Grosso guaio in casa #Milan: ora che succede con la #Uefa?

Introduzione

Ammetto che il primo titolo era diverso, “grosso guaio in China-Milan”, perché stavo cadendo nella stupida tentazione di citare un film all’interno di un titolo. La semi-citazione rimane, ma almeno mi sono risparmiato quel “China” che ha dei risvolti che, voi che mi leggete lo sapete, mi danno un grandissimo fastidio.

Apro una parentesi: quando si parla di “cinesi”, e uso le virgolette non a sproposito, spesso in Italia lo si colora di una forma di razzismo strisciante che si basa sul fatto che i cinesi… beh, si sa no?… ce l’hanno piccolo, mangiano da schifo e soprattutto non hanno originalità, clonano tutto e lo fanno anche malissimo.

Credete che stia esagerando? E insomma…

“Da buoni cinesi sono solo l’imitazione dell’Italia che vince”.

Sia chiaro, non mi aspetto considerazioni kantiane da chi ebbe a scrivere “caro Zhang, non capisco per quale motivo hai portato Capello in Cina e Spalletti all’Inter. Non sarebbe stato forse meglio fare il contrario?”, però mi pare la chiara cartina di tornasole di quello che nasconde il giudizio sui “cinesi”, anche qui virgolette d’obbligo.

Questo sito soffre solo della sindrome-Inter, pertanto ho resistito alla tentazione di usare un titolo di giornale brutto, anche se nella peggiore delle ipotesi non avrebbe mai raggiunto le vette di zozzeria raggiunta da un carretto cinese buttato giù dagli spalti di San Siro.

Sì, ma perché un sito interista deve parlare dei guai del Milan?

Immagino la domanda di chi ci legge da poco, o magari passa di qua per caso, e le risposte sono due: la prima è che su questo sito abbiamo già più volte approfondito l’argomento Fair Play Finanziario, la seconda è che il Milan ci è servito spesso come metro di paragone perché le strategie delle due squadre non potevano essere più diverse di quel che sono state.

E su queste pagine abbiamo sempre strenuamente difeso la linea morigerata (per qualcuno sin troppo) della società Inter in relazione al FPF.

Adesso se ne raccolgono i frutti, perché “grosso guaio” del Milan c’è eccome perché, lo sapete tutti, i rossoneri sono stati presi a schiaffi dalla Uefa con un comunicato di ieri, 22 maggio, giorno di una Uefa e del Triplete nerazzurro (cliccando sull’immagine sarete riportati al comunicato ufficiale in lingua italiana):

Milan Uefa

Di seguito, il testo integrale del comunicato, che è importante per capire la situazione:

La camera di investigazione dell’Organo di Controllo Finanziario per Club UEFA (CFCB) ha deciso di rinviare l’AC Milan alla camera giudicante del CFCB per la violazione delle norme del fair play finanziario, in particolare per la violazione della regola del pareggio di bilancio (break-even rule).

Dopo un attento esame di tutta la documentazione e delle spiegazioni fornite dalla società, la camera di investigazione ritiene che le circostanze del caso non consentano la conclusione di un settlement agreement.

Nello specifico, la camera di investigazione è del parere che permangano ancora incertezze sul rifinanziamento del prestito e sul rimborso delle obbligazioni da effettuare entro ottobre 2018.

La camera giudicante prenderà una decisione in merito a tempo debito.

Durante il mese di giugno, la camera di investigazione comunicherà eventuali altre decisioni in merito al monitoraggio delle società sotto indagine o che hanno concluso un settlement agreement.

Un avviso ai naviganti interisti, perché è argomento su cui torneremo in seguito: l’ultimo paragrafo di comunicato riguarda anche noi, quindi piano a stappare champagne.

C’è un terzo motivo per cui un sito interista decide di scrivere sull’argomento, ed è quello di accorgersi della straordinaria confusione che i media stanno facendo sull’argomento: in qualche caso è evidente proprio la mancanza di consapevolezza di quel che si scrive, in molti altri casi c’è puzza di “linea editoriale” trasversale.

Ovvero, è tutta colpa del cinese inaffidabile.

Andiamoci cauti, e non perché nutra particolari simpatie su Yonghong Li.

Andiamoci cauti perché la Uefa ci dà, prioritariamente, una informazione fondamentale.

Intanto, cosa è il CFCB? È l’organo di controllo della UEFA che vigila sulla applicazione delle regole che noi chiamiamo “Financial Fair Play” ma il cui nome completo è “UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations”: ovvero, come traduce la Uefa stessa, sistema di licenze per club e delle regole di fair play finanziario UEFA.

IL CFCB nasce nel 2012 per sostituire il “Club Financial Control Panel” che dal 2010 al 2012, quello che qui abbiamo chiamato più volte “periodo di transizione” estendendolo almeno di un anno, che ha monitorato i club dalla prima nascita del FPF.

L’organo assume una valenza particolare perché è un “organo Uefa di amministrazione della giustizia” che può infliggere misure disciplinari: è, insomma, autonomo e qui trovate tutte le decisioni prese e le news.

Il CFCB è composto da due camere indipendenti: la camera di investigativa attiva nella fase di monitoraggio/indagine e la camera giudicante, che interviene nella fase finale, quella di giudizio del procedimento.

Se volete maggiori ragguagli (in inglese) sul CFCB cliccate sull’immagine:

CFCB

 

 

Tolto l’ultimo dubbio che poteva avere qualcuno sull’esistenza del CFCB, tale organo ha rinviato il Milan alla sua camera giudicante.

Qui arriva la prima considerazione importante che non ho ancora trovato su alcun giornale, e credo sia il “peccato originale” dei media sulla questione:

Su questo aspetto il comunicato è chiarissimo: il rinvio alla camera giudicante si rende necessario in particolare per la violazione della regola del pareggio di bilancio (break-even rule).

Quante volte ne abbiamo parlato in questa sede? Moltissime.

Non è l’unica violazione, visto l’uso della formula “in particolare”, ma è di certo, come scritto su Twitter, il grimaldello che consente alla camera investigativa del CFCB di approfondire la questione societaria.

Le due cose non sono sovrapposte né possono essere mischiate: la proprietà del Milan, la sua credibilità, la sua solvibilità, la sua affidabilità, viene messa sotto la lente di ingrandimento perché anzitutto c’è una violazione della regola principale del FPF: il pareggio di bilancio.

Da questo punto di vista il Milan ha numeri che hanno del tragico, visto che gli ultimi bilanci consolidati hanno numeri record in rosso: 2014 91,3 milioni, 2015 89,3 milioni, 2016 74,87 milioni.

Ed è su questi numeri che si innesta tutta la vicenda, soprattutto in relazione a quello che è successo in estate.

Lo abbiamo scritto a luglio scorso, chiarissime lettere, anche se con cifre leggermente diverse perché non avevo ancora i bilanci consolidati e mi sono fidato di Calcio&Finanza: “Al Milan, oggi, sanno benissimo di essere fuori dai parametri del FPF, non fosse per altro che per le perdite accumulate negli ultimi 3 esercizi (2014, 2015, 2016): 91 milioni, 89 milioni, 75 milioni.

Lo abbiamo chiamato spesso “all in”, proprio perché c’era questa consapevolezza di essere già in difetto e, pensando di farla franca, il management rossonero ha deciso di scommettere.

Su cosa? Anzitutto su numeri assolutamente fuori portata per chiunque. Il primo piano presentato alla Uefa, sotto forma di richiesta di Voluntary Agreement (quello “ritirato” dal Milan stesso), non era un piano, dava numeri più o meno a caso, come scrivevamo sempre a Luglio 2017:

“[…] i ricavi totali del club dovrebbero salire dai 206,3 milioni della stagione 2015-2016 e 196,2 milioni della stagione 2016-2017, ai 273 milioni di fine 2018, per balzare a 426,2 milioni a fine 2019, a 447,5 milioni nel 2020, a 486,1 milioni nel 2021 per concludere a 524 milioni nella stagione 2021-2022: più che raddoppiando quindi il fatturato rispetto all’attuale. Il vero volano sarà la crescita del mercato cinese, dove è in costituzione la newco Milan China. Già nella prossima stagione ci dovrebbero essere, secondo il business plan, circa 90 milioni di euro in più. Nel 2018-2019 il giro d’affari tra la Grande Muraglia passerà a 183 milioni, a fine 2020 a 196 milioni, a fine 2021 a 213,5 milioni, nel 2021-2022 a 225 milioni.”

Avete letto bene: da 196 a 524 milioni in 5 anni. Strano, direte voi malpensanti, che abbiano deciso di ritirarlo.

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