#InterTottenham, pagelle malpensanti

Introduzione

Alla fine arrivano, in ritardo ma arrivano le pagelle malpensanti su Inter-Tottenham.

Anticipo che i voti risultano leggermente più alti nel complesso anche per via della vittoria e di alcune prestazioni condizionate da singoli eventi che, per una volta, ho deciso di premiare di più di quanto non faccia di solito.

Per chi si sia persa l’analisi della partita, la trovate qui:

#InterTottenham e l’irresistibile voglia di essere… Inter

HANDANOVIC 6,5

Forse addirittura qualche cosa in più se non fosse per un piccolo dubbio sulla prima conclusione di Eriksen, in cui forse potrebbe essere un po’ più reattivo e deviarla verso l’esterno piuttosto che ribatterla verso il centro.

Ma è solo dubbio, piccolo, perché quando parte il tiro, che non è né facile né debole (anzi), c’è Miranda che gli ostruisce la visuale ed è già tanto che riesca a pararla:

2018 09 Inter Tottenham tiro Eriksen Handanovic

Poi su Kane rischia, su Lamela in uscita è perfetto, in un paio di occasioni è persino miracoloso: se l’Inter non affonda è anche per merito suo.

SKRINIAR 5

Nella sostanza è incolpevole, perché sta dove non dovrebbe stare, smontando la facile vulgata del tifoso “il fuoriclasse dove lo metti sta e gioca”.

Skriniar non è un terzino e si vede, per impostazione, per propensione, per impostazione mentale: quando nel primo tempo manda all’aria due avversari con una finta, avrebbe la possibilità di fiondarsi verso l’area avversaria e rendersi pericoloso, mentre invece sceglie di buttare un cross quasi a casaccio.

Fortuna vuole che Pochettino abbia il… braccino corto, che metta dentro un Son non al meglio più che un Lucas in splendide condizioni, perché era già complicato con l’esterno sudcoreano, ma quando arriva il brasiliano Skriniar non ci capisce più niente per almeno un quarto d’ora e fortuna ri-vuole che Pochettino tiri ancora dentro il braccio togliendo Kane e spostando Lucas praticamente da centravanti, come testimonia questa immagine di pochi secondi al 90esimo:

2018 09 Inter Tottenham posizione Lucas finale

Alzi la mano, però, chi vuole fargliene una colpa: credo solo gli hater, se ci sono.

Aggiungiamoci che da quel lato Politano, su indicazione di Spalletti, ha fatto un lavoro più da trequartista/attaccante che da ala/esterno e ti ritrovi un calciatore in balia delle folate avversarie e della differenza di passo nei confronti di chiunque gli capitasse a tiro.

Ho letto di qualche opinionista fissato con il concetto di “difesa 3 e 1/2”, ho letto e sentito qualche giornalista/commentatore che insiste su questo concetto e davvero non me ne capacito, perché oggi, con tutte le statistiche e le immagini di cui disponiamo, non ci possono essere interpretazioni fasulle come questa. Skriniar ha fatto il terzino, solo il terzino e unicamente il terzino, fatta eccezione per qualche rara compensazione a chiudere quello spazio lasciato libero dall’avanzata di Asamoah, più libero di “andare” e, per questa ragione, meno presente in difesa (vi ricordo che la heatmap è anche condizionata dagli eventi: più importanti sono e più “vale” quella posizione in termini di “calore” della heatmap).

2018 09 Inter Tottenham heatmap Skriniar

Insufficiente per forza di cose, incolpevole per mancanza di responsabilità.

DE VRIJ 7-

Se c’era un difensore centrale adattabile a terzino, per me era proprio lui.

Spalletti, però, sin da quando è arrivato gli ha affidato le chiavi della difesa, sia in termini di leadership che di regia. Da quello che si vede, ha ragione, perché l’olandese gioca una partita di una bellezza rara, precisa, attenta, anche dovendo “combattere” con la tendenza di Miranda a rinculare subito indietro.

Una partita quasi perfetta se non fosse per quel grossolano errore in marcatura su Kane nel primo tempo, che l’attaccante inglese non sfrutta anche perché è disturbato da Handanovic (in Italia, però, l’attaccante si sarebbe buttato prendendosi un rigore nei fatti inesistente).

Dal punto di vista della regia meno interessante del solito, con qualche errore di troppo soprattutto nei lanci lunghi, ma questo perché li ha usati solo quando era impossibile impostarla palla a terra e con una squadra troppo lunga, come nell’azione che ha portato al gol di Icardi: il lancio in sé viene reputato non finalizzato, ma è comunque una forzatura perché mette in ambasce la difesa avversaria che si trova a dover gestire (e lo fa male) una verticalizzazione improvvisa e pericolosa.

Se l’amalgama con Skriniar continua con questa rapidità, l’Inter ha probabilmente la migliore coppia centrale in Italia, roba che si può paragonare anche alle più importanti viste in terra italica.

Con Miranda, invece, la vedo più complicata, anche se nel caso specifico è l’olandese a fare “da libero”, liberato dal gran lavoro del brasiliano in marcatura su Kane.

MIRANDA 6,5

Lui soffre l’inglese che però farebbe soffrire praticamente chiunque, lui non sempre è preciso, ma è anche quello che si immola al posto dei compagni: chi legge spesso questa pagina sa che il capitano del Brasile non mi intenerisce, né potrebbe farlo proprio per il suo status, ma ho letto critiche ingiustificate nei suoi confronti.

Non stavolta, non in una partita in cui i centrocampisti non riescono quasi mai a tenere le distanze giuste, non in un match in cui è lui a trovarsi di fronte gli Eriksen e i Lamela di turno che si fiondano da quel lato: lui ondeggia, ogni tanto sembra mollare, ma non lo fa, non sbraca mai, rimane in piedi.

ASAMOAH 7-

Va detto che ci si aspetta un maggiore apporto offensivo, ed è giusto dirlo in una partita in cui sforna l’assist giusto per Icardi, poco importa se volontario o meno.

Dal punto di vista difensivo non sempre perfetto nelle chiusure, d’altra parte non è un terzino per vocazione ma solo per adattamento e necessità.

Quello che fa la differenza, però, è la quantità di voglia, testa, mentalità che ci mette in campo, soprattutto quando c’è da duellare nei contrasti: non si tira mai indietro e ne porta a casa 9 su 14.

Rimane forte l’impressione che sarebbe più utile a metà campo, ma si amplierebbe anche il rebus di Spalletti che a metà campo preferisce avere un marcantonio buono anche di testa, sia a metà campo che sui piazzati: e come dargli torto se poi, quando conta, la prende Vecino?

Rimane il dubbio sull’assist: volontario o no? Io sposo la tesi dell’errore, ma giustamente mi fanno notare che il gesto tecnico della gamba può sembrare innaturale per due ragioni: A) il passaggio non è perfettamente in linea rispetto alla sua corsa e B) si accorge di Icardi dopo che ha cominciato la corsa e la adatta all’ultimo per fargli arrivare il pallone.

A me rimangono pochi dubbi, perché il pallone è preso con la parte più posteriore del piatto del piede e chiunque abbia giocato a calcio sa che quella parte lì la colpisci quasi esclusivamente se sbagli.

Ah, en passant. Quando dice “non ne abbiano a male gli interisti, ma anni e anni di Juve, di attitudine e abitudine a certe partite, sono dote decisiva” è semplicemente sincero e c’è da apprezzarlo. Perché è vero ed è una delle ragioni per cui l’Inter lo ha preso.

BROZOVIC 6+

Voto dato con dispiacere, perché sinceramente meriterebbe di più, decisamente di più.

Ancora impreciso nei lanci lunghi (ne sbaglia più o meno la metà), non perfetto nel timing delle uscite in pressing e nei contrasti. Uno di questi errori lo paghiamo carissimo… anzi, in realtà è una somma di errori.

Nell’azione del gol di Eriksen, l’unica cosa giusta di Brozovic è la partenza dell’azione, mentre poi:

A) stringe troppo su Vecino;

B) esce tardi, male, sconclusionato sul rimpallo di Eriksen (c’è anche un fallo su Perisic);

C) non spende un fallo e un giallo che in quel momento sarebbero stati preziosissimi.

Qui il video rallentato, focalizzatevi su Brozovic:

Detto questo, però, se l’Inter mantiene una sua logica lo deve al croato che cuce gioco, rischia e si fa sempre trovare presente, soprattutto quando nel primo tempo i nerazzurri evitano palle lunghe e lo cercano spesso.

Lui risponde presente e fa una partita di regia sostanziosa e consistente.

Peccato per i troppi errori, ma in crescita rispetto al campionato.

 (continua nella seconda pagina)

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