#AtalantaInter 4-1: cronache del dopo-bomba, pagelle

Considerazioni sparse e Handanovic

 

Come dannazione vuoi chiamarle le pagelle di Atalanta-Inter? Che titolo scegli? In questi casi ilMalpensante ha la soluzione a portata di mano: prendi un buon libro di fantascienza, magari di uno dei suoi preferiti, e glielo appiccica per “assonanza emotiva”. Stavolta è toccato a Philip Dick: sembra proprio azzeccato…

A volte, rivederla dà impressioni anche peggiori: il senso di impotenza nei confronti di una partita giocata in questo modo si è acuito anziché diminuire.

Gli errori tattici e individuali sarebbero tali e tanti da non lasciare altro spazio al dubbio: partita più storta di così non poteva essere, sia dal punto di vista tattico che individuale.

Quando dico “dal punto di vista tattico”, però, non intendo scelte specifiche di Spalletti in termini di modulo: ad aprile, quest’anno ma stagione scorsa, ha ceduto alla tentazione di giocare quasi a specchio proponendo la difesa a 3. Dal punto di vista del risultato faremmo a cambio immediatamente, perché uno 0-0 oggi sarebbe oro colato: la prestazione dal punto di vista squisitamente tattico, però, è equivalente, visto che soprattutto nel primo tempo l’Inter non ha visto il pallone né in questa né in quella.

 

Quella, però, non era né la migliore Atalanta né un’Inter dilaniata da partite come quella di martedì: era a fine stagione e i bergamaschi avevano giocato l’Europa League con impegni importanti dal punto di vista mentale (Lione, Everton e Borussia Dortmund), quest’anno li abbiamo beccati nel loro momento migliore dal punto di vista fisico. Insomma, situazioni non paragonabili eppure prestazioni simili soprattutto nei primi 45 minuti, a prescindere da come si scende in campo.

Tatticamente è probabile che non sia neanche un errore il mancato utilizzo di Lautaro, da tanti visto come la pietra dello scandalo di questo match: ho il timore, però, che per tanti stia diventando la foglia di fico a copertura di una nudità globale che andrebbe vista proprio nella sua interezza.

L’Atalanta di Gasperini gioca sempre con gli stessi concetti, creando superiorità sulle fasce grazie al movimento dei due trequartisti e della punta, che tendono a “portare a spasso” terzini e centrali per lasciare minimo due uomini sia su lato forte che quello debole; in fase di non possesso, grande densità centrale, perché con Gasperini le marcature sono praticamente uomo su uomo e in mezzo non si respira mai.

Insomma, l’Inter avrebbe dovuto avere 4 uomini di fascia performanti, non una seconda punta alla quale è probabile che sarebbero arrivati pochissimi palloni. A meno di non vederlo al posto di Icardi, chiedendogli di fare come… Zapata, ovvero svariare molto e tirare fuori dal mezzo qualcuno della difesa centrale.

Viste le due diverse intensità di gioco, visti i buchi a metà campo e vista la difficoltà della squadra nel rientrare sulle ripartenze avversarie, un’altra punta sarebbe stato probabilmente il colpo di grazia, e sinceramente non avevo e non ho voglia di scoprire cosa c’è di peggio di un 4-1 giocato così.

L’errore tattico vero è stato simile, concettualmente, a quello fatto contro il Barcellona: giocare sul terreno preferito dell’avversario, ovvero consentire che la partita abbia il ritmo a loro più congeniale.

All’Inter è mancata compattezza, non è stata corta a sufficienza, magari con baricentro più basso, nonostante le statistiche specifiche raccontino una cosa diversa: uno di quei rari casi in cui la matematica non riesce a raccontare quello che si vede in campo.

Individualmente ci sono tanti errori, troppi errori.

 

Con l’Atalanta a Bergamo, come abbiamo visto, sembra essere una costante. Dopo la partita della stagione scorsa ne scrivevo così:

Invece l’Inter sceglie una delle peggiori partite possibili per mostrarsi arrendevole e regalare un tempo intero all’avversario, arrivando a subire più con l’Atalanta che con chiunque altro in campionato: vado a memoria, ma con estrema fiducia nel non cadere in errore, dicendo che in questa stagione l’Inter non aveva mai concesso tiri in doppia cifra nel primo tempo.

Fa impressione, vero? Sappiate che oltre metà dei due articoli scritti allora sarebbero utilizzabili per descrivere questa, anche se questa è partita nettamente peggiore e individualmente un disastro, una Waterloo come non ne ricordo: ogni anno ce ne sono due/tre di quelle inguardabili, ma questa è davvero troppo brutta. Un’Inter così sconclusionata, così priva di mordente, così inefficace offensivamente non la ricordo: la Lega Serie A le attribuisce 6 tiri, di cui 2 in porta, tra cui il rigore e quella specie di colpo di testa di Perisic su rinvio errato di un atalantino (Mancini, credo). Opta ci attribuisce qualche tiro in più, dato che conta anche quelli ribattuti, ma in porta sempre uno è.

A partita orrenda, quasi epocale dal punto di vista della prestazione in negativo, ho deciso di far corrispondere anche un voto epocale, a una condizione che ho già personalmente accettato: non si butta via nulla.

Una sconfitta, brutta per quanto possa essere, non può mandare al macero quanto di buono visto negli ultimi tempi, quanto di buono fatto da allenatore, squadra e società. Low-profile quando nelle sette vittorie consecutive, low-profile a maggior ragione oggi che le cose non sono quadrate come vorremmo: l’Inter avrà presto le sue occasioni per dirci quanto è cresciuta e se e quanto Bergamo sia stata solo una brutta, bruttissima parentesi.

 

LE PAGELLE

HANDANOVIC 8 (MVP e MotM)

Un consiglio agli hater: almeno per questa partita astenetevi dal criticare. Perché, sì, esiste il coraggio di criticare Handanovic anche dopo una partita di questo genere, in cui fa almeno 5 miracoli che tengono a galla l’Inter in una partita che altrimenti avrebbe visto una goleada già nel primo tempo.

Quali siano le responsabilità faccio fatica a comprenderlo, a meno di non pretendere un’uscita impossibile del portiere sul secondo gol, in mezzo a una selva di uomini in mezzo, e il travestimento da Superman sul gol di Gomez, uno di quei gol che “rimproveri” solo se sei davvero prevenuto o lo guardi una volta sola: basterebbe guardarlo frontalmente per capire che sarebbe stato imparabile comunque, con o senza tuffo.

Purtroppo jolly giocato: alla miglior partita stagionale del portiere corrisponde la peggiore sconfitta della stagione (ho come l’impressione che l’Inter non prenderà facilmente un’altra imbarcata così ).

Questa sì che è una bella rarità.

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