#SampdoriaInter 0-1: pagelle malpensanti

Introduzione

Le pagelle malpensanti escono anche stavolta nonostante siano state sottoposte alla revisione multipla del Var: dopo un lunga tira e molla, dopo una revisione approfondita, alla fine Piccinini e Guida hanno dovuto convalidarle, obtorto collo.

Servono per archivio, servono per memoria storica, servono anche per capire in che condizioni siamo prima del match contro la Fiorentina, che ha 10 punti e non ha nulla da inventare: squadra già pronta, fatta e interessante.

Altra partita difficile, insomma, che l’Inter dovrà vincere anche e soprattutto nei dettagli individuali, quelli che non sempre sono stati perfetti durante il match contro la Sampdoria, come vi raccontiamo qui sotto.

HANDANOVIC SV

Senza voto nonostante alla voce “parate” ci sia il numero 3: in realtà sono tiracci buttati lì quasi per caso alla ricerca di un miracolo doriano che non arriva.

Un po’ meglio del solito nelle uscite, un po’ più lento del solito nei rinvii. Tutto sommato niente da evidenziare.

D’AMBROSIO 5

Brutta partita, davvero brutta.

Quagliarella si piazza tra lui e Skriniar, siccome non ci sono esterni che attaccano costantemente, il terzino italiano non sa cosa fare e diventa la palla impazzita che usavamo da bambini, quella che tiri al muro o per terra e lei rimbalza un po’ come le capita.

Lui rimbalza così, come quella palla.

Tocca meno palloni del solito, sembra nascondersi, perde anche qualche palla di troppo e si salva solo nel secondo tempo quando cresce sia in fase di possesso che nel recupero, quando addirittura ne colleziona a ripetizione.

Se non fosse per Icardi, nel primo tempo sarebbe il peggiore in campo e di gran lunga, salvato praticamente solo da un intervento miracoloso su Defrel, ma è davvero troppo poco.

Se nel primo tempo fa sì e no una decina di tocchi sopra la metà campo, nel secondo ne fa più del doppio: e dire che avrebbe tempo, modo e spazio per affondare il colpo, ma evidentemente è troppo preoccupato della posizione ibrida di Quagliarella.

Sarà un caso, ma il miglior D’Ambrosio si vede con Candreva davanti piuttosto che con Politano.

SKRINIAR 6+

Nei numeri la partita può sembrare anche di buon livello, visto che di palloni ne recupera e il suo contributo a liberare l’area c’è sempre.

Il problema, però, è che legge con difficoltà i movimenti di Quagliarella, che è bravissimo ad attaccarlo “spingendolo” indietro per poi fare il contro-movimento e staccarsi; lento anche nella lettura delle partenze alle sue spalle, con diverse occasioni in cui l’attaccante si infila tra lui e D’Ambrosio.

Stavolta più sofferenze e mancate letture che non situazioni brillanti. L’interpretazione del ruolo, per una volta, doveva essere necessariamente diversa: più marcatura, più anticipi, più uscite.

Poi, attenzione, non è 6,5 perché è Skriniar e ci siamo anche abituati bene aspettandoci da lui cose più importanti, anche perché il conteggio dei duelli va in parità e, sinceramente, proprio questa non è roba da Milan Skriniar.

MIRANDA 6+

Quando la Sampdoria segna il gol con Defrel su un pasticcio tra lui e Asamoah (è il ghanese che gli crea la difficoltà in fase di possesso), realizzi che ne ha sbagliate diverse in fase di impostazioni e che quel moto di stizza che hai è giustificata dal fatto che quasi tutti gli errori erano potenzialmente dannosi e che finalmente ci è riuscito.

Fortuna che Defrel si sia piazzato in fuorigioco.

Quella della impostazione è probabilmente la più grave carenza di Miranda, associata a quell’atteggiamento spesso indolente e dinoccolato che lo fanno arrivare talvolta con quel ritardo che proprio non ci vorrebbe.

Gli avversari lo sanno e ormai la maggior parte di essi fa in modo che la palla vada più facilmente su Miranda più che su Skriniar: quando non lo fanno è lo slovacco ad avere numeri da regista. Non stavolta.

In fase difensiva, invece, non cerca quasi mai Defrel, che interpreta il ruolo più da trequartista (anche perché poi deve dare una mano su Brozovic, finché può) che svaria su tutto il fronte dell’attacco che da centravanti.

Quando gli tocca intervenire, lo fa spesso con buone chiusure, recuperando diversi palloni e sbrogliando qualche situazione potenzialmente pericolosa.

Dalle sue parti, insomma, si va meno in affanno sia per meriti suoi che per demeriti dell’avversario.

ASAMOAH 6,5

Per Kwakwo Asamoah ci sarà, credo per lungo tempo, una sorta di “lasciapassare” per degli errori, alcuni dei quali gravissimi, che chiunque altro pagherebbe a caro prezzo, quantomeno nelle considerazioni dei tifosi.

Perché di errori ne fa e in abbondanza, soprattutto in fase di possesso palla e di impostazione, fattispecie che in estate era stata invece tra le più positive: il mio conteggio arriva a toccare i 10 palloni sbagliati, alcuni dei quali incomprensibili e anche piuttosto semplici.

Uno di questi errori, che le statistiche non considerano errore ma io sì, porta poi al gol di Defrel. In questa azione c’è anche un aspetto positivo e uno negativo che analizziamo dopo il video:

Benché Miranda ci vada con sufficiente e sia correo, l’errore principale è chiaramente del ghanese che non può, a due passi dal novantesimo, gestire così un pallone del genere.

Con l’aggravante di rimanere fermo e non chiudere sull’uomo dal suo lato, quel Defrel che poi segna.

Situazione che generalmente diminuirebbe il voto, a prescindere dalla regolarità o meno della segnatura: se non accade è perché mantiene la lucidità di tenersi in linea con Skriniar con il classico movimento del corpo a “rientrare”, visto che il rischio era che, in partenza, tenesse in gioco l’avversario.

Nell’immagine sotto si può apprezzare il diverso atteggiamento del corpo di Skriniar (che è già proteso in avanti per seguire Quagliarella) e quello di Asamoah che invece ha già fatto il passo verso la metà campo per non rischiare di tenere in gioco Defrel).

Insomma, un movimento istintivo di tenuta della linea da terzino vero che va a correggere gli altri due errori che proprio da terzino non sono.

Dal punto di vista fisico e mentale è quello che ci mette di più e sbaglia meno, con tante palle intercettate, recuperate e contrasti vinti.

La prestazione, però, è con luci e ombre, perché Asamoah che difende generalmente bene (un po’ meno bene con le distanze più lunghe) serve forse un po’ meno dell’Asamoah che attacca bene, e questo succede poco, anche se poi segna un gran gol sul quale rimane il dubbio: era da annullare o no?

BROZOVIC 7

Qualcosa in più nel voto per via di un gol scacciapensieri, forse sarebbe meglio dire che scaccia la Crisi Inter che si sarebbe consumata per giorni e giorni nonostante di fronte ci fosse uno degli avversari più tosti di questa Serie A.

Nel primo tempo è sostanzialmente marcato a uomo, non c’è un momento in cui riesce davvero a essere libero e lui sembra patire molto questa situazione.

L’anno scorso mancò, nel finale di stagione, nella partita contro l’Atalanta e dissi che fu fortunato perché tatticamente era quella più difficile per lui perché Gasperini gli avrebbe appiccicato qualcuno addosso. Mi fu detto che ero malpensante e che Brozovic, quel Brozovic, avrebbe fatto comunque una partita da par suo.

Questo Brozovic non è imbrocchito. Certo, è decisamente meno preciso del finale dell’anno scorso, sembra avere meno intuizioni dal punto di vista della regia, ma il secondo tempo è lì a testimoniare che non è lontano da quello visto l’anno scorso.

Solo che se è marcato stretto fa fatica, una fatica terribile e sbaglia con una frequenza sospetta.

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