La partita di #Politano e #Perisic in #PSVINT

Introduzione

Ogni promessa è un debito e nei confronti dei lettore de ilMalpensante.com ne ho sin troppi e non avevo voglia di perseverare: pertanto eccoVi la pagella speciale per Perisic e Politano, come promesso. 

Il calcio è uno sport per molti versi magnifico, perché è uno di quei rarissimi sport in cui l’emozione prevale sempre su tutto.

Se ci pensate, nel calcio non c’è “l’appiglio statistico” che c’è nel basket o nella pallavolo e per i calciatori è molto più dura che per tutti gli altri: nel calcio ti basta sbagliare un gol a porta vuota, un rigore, talvolta persino un cross (o una serie di cross, vero Candreva?) per far partire la sequela di bestemmie e auguri di morte sui social… e non è un’esagerazione: per informazioni chiamare casa Santon.

Nel basket, per esempio, ci si può rifare: sbagli anche tre quarti di partita e poi la chiudi in scioltezza. Gara 3, Finals 2018 di Nba tra Golden State di Curry e Durant contro i Cleveland di Lebron: Curry fa una partita oscena sotto molti punti di vista, a -180 secondi dal termine ha appena 4 punti. Green lo cerca di proposito quando il momento si fa “clutch”. Lui risponde con 7 punti, il cronometro dei minuti ha attraversato da poco il numero “3”: da quel momento in poi 7 punti.

Certo, se poi ti chiami JR Smith e in gara 1 combini il disastro del secolo non ne esci più per tutta la vita, ma quella è altra faccenda.

Nel calcio il 90% (e mi tengo persino un margine di sicurezza) è emozione, tra l’altro del momento, perché è rarissimo che ci si riveda una partita: se non lo si fa per lavoro (non è il mio caso) o passione (è il mio caso), rivedere una “normale” partita di calcio può essere una delle cose più noiose del mondo. E lo è anche se lo fai per lavoro e/o passione.

Anche se non è il caso specifico, aggiungo che spesso il giudizio sul calciatore “inquina” quello sulla prestazione… anche se Spalletti ci ha rivelato che per qualche giornalista c’è anche il famigerato “interesse fantacalcio”: ci sarà anche il Fanta-Champions?

 

Tornando a noi, nell’impeto dell’emozione post partita PSV-Inter è venuto fuori da più parti, direi quasi la totalità dei commenti che ho letto, la versione di un Politano in gran spolvero e un Perisic in ombra, assente, male male male.

Sono stato fortunato, perché ho potuto leggere giornali e social dopo avere rivisto la partita e solo dopo avere già abbozzato le pagelle, rimanendo così assolutamente privo di condizionamento di qualunque genere.

E nelle pagelle malpensanti Politano e Perisic hanno lo stesso voto: 6,5.

Nelle altre pagelle la situazione è diversa:

  • Corriere dello Sport: 6,5 a Politano, 5,5 a Perisic (unico insufficiente);
  • Gazzetta dello Sport: 6,5 a Politano, 5 a Perisic (il peggiore);
  • Tuttosport: 6,5 a Politano, 5 a Perisic (il peggiore);

Raramente si trovano giudizi così concordi e rischiamo di pensare che effettivamente quello che ha visto un’altra partita è ilMalpensante.com e non certo cotanti giornalisti.

 

Certo, qui ci sarebbe anche da discutere su tante cose, come avere visto un 6 a Skriniar e un 5,5 a Brozovic (entrambi Gazzetta dello Sport), ma non vogliamo addentrarci nei meandri dell’imponderabile né provare a capire quello che sfugge a ogni sorta di logica: dovremmo azzardare ipotesi che vogliamo lasciare nascoste sotto la dignità di un pietosissimo velo.

Anche Daniele Mari direttore di FCInter1908.it, uno dei pochi che leggo con piacere nei post-partita (Daniele, perdonami se ti accosto a pagellisti che danno 6 a Skriniar), concorda con la disparità tra i due, pur “salvando” Perisic dall’insufficienza: 7 all’ala italiana, 6 a quella croata.

Interessante il suo commento sul croato, che è forse la ragione scatenante di questo articolo. Commento che affianco a quello di Guido De Carolis del Corriere della Sera (che dà 7 a Politano e 5,5 a Perisic):

  • De Carolis: “Il più assente, almeno in attacco. Capisce e si sacrifica in copertura“;
  • Mari: “Capisce che non è serata di fioretto e allora tira fuori la sciabola. Poche iniziative veramente brillanti in attacco ma tanti recuperi preziosi in difesa“.

E qui subentra la mia valutazione che nasce dallo stesso concetto, che stringato potrei riassumere in: “straordinario in fase difensiva, aiuta Asamoah con una costanza e un’efficacia sorprendenti, spendendo pure troppo per risultare lucido in fase offensiva. Dove, purtroppo, si intestardisce troppo e finisce per risultare egoista.

Ecco perché mettere al setaccio una visione, eliminando l’emozione: perché quello che giudichiamo più piacevolmente è il gesto tecnico individuale con la palla, o quando la palla è nei paraggi del calciatore.

Solo che in (credo) tutti gli sport di squadra si passa più tempo senza essere protagonisti “palla al piede” (o tra le mani o dove e come conta) più che il contrario.

Prendete Brozovic: 111 palloni toccati in 95 minuti, che sono un’enormità. 111 palloni, anche volendo contare (ottimisticamente) 3 secondi per ciascuna giocata, significano 333 secondi in una partita fatta di 5.700 secondi: protagonista palla al piede per neanche il 6% del match.

E Brozovic è stato quello più chiamato in causa.

La cosa che più salta all’occhio mettendoli uno vicino all’altro, è che i due commenti sottintendono una consapevolezza da parte del croato: “Perisic capisce”.

 

Capisce che non è serata, capisce che c’è da tirare fuori la sciabola, capisce che deve sacrificarsi di più rispetto ad altre prestazioni.

Perisic capisce.

E già questo per me sarebbe una nota di merito straordinaria, visto che “capire” ha anche un altro risvolto, ovvero che è anche più probabile che non solo abbia capito la sua giornata complicata contro il terzino olandese, ma che era già stato tutto preparato per fargli dare quel contributo sostanzioso in fase difensiva.

Mi è parso evidente durante la partita, tanto che Spalletti ha limitato il numero di “cambi di fascia” tra gli esterni d’attacco.

E qui si innesta la prestazione di Politano.

(segue a pagina 2)

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