Napoli-Roma ci restituisce la vera anti-Juventus?

Il match del San Paolo non ci ha potuto chiarire i dubbi sull’esistenza di una vera contendente della Juventus per il campionato, ma ha escluso che questa possa essere il Napoli.

La Roma vince meritatamente una partita condizionata anche dalle numerose assenze, sorpassa il Napoli e si porta al secondo posto in coabitazione col Milan.
La Juve invece in serata si è ritrovata a più cinque sulla seconda già all’ottava giornata visto che, seppur a fatica, è riuscita a battere l’Udinese nonostante fosse scesa in campo con molte seconde linee.

Il Napoli viene schierato da Sarri col suo classico 433 con Maksimovic al posto di Albiol e Gabbiadini al posto dell’infortunato Milik, la cui lunga assenza rischia di essere molto pesante.
La Roma risponde col 4231, modulo con cui sta giocando da inizio anno, nonostante i telecronisti di Mediaset abbiano parlato di difesa a 3 per tutta la gara, che in fase di non possesso si trasforma in un 4411 con gli esterni che scalano all’altezza dei centrocampisti.

Rispetto alla partita contro l’Inter Florenzi torna in difesa al posto dell’infortunato Bruno Peres, a metà campo Paredes sostituisce l’altro assente dell’ultimo minuto Strootman e Nainggolan riprende il suo ruolo sulla linea dei trequartisti dietro a Dzeko.

LA PARTITA

La partita la fa il Napoli, ma il ritmo pur sembrando veloce non è così intenso (nel post-partita verrà accusato da Sarri il caldo umido come giustificazione, un tempo la si trovava nella pioggia). I padroni di casa provano a far girare il pallone allargando il gioco sugli esterni con le discese dei terzini, in particolare Hysaj, per cercare di aprire la difesa della Roma e creare spazi in cui i centrocampisti provano ad inserirsi. Gli uomini di Spalletti invece cercano più la verticalizzazione ma senza gli eccessi della partita contro l’Inter provando a far partire l’azione giocando il pallone. Ma di occasioni vere e proprie non ce ne sono se non su una punizione di Insigne al quarto minuto e di Dzeko che calcia alto anticipando Koulibaly su un cross di Perotti dalla sinistra sul rovesciamento di fronte. Ghoulam al 18esimo mette bene in mezzo ma Gabbiadini non ci arriva. Il sostituto di Milik è troppo fermo ed è ben controllato da Fazio, non rendendosi mai pericoloso e consentendo così a Manolas di aiutare Florenzi per controllare Insigne.

Le squadre sono molto lunghe e non è un caso che dopo l’Inter anche il Napoli non riesca ad essere compatto ed organizzare un pressing veramente efficace come invece è solito fare.

La paura di salire troppo rischiando di lasciare spazi a Salah fa restare troppo indietro la coppia dei difensori centrali del Napoli che sui lanci lunghi avevano la fisicità giusta per contenere meglio Dzeko rispetto a quanto fatto da Miranda e Murillo, tanto è vero che non c’era il sistematico rilancio verso la sua testa com’era accaduto all’olimpico.
Le occasioni nascevano proprio dagli spazi lasciati liberi tra i centrali di difesa e il centrocampo e da  cui Nainggolan riesce a lanciare per due volte Dzeko che viene fermato in entrambi i casi da Koulibaly in scivolata; ma nella seconda occasione il pallone arriva a Perotti che da sinistra si accentra e da fuori area fa partire un tiro a giro che finisce di un soffio fuori e su cui Reina non ci sarebbe potuto arrivare.

Al 22esimo su azione di Hysaj sulla destra il Napoli arriva al tiro per tre volte nella stessa azione ma i tiri di Callejon, Insigne e Jorginho vengono murati sempre da Manolas. Al 27esimo Maksimovic pressato da Dzeko passa il pallone a Jorginho su cui c’è costantemente Nainggolan in pressing che glielo ruba e va al tiro fermato da Reina.

I problemi del Napoli nel far ripartire l’azione hanno fatto sentire la mancanza di Albiol più di una volta, proprio perchè l’italobrasiliano era spesso costretto a salire per liberarsi della marcatura di Nainggolan, con Hamsik che doveva arretrare per dare un appoggio diverso ai centrali e allo stesso tempo per liberarsi dalla marcatura di Paredes.

Dopo un altro quarto d’ora senza particolari azioni da rete, oltre ad un tiro di Ghoulam deviato in angolo da Szczesny, anche per imprecisione nella rifinitura da parte di entrambe le squadre, arriva l’azione che indirizza il match. E’ il 43esimo del primo tempo quando Salah va in pressing su Koulibaly che invece di dare via velocemente il pallone tenta un dribbling sull’egiziano che glielo ruba e lo mette in mezzo verso Dzeko che, dopo un velo di Nainggolan, colpisce di prima intenzione superando Reina incanalando così la partita verso la direzione preferita dalla Roma.

MOVIMENTI IN CAMPO

Alla fine del primo tempo si poteva vedere come la posizione media tenuta dai giocatori in campo avvalorava la tesi della difesa a 3, ma la posizione “sghemba” era più una questione di movimenti che di impianto di gioco di base.

La difesa della Roma era chiaramente a 4 dietro ma, come parziale scusante per i telecronisti, Juan Jesus si accentrava molto anche per non lasciare molto spazio su cui i centrocampisti del Napoli si sarebbero potuti inserire e per via di un Callejon (prova opaca) che andava a stringere spesso verso il centro dell’area. Fazio rimaneva spesso centrale su Gabbiadini e Manolas si allargava sulla destra seguendo Insigne con Florenzi che saliva molto anche per aiutare in mezzo al campo e contrastare Ghoulam visto che Salah giocava molto più alto con Perotti che sull’altro lato arretrava.

SECONDO TEMPO

Il secondo tempo inizia senza particolari occasioni nei primi minuti fino a quando, su una punizione dalla destra battuta da Florenzi, Dzeko colpisce di testa marcato (si fa per dire) da Hysaj.
È il 2-0 e la partita sembra ormai nelle mani dei giallorossi.

L’entrata di Mertens, avvenuta due minuti prima del raddoppio della Roma, al posto del fantasma Gabbiadini e il gol di Koulibaly su angolo di Ghoulam, hanno ridato vita al Napoli e acceso i tifosi portando la squadra di Sarri ad alzare i ritmi e risultare più pericolosa ma senza essere mai realmente incisiva.

Le tante interruzioni spezzettano troppo la partita e le sostituzioni non la cambiano veramente.  Si arriva al 40esimo quando un bel pallone di De Rossi in verticale lancia Salah davanti a Reina che chiude la partita. Negli ultimi minuti,con le squadre stanche e lunghissime, ci sono occasioni da entrambe le parti: per provare a riaprirla con Mertens e Jorginho e per chiuderla definitivamente con El Shaarawy, ma il risultato non cambia più.

ANTI JUVE?

Per essere la vera antijuve la Roma dovrà acquistare continuità di risultati anche con squadre più chiuse e per farlo dovrà trovare un modo di giocare diverso contro delle squadre che non cercheranno di fare la partita come Inter e Napoli.
Questo Dzeko conferisce alla Roma varianti di gioco che un anno fa non aveva e il ritorno dei giocatori infortunati darà a Spalletti anche la possibilità di migliorare la fase difensiva, e di conseguenza quella offensiva, perché potranno permettersi anche di alzare la linea difensiva senza rischiare quanto farebbero ora.

Il Napoli invece dopo lo stop con l’Atalanta perde per la prima volta due partite consecutive con Sarri e per la prima volta in casa con il tecnico toscano.

L’assenza di Milik si è fatta sentire e si farà sentire molto fino al suo ritorno. Gabbiadini non è in grado di fare la differenza né in una partita di questo livello e nè nel lungo periodo. Potrà essere sufficiente in alcune partite ma non potrà garantire quella continuità di cui una squadra che punta ad alti livelli ha bisogno. E la prestazione di oggi, fotografata dai soli 7 passaggi fatti a cui aggiungere un solo tiro in porta nei 57 minuti in cui è stato in campo, è un indizio molto pesante di quello che potrà dare.

Starà a Sarri trovare soluzioni differenti e l’entrata di Mertens falso nove è una variante tattica su cui lavorare. Vedremo se saranno sufficienti per sopperire alla mancanza di una prima punta importante come il polacco che stava riempendo almeno in parte il vuoto lasciato dall’addio di Higuain.

Questo è un banco di prova importante anche per il tecnico, per capire se sia in grado di dare quel qualcosa in più che un allenatore di alto livello dovrebbe essere in grado di trasmettere.

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