Pescara Inter: scelte in vista Juventus

Stasera alle 20.45 avrà inizio la partita tra Inter e Pescara che si gioca allo stadio Adriatico. Da più parti si sono alzate già le voci minacciose nei confronti dell’allenatore dell’Inter, Frank De Boer: vietato sbagliare. Nella conferenza stampa pre-partita, il tecnico ha mostrato calma, e probabilmente qualcuno gli ha già spiegato l’ambiente che si crea attorno all’Inter.

È normale: arriva un allenatore straniero, le cose non vanno subito bene, piovono critiche. Bisogna essere realisti: Roma non è stata costruita in un giorni. Bisogna fare le cose passo-passo, serve tempo […] È sempre così nei grandi club quando non arrivano i risultati. Ma non è un problema. In tre giorni o in una settimana non si possono fare miracoli. Tutti si aspettano cambiamenti e miglioramenti, ma serve tempo. Voglio costruire una squadra che tutti si ricorderannoFrank De Boer

Ma è davvero così obbligatorio vincere?

I PROBLEMI NON RISOLTI

Il calciomercato si è chiuso con quelli che sono stati definiti “botti”: Gabriel Barbosa detto Gabigol e Joao Mario completano una rosa che, però, non si può dire affatto completa. Anzi, i problemi gravi rimangono due.

Il primo è quello di sistemare gli esterni. Per il gioco di De Boer, sugli esterni d’attacco si può affrontare un campionato: Candreva, Perisic, Eder, Gabigol e alla bisogna anche Joao Mario o, extrema ratio, Brozovic e Jovetic, senza dimenticarsi di Biabiany. Le scelte ci sono e sono diversificate tra loro per capacità tecniche, tattiche, propensione e tipologia.

Il problema vero è dietro, con Santon e Nagatomo che sono due bombe a mano lasciate in tasca, D’Ambrosio che è troppo altalenante e Ansaldi che è sempre a rischio infortunio. Insomma, se all’argentino succede qualcosa sono guai. Una operazione low cost si sarebbe potuta portare a termine in qualche modo. Detto poi che Ansaldi in una difesa a 4 è ancora tutto da registrare e da verificare.

L’altro problema vero è a metà campo. Numericamente l’Inter c’è tutta: Banega, Joao Mario, Kondogbia, Brozovic, Medel, Felipe Melo e il baby Gnoukouri (al quale De Boer prima o poi, ne siamo sicuri, una chance darà) è un centrocampo assortito male, in cui ci sono troppe combinazioni non utilizzabili e in cui spicca quella con la presenza in campo di due tra Kondogbia, Melo, Gnoukouri e Medel.

Qualitativamente, Joao Mario ha messo a posto un po’ di cose e vedere un giorno un trio col portoghese, Banega e Brozovic non è una utopia: ma servono distanze corrette tra i reparti, Perisic e Candreva in forma (entrambi buoni in fase di non possesso), difesa più alta, terzini in buona condizione e utilizzabili a pieno regime (ergo, solo D’Ambrosio e Ansaldi).

Insomma, una metà campo che, indipendentemente da come la disponi, ti crea sempre una apprensione, un problema, una fallanza. Si può giocare senza registi? A guardare il derby di Manchester si direbbe proprio di sì. E sono almeno tre le lezioni che abbiamo appreso da quella grande partita, anche se poi è finita “a tonnara” con distanze siderali tra difesa e attacco…

  1. Che anche gli allenatori più bravi del mondo (Mourinho e Guardiola) con delle squadre spaziali, fortissime e complete, sbagliano e hanno bisogno di tempo per registrare la squadra: qui all’Inter si sono imbastiti i processi a De Boer dopo avere allenato per 3 giorni la squadra.
  2. Che l’equilibrio a metà campo è fondamentale, oltre che avere idee e piedi buoni. Fellaini+Pogba(h) non funzionano insieme perché non garantiscono idee, anche se tecnicamente garantiscono copertura: il solo Fernandinho li ha annientati.
  3. David Silva dimostra che anche a 30 anni puoi imparare un nuovo ruolo, lui che nasce ala, si reinventa trequartista e adesso fa l’interno di centrocampo risultando il miglior giocatore in campo dopo Fernandinho stesso: all’Inter ci facciamo problemi se si schiera Banega nel suo ruolo naturale, regista, e in cui ha giocato più di metà della carriera.
  4. Che si può giocare senza registi se si gioca con giocatori di qualità che fanno girare bene la palla (primo tempo del City) o quando sai innescare rapidamente l’azione in verticale se hai due esterni di qualità (vedi secondo tempo dello United con Rashford soprattutto).

Insomma, tutte lezioni buone per la squadra nerazzurra.

Altro problemino potrebbe essere l’attacco, con una sola vera prima punta a disposizione: ma De Boer ha mostrato addirittura di poter giocare senza un vero riferimento centrale, e all’Inter lì possono giocare sia Eder che Gabigol.

ALTRO PROBLEMA: LA CONTINGENZA

presentazione joao mario inter.jpgL’occasione non è probabilmente tra le migliori. Joao Mario è appena arrivato, c’è stata la sosta delle nazionali che ha portato via l’80% dei titolari possibili facendoli viaggiare per un totale complessivo di 143mila km (record: la Juventus a 95mila, il Milan a 116mila), giovedì si inizia l’Europa League contro l’Hapoel Be’er Sheva ma, cosa più importante, domenica prossima alle 18:00 ci sarà il derby d’Italia contro la Juventus. È l’aspetto più condizionante della partita, perché De Boer deve trovare oggi le soluzioni da usare domenica prossima, a prescindere dalle qualità e dalle caratteristiche del Pescara.

Lo fece anche Mourinho durante il suo primo anno di Inter, quando per 10 giornate insistette con il tridente, salvo poi contro l’Udinese rispolverare il rombo manciniano (che lui, comunque, usava molto al Porto, compreso quello campione d’Europa) perché dopo due giornate avrebbe affrontato la partita più importante della stagione, proprio contro la Juventus. Lo ha fatto l’anno scorso Allegri quando i bianconeri erano in difficoltà, ed è stato il più grande tallone di achille della seconda Inter di Mancini, ovvero quello di fare scelte chiare, definitive, che dessero una fisionomia precisa alla squadra, una direzione e un orizzonte.

Quindi non proprio il miglior calendario possibile anche se, come si dice in genere, “poteva finire peggio”.

LA TATTICA

Due i grandi dubbi: 4-2-3-1 o 4-3-3? Le cose cambiano parecchio, soprattutto per ragioni legate a Banega. Noi ci siamo esposti più di una volta (cliccate sull’immagine per andare sulla pagina dell’articolo):

http://www.ilmalpensante.com/2016/07/17/la-posizione-in-campo-di-banega-professione-anarchico/

Banega trequartista

Banega andrebbe schierato nel suo ruolo in mezzo al campo e non da trequartista. David Silva ci ha mostrato che un giocatore intelligente può reinventarsi dal nulla in un ruolo più arretrato e con grandi compiti di copertura e di regia: per Banega sarebbe un semplice ritorno.

Ma Banega ha anche voluto rendere chiare le cose, lasciando intendere che, almeno per il momento, è meglio assecondare il suo bisogno di libertà e che si trova più a suo agio da “trequartista”, con virgolette d’obbligo perché anche in quella posizione non fa davvero il trequartista.

Abbiamo analizzato i numeri e i dati, e non abbiamo dubbio alcuno su dove dovrebbe essere schierato:

inter tottenham banegaDetto che poi i voti sui giornali sono sempre bassi (e chissà perché), a molti poco importa se contro il Chievo queste “occasioni gol” siano state di meno e già il solo primo tempo contro il Palermo, da regista, lo abbia visto protagonista di ben 4 palle gol create, in un primo tempo giocato non benissimo. A Banega non si può rinunciare, non adesso e non in queste condizioni: se giocare più avanti gli garantisce più serenità e più libertà, considerando anche che Joao Mario è certamente più predisposto ad “alzarsi” e inserirsi senza palla di quanto non lo siano Medel e Kondogbia, si proceda, purché si faccia una scelta di campo valida anche per la Juventus. Banega sarà certamente utile anche in quella posizione, anche se l’impressione avuta dalla conferenza stampa di De Boer è che lo veda come centrale:Il 4-2-3-1 con Joao Mario e Medel affiancati è possibile. E’ un buon sistema, come anche il 4-3-3 con un centrocampista più difensivo in mezzo“, sembra significare che si tratti di opzioni, mentre l’idea principale è un’altra.

Il problema è che serve un terzo e sono in tre a giocarsi la maglia, in ordine di probabilità: Medel, Kondogbia e Brozovic. La soluzione più affascinante è certamente quella di un 4-3-3 con Brozo e Joao Mario accanto a Banega centrale. Quella più conservativa è con Medel in campo, mentre quella in “ottica Juventus” potrebbe vedere tranquillamente Banega in mezzo (la Juventus per adesso non ha un vero trequartista, Pjanic ha giocato da interno), con Medel sulle tracce del Bosniaco e Joao Mario dall’altra parte.

Ad oggi i giornali danno per più probabile il 4-2-3-1: io ho qualche dubbio in più e, se questo sarà il sistema, la soluzione che ritengo più equilibrata l’ho già esposta in precedenza, con uno tra Kondogbia e Medel in mezzo, Banega accanto e Joao Mario trequartista, perché ha piedi buoni, inserimento, garantisce corsa e copertura. Soluzione temporanea ma che ritengo sarebbe già efficace.

L’AVVERSARIO

Occhio al Pescara, che è squadra che sembra abbordabile mentre invece ha mostrato qualità e organizzazione sconosciute alla maggior parte della Serie A. Chi pensa che sia un avversario morbido e abbordabile, contro cui vincere è un obbligo perché c’è troppa superiortà si sbaglia.

ps24_pes_bar-38Dovrebbe giocare con un 4-3-3 con Caprari al centro dell’attacco (lui che ama giocare più indietro) che sarà il pericolo numero uno per l’Inter. Poco più indietro, occhio a Verre che è un talento che in Serie A saprà emergere.
A metà campo, Aquilani dovrebbe garantire qualità, mentre Cristante e Memushaj (intelligente e piedi buoni) buona corsa e coperture. In difesa, Bizzarri è un portiere affidabile e Campagnaro un lusso per una squadra come il Pescara, mentre a sinistra ci sarà un altro scuola Inter, Biraghi.
Massimo Oddo sta facendo un gran lavoro: è stato molto intelligente quando, l’anno scorso, ha avuto una crisi di risultato ma non ha rinunciato a sé stesso e alle sue (buone) idee. Oggi sta facendo giocare davvero bene una squadra che tutti davano per spacciata e già retrocessa: probabilmente a fine anno non sarà così se si manterrà questa mentalità, con un possesso palla buono, mai sterile con verticalizzazioni pronte, con ottimi tempi di inserimento e gioco bello da vedere.
C’è la possibilità vedere in campo anche Manaj (altro giocatore in orbita Inter), con Caprari e Verre alle spalle, o uno schema più offensivo con Verre da interno, assieme a Memushaj e Cristante, mentre in attacco Manaj con alle spalle Caprari e Benali. Tutto dipenderà dalle condizioni di Memushaj, Manaj e Verre, rientrati tardi per gli impegni con le nazionali.

Le potenzialità di questa squadra sono tante e in troppi la sottovalutano (chiedere al Napoli per referenze).

LE PAROLE DI DE BOER

Vedo un gruppo unito, vorrei ora che tutti avessero la stessa idea di gioco, che si attaccasse e si difendesse insieme, in questo modo potremo ottenere punti. Bisogna andare al di là del risultato. Se si vince e non si gioca bene però è un problema Frank De Boer

E’ difficile ancora trasmettere le mie idee di gioco, non abbiamo ancora mai giocato 11 contro 11 qui ad Appiano. C’è ancora da lavorare su questo aspetto. Domani inizia un nuovo capitolo sicuramente Frank De Boer

MUST READ

Loading Disqus Comments ...