Chievo Inter 2-0: De Boer stecca la prima, risultato e impressioni a caldo

La partita tra Inter e Chievo comincia con qualche sorpresa da ambo le parti.

Per il Chievo sorpresa “leggera”, Dainelli vince il ballottaggio con Gamberini, per il resto tutto invariato.
Per l’Inter, invece, qualche minuto di perplessità per capire bene la disposizione in campo, al punto che i commentatori di Mediaset ci capiscono poco e straparlano per tutto il primo tempo di “Inter sbilanciata da un lato”.

In realtà Frank De Boer schiera Eder accanto a Icardi, Banega poco dietro ma libero di muoversi a piacimento; Medel e Kondogbia giocano uno di fianco all’altro, sugli esterni Nagatomo e Candreva al posto dell’attesa Perisic; ma la vera sorpresa è dietro, con una vera difesa a tre, con sul centro-destra D’Ambrosio, dall’altra parte Miranda e centralmente Ranocchia.

Le posizioni provano a rispecchiare le “tendenze” dei giocatori.

Insomma, abbiamo cannato tutti e De Boer ha stupito con una formazione inattesa e non preventivata da nessuno. I motivi della scelta sembrano semplici: l’allenatore olandese ha meno esperienza nell’affrontare il centrocampo a rombo. Le sue squadre (e questa Inter non sembra volere fare eccezione) giocano in ampiezza e cercano di “allargare” il campo per creare varchi centrali o un lato debole opposto a quello del possesso dove poter poi giocare un uno contro uno; la formazione di Maran, invece, crea densità centrale con Birsa (solo 15 partite nel Milan, mai compreso in rossonero) che probabilmente è la preoccupazione principale dell’allenatore interista. La difesa a 3 probabilmente nasce da questa necessità, o almeno è così che la interpretiamo: poi è paradossale che il calciatore più temuto sia stato poi il più decisivo in campo.

Eppure l’Inter aveva il vantaggio, oggi, di essere “sconosciuta” e di difficile lettura: vantaggio sprecato.

PRIMO TEMPO

La partita inizia con Ranocchia che vuole confermarsi insicuro e giocarsi già in 5 minuti tutte le chance di avere ancora considerazione anche da un allenatore nuovo. Per un quarto d’ora, però, l’Inter sembra avere il piglio giusto, pur con una disposizione che risulta sbilanciata: le interpretazioni del ruolo di Nagatomo e Candreva sono ovviaemnte molto diverse, con il primo che ha difficoltà a comprendere in generale il senso del gioco del calcio (e per questo i compagni lo servono quasi mai), mentre Candreva è in grado di farsi tutta la fascia, pur avendo un D’Ambrosio insolitamente attento e che esce con puntualità risparmiandogli metri.

Sorrentino in due minuti fa due miracoli, prima su Eder, poi uno clamoroso su Ranocchia. Ma la partita si trascina senza molto ritmo, con i clivensi che, appena possono, si buttano a terra come colpiti da morsi di sciami di tarantole e scorpioni, mentre invece fanno solo esercitazioni alla Cagnotto: il primo tuffo di Gobbi porta solo una punizione, il secondo di Hetemaj costa il giallo a D’Ambrosio.

L’Inter controlla la palla, ma senza trovare spazio: gioca spesso in orizzontale, possesso palla e gioco piuttosto lento. Sono due degli elementi che contraddistinguono il gioco di De Boer, che punta molto sulle accelerazioni improvvise: i tifosi interisti si abituino.

Il Chievo si difende con ordine, prova a ripartire senza riuscirci mai, salvo poi sfruttare un errore difensivo nerazzurro, con Castro che serve Meggiorini: palla di poco fuori con Handanovic immobile e battuto.

Il primo tempo si chiude con una punizione di Eder deviato dalla barriera.

A soffrire più di tutti con questa disposizione sono Candreva, che riceve palla ma spesso non sa cosa farsene, e Eder che per larghissimi tratti sparisce dalla partita senza incidere. Anche Banega trova poco spazio e occasioni per incidere, con Medel e Kondogbia “troppo presenti” in mezzo e che non gli lasciano il solito spazio in fase di costruzione: il Chievo gli accorcia sempre un uomo e questo lo condiziona non poco.

SECONDO TEMPO

Il Chievo riparte con un piglio migliore, e dopo pochi minuti trova il gol di Birsa su azione insistita in area: due finte e palla in rete. Bella l’azione individuale ma da rivedere tutto il meccanismo difensivo.

Da quel momento in poi subentra molta confusione in casa Inter, con le distanze che si allungano ancora di più e il Chievo che può ripartire spesso e volentieri, con Birsa sempre troppo libero per  non essere pericoloso.

L’Inter ci prova, ma senza arrivare mai neanche vicino al bersaglio grosso, se non per un paio di traversoni pericolosi. De Boer insiste con questo 3-4-1-2, sostituisce Candreva con Perisic (non cambia nulla) e poi Brozovic per un impallidito Banega, sparito totalmente dai radar. Sinceramente ci aspettavamo un cambio di modulo perché così le cose, era abbastanza chiaro, non giravano.

Al 75esimo entra Palacio al posto di Eder, ma è il Chievo a passare di nuovo, sempre con Birsa che si prende gioco di Medel e piazza con un destro a giro con Handanovic impassibile e impossibilitato a intervenire. Troppo spazio per il Chievo, troppo slegati i reparti nerazzurri: risultato inevitabile.

All’84esimo Palacio prova un pallonetto di testa che se fosse andato dentro sarebbe venuto giù tutto il mondo nerazzurro esultante. Poco dopo Kondogbia rende protagonista di nuovo Sorrentino, bravo a deviare un diagonale dalla sinistra. Poi è Inglese a rischiare il gol con un colpo di testa deviato da Handanovic in angolo. Sul finire, di nuovo Sorrentino nega l’assist da pochi metri a Nagatomo.

L’Inter perde definitivamente distanze, ci mette grinta, voglia, ma senza organizzazione puoi fare poco: non basta per ribaltare la partita.

Insomma, non una buona prova per i nerazzurri e soprattutto molte cose da registrare. Difficile trovare, tra i singoli, delle sufficienze, fatta eccezione per D’Ambrosio (forse): hanno giocato tutti discretamente male, anche se Nagatomo e Ranocchia si sono distinti in peggio.

Per quanto riguarda il tecnico, due settimane di tempo non concedono molte chance di intervenire in maniera sostanziale, ma sinceramente farlo così, imponendo alla squadra uno schema che storicamente non digerisce, non sembra la strada migliore.
Errori di “gioventù” che un allenatore intelligente come De Boer farà certamente tesoro per il prosieguo del campionato: succede sbagliare la formazione, ma non intervenire è un errore più grave. Certo, ha potuto lavorare poco, ma con la lettura della partita c’entra poco.

Un paio gli si concedono, ma qualcuno dica all’olandese che il tifo interista non si è mai distinto per la pazienza.

 TABELLINO

Chievo-Inter 2-0
(primo tempo 0-0)

MARCATORE: Birsa al 4′ e al 36′ s.t.
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Dainelli, Cesar, Gobbi; Castro (dal 17′ s.t. Rigoni), Radovanovic, Hetemaj; Birsa; Inglese, Meggiorini (dal 31′ s.t. Pellissier). (Seculin, Bressan, Spolli, Gamberini, Sardo, Frey, Parigini, Costa, Jallow, De Paoli). All. Maran.
INTER (3-4-1-2): Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Miranda; Candreva (dal 16′ s.t. Perisic), Kondogbia, Medel, Nagatomo; Banega (dal 25′ s.t. Brozovic); Eder (dal 30′ s.t. Palacio), Icardi. (Carrizo, Berni, Melo, Jovetic, Biabiany, Erkin, Santon, Gnoukouri, Yao). All. De Boer.
ARBITRO: Irrati di Pistoia
NOTE: ammoniti D’Ambrosio (I), Meggiorini (C), Kondogbia (I), Medel (I), Radovanovic (C) per gioco scorretto, Brozovic (I), per c.n.r.
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