’Inter ha colpito il suo.

La cosa incredibile è che ho visto giudizi e considerazioni negative che, sinceramente, non mi so spiegare. Non oggi.

CANCELO 7+: rivedendo la partita, mezzo voto in meno per la superficialità con cui ha affrontato diversi momenti dei primi 25 minuti, non ultima una palla recuperata da Candreva in scivolata al limite del fallo laterale, su cross sbagliato di Rafinha, che il portoghese gestisce con eccessiva faciloneria, di quelle che ti vien voglia di saltargli addosso.

Poi però gli devi riconoscere una qualità che nessuno degli altri difensori ha, una visione di gioco che può persino far pensare a un suo utilizzo da interno di metà campo in caso di necessità.

A dimostrarlo, in maniera lampante, il fatto che sia sempre tra i più cercati in squadra, un vero e proprio regista difensivo, lo scarico preferito dai compagni in difficoltà come testimoniano i 76 passaggi finali che non sono il top solo perché c’è un Brozovic tirato a lucido con 85.

Testa da centrocampista come nel caso del passaggio a Perisic che porta al gol di Icardi di tacco, ovvero una di quelle cose che hanno nella mente solo i centrocampisti, perché è un passaggio che o lo vedi in anticipo e lo inventi altrimenti non esiste e non ci provi neanche.

Gli devi anche riconoscere l’assist per il gol di Perisic, splendido, cercatissimo anche se c’è chi dice il contrario: riguardate l’azione e osservate come gliela chiama Perisic con lo scatto… altroché!

Gli devi anche riconoscere che perde meno palloni del solito, che sforna cross a ripetizione (di cui almeno la metà pericolosissimi) e soprattutto una straordinaria capacità di contrasto che gli fa recuperare quasi una decina di palloni: al suo arrivo l’unico dubbio era la tenuta difensiva, tattica e tecnica… ormai ha fugato ogni perplessità possibile.

Direttamente da calcio d’angolo prova a segnare almeno un paio di volte a partita e ci va spesso vicino, con la Samp vicinissimo visto che prende l’incrocio dei pali: presto o tardi riuscirà anche in questo.

Il miglior terzino destro del campionato è nerazzurro.

MIRANDA 6,5: lui è tra i più colpevoli di incertezze nei primi 25 minuti, con almeno un paio di palle piuttosto brutte perse malamente, e qualche linea difensiva che è dritta solo per i cubisti, ma anche responsabile dell’unico spavento vero per l’Inter, quando si perde Zatapa che gli salta addosso come se Miranda fosse un fuscello.

Anche lui, però, cresce col passare del tempo e risolleva la sua partita con due interventi splendidi che risolvono situazioni scabrose e possibili pericoli.

SKRINIAR 7: vado a memoria, ma non ricordo di avere mai visto un difensore avere il 100% di passaggi riusciti, soprattutto se si tratta di difensori che provano anche a lanciare e a darla in verticale in mezzo al campo invece che consegnarla facile al primo centrocampista che capita.

Dal punto di vista dell’impostazione la partita di MS è perfetta, senza avverbi d’accompagnamento.

Dal punto di vista difensivo qualche piccola sbavatura ma niente di trascendentale: sopperisce con altri interventi importanti e un posizionamento quasi sempre d’alta scuola che consente anche a lui una decina di recuperi.

Tutte le possibili statistiche negative restano a zero, fatta eccezione per un paio di duelli persi: cosa che ci può stare con Zapata, uno che fisicamente mette in difficoltà chiunque.

A fine anno sarà nella top-11 del campionato.

D’AMBROSIO 6,5: wow, wow, wow. Tra le poche cose appuntate su D’Ambrosio (partita di sostanza, insomma) ci sono queste tre parole, ovvero quando ha creato cose egregie col piede sinistro, situazione tecnica in cui lo credevamo più che impedito.

Interessante il suo atteggiamento tattico, molto accorto e stretto quando l’Inter temporeggiava nell’alzare il pressing: quando davanti sceglievano il momento di portare l’aggressione rapida, lui si alzava subito nel suo half space per bloccare linea di passaggio e avversario diretto sulla linea laterale.

Proveremo a farlo vedere nell’analisi tattica. A qualcuno può sembrare niente di che ma, nella realtà di una partita, queste sono cose che ti vengono bene solo quando sei mentalmente al 100% dentro il match.

BROZOVIC 7,5: alla fine il conto delle palle perse coincide con il conto delle brutte palle perse, cosa che deve spingerlo a riflettere: lui, più di tutti, deve essere sempre al 100% perché ha la sfortuna di sbagliare sempre nel momento peggiore possibile.

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Ne sbaglia soprattutto una in ripartenza, una facile facile facile su Rafinha, che certamente avrà fatto disperare Spalletti oltre che farmi segnare sul foglio le parole: “Brozo più qualità, dannazione”.

Detto questo, però, signore e signori, giù il cappello e via i guanti per applaudire un Brozovic rinnovato, con il 92% di passaggi riusciti, con una dozzina di lanci/aperture fresche e riuscite, con una regia intelligente a cui aggiunge anche più di qualche buon pallone recuperato.

(continua nella prossima pagina)

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