Cosa dice il regolamento sul caso Reina-Silvestre

C’è stato un gran parlare sul caso Reina-Silvestre, con il portiere del Napoli accusato di simulazione da più parti, gesto che, secondo molti, avrebbe portato all’espulsione ingiusta di Silvestre.

Vediamo cosa dice il regolamento in merito. Chiariamo intanto che trattasi di fallo di gioco, perché:

A chiosa dell’enunciato:

Per ogni regola c’è anche una “Guida Pratica” che consente di verificare alcuni esempi di situazioni di gioco reali. Tra queste, citiamo:

È bene precisare che, secondo Regolamento, l’azione non deve necessariamente portarsi a compimento per essere sanzionata. Il solo “tentativo” può essere oggetto di sanzione: è una delle cause di dibattito quando alcuni giocatori sono ammoniti anche senza aver effettivamente toccato l’avversario. Questo è un punto fondamentale che potrà esserci utile in futuro.

Pertanto, è giusto che venga segnalato il fallo. Reina, in più, prova a spiegare il perché della “giustezza” dell’ammonizione:

Tutti hanno visto. Silvestre mi ha disturbato e quindi non sono riuscito a rinviare, di conseguenza c’erano il fallo e la seconda ammonizione. Se mi ha toccato? Non è una questione di contatto, io l’ho sentito ma basta già ostacolare il rinvio. Comunque io il tocco l’ho sentitoPepe Reina

E qui subentra l’errore: perché la fattispecie non è prevista nella lista delle azioni punibili con ammonizione. Nel contatto di Silvestre non c’è né “vigoria sproporzionata” né “imprudenza”, ovvero le caratteristiche che portano all’ammonizione. Passibili di ammonizione sono:

Pertanto è lecito sostenere che la punizione è corretta, mentre è ingiusta l’ammonizione. Allora, perché lo ha ammonito?

È un caso da prova tv? Purtroppo no, e i motivi sono semplici, facciamo ricorso alla storia delle prove tv.

Nel 2013 Cuadrado, allora alla Fiorentina, fu espulso per doppia ammonizione. La Fiorentina presentò ricorso e chiese la prova tv, che fu rigettata perché ritenuta inammissibile. La Fiorentina aveva equiparato il fatto all’espulsione di Luca Toni per una gomitata (inesistente) a Massimo Paci: quell’esempio, scrisse Tosel, “deve ritenersi non conferente in quanto aveva per oggetto una segnalata simulazione da cui era conseguita un’espulsione diretta per condotta violenta” e questo perché “non solo si sostituirebbe al legislatore, ma travalicherebbe anche i limiti della fondamentale insindacabilità dei provvedimenti tecnici adottati dall’arbitro sul terreno di gioco“.

Il Codice di Giustizia Sportivo, infatti, all’art. 35 comma 1.3 dice:

Trattandosi di rosso per seconda ammonizione, non è ammessa prova tv. In più, non si potrebbe neanche escludere, in modo categorico, che Reina non sia stato neanche sfiorato da Silvestre: requisito essenziale per parlare di “evidente simulazione”.

Il che ci porta ad altre valutazioni, perché quello che è successo è davvero ingiusto e mina la credibilità del gioco del calcio. Si potrebbe fare un po’ come si fa nella NBA, magari aumentando le sanzioni: per ogni “flop” (simulazione) c’è una multa di 5.000 dollari che cresce a incrementi di 5.000 dollari: alla prima simulazione 5.000, alla seconda 10.000, alla terza 15.000 fino alla sesta punita con 30.000 dollari e con la possibilità anche di essere sanzionati con una giornata di sospensione.

Considerate le caratteristiche del calcio, si potrebbero sanzionare a 10mila euro con incrementi da 10mila, con possibilità di espulsione al terzo “flop”.

Non sarebbe una soluzione definitiva, ma almeno un buon deterrente sì.

 

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