#LazioInter: l’approfondimento che mancava, pagelle

Da Handanovic a Skriniar

Il bello di essere indipendenti è di potersi consentire tempi e modalità espressivi che per i media più tradizionali, o per chi fa la corsa sulla notizia in tempo reale, sono preclusi: d’altra parte, che avete da fare oggi?

Abbiamo visto nel precedente approfondimento alcuni concetti di gioco che influiscono, pesantemente, sulle prestazioni individuali. Riassumendole: modulo senza trequartista col 4-3-3, pressing diverso dal solito, possesso palla bassissimo e insistito, baricentro molto basso anche (e soprattutto) in fase di non possesso.

Da queste basi si può partire per parlare dei singoli calciatori.

HANDANOVIC 6,5

Al di là del bene e del  male, di quanto fatto e non fatto, come già detto in precedenza le prestazioni di alcuni calciatori sono più sulle proprie aspettative che non sulla prestazione del calciatore stesso.

Parlare di Handanovic è ormai diventato fenomeno di costume, un po’ come quando si parla della Crisi, che c’è e non c’è a seconda dell’interlocutore, mica della realtà dei fatti.

Questa partita è buona per raccontare due cose.

La prima è che Samir è ancora affidabile tra i pali. Non fa parate clamorosissime, ma almeno 3 sono più complicate di quanto non lasci pensare la dinamica dell’azione: su Cataldi (punizione), su Correa e soprattutto su Marusic che gli lancia contro un missile terra-aria complicato che devia fuori di pugno.

In un altro paio di situazioni sembra che siano i laziali a sbagliare, perché il tiro appare “sul portiere”: in realtà andrebbe elogiata la capacità di Handanovic di “essere lì”, proprio dove va a finire la palla… per tanti altri portieri si parlerebbe di grandissimo senso della posizione.

Ma il match contro la Lazio mi serve anche per sottolineare una cosa che già l’anno scorso avevo evidenziato, pur senza darle troppo risalto ed è giusto farlo adesso.

Se l’Inter riesce in questo tentativo di possesso palla basso e insistito; se l’Inter può prendersi rischi, talvolta anche clamorosi, persino dentro la propria area; se l’Inter può mostrare l’amo all’avversario riuscendo, come nel caso della Lazio, a “pescarlo” costantemente in difficoltà; ecco, se tutto questo accade è anche perché Handanovic è cresciuto notevolmente con il pallone tra i piedi.

Come in questo caso:

 

Non è mai stata una caratteristica importante, tra l’altro spesso lui è uno che preferisce il lancio di mani (lunghissimo e precisissimo) che di piede.

Spalletti lo costringe spesso a fungere da “regista sulla linea”: l’anno scorso più di 26 passaggi di media, quest’anno siamo quasi a 25, mentre in carriera (escluse queste due stagioni) la media complessiva è attorno ai 20.

Il segno del cambiamento è piuttosto netto.

Contro la Lazio ben 38 passaggi (trentotto!) che lo attestano davanti a Icardi, Politano e Perisic (per parlare dei titolari): sono ben 14 passaggi in più rispetto alla media stagionale. Un numero troppo atipico per non essere sottolineato, troppo alto per non valutarne l’importanza: in Italia ci sono sì e no altri 3/4 portieri con cui puoi prenderti questo genere di rischio, e uno di questi è Handanovic.

Se poi per Voi è qualcosa da sottovalutare, qualcosa che “non serve”, fate pure: qua non si sottovaluta nulla e ho proprio l’impressione che a Spalletti vada bene così. Benissimo, direi.

D’AMB… ehm, scusate VRSALJKO 6+

Il giochino di cui sopra serve per introdurre l’argomento: trattasi di netto upgrade rispetto a D’Ambrosio.

Qualcuno potrà dire “era facile” ma non è così facile.

 

Ma se si tratta di un netto upgrade perché uno striminzito 6+? Perché è la valutazione più vicina alla media tra ciò che fa in fase offensiva, dove risulta essere efficace e pericoloso, e alcune leggerezze di troppo in fase difensiva: la Lazio trova varchi sostanzialmente solo dal suo lato.

Giusto, comunque, fare la tara, su entrambe le voci.

Lato difensivo si avvale della prestazione più che maiuscola di Skriniar, che gli va a coprire tutte le falle.

Lato offensivo, beneficia di tre cose: Politano è bravo nell’uno contro uno e spesso si attira il raddoppio, così Vrsaljko ha facilità nel trovare il corridoio libero; Vecino fa un lavoro pazzesco, anche in fase di costruzione (come vedremo nella pagella dell’uruguaiano); infine, in questa conformazione, la catena di destra è la cosa che funziona meglio di questa squadra.

I meriti di Vrsaljko però ci sono tutti: cross ad alti tassi di pericolosità, tante corse, sovrapposizioni, chilometri macinati come se non ci fosse un domani, contrasti vinti a iosa, duelli costanti, palle recuperate e intercettate come un buon difensore: insomma, il profilo è decisamente completo e questo conforta eccome. E che la sua sia stata una partita totale, da “tutta-fascia”, ce lo dice anche la mappa dei suoi tocchi durante i 90 minuti:

 

In più aggiungiamo un’altra cosa: non ha la qualità di Cancelo, ma i suoi 73 passaggi lo confermano come un ottimo riferimento per far defluire l’azione.

Adesso basta però, se no cambio il voto e gli do 6,5.

SKRINIAR 7,5

Altra partita gigantesca per qualità e quantità, per la precisione chirurgica degli interventi, per i tanti duelli vinti. In alcuni momenti, poi, il suo sostegno all’azione è fondamentale: perché riesce a spaccare la metà campo laziale, perché sbaglia pochissimo (4 passaggi in totale!), perché quando non è Brozovic a trovare i compagni sulla verticale lo fa lui, con qualità e precisione.

Sta migliorando, e molto, anche col lancio, per tempi, lunghezza e precisione.

La Lazio lo salta una volta sola, una, contata: quando nel primo tempo è costretto a uscire per una sbavatura posizionale di Vrsaljko e Milinkovic Savic lo salta di slancio in dribbling: altre non ne trovo.

Rettifico, su segnalazione di Alessio Pieroni su Facebook (i lettore de ilMalpensante sono più attenti de ilMalpensante!): c’è un’altra occasione in cui viene saltato, nel secondo tempo da Correa: nulla toglie alla prestazione e, nel caso specifico, perde il duello più per il ritardo con cui ci arriva (preoccupato da Immobile) che non per demeriti individuali. Cambia niente, insomma:

Meriterebbe anche il gol, visto che di testa svetta sopra tutti e solo Strakosha gli dice no.

 

Nel secondo tempo intervento spaziale su Immobile che era convinto di averlo superato: Skriniar allunga il gambone e devia di punta, come ormai abbiamo imparato. Quando poi decide di metterci il corpo, davvero non ce n’è per nessuno: non lo sposti, rimbalzano tutti come se fossero andati a sbattere su un muro.

Poi, se volete dei numeri: con Skriniar in campo (51 partite) solo 40 gol subiti, 22 volte a rete inviolata, nelle precedenti 51… leggete voi:

Skriniar chi?

(continua a pagina 2)

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