I voti al tennis 2016

Queste pagelle non vogliono essere esaustive né, ovviamente, assolute. Alcune sono “giocose”. Riflettono il pensiero della redazione (il mio in particolare) e, in alcuni casi, esulano da ciò che è accaduto strettamente sui campi da gioco.

Quindi, prendetele cum grano salis. Ogni commento e/o discussione è il benvenuto (si sa che, quando è il momento di dare voti, tutti sono più o meno in disaccordo con tutti gli altri). 😉

Lucas Pouille

I super

Andy Murray, voto 10 — Impossibile non dare il massimo dei voti al Lazzaro della stagione 2016, che si becca pure la nostra foto di copertina. A inizio anno nessuno — e sottolino nessuno — poteva immaginare chicchessia scalzare Djokovič dal numero uno del ranking ATP. Ma Andy, piano piano, non solo ci è riuscito, ma ha fatto saltare il banco. Dopo aver vinto gli Internazionali d’Italia a maggio e il preparatorio sull’erba a Londra in luglio, Murray trionfa a Wimbledon e, in rapida successione, si aggiudica l’oro olimpico in singolare ai giochi di Rio. Ma è nell’ultima parte della stagione che lo scozzese si scatena: tra ottobre e novembre si aggiudica il China Open di Pechino, lo Shanghai Masters, l’ATP500 di Vienna, il Masters1000 di Parigi Bercy e, non contento, piazza la ciliegina sulla torta della sua miglior stagione in carriera vincendo le ATP World Tour Finals di Londra con un perentorio 6-3 6-4 proprio su Novak Djokovič, legittimando così, al di là di ogni possibile dubbio, il suo #1 nella classifica mondiale.

Angelique, nuova #1 WTA

Angelique Kerber, voto 9 — La bella Angelique riesce in un’impresa che, nel tennis, ha lo stesso appeal “titanico” di sconfiggere Nadal al Roland Garros: togliere il #1 del ranking WTA a Serena Williams. Per tutti quelli che — come me — si sono francamente un po’ scocciati di vedere Serenona vincere qualsiasi cosa e sparare palle come un cannone ionico, l’ascesa di Kerber è una boccata d’aria fresca. Dopo aver vinto a sorpresa gli Australian Open, Angelique è stata eliminata inopinatamente al primo turno al Roland Garros, ma poi è tornata alla grande: a Wimbledon perde in finale da Serena Williams, ma poi vince gli US Open e, dal 12 settembre, diventa la nuova numero uno mondiale (ne abbiamo parlato qui).

Stan Wawrinka, voto 8,5 — Stan the Man quest’anno ha fatto strage… di Djokovič (e per questo non può che esserci simpatico a prescindere). Vince a Dubai e Chennai a inizio anno, poi vince Ginevra a maggio. Ma, soprattutto, vince il suo terzo titolo (in carriera) del Grande Slam l’11 settembre a New York, buttando giù dalla torre Djokovič e arrivando al record di tre finali major vinte su tre.

Lucas Pouille, voto 8 — Il giovane francese, zitto zitto, è diventato, probabilmente, l’unico giovane da tenere d’occhio sul serio. Giunto rocambolescamente in semifinale agli Internazionali d’Italia (ripescato come Lucky Loser, quindi una serie di ritiri impressionante), arriva al Roland Garros con una testa di serie che i più — me compreso — ritengono frutto della gran botta di culo (mi si passi il grecismo) di Roma. E invece… conferma tutti i nostri sospetti, uscendo al secondo turno. Poi, però, a Wimbledon arriva ai quarti di finale e agli US Open pure, sconfiggendo Nadal agli ottavi in uno dei match più emozionanti del torneo. Chiude l’anno al #15 del ranking. Un po’ pochino, dirà qualcuno, per metterlo tra i “super”… è vero: ma è così tanta, la voglia di young guns, che l’abbiamo fatto scalare verso l’alto. Sono finiti i tempi dei Federer e dei Nadal che, all’età di Pouille, già incantavano le platee di tutto il mondo: ora, i giovani sono ben oltre i vent’anni, e Pouille è davvero bravo. Basta questo? Per me sì. Ma, se non siete d’accordo, ditemelo.

Gael Monfils “flying”

Quelli proprio bravi

Gael Monfils, voto 7,5 — We all love Gael. Vederlo giocare è sempre un piacere. Peccato che si sia svegliato tardi (ha 30 anni suonati, ormai): finalmente un’annata in cui ha messo a frutto tutto il suo talento senza perdersi in giornate circensi in cui — così ci aveva abituato — può prendere 6-0 anche dal nostro Alberto Di Vita. Speriamo continui così. Nella prima parte della stagione arriva in finale a Rotterdam e poi a Monte Carlo, e in luglio vince il Citi Open di Washington battendo in finale Ivo Karlovic. Ma il suo miglior risultato è sicuramente la semi degli US Open dove, purtroppo, si deve arrendere in 4 set a Djokovič.

Milos Raonic, Dominic Thiem, voto 7 — Mi piace molto, Thiem. Molto meno mi piace Raonic (la mia vecchia idiosincrasia verso gli sparapalle), ma è indubbio che entrambi abbiano fatto una grande stagione. Raonic si è pure giocato una finale slam — la prima della sua carriera — a Wimbledon, dopo aver dato un dispiacere a tutti gli appassionati sconfiggendo Federer in semifinale (ne abbiamo parlato qui) e arrendendosi solo a Murray in finale (ne abbiamo parlato qui). Dominic Thiem, dal canto suo, continua a migliorare. Il timore che fosse una sorta di “eterna promessa” — à là Grigor Dimitrov, per intenderci — sta lentamente svanendo. Sono convinto che entrerà stabilmente nei Top 5 e ci rimarrà molto a lungo.

Roger Federer, incrociamo le dita

Potevano fare di più

Garbine Muguruza, voto 6,5 — La bella Garbine si è tolta il lusso di vincere il suo primo major sconfiggendo Serena Williams in una splendida finale parigina (7-5, 6-4). Non si è ripetuta, purtroppo: chiude l’anno al #7 del ranking dopo essere salita addirittura al #2 (post-Roland Garros). Speriamo si riprenda.

Novak Djokovič, voto 6 — Partito per spaccare il mondo, per non avere rivali, per distruggere ogni velleità avversaria, per conquistare il Grande Slam, per dominare l’universo delle palline gialle… e invece si ritrova a fine anno al #2 del ranking, surclassato da Murray, e si tiene in bacheca l’eliminazione al primo turno alle Olimpiadi di Rio. Certo, stiamo pur sempre parlando di un campionissimo, e il 99% dei tennisti i suoi risultati se li sogna di notte dopo aver preso una bella tisana di peyotl, ma — a parte l’antipatia personale — a infierire sulla sotto-prestazione dell’anno non ci sono solo i risultati: anche il suo atteggiamento in campo, in verità mai stato impeccabile, è peggiorato notevolmente. Il ricorso ai Medical Time-Out farlocchi, quel sollevare gli occhi al cielo ogni volta che un suo avversario mette a segno un colpo staordinario, come se gli dèi ce l’avessero con lui, stanno diventando francamente insopportabili. Purtroppo per me — ma con grande gioia di tutti i suoi fans, e sono moltissimi, e anche se qui non sono rappresentati, hanno tutto il mio rispetto — l’anno prossimo sarà ancora lì ad annoiarmi con il suo robotennis (e a deliziare i suoi fans con il suo robotennis) e a contendere a Murray il Numero Uno.

Serenona, voto 6 — Vale lo stesso discorso fatto per Djokovič, solo che, nel suo caso, è un poco più grave. Primo perché gli anni cominciano a farsi sentire, secondo perché il dominio assoluto dimostrato dalla “piccola” Williams (come età nei confronti della sorella, non certo come stazza) sta cominciando a mostrare pesanti crepe. Perde gli Australian da Kerber, poi Indian Wells da Azarenka, indi il Roland Garros da Muguruza. Mette in bacheca il suo ennesimo Wimbledon, per carità, ma è ovvio che sia in fase calante. Il 2017 è un’incognita: staremo a vedere.

L’iper-uranio Senza Voto

Rafa: tonerà lui?

Roger Federer, SV — Una stagione praticamente inesistente, a causa di problemi fisici che, dopo averlo lasciato quasi miracolosamente in pace per tutta la carriera, hanno presentato il conto nella seconda parte della stagione. Dopo la semi di Wimbledon persa con Raonic, di fatto Roger ha concluso la sua stagione, prima rinunciando alle Olimpiadi di Rio (e anche a quell’oro in singolare che è l’unico grande titolo che manca al suo incredibile palmarès) e poi a tutto il resto. La mia speranza è che il 2017 lo veda ancora protagonista… io, che pur son Nadaliano doc, non so come farò quando lo svizzerone deciderà di fare il papà a tempo pieno e appenderà la racchetta al chiodo.

Rafa Nadal, SV — Il ritiro, improvviso e devastante, al Roland Garros è stato una pugnalata in pieno petto per tutti noi Rafaholics. Come sempre martoriato da problemi fisici di ogni genere, Rafa ha deciso di partecipare ai Giochi di Rio per una serie di motivi (ne abbiamo parlato qui), arrivando a un soffio dalla finale (semi persa contro il redivivo Del Potro) e vincendo però l’oro in doppio per la Spagna. Dopodiché, il buio. Ora è tornato, vincendo subito l’esibizione di Doha, e — proprio come per King Roger — la speranza è che il 2017 sia un anno in cui riuscirà a tornare quantomeno all’80% di ciò che era un tempo. Sarebbe più che sufficiente.

I pessimi

Nick Kyrgios, voto 4 — Diciamocelo con tranquillità: Nick ci ha anche un po’ rotto i cosiddetti. Alcuni suoi atteggiamenti sono francamente insopportabili e ingiustificabili. È arrivato persino a farsi fischiare dal civilissimo pubblico cinese per scarso impegno durante un match. Nelle interviste dichiara sempre che “giocare a tennis non gli piace.” Be’, caro Nick, sinceramente, il più delle volte guardarti non piace nemmeno a noi. Che enorme talento sprecato…

Maria Sharapova, voto 3,5 — La storia del doping è stata una farsa totale. La sua difesa, più che altro. Giustificare, arrampicandosi sugli specchi, l’assunzione di un farmaco per il cuore… ma no, dai. Piantiamola. Ormai sempre più macchina da soldi, forse farebbe bene a occuparsi delle sue caramelle — le famigerate Sugarpova, per promuovere le quali aveva avanzato alla WTA la richiesta assurda di cambiare nome — solo per i tornei — in Maria Sugarpova (non sto scherzando).

Nick Kyrgios

I voti di stima

Petra Kvitova, voto 10 di incoraggiamento — Tennista straordinaria ma dalle prestazioni che definire “incostanti” è un eufemismo, è rimasta vittima di un’aggressione che le ha quasi compromesso la carriera. Dico quasi perché, per fortuna, il rapinatore che le ha lesionato i tendini del polso sinistro (Kvitova è mancina) non ha fatto il danno che tutti temevamo quando è uscita la notizia. Per quanto sia passato molto tempo, è ancora fresco nella memoria degli appassionati il calvario di Monica Seles, aggredita a bordocampo da un folle fan di Steffi Graf con una pugnalata alla schiena nel 1993. La ferita non fu gravissima, ma psicologicamente devastante, e quella che sarebbe stata la sicura Numero Uno del decennio post-Steffi Graf non fu più la stessa. Per fortuna, Petra Kvitova sembra poter riprendere.

Ti ameremo sempre, Ana

Ana Ivanovic, voto 10 di rimpianto — La più bella tra le bellissime, Ana Ivanovic ha appena annunciato il suo ritiro dal tennis giocato. Purtroppo per noi (il mondo è ingiusto, a volte) ha sposato quel mostro brufoloso di Bastian Schweinsteiger, ponendo fine ai sogni di ogni appassionato di tennis di poterla sposare, un giorno, chissà perché e chissà come mai — mai porre limiti alla Divina Provvidenza.

David Ferrer, voto 10 di stima — È un po’ triste vedere l’operaio del tennis, il faticatore instancabile, l’uomo che ha fatto capire anche a tutte le mezzeseghe fisiche come noi che con l’impegno e la passione e la dedizione e la volontà si può arrivare ovunque… è un po’ triste, dicevo, vederlo scivolare verso le posizioni 20-30-40 del ranking ATP, lui che un tempo è stato #2. Però, tanto di cappello alla carriera, che sicuramente sta volgendo al termine.

Ne abbiamo dimenticati (volutamente) tanti

Ma fa niente, va bene così. Non sono pagelle da prendere sul serio, né — ci mancherebbe! — come oro colato. Sono rimasti fuori, ma degni di honorable mention, Grigor “Sharapovo” Dimitrov (voto 5), Fabio “Fogna” Fognini (voto 6), David “Rivelazione” Goffin (voto 7), Juan Martin “I Always Come Back” Del Potro (voto 9,5), Alexander “I will be #1” Zverev (voto 8,5)… e tanti, troppi altri.

Ma, come ho già detto, va bene così.

Buon 2017 di tennis, e speriamo di divertirci ancora, e sempre di più.

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