I paradossi della Curva Nord nel “caso” Icardi

In nottata la Curva Nord ha pubblicato un duro comunicato “contro” Mauro Icardi reo, a loro dire, di aver raccontato delle bugie su certi atteggiamenti della Curva.

Motivo del contendere? La sconfitta contro il Sassuolo nel 2015 (3-1 per i padroni di casa) genera una vigorosa protesta della curva interista. Icardi la racconta così nel suo libro:

“A ripresa iniziata, Mancini mi fa entrare e alla fine del secondo tempo, all’83°minuto faccio goal. Metto a segno l’unico nostro goal della partita, che finisce 3-1 in favore dei padroni di casa. Sono molto  amareggiato, anzi incazzato, perché ho giocato pochissimo

I tifosi iniziano a urlare: ci chiamano sotto la curva. Trovo il coraggio di affrontarli, insieme a Guarin. Mentre mi avvicino mi arrivano insulti e grida di ogni genere. Attaccato alla rete c’è un bambino che mi chiama: vuole la mia maglia. Per l’età che ha potrebbe essere mio figlio: mi tolgo la maglietta e i pantaloncini e glieli lancio, come regalo. È al settimo cielo e io sono contento di averlo visto felice. Un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto

E allora inizio a insultarlo pesantemente: ‘Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Credi di essere forte?’. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo. Nessuno prima di me aveva mai trovato il coraggio di affrontare in modo così diretto la tifoseria, anzi i capi storici della tifoseria. Nello spogliatoio vengo acclamato come idolo”.

Al di là della partigianeria sul caso, è inevitabile richiamare quella protesta:

Questo invece l’accaduto in sé:

Quello che si vede è che effettivamente c’è un parapiglia, sembra esserci qualcuno particolarmente basso (un bambino?) vicino all’uomo che poi tira indietro la maglia. Ecco, tra i due racconti sembra più credibile quello di Icardi, fermo restando che proprio lui aveva praticamente zero responsabilità in quella partita, avendola giocata per pochi minuti e essendo l’unico capace di andare in rete: insomma, era l’unico che poteva farlo a testa alta e e che aveva dato maglia e pantaloncini con atteggiamento più che rispettoso, senza neanche lanciarli.

icardi curva sassuolo

IMPORTA?

Ma la questione in sé è importante?

Davvero per quella protesta e quel che ne seguì è necessario fare scoppiare una polemica in cui far sguazzare i media che, incapaci di trovare una polemica vera negli ultimi tempi, si erano inventati persino i “casi Nagatomo”?

Il tifoso da curva è un tifoso a sé stante, questo è un dato acclarato. Tifa in maniera diversa. C’è la parte buona, quella dei cori, delle coreografie, del sostegno sostanzialmente ininterrotto alla squadra (se pensiamo poi che il tifo di San Siro senza Curva sarebbe capace di fischiare anche su un 4-0 a favore…), il folklore, la riconoscibilità etc….

Poi c’è la parte meno buona, quella che ha le sue regole, il suo cameratismo (o corporativismo, come lo vogliamo chiamare?), la sua estrema rigidità, l’impenetrabilità del mondo esterno, quelle stesse caratteristiche enunciate a chiare lettere sul sito stesso della Curva Nord anche sul semplice “esprimere opinione”:

NESSUN APPARTENENTE ALLA CURVA HA IL DIRITTO DI COMMENTARE, SCRIVERE, DIBATTERE O RISPONDERE SU ARGOMENTI RIGUARDANTI LA CURVA NORD SU INTERNET O SU SOCIAL NETWORK. CHI SI PERMETTE DI FARLO, contraddicendo quanto sopra riportato, NON VIVE LA CURVA NÉ TANTOMENO NE CONOSCE LE SUE PIÚ ELEMENTARI REGOLE“.

Quella parte che viene fuori, senza andare troppo sui casi specifici, quando la fedeltà all’essere ultras prende il sopravvento sulla fedeltà alla squadra, all’obiettivo che dovrebbe avere assistere ad una partita di calcio. Così come quando decide di non andare in trasferta (Roma) per mostrare “solidarietà” alla curva della Roma: i ragionamenti di curva che prendono il sopravvento sui ragionamenti di sport e tifo della squadra.

Così come sembra in questo caso. Perché se fosse vero il motto “l’Inter prima di tutto”, una polemica del genere non dovrebbe scoppiare, non oggi, non a rinnovo fatto, non con i numeri di Icardi, non con questa squadra e le sue fondamenta fragili: soprattutto non la notte prima di Inter Cagliari a San Siro. Può il “rispetto verso la Curva” essere più importante dell’Inter stessa? Non è una contraddizione in termini?

È uno dei casi emblematici in cui la distanza tra tifo orizzontale (lasciatemelo definire così il tifo che non dà patenti né le pretende) e tifo da curva si staccano inevitabilmente: se si facesse un sondaggio, il 99,9% della Curva darebbe ragione alla Curva, il 99,9% di tutto il resto le darebbe torto. Solo che i primi, in proporzione, sono molto pochi.

Che senso ha? Se si esce dalla Curva ha zero senso, trattandosi di cose sapute e risapute, dette e ridette, trite e ritrite, in cui irrigidirsi ha solo effetti deleteri.

E se anche fosse un idiota patentato, che importa? Uno dei grandi problemi dello sport, ma è davvero molto più tipico del calcio (nostrano, soprattutto) è quello di mitizzare il lato umano dell’individuo che invece mostra a noi solo il lato sportivo. Il caso di Maradona è emblematico da questo punto di vista, come dice proprio Icardi “nulla da insegnare fuori dal campo”, eppure spesso preso come esempio di chissà cosa, assurto al livello di divinità anche fuori dal campo.

Quante volte abbiamo sentito “grande calciatore, grande uomo“? Milioni. Buffon, per esempio. Quel che è stato e ha fatto ce lo dice lui stesso in un’intervista di qualche anno fa:

Boia chi molla’ e il numero 88 che evoca Hitler, il diploma di ragioniere comprato, le scommesse clandestine, il goal-non goal di Muntari in Milan-Juve, la frase infelice ‘meglio due feriti di un morto’? Ho fatto molti errori. Sono stato ignorante e l’ignoranza non è una giustificazione, ma bisognerebbe saper perdonare la gioventù. Ci sono dichiarazioni che non rinnego, quella sul gol di Muntari per esempio, peccherei di ipocrisiaGianluigi Buffon

Ecco, noi glieli perdoneremmo volentieri perché lui fa il portiere e quello deve fare: il problema è che ad ogni pie’ sospinto arriva il commentatore di turno con la famosa patente di “grande uomo”.

D’altra parte, si può essere grandi in qualcosa eppure essere dei soggetti poco raccomandabili per tutto il resto: Celine era razzista e antisemita, ma uno scrittore di livello assoluto; Caravaggio dipingeva come toccato dalla mano di dio, eppure era un assassino. Ma gli esempi sarebbero infiniti.

Ecco, Icardi potrà anche essere un “PAGLIACCIO” come dice la Curva, potrà persino essere un traditore come dice Maradona, o il più grande pezzo di merda sulla terra: ma è un calciatore che gioca, segna, fa il bene della sua squadra. E questo è ciò che dovrebbe contare di lui.

Forse in Curva dimenticano Ibra che non gliele mandò a dire, ma dimenticano anche che una considerazione su una parte della Curva stessa non può essere condannata a prescindere dai fatti in sé, che sono nel video e sono chiari: altrimenti significa che ai suoi singoli partecipanti è concesso tutto solo perché “sono Curva”.

Il tutto diventa ancora più assurdo e fuori dal tempo se consideriamo il significato del testo, che parla di un gruppo (non certo di tutta la Curva) e che si chiude parlando di rispetto reciproco e di ruolo importante della Curva stessa nei successi nerazzurri, ammettendo pure di avere esagerato.

Icardi avrebbe dovuto avere più diplomazia? Certamente, soprattutto se consideriamo che a scriverlo per Icardi (non avete pensato che l’abbia scritto lui di suo pugno, giusto?) è un giornalista (vicedirettore vicario) della Gazzetta dello Sport: sapete tutti come la pensiamo sulla equidistanza e sull’equilibrio del foglio-in-rosa di questi tempi (e non solo di questi). Ma tant’è, non pretendiamo che sia intelligente o scaltro: vogliamo, noi, solo che giochi bene e faccia gol.

A chiosa di tutto, la “pretesa” (a che titolo?) di togliere la fascia a Icardi, altro paradosso della vicenda. Perché se è vero che la Curva non va temuta (come dicono loro), la soluzione è semplice: Icardi resta capitano. Perché, nel caso la togliessero, si dimostrerebbe (senza alcuna ombra di dubbio neanche al più fazioso dei supporters di entrambe le “fazioni”) che la Curva ha un peso eccessivo anche nelle vicende interne della squadra, e che va temuta e viene temuta, e per questo si “obbedisce” al diktat.

Insomma, nessuno ne sentiva il bisogno: non la nuova società, non la squadra, non De Boer, non tutto il resto di chi tifa, o anche semplicemente simpatizza, che non comprende: d’altra parte, a restituire la vicenda alla sua reale dimensione ci pensano proprio i numeri. Quanti dei (presunti) 263 milioni di tifosi interisti nel mondo sono della Curva?

Dovremmo parlare di calcio, di Cagliari, di sport, e stiamo parlando di Curva e di un libro: si può non notare l’assurdità della vicenda?

La speranza è che il “caso” si smonti da sé in poco tempo, ma oggi c’è Inter Cagliari a San Siro. E allora nasce l’altra speranza, che tutto il resto dello stadio, quella parte che mugugna spesso, che urla “dallaaaaaa” al primo giocatore con la palla tra i piedi, quelli dall’insulto più facile e dal borbottìo nel DNA… insomma, che tutto il resto dello stadio esploda in cori e applausi per Icardi al primo fischio che parte, se parte, dalla Curva.

IL COMUNICATO DELLA NORD

Alziamo le mani in segno di resa. Allucinante.
La prima domanda che viene da farsi è: ma perché?
Perché tante fantasie, inesattezze, squallide finzioni.
Perché?

Siamo sbigottiti, amareggiati, allibiti.

Capita sotto mano il libro di Icardi..
Follia pura. Mitomania.
È una situazione strana, grottesca, ridicola.
Autobiografia di un ragazzo di 23 anni. Già questo dà da pensare..
Bugie. Bugie. Bugie. Fango per farsi ‘bello’, contro di Noi.

Icardi è bugiardo quando racconta dell’episodio di Sassuolo. E ci piacerebbe non rivangare quella giornata dove i suoi compagni di squadra erano arrivati a prenderlo per il collo pretendendo da lui un atteggiamento meno arrogante nei confronti del popolo interista. Ma non perché la Curva è da temere, la Curva è semplicemente da rispettare. Nessuno deve avere paura di nessuno, basta avere la coscienza pulita, essere onesti, primariamente con se stessi.

Parla di bambini, s’inventa un episodio mai avvenuto per mostrarsi superiore a noi; come se non fosse sotto gli occhi di tutti che siamo l’unica Curva che ai bambini fa fare addirittura le coreografie. Come se chi c’era si fosse dimenticato di come sono andate realmente le cose e di chi ha provocato chi.

Non vogliamo cadere nel triste e completamente fuori luogo teatrino di Icardi su chi si mostra più malandrino.
Ed è patetico leggere certe cose.. parlando di noi: “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. […] Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”.
Commentiamo? Meglio di no..

Ci chiediamo come mai, quando scrive dei confronti con la minacciosa Curva Nord, si dimentica di raccontare di quando, sperando di trasmettergli la passione che contraddistingue il nostro essere, gli abbiamo chiesto di trovare un’oretta di tempo per passare al Covo, dove tutto nasce, per provare a capire veramente cosa c’è dietro a quei novanta minuti di gioco dove dovremmo essere tutti uniti.

Icardi purtroppo non sa cosa sia il rispetto. Nella sua testa, evidentemente, qualcosa gira all’incontrario. In fondo abbiamo sempre voluto credere che fosse un bravo ragazzo, giovane, un po’ pirla (come tanti), a tratti eccessivo, a volte inopportuno, ma comunque una presenza pulita.

Adesso come facciamo? Come possiamo comportarci? Sarebbe forse più comodo riderci su, bisognerebbe piangere, di sicuro non possiamo far finta di niente.

Perché tutte le falsità concentrate in quelle tre pagine di libro sono inaccettabili.

Ci dipinge come oscure figure minacciose che ruotano intorno all’ambiente Inter pretendendo chissà cosa. Quando l’unica cosa che chiediamo è impegno ed onestà. Perché tifiamo Inter da prima che Icardi nascesse, perché l’Inter per noi è un conto in banca a perdere, non certo un rinnovo di contratto all’anno a suon di milioni..

Ma come si fa a dar credito ad una persona che scrive: “Se siete dei veri tifosi dovete applaudire quando si vince ma anche quando si perde”.. Quando è alla luce del sole ed inappuntabile il fatto che la Curva Nord, a costo di incorrere nei mugugni del resto dello stadio, da sempre ha come priorità quella del sostegno costante alla squadra a prescindere dal risultato.

Attenuanti? Nessuna. I bonus sono finiti.

Noi non pretendiamo di essere capiti, adulati od accettati. Noi siamo Ultras. Siamo irrazionale passione. Non siamo Angeli, né tantomeno diavoli. Siamo il Cuore che tutto Dona per la Follia di un Incondizionato Amore.

Però un concetto dovrebbe essere chiaro a tutti: il capitano dell’Inter non può permettersi tali dissennate uscite.

Un individuo del genere non può indossare la fascia di capitano. A prescindere dal nostro pensiero, esulando dalla nostra presa di posizione.

L’Inter non lo merita.

Scritto ciò, per essere chiari, specifichiamo:

Icardi con Noi ha chiuso.

TOGLITI LA FASCIA. PAGLIACCIO.

Questo, ora si, lo pretendiamo.

CURVA NORD MILANO 1969

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