Malpensiamo insieme: Rizzoli, l’Inter e gli arbitri romani

I sorteggi, le griglie, Rizzoli e Rocchi

Partiamo da una doverosa premessa.

Per quanto mi riguarda, l’arbitro deve essere semplicemente un buon arbitro e, di solito, non ho l’abitudine di vedere da dove arrivano, a quale sezione appartengono etc… perché lo trovo un esercizio piuttosto stupido.

Stupido quando ci sono condizioni “normali”.

Le designazioni della Serie A, però, non sono fatte secondo l’unico criterio che potrebbe spazzare, con una sola regola, una quantità industriale di polemiche: non sono fatte, cioè, con il sorteggio integrale, magari con un sistema con piccoli meccanismi “di compensazione” “a fasce” come quello del 1984-85 che, guarda caso, fu vinto dal Verona.

È bene precisare: quell’anno non fu un “sorteggio integrale”. C’era un sistema di fasce, ovvero 6 fasce di 3 partite in cui venivano inseriti 4 arbitri per fascia: all’interno di ciascuna, il sorteggio era purissimo e integralissimo.

Qualcuno può pensare che sia più o meno quello del fantomatico duo Bergamo-Pairetto, ma non è così e il perché è presto detto. In quel caso le famose “griglie” erano facilmente pilotabili perché esistevano una serie di preclusioni che, di fatto, rendevano spesso il sorteggio una sorta di formalità pubblica e niente più.

C’era la cosiddetta “preclusione geografica”, non si poteva arbitrare due volte di seguito la stessa squadra, c’era un limite al numero di partite di una singola squadra che un arbitro poteva dirigere etc…

L’unico campionato con il sorteggio integrale puro è quello del 1998-99: nove arbitri scelti per nove partite di Serie A, succeda quel che succeda. Creò una classifica curiosa che raffrontiamo agli anni precedenti e successivi perché è davvero insolita:

96-97: Juventus, Parma, Inter, Lazio, Udinese, Sampdoria, Bologna, Vicenza.

97-98: Juventus, Inter, Udinese, Roma, Fiorentina, Parma, Lazio, Bologna.

98-99: Milan, Lazio, Fiorentina, Parma, Roma, Udinese, Juventus, Inter.

99-00: Lazio, Juventus, Milan, Inter, Parma, Roma, Fiorentina, Udinese.

00-01: Roma, Juventus, Lazio, Parma, Inter, Milan, Atalanta, Brescia.

Ora, siccome so che siete curiosi, vi siete chiesti come sono finiti i campionati prima e dopo il 1984-85… e dannazione a Voi, quanto mi fate lavorare!

82-83: Roma, Juventus, Inter, Verona, Fiorentina, Udinese.

83-84: Juventus, Fiorentina, Inter, Torino, Verona.

84-85: Verona, Torino, Inter, Sampdoria, Milan, Juventus.

85-86: Juventus, Roma, Napoli, Fiorentina, Torino, Inter.

86-87: Napoli, Juventus, Inter, Verona, Milan, Sampdoria.

Ecco, da due soli casi non si può tirare fuori alcuna statistica per il famoso paradosso di te che mangi due polli e io non ne mangio ma la statistica direbbe che ne abbiamo mangiato uno a testa… ecco, sì, nessuna statistica, però fa sorridere che queste due stagioni sono state davvero sfortunate per la Juventus.

Ma questa è ovviamente elucubrazione derivante dalla semplice propensione vocativa di chi vi scrive, che ha dedicato a Gesualdo Bufalino il suo nome ma che ha anche altre radici e pertanto deve insistere sull’abitudine del malpensare.

Dovessi decidere io, farei griglie di 5 partite con 10 arbitri: prima fascia con quattro scelti dal designatore, 3 internazionali, 3 sorteggio puro (con un minimo di esperienza all’attivo). Questi 10 arbitri sorteggiati integralmente, sorteggiando partita e arbitro, con una sola preclusione, quella geografica. I primi sorteggiati fanno l’arbitro, i secondi fanno il Var.

Seconda fascia con tutto il gruppone scelto a sorteggio integrale con la sola preclusione geografica.

Sistema perfetto? Bah, è solo uno che statisticamente può eliminare un sacco di polemiche e chiacchiere inutili.

Eliminerebbe anche articoli come questo, ovviamente. E, badate, ne sarei felicissimo.

Per addentrarci nel discorso devo però fare l’ammissione di colpa: sono in parte d’accordo con Andrea Agnelli quando avanza delle critiche al designatore come deus ex-machina, che tutto vede, tutto decide e tutto risolve secondo i suoi imperscrutabili calcoli da alchimista della direzione di gara.

Insomma, non proprio imperscrutabili, visto che il Corriere dello Sport era arrivato alla designazione di Rocchi molto prima di tutti:

Non proprio un mistero, non una magia né “passaggio di informazioni”, visto che Rocchi deve anche prepararsi mentalmente per il mondiale (unico arbitro italiano) e una partita del genere è un ottimo banco di prova. Tra l’altro Rizzoli lo ha “protetto” fino a oggi proprio per conservarsi questa cartuccia, in puro stile “sniper”: lo ha tenuto lontano dalle polemiche, insomma.

Non è un ragionamento per forza condivisibile, attenzione: nel caso di una partita nervosa e con qualche caso eclatante, il rischio di metterlo in cattiva luce è enorme perché in questa partita ci si gioca uno scudetto, e altri al posto di Rizzoli avrebbero fatto scelte diverse probabilmente.

Anche perché è un arbitro “particolare” per tanti versi.

Non ha ancora arbitrato la Juventus quest’anno, ma che con i bianconeri ha uno score eccezionale: Whoscored ci dice che con lui i bianconeri sono a 2,55 punti a partita, il Napoli a 1,58. E, no, è decisamente sopra la media della Juventus di questi anni, perché Rocchi arbitra la Juventus dal 2006/07 e dal 2010-11 a oggi registra una sola sconfitta, contro la Roma il 16/02/2013.

Per dire, di tutti gli arbitri che hanno più di 10 partite di Serie A con la Juventus, Rocchi è in assoluto il migliore, tamponato da vicino solo da Massa (2,64 punti a partita, 0 sconfitte) e Bergonzi (non più in attività, ma con 0 sconfitte, 2,57 punti a partita).

Tra gli altri, segnaliamo Guida (2,21 punti a partita, già decisamente più umano e più vicino alla media di questi anni), Banti (2,15 a partita), Valeri (2,13), Mazzoleni (2,09), Damato (2,06), Orsato (1,77).

E ovviamente allo straordinario Tagliavento che segna uno strepitoso 1,54 punti a partita (che diventa di poco superiore se consideriamo anche la Coppa Italia).

Anche qui, fate attenzione: alcuni di questi numeri possono essere “falsati” dall’avere arbitrato più o meno partite di cartello o contro le “piccole”, e pertanto le statistiche potrebbero non raccontare storie del tutto veritiere. Lasciatemi, però, usare il condizionale… altrimenti che malpensiamo a fare!

Col Napoli lo score è decisamente diverso, abbiamo visto: negli scontro tra Juventus e gli azzurri non c’è storia, 3 partite e 3 vittorie, 6 gol della Juventus e 1 del Napoli,

Insomma, dal punto di vista della pura e semplice opportunità, non appare essere la scelta migliore di tutte, a prescindere dal fatto che sarà lui a rappresentarci al mondiale.

Ma che c’entra Juventus-Napoli con il titolo di cui sopra?

In quanti l’avete pensato?

Se siete stati tanti, bravi per un verso, meno bravi dall’altro: alcune considerazioni, oltre che “agli atti”, ci servono da background necessario perché ci fanno comprendere che alle spalle delle scelte di Rizzoli sembra esserci un ragionamento che mira al lungo termine, non è soltanto una questione di una o due giornate: è molto probabile che sia uno di quei designatori minuziosi che iniziano la stagione con un grande “disegno” in testa che poi adattano piano piano durante il corso della stagione.

O almeno così ha fatto pensare.

Ecco, se questa nostra deduzione è corretta, se è davvero un designatore dallo sguardo così lungo e acuto, allora Rizzoli deve spiegarci un sacco di cose.

Non stiamo qui a raccontarci tutta la storia di Rizzoli perché altrimenti faremmo davvero notte, mattina e poi di nuovo notte. Vi basti sapere che ho avuto ben pochi dubbi sul fatto che fosse uno degli arbitri più preparati della Serie A… della storia della Serie A, con il grave difetto, però, di incartarsi letteralmente quando si è trattato di reggere pressioni soprattutto mediatiche e soprattutto post partita.

Rosario Lo Bello non la pensa come me: “Rizzoli è un arbitro mediocre, parliamoci chiaro. Nonostante abbia arbitrato tante finali in carriera, ogni sua partita è sempre condita di grandi e numerosi errori, e questo non fa altro che dar man forte alla mia opinione. Io lo definisco come il “Don Abbondio” della classe arbitrale italiana. Con la Juventus poi gli errori sono sempre presenti: non a caso sui social si divertono a vestirlo di bianconero…

Ammise che Bonucci non gli diede una testata? E cosa si aspettava dal difensore juventino, un bacio? Ma con tutte queste notizie non scopriamo di certo l’acqua calda, eppure ha ricevuto anche una deroga per continuare la carriera,  perché la sua età non glielo avrebbe permesso…”

Un po’ come Collina, è sembrato spesso molto personaggio, molto vanitoso, finendo però per fare delle figure barbine.

Due delle più clamorose proteste degli ultimi anni contro l’arbitro, di fatto praticamente impunite, sono riferibili a Nicola Rizzoli: il pluri-“vaffanculo” di Totti e l’atteggiamento minaccioso di Bonucci.

Per mera referenza:

 

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