#InterJuve: l’Inter in 10 perde contro la Juve in 16

Introduzione

Alla fine l’amaro in bocca resta perché si è trattato di un suicidio a tutti gli effetti: sul gol di Cuadrado è Santon a cadere, sul gol di Higuain è Santon a perderselo (o almeno così pare): proprio quel Santon entrato pochi minuti prima.

Non inganni, però, la questione né l’interista afflitto da sindrome di inferiorità sui bianconeri pensi che sia argomento sufficiente alla solita solfa del “dobbiamo essere più forti”: se l’Inter è arrivata all’80esimo con 4 uomini totalmente senza forze, senza possibilità di opporre nulla di più che la semplice presenza fisica è solo perché l’arbitro Orsato, con tutta la squadra arbitrale (avrei dovuto scrivere “in 14”, ma essendo juventini…), si è reso protagonista di una delle direzioni di gara più disgustose e vergognose degli ultimi anni.

Lo dice anche Spalletti: la partita è girata perché fisicamente l’Inter non c’era più, ma solo perché giocare 80 minuti in inferiorità numerica è condizionante.

L’Inter si fa del male da sola, ma lo fa perché portata allo stremo da qualcosa che è marcissimo.

E, badate bene, non si discute sulla sensibilità dell’arbitro, non si fa un ragionamento su cosa si può dare o non si può dare in base a contesto, squadra, minuto: non si fa, insomma, un ragionamento sulla falsariga della stupida e pretestuosa polemica bianconera post Real Madrid.

Che a loro è stata concessa da tutti i media italiani, concessa e amplificata. Come se fosse dovuta.

Vediamo cosa accadrà adesso di fronte a quella che è invece una direzione di gara che non può avere che due sole definizioni: vergognosa e scandalosa.

Certo, piacerebbe parlare di calcio. Piacerebbe discutere di qualità, di moduli, di scelte tattiche, persino di errori e mi piacerebbe anche discutere il cambio di Santon e mettere Spalletti sul banco degli imputati.

La verità, però, è che dopo una partita del genere ogni forma di bon ton giornalistico, di desiderio stilistico di essere gradevoli, di voglia di analizzare passa più che in secondo piano: ti fanno pensare che sia una cosa assolutamente inutile.

Letteralmente.

Perché è in partite come questa che il calcio italiano si gioca tutta la sua credibilità e dà ragione a chi lo definisce una farsa lunga 38 giornate.

Ci sarebbe da discutere su tante cose, ma una immagine su tutte la chiarisce prima ancora di andare ad analizzare tutto il resto:

Con Pjanic già ammonito non si capisce cosa impedisca a Orsato di ammonire lo juventino.

Cosa?

Non esiste un solo appiglio regolamentare per cui un arbitro possa decidere di non sanzionare il bosniaco.

A metà della scrittura, però, su Mediaset Premium fanno vedere un replay praticamente dalla stessa prospettiva di Orsato e voglio correggere, lasciando però tutto quello che ho scritto prima: questo è rosso diretto perché oltre alla gamba c’è il colpo al volto con i pugni.

Non danno né rosso né giallo e non c’è neanche un perché.

Nessuna ragione regolamentare: restano tutte le altre che però fanno riferimento a situazioni extra calcistiche e non vogliamo addentarci troppo… è già stato sufficiente il fiume di nervi profuso sui social durante la partita.

La parte tecnica

La parte tecnica ha soltanto 4 o 5 argomenti, non di più.

Il primo è relativo alla scelta tattica di Allegri. Affidarsi a due esterni molto offensivi come Cuadrado e Alex Sandro è stato un azzardo più mentale che tattico o fisico, perché Cuadrado ha inciso molto meno di quel che i singoli episodi possano lasciar pensare, nonostante l’uomo in più.

Anzi, si stava rivelando un suicidio bello e buono perché Cuadrado doveva essere espulso per seconda ammonizione: dopo quella sacrosanta dopo 5 minuti c’è quella, sempre nel primo tempo, di Perisic che lo salta di netto. Ma su questo torniamo in seguito.

Questione mentale perché la Juventus è evidentemente in rosso con la benzina: corrono meno, corrono male e sono riusciti a portarla a casa per l’esclusiva sensibilità e generosità della squadra arbitrale.

E non è soltanto una questione di fisico: probabilmente hanno subito lo strano modo di sostegno da parte dei loro tifosi, ma evidentemente ogni palla sta pesando perché non sono abituati a trovarsi a giocarsi uno scudetto punto a punto con un avversario così tosto.

Poi, chiaro, quando serve arriva Orsato, ma ci torniamo in seguito.

La scelta di Allegri lo ha portato a un’altra scelta insolita rispetto al suo standard:

Il pressing altissimo non sempre è andato a buon fine, soprattutto perché l’Inter ha mostrato di essere cresciuta moltissimo da questo punto di vista: nell’azione della prima ammonizione di Cuadrado, in 99 casi su 100 una avversario della Juventus avrebbe sparacchiato. L’Inter no e mostra di avere messo un mattone molto solido per una crescita complessiva che c’è e viene anche dimostrata dal 2-1 in inferiorità numerica.

Scusate, ho detto “prima ammonizione” perché per me ne ha comunque presi due.

La scelta di Cuadrado fa il paio con quella di tenere fuori Dybala e schierare Matuidi in una zona di “galleggiamento” tra centrocampo e attacco, con Mandzukic che alterna movimenti ad accentrarsi, ad allargarsi, a imbucarsi, che hanno destabilizzato tutto il primo tempo di Cancelo.

L’Inter ancora deve migliorare in queste situazioni di cambio gioco in cui subisce spesso la posizione dal lato debole: perché i terzini tendono a stringersi troppo, perché i centrali non seguono a uomo, perché non sempre il tempismo degli esterni è perfetto e sul gol di

Proprio da questa situazione nasce il gol di Douglas Costa, che vede due di questi difetti esibirsi in tutta la loro grandezza.

Gli ultimi due aspetti tecnico/tattici riguardano l’Inter.

Da una parte un secondo tempo di grandissima organizzazione, testa, coesione, un enorme lavoro fisico e mentale che riesce a annichilire la Juventus che ci capisce molto poco e subisce due gol, salvo poi farne altri due su una grande “sculata” di Cuadrado (è autogol di Skriniar) e sulla dormita di Santon sul gol di Higuain.

E il cambio di Santon chiude l’aspetto tattico: un suicidio.

Non mi sento di condannare in assoluto Spalletti che avrebbe dovuto cambiare Icardi, Candreva e Perisic e si trovava con la coperta cortissima. In quei casi, con la Juventus arrembante e tutta protesa in avanti (aveva sostituito Khedira con Dybala), ci sta che un tecnico provi a coprire una delle situazioni più ricorrenti in quei frangenti: i cross in mezzo e i calci piazzati.

Santon si spiega solo così: peccato che Higuain sembra scappare proprio a lui e che Cuadrado lo salti con eccesso di facilità. Ma la teoria del cambio non è sbagliata.

E, a prescindere, non mi sento di condannare né Spalletti né Santon: con un arbitro normale, con una conduzione normale, la Juventus avrebbe finito in 9, con o senza Vecino, e non si sarebbe mai arrivati alla necessità di Santon.

Questa è l’unica verità che mi rimane dal punto di vista tattico.

Esthia immobiliare

Loading Disqus Comments ...