Mission

La nostra mission è al tempo stesso semplice e difficilissima: non nasciamo con l’obiettivo di monetizzare il nostro lavoro, ma di produrre contenuti di qualità, senza alcun tipo di compromesso o filtro, con libertà di pensiero e di espressione. Se necessario, anche con un linguaggio più vicino al parlato, pur mantenendo la voglia di scrivere anche di qualità.
Abbiamo una stella polare, probabilmente il più riuscito esempio di giornalismo sportivo libero al mondo: Grantland. Nessuno di noi è Bill Simmons né Zach Lowe, però più è alto l’obiettivo e più alto è l’impegno che metteremo, pur avendo chiare le proporzioni di importanza, target, lettori etc…
Perché Grantland? Perché è stata una formidabile operazione di giornalismo formidabile, che ha sposato per intero (ripeto, probabilmente per la prima volta nella storia, quantomeno del giornalismo sportivo) l’obiettivo vero che deve avere un giornalista, soprattutto nell’era di internet: rendere i letti “migliori”, più informati, più correttamente informati, riuscire a dar loro prospettive diverse. E farlo con un linguaggio non astruso, anche quando l’argomento è particolarmente complesso per il cosiddetto “lettore medio”, ma soprattutto farlo con libertà.
Questo non vuol dire che rimarremo senza tentativi di autosostenerci: sarà un passo obbligatorio prima o poi. La differenza sostanziale con il resto è che le valutazioni economiche vengono dopo quelle della scrittura: potremo esistere senza pubblicità e introiti, non potremo esistere senza libertà di scrivere cosa vogliamo e come vogliamo.

Comprendiamo quanto tutto ciò sia difficile, soprattutto in Italia. In un periodo in cui è più facile creare fazioni, creare odio, spararle più grosse per aumentare click e audience, analizzare con attenzione e puntiglio può sembrare fuori tempo, anacronistico. Click e share sono importanti, ma solo se finalizzati a veicolare messaggi di un certo valore, altrimenti non fanno per noi.

Questo è un tempo in cui “esistere online” significa andare a caccia di numeri, sgomitare per produrre un pezzo online 2 secondi prima che lo faccia la Gazzetta, cercare spasmodica la “breaking news”, l’occasione per potere scrivere e dire “come vi avevamo anticipato in esclusiva”: non fa per noi. Saremo lenti e costantemente in ritardo rispetto alla “notizia”: perché, semplicemente, la notizia non ci interessa.
Oggi molti siti di informazione hanno inserito una piccola informazione all’inizio di ogni articolo: “tempo stimato di lettura”. Per noi è un’atrocità, un abominio inconcepibile quando si parla di informazione. Quindi, sì, su ilMalpensante.com troverete articoli molto lunghi, ma non semplicemente lunghi, perché troverete sempre informazioni; dovrete perderci tempo, troverete analisi, statistiche, numeri, video, approfondimenti e tutto quello che serve per arrivare in fondo, in quel luogo dove “la notizia” non è mai riuscita ad arrivare.

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