Inter-Cagliari 4-0: il bicchiere è più che mezzo pieno

Introduzione

Cominciamo con due atti di franchezza e onestà reciproca?

Su dai: il Cagliari visto così a San Siro difficilmente avrebbe potuto impensierire l’Inter. Se anche non fosse bastata la formazione, con la panchina di Pavoletti, Ceppitelli e Faragò, le assenze di Barella e Cigarini, sarebbero stati sufficienti i primissimi secondi di gara, con i sardi che sono entrati in campo con meno cattiveria di quel che ci si poteva aspettare.

Il secondo atto di onestà, però, affonda le sue ragioni di esistere nel recente passato dell’Inter, capace di sfornare prestazioni per nulla convincenti, quando non proprio indecorose, anche con squadra sensibilmente meno dotate persino di questo Cagliari, così come è sceso in campo a San Siro.

Quale che sia la valutazione che vogliate dare a questa partita, non può prescindere da entrambi gli aspetti: vero che era la partita più semplice da diverse settimane a questa parte, ma è altrettanto vero che l’Inter ha nell’Inter la sua più naturale nemesi, capace di veri e propri seppuku nelle giornate più impensabili.

Questa aveva tutte le caratteristiche per esserlo.

E, a scanso di equivoci, il primo tempo ci dice che non siamo così lontani dalla verità: non fosse stato per il gol di Cancelo “a freddo”, si sarebbero patite le pene dell’inferno, si sarebbe strepitato di partita maledetta, di quelle già decise dal destino…

Nel caso di risultato diverso dalla vittoria, lo sappiamo bene, non avremmo esitato un istante, nessuno di noi, nel dare addosso a questa squadra.

Decidiamoci quindi: apprezziamo anche partite come queste oppure diamo più giustificazioni anche quando si soffre, dato che l’Inter è capace di vincere e perdere contro chiunque?

Anche perché, altro atto di onestà, non si tratta solo di vittoria.

Se l’Inter avesse “semplicemente vinto” avremmo potuto concordare esclusivamente sulla pochezza dell’avversario. Ma la squadra di Spalletti ha anche giocato un buon calcio, a tratti ottimo, cercando anche nuove soluzioni, prodotto con continuità, messo l’impegno giusto nonostante un avversario sin troppo arrendevole.

Insomma, una di quelle partite che puoi fare solo l’errore di sottovalutarle e ritrovarti in affanno, a pochi minuti dal termine, alla ricerca di un gol maledetto.

Quindi godiamocela così com’è, visto che già domani alcuni risultati potrebbero rendere più tranquillo il Chievo, così come l’Udinese e, in un paio di giornate, anche il Sassuolo, rendendo quindi le prossime 5 partite decisamente più abbordabili, con le uniche due vere sfide contro Juventus e Lazio.

E, per una sera, lasciamo da parte ogni elucubrazione negativa, ogni sosta perniciosa su pensieri pessimisti, ogni indugio sulla soglia del disfattismo.

L’Inter ha vinto, è tornata al gol (4 marcatori diversi, 2 attaccanti, 1 centrocampista, 1 difensore), ha confermato una difesa ad altissimi livelli (1 solo gol subito, purtroppo decisivo, nelle ultime 8… e un totale di soli 8 gol nelle ultime 16), riscoperto l’utilità di Karamoh, confermato Brozovic a livelli inimmiaginabili fino a 2 mesi fa…

Insomma, se non fosse per l’infortunio di Gagliardini sarebbe una serata perfetta.

Che importa, per una volta, del grado di difficoltà? Sono 3 punti, 4 gol: godiamoceli, no?

PAGELLE

HANDANOVIC SV

Non fa nessuna parata ma abbiamo una certezza: ovvero che, avendo una pattumiera al posto del cuore, non avrebbe consentito che una serata del genere si potesse macchiare con un gol avversario.

CANCELO 7

Il gol mi ricorda una partita di molti anni fa, periodo in cui allenavo dei ragazzi e ai quali provavo a spiegare una cosa semplice: quando si calcia una punizione, anche se vuoi crossare la palla in mezzo, devi sempre mirare alla porta. Non riuscivo a farmi capire e ci pensa il buon Ciriaco Sforza a darmi una mano: calcio di punizione con palla calciata proprio dalla sinistra (però più in alto rispetto alla linea dell’area di rigore), non tocca nessuno (ma c’è un clamoroso fallo da rigore su Zamorano) e palla che si insacca in rete.

Ecco, Cancelo ha questa cosa di voler mirare la porta, che si tratti di calcio d’angolo o punizione… pazzesco invece che tiri poco, visto il buon tiro che ha.

Stavolta ha ragione e segna.

Ma per il resto della partita fa più o meno tutto quello che vuole, pur con qualche piccola imprecisione di troppo e qualche palla lunga che ci si poteva risparmiare.

Ma per stasera va bene anche così.

SKRINIAR 6,5

Qualche imprecisione in fase di impostazione, cosa che gli sta succedendo sin troppo spesso… ma ammettiamo che siamo accecati dalla folle precisione tenuta per metà stagione.

Visto il Miranda di stagione, lui decide di intervenire spesso in seconda battuta.

Per il resto è un continuo stramazzare per terra perché i sardi lo avevano eletto ad agnello sacrificale: una gomitata, una testata, una pedata… il tutto in viso. Perché in effetti ha troppo la faccia da bravo ragazzo: con qualche cicatrice in più ne guadagna anche in terrore sacro dell’avversario.

Vero Samuel?

MIRANDA 7

La Juventus ha subito 18 gol, il Napoli 21 e l’Inter 22. Con la Roma a 26 e tutto il resto over 30, la stagione nerazzurra dal punto di vista difensivo è certamente lusinghiera.

Voglio, però, sbilanciarmi: con un Miranda così, Spalletti avrebbe conteso la palma di miglior difesa a Allegri e alla sua banda.

Perché il capitano del Brasile sta bene fisicamente, sta bene di testa, non rinuncia mai all’anticipo, sale con buon tempismo, asseconda la squadra e, quando non perfetto nelle distanze e nei tempi, è lui stesso che vi pone rimedio.

 

La nuova Area 51 nerazzurra: da quelle parti non passa nessuno.

D’AMBROSIO 6,5

Nel primo tempo ci sono un paio di occasioni in cui dallo schermo sbuca fuori una freccia alle spalle di Perisic, che lo serve sulla corsa e l’azione si fa pericolosa, come quando Karamoh colpisce la traversa.

Il Cagliari gli dà spazio e tempo per salire, perché con un solo avversario di fascia, gli interni di metà campo non hanno il tempismo per uscire coi tempi giusti.

Ma lui non sbaglia quasi nulla, si propone e copre con estrema lucidità.

GAGLIARDINI 6+

L’incubo dello spazio-zero atalantino svanisce dopo pochi secondi: il Cagliari è molto più preoccupato a rinculare che non a pressare e marcare.

Il primo a giovarne è proprio lui, che a ritmi più bassi e con più spazio riesce a muoversi con disinvoltura, dando poi il meglio in fase di interdizione, soprattutto sui contrasti aerei.

Un paio di palle perse di troppo, qualche sbavatura che ci si poteva risparmiare su appoggi teoricamente facili, ma la sua presenza in campo si faceva sentire comunque.

Speriamo sia cosa da poco, anche se l’impressione è che contro il Chievo non ci sarà.

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