L’intervista di Raiola su Pogba che mette in imbarazzo la Juventus (facciamo chiarezza)

Passata sotto traccia, in silenzio: meglio non parlarne insomma. Eppure in Italia c’è sempre una sorta di deferenza ogni volta che parla Mino Raiola, gli si dedicano anche prime pagine se necessario.

Ebbene, Raiolone nostro è stato intervistato una quindicina di giorni fa dal Financial Times e, tra le altre cose, ha affrontato l’argomento Pogba e la sua cessione, lasciandosi scappare probabilmente qualcosa che potrebbe mettere in imbarazzo la Juventus. Ultimamente è venuta fuori solo grazie all’opera instancabile di Paolo Ziliani e Maurizio Pistocchi su Twitter.

RICAPITOLIAMO

La storia più o meno la sapete tutti: Paul Pogba viene acquistato dalla Juventus per un paio di noccioline e venduto per una cifra di 105 milioni circa: abbiamo scritto molto, ma abbiamo anche scritto che avere tanti buoni amici, e buoni uffici, nei media nazionali porta una quantità innumerabile di vantaggi.

Ma abbiamo anche osservato che effettivamente non è stato un acquisto proprio a “costo zero”, visto che ci sono tra gli 8 e i 9 milioni nei bilanci della Juventus come “oneri accessori” (commissioni al procuratore?), e abbiamo anche affrontato l’argomento più scottante di tutti: quanto ci guadagna davvero la Juventus?

Plusvalenza e cessione di Pogba: verità svelata

Insomma, pur di avere Pogba, e di rivenderlo a quelle cifre, la Juventus ha stretto un “patto col diavolo”, cedendo su tutti i fronti ai desiderata di Raiola che, come ci racconta questo articolo di Calcio e Finanza, con tutta l’operazione ha guadagnato (ed alla Juventus è costato) circa 9 milioni l’anno, per un totale di 36 milioni di euro circa. Con i 10 del Manchester United di cui si è tanto vociferato, si arriva a 46 milioni: bingo!

Raiola ha sempre spinto moltissimo, anche mediaticamente, affinché il prezzo di Pogba salisse il più possibile: questo perché, come confermato da Marotta nell’assemblea dei soci, c’era un accordo tra società e procuratore grazie al quale il secondo avrebbe intascato 18 milioni in caso di cessione per un prezzo inferiore ai 90 milioni, mentre sarebbero stati fino a 27 milioni per un totale incassato superiore.

Insomma, è Raiola che vince, visto che la Juventus ha pagato tanto e oggi sembra avere difficoltà a metà campo, mentre nello United deve ancora trovare tempi e modi per incidere davvero e a lungo termine.

Tutto tranquillo?

L’INTERVISTA AL FINANCIAL TIMES

Tutto tranquillo anche perché non c’è nessuno che ha la voglia e il coraggio di scartabellare numeri su numeri per porre freno allo strapotere dei grandi procuratori. E in questo caso parliamo di un male endemico del calcio.

Ma le parole di Raiola al Financial Times (qui trovate l’intervista) sono interessanti, leggiamole.

United paid a world record transfer fee of €105m for Pogba in August. Raiola has said he takes only a cut of his players’ salary — but what about media reports that the clubs paid him €20m, as a percentage of the transfer fee? “I can’t talk about the contract but, in a deal like Pogba’s, it’s not just the clubs who earn from it,” he says.

Were you paid a fee by Juventus?

“No — not in the way that you’re saying it.”

So you did get money from Juventus?

“I have to see how I can phrase this in a way that Juventus cannot tackle me through the law, let’s say. Hmm. How can I say it? [Long pause.] Yes: in this deal Juventus was not the only owner of the player’s rights.”

But third-party ownership of players (TPO) has been banned?

“Not then. Only afterwards [by Fifa in 2015].”

So until TPO was banned, you often owned stakes in players?

“Not often. But sometimes.”

And Pogba was one of them?

“It’s not TPO. Be careful with the legal definition of TPO. But let’s say that in that case there was an upside for our side. And by our side, I mean the player’s side.”

Which isn’t allowed any more?

“It’s not allowed any more.”

Juventus says, “No third party had any ownership of the player’s rights.”

TRADUZIONE

Il Manchester United ha pagato una cifra record di € 105m per Pogba nel mese di agosto. Raiola ha detto di aver preso solo una parte dello stipendio dei suoi giocatori – ma che dire dei media che riportano un costo di 20 milioni di euro per il club, come percentuale sul prezzo di cessione? “Non posso parlare del contratto, ma, in un affare come quello di Pogba, non sono solo le società che ci guadagnano” dice.

La Juventus ti ha pagato una commissione?

“No – o almeno non nel modo in cui lo stai dicendo”

Quindi hai ricevuto soldi dalla Juventus?

Devo vedere come posso dirlo in un modo che la Juventus non mi possa affrontare legalmente, diciamo. Hmm. Come posso dirlo? [Lunga pausa.] Sì: in questo affare la Juventus non era l’unica titolare dei diritti del giocatore “.

Ma le proprietà di terze parti  (TPO, third party ownership) non erano state vietate?

“Non all’epoca. Solo successivamente [dalla FIFA nel 2015] “.

Così fino a quando la TPO non è stata vietata, hai posseduto quote di calciatori?

“Non spesso. Ma a volte.”

E Pogba era uno di loro?

“Non è una TPO. Fate attenzione con la definizione legale di TPO. Ma diciamo che in questo caso c’è stato un rialzo per la nostra parte. E per nostra parte, voglio dire la parte del giocatore. “

Che non è più consentito?

“Non è più consentito”

La Juventus ha affermato: “Nessuna terza parte aveva alcuna proprietà dei diritti del giocatore.”

TPO

Cosa sono le TPO? Ci sono state diverse forme di TPO negli ultimi anni finché, dopo uno “studio” durato diversi mesi, la FIFA ne ha bandito l’usanza.

Il sistema più usato prevedeva che una società di calcio ricevesse un aiuto economico, una sorta di finanziamento, per l’acquisto del calciatore, concordando una percentuale, da riconoscere a chi erogava quel finanziamento, una percentuale sui diritti di vendita futura. Pertanto, per quanto riguarda i diritti sportivi, il calciatore era di proprietà della squadra a tutti gli effetti, mentre per quanto riguarda i diritti economici lo era solo parzialmente, perché una percentuale era quella che si definisce TPO, diritto economico di terze parti.

I casi più eclatanti sono stati certamente quelli di Carlos Tevez e Javier Mascherano: da lì si decide di intervenire. Prima di passare al West Ham, i due calciatori erano al Corinthians ma i diritti economici appartenevano alla Media Sports Investments: per Tevez c’era stato un finanziamento diretto dell’allora fondo di proprietà di Kia Joorabchian, mentre per Mascherano l’acquisto era stato fatto con la Global Soccer Agencies. Tevez fu pagato 22 milioni di dollari (di cui almeno il 20% in commissioni): un record in Sud America.

Nel corso della stagione in cui furono acquistati dal West Ham, la squadra inglese fu condannata a pagare una multa di 5,5 milioni di sterline perché non fu in grado di, o non volle, dimostrare l’effettivo possesso dei diritti completi sui due calciatori: su Tevez la MSI aveva tenuto una percentuale.

Insomma, la TPO era una figura con cui la proprietà di un calciatore era distribuita su due o più soggetti che si spartivano i diritti economici sullo stesso: i club la sposavano volentieri perché aumentavano la liquidità a breve termine di fatto vendendo una percentuale sulla cessione futura.

Oggi non è più possibile una situazione del genere, benché tutte le eventuali TPO esistenti prima del 2015 sono valide fino al prossimo trasferimento del calciatore.

L’IMBARAZZO E LE ALLUSIONI

Sulle TPO c’è da fare un chiarimento perché ho letto delle cose che rischiano di fare confusione.

La FIFA si è dimostrata incapace di prendere una decisione e trovare una soluzione nell’immediato, probabilmente perché c’erano troppi interessi in gioco. Così, già nel 2008, l’influenza di terze parti è stata bandita: attenzione, il testo della FIFA parla chiaramente di INFLUENZA (scusate il maiuscolo ma lo reputiamo necessario).

No club shall enter into a contract which enables any other party to that contract or any third party to acquire the ability to influence in employment and transfer-related matters its independence, its policies or the performance of its teams.Fifa - Regulation on the status and transfer of players

Per sicurezza (non si sa mai) inseriamo il documento nei nostri archivi: regulations_on_the_status_and_transfer_of_players_en_33410-2008.

È un politichese che significa chissà cosa nelle intenzioni, ma che risulta un inaccettabile “non decidere” che non dovrebbe appartenere a una grande organizzazione. Crediamo di poterla interpretare con sufficiente ragionevolezza:

Nessun club dovrà (stipulare) un contratto che consenta a qualsiasi altra parte del contratto o a qualunque terza parte di influenzare l’indipendenza (del club) in materia di trasferimento o di assunzione (di giocatori) o (permetta a terze parti) di influenzare la sua indipendenza (del club) le sue politiche o le sue performance sportive.Fifa - Regulation on the status and transfer of players

Cosa vuol dire? Che è vietato, dal 2008, l’influenza di terze parti nelle decisioni del club: ovvero, nel politichese più assurdo, le TPO erano consentite purché il club mantenesse l’indipendenza nella scelta sulla futura cessione o permanenza del giocatore.

Quindi va fatta distinzione tra “influenza di terze parti” e “proprietà di terze parti“: la prima bandita nel 2008 (e successivamente con un documento del 2012) e la seconda definitivamente nel 2015. Ovvio che la seconda sia molto più restrittiva della prima che è di un assurdo cerchiobottismo: chi stabilisce che Raiola non abbia influenzato la scelta della Juventus se mandare Pogba al Real o al Manchester United?

In questo documento della FIFA (2014) c’è la precisazione e la distinzione tra influence e ownership in cui si specifica testualmente che: The ban on third-party influence, which is set out in article 18bis of the Regulations on the Status and Transfer of Players (the “Regulations”), has been in place since 1 January 2008, while amendments to art. 18bis and the ban on TPO, covered by article 18ter, came into force on 1 May 2015. ” ovvero “Il divieto di influenza di terze parti, all’articolo 18bis del Regolamento sullo status e trasferimento dei calciatori, è in vigore dal 1 ° gennaio 2008, mentre le modifiche dell’art. 18bis e il divieto di TPO, all’articolo 18ter, sono entrate in vigore il 1 ° maggio del 2015“.

Questa è invece la circolare che avvisa dei futuri cambiamenti, del ban definitivo delle TPO, ed è datato 2014.

LA JUVENTUS RISCHIA QUALCOSA?

Insomma, la Juventus ha acquistato Pogba ben prima del 2015 e, se anche TPO ci fosse, sarebbe stata del tutto legale. Ma allora, perché nell’intervista sono evidenti i passaggi oscuri e le allusioni di Raiola?

Qual è il senso della frase “Devo vedere come posso dirlo in un modo che la Juventus non mi possa affrontare legalmente“? E soprattutto, perché sentenziare “Sì: in questo affare la Juventus non era l’unica titolare dei diritti del giocatore” lasciando alludere a qualche altra forma di accordo?

C’è, da parte di Raiola, la consapevolezza di avere influenzato il cammino del calciatore, a partire dai rinnovi (con sostanziose commissioni)? Di avere condizionato club e giocatore per una partenza proprio in quell’anno e proprio al Manchester United? Davvero è impossibile immaginare, pensare, dimostrare l’influenza avuta da Raiola nell’operazione?

Anche se fosse così, ad oggi la Juventus rischierebbe una semplice multa così come in altri (pochi) casi, riportati dal sito della FIFA anche per casi di “influence” pre-2015 e di TPO post 2015: perché, allora, questo comportamento di Raiola, questo dire-non-dire, questa voluta (perché è voluta, vero?) ambiguità di fondo? Forse è una sorta di messaggio ai bianconeri?

Chi lo sa, chi può dirlo: Raiola è ormai un milionario che ha prospettive diverse da noi comuni mortali. Mentre invece si può mettere una pietra tombale su eventuali sanzioni pesanti: il massimo potrebbe essere una multa, ma è difficile credere che la Fifa possa decidere di procedere.

CHIOSA

A puro titolo di folklore, nell’intervista c’è anche un passaggio che ci ricorda i tempi in cui Moggi spadroneggiava.

Raiola: Are you Mr Moggi? (Tu sei Moggi?)

Moggi: Yes. (sì)

Raiola: I find it very rude that you made me wait. (Trovo sia maleducato che tu mi abbia fatto aspettare)

Moggi: Who are you? (Chi sei tu?)

Raiola: I am Raiola. (Io sono Raiola)

Moggi: Ah, you’re Raiola. If you’re this unpleasant to me, you will never sell a player in Italy. (Ah, sei Raiola. Se fai l’antipatico con me, non venderai mai un giocatore in Italia).

 

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