Chi ha rapito Marcelo Brozovic?

Introduzione

Prima di completare questo articolo ho lanciato un sondaggio che potete trovare sia sulla pagina Facebook che su Twitter:

Includendo anche la versione online, con più nomi e più completa, viene fuori una statistica interessante.

Intanto che il primo a essere ritenuto insostituibile è Skriniar, nonostante Icardi (al 2° posto) non abbia alternative vere se non Eder. Stesso discorso si potrebbe fare per Skriniar ovviamente, visto che le alternative si chiamano Ranocchia, Lisandro Lopez, D’Ambrosio.

Il terzo nome, però, è davvero sorprendente: Marcelo Brozovic, con oltre il 15% delle preferenze, nonostante l’Inter possa schierare alternative anche tattiche (vedi un duo Vecino-Rafinha e Karamoh seconda punta).

Detto che sul sondaggio ci torneremo, rimane un risultato incredibile se si pensa che Brozovic era, tra i 12/13 titolari dell’Inter, quello più sacrificabile per molti tifosi.

E non solo per loro, evidentemente.

Perché attorno alle 17 del 30 gennaio di quest’anno Marcelo Brozovic era al Melià con il suo agente, Miroslav Bicanic. La foto del croato, in maglietta grigia e cappottino con collo in pelliccia, fa il giro del web in un istante e entrano in gioco i super esperti di calciomercato: fino a due secondi prima non ne sapevano nulla, due secondi dopo erano prodighi di dettagli, retroscena, cifre e accordi.

Brozovic era destinato al Siviglia di Vincenzo Montella per un prestito con diritto di riscatto fissato a 25 milioni + 3 di bonus, o almeno questa era la voce più ribattuta.

L’operazione si era resa necessaria perché in entrata si stava lavorando per portare Javier Pastore all’Inter. Ricordate che l’Inter deve mantenere un equilibrio tra acquisti e vendite, mantenere ad un certo livello i costi relativi a prestiti e ammortamenti, tenere livellato il monte stipendi: qualcuno doveva pur partire per far arrivare l’argentino a Milano.

Si diceva addirittura di un aereo privato che avrebbe portato Brozovic a Siviglia già l’indomani.

Solo che già l’indomani mattina presto la notizia è un’altra: Marcelo rimane all’Inter. Luciano Spalletti avrebbe chiesto “garanzie” tecniche e certezza dell’arrivo di Pastore. Voci meno ascoltate, meno ribattute, ma probabilmente più vicine alla verità, raccontavano di uno Spalletti non entusiasta di Pastore, che avrebbe ceduto Brozovic a condizione che arrivasse un centrocampista con più capacità di regia e/o di interdizione.

Perché, fissiamolo bene a mente, quella era l’esigenza che il tecnico sentiva come più urgente di tutte.

Tutto saltato, tutto bene? Macché, ci siamo fiondati tutti a capofitto sulla questione che gli amici di Bauscia Cafè hanno riassunto perfettamente:

Perché il tifoso interista ha sempre avuto delle certezze su Brozovic, nata dopo poche partite in nerazzurro: che è svogliato, discontinuo, mentalmente instabile (in campo eh!), incapace di una certa intensità, capace di correre quanto e più di tutti ma totalmente a vuoto e senza costrutto.

Che resta a fare dopo avergli fatto sentire che l’Inter non è più casa sua?

Domanda legittima che sembra trovare la risposta definitiva l’11 febbraio, nella partita Inter-Bologna in cui esce, per fare posto a Rafinha, subissato dai fischi di tutto lo stadio: lui, come se nulla fosse, si mette ad applaudire polemico mentre Spalletti gli fa cenno di star zitto.

La mia pagella della partita è “brozoviciana” nel midollo:

BROZOVIC 4,5: lui di errori nei passaggi ne fa 1 in più di Borja Valero, ma toccando meno della metà dei palloni. Impreciso e svogliato soprattutto nel pressing, ci si era illusi che fosse la partita giusta per l’assist delizioso a Eder.

Va detto chiaramente che è difficile essere nella sua posizione: se è vero che era a un passo dalla cessione il 31 gennaio, mentalmente non può essere più dentro… sempre che ci sia mai stato davvero. Gioca perché Rafinha ha sì e no mezz’ora sulle gambe, altrimenti…

La giornata prima c’era stato il calcio al borsone dopo il cambio con Karamoh.

Insomma, l’impressione è che con Marcelo sembrava tutto finito, definitivamente, senza possibilità di appello, in una di quelle situazioni in cui qualcosa si rompe senza potersi più aggiustare in alcun modo: il rapporto con tutto il popolo nerazzurro era di fatto finito.

O almeno così pareva.

Pochi giorni dopo alcune testate giornalistiche imbastiscono una farsa, facendo diventare “notizia” un audio Whatsapp in cui si dice che Wanda Nara e Brozovic avrebbero fatto sesso e che Icardi ha definitivamente rotto con entrambi i croati, perché Perisic avrebbe preso le parti di Brozovic.

Finita.

Finita perché la vita di Brozovic all’Inter sembrava aver fatto un percorso preciso, netto, senza indugio verso questa soluzione.

L’Inter era stata la prima a imbastire una trattativa per portarlo in Italia (inizi del 2014), salvo poi rinviare l’operazione: a gennaio 2015, invece, lo scippa, letteralmente, al Milan dopo mesi in cui le due milanesi si erano prodigate per seguirne le evoluzioni, indecise tra lui e Andrej Kramaric.

Il bilancio ufficiale ci ha dato i numeri esatti dell’operazione, come vi abbiamo riportato in questo articolo in cui abbiamo parlato di Piero Ausilio, indicando in Brozovic una delle poche vere operazioni di qualità:

Un’altra operazione da applausi sarebbe quella che riguarda Brozovic: il costo complessivo dell’operazione è attorno agli 8,5 milioni (3 di prestito, 4,2 di riscatto e 1 milione di compenso agente), davvero un colpaccio considerando che ancora oggi ha 25 anni e il suo potenziale tecnico… poi purtroppo la testa si è rivelata quella che è, ma questo prescinde dal responsabile del mercato.

La testa, sempre quella.

Gli episodi sono talmente tanti da essere innumerabili.

Come quando, a settembre in Inter-Genoa, colpisce un palo e in quel momento si affloscia, uscendo dalla partita non prima di essersi messo a borbottare chissà cosa in campo, mentre Spalletti dalla panchina gli urla “non scuotere la testa, non scuotere la testa, non scuotere la testa”. Tre volte. Come non detto.

Episodio tutto sommato minore, ma che racconta perfettamente com’è stato Brozo in campo per una infinità di partite: indolente, attivo a fiammate, spesso persino dannoso.

Ma ci sono altre due situazioni che ne raccontano perfettamente la dimensione mentale.

Aprile 2017, Inter-Sampdoria. Prima del video, una considerazione estrapolata dall’articolo del giorno dopo e una parte della pagella malpensante in cui gli conferisco, ad honorem, la “laurea asinorum”;

  • Probabilmente la peggiore partita da quando è all’Inter, benché la sua permanenza in nerazzurro sia costellata di prestazioni ben oltre, più giù, dei limiti dell’imbarazzante: quella di Marcelo Brozovic contro la Sampdoria è stata indecorosa, completamente fuori registro, svogliata.
  • BROZOVIC 3: disastroso, inutile, lento, impacciato, confuso e dannoso. Nel primo gol sbaglia l’uscita sul calcio d’angolo, nel secondo è messo male e prova una scivolata inutile sulla trequarti. Poi condisce tutto con un mani che neanche all’oratorio: laurea honoris asinorum. Vederlo ciondolare, sbruffare, lamentarsi, ondeggiare per il campo istiga all’omicidio.

Il video del “gesto tecnico” è questo:

Tanto che scrissi un articolo dal titolo eloquente:

Ma Brozovic l’ha fatto di proposito?

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