Cosa abbiamo imparato dalla partita contro il Bologna

L’Inter batte 3-2 il Bologna in Coppa Italia, passando il turno, ma soffrendo per troppo tempo nonostante larghissimi tratti di partita dominata. Come abbiamo scritto già in altre occasioni, è una squadra fatta di paradossi che pian piano si devono risolvere per costruirne una solida e che non sia così borderline.

I PRO

Anzitutto, bene le scelte di Stefano Pioli che decide di schierare più titolari possibili, lasciando riposare chi non può più oggettivamente giocare ogni 3 giorni (Miranda), chi è insostituibile ed è meglio non fargli venire neanche un raffreddore (Icardi), sia chi ha tirato la carretta per mesi, corre il triplo degli altri e fa un lavoro costante che spesso non è neanche apprezzato (Perisic e Candreva: sull’italiano sto anche preparando un articolo “in difesa di”, incredibile che ce ne sia anche bisogno). Si doveva vincere, a prescindere, perché lo diciamo da mesi: vincere aiuta a vincere.

Tra i titolari, Gabriel Barbosa. Il ragazzo non ha fatto male e anzi ha provato a rendersi sempre utile, seguendo le indicazioni di Pioli. Quando lo abbiamo presentato sulle pagine de ilMalpensante, abbiamo parlato di un giocatore che è spesso stato schierato largo per ragioni diverse dalle sue caratteristiche tecniche e che, per inclinazione, tendenze e necessità, prima o poi dovrà spostare il focus del suo gioco verso il centro: come paragone ne avevamo fatto uno piuttosto impegnativo, Aguero, anche lui inizialmente schierato come attaccante esterno e poi specializzatosi al centro, talvolta come unica punta.

Gabriel Barbosa è una chiara seconda punta che ha bisogno di svariare su tutto il fronte dell’attacco, di quelli che ha bisogno di trovare spazio tra le linee e sfruttare il suo primo rapidissimo passo.

Ieri ha giocato largo a destra nel 4-2-3-1, sinceramente mi aspettavo che Pioli provasse un 4-3-3 arretrando Joao Mario, ma evidentemente lo schema è ormai fissato e non vuole neanche provare altre soluzioni, non al momento almeno. Ha fatto tutto con estrema attenzione, ma con così tanto sforzo mentale da risultare persino innaturale: ha lottato (6 contrasti vinti, 5 persi), ha recuperato palloni (3), ha giocato tanto con i compagni proponendosi sempre e sbagliando davvero poco. Ma non è questo il suo ruolo e lì, largo sulla destra, difficilmente potrà esprimere tutto il suo potenziale, che c’è: la sua partita è stata assolutamente positiva anche perché, per quanto paradossale possa sembrare, non ha cercato numeri e giochi di prestigio, ma ha puntato tutto sull’essenzialità.

Lui dovrebbe giocare più centrale, dove ieri c’era Joao Mario. Partita sontuosa del portoghese, con un assist da angolo e uno su contropiede, beneficiato dallo strepitoso movimento di un Palacio comunque in buona forma.

Il portoghese ha fatto una partita davvero notevole, interpretando il ruolo in maniera diversa, molto meno punta e molto più trequartista, cosa che gli ha consentito di toccare più palloni che nelle precedenti e rendendosi protagonista anche in fase di non possesso (15 duelli vinti, solo 6 persi, ben 12 palle recuperate), con un’altissima media di passaggi riusciti (87,7%) nonostante nella metà campo avversaria sia stato tra quelli che più di tutti ha osato il passaggio decisivo (% di riuscita del 76,2: significa che nell’altra metà campo è stato quasi perfetto). La sua heatmap è chiaramente quella di un giocatore che ha interpretato meglio il ruolo:

heatmap joao mario bologna coppa italia

Bene anche i due centrali di centrocampo, Gagliardini e Kondogbia, che insieme hanno recuperato ben 23 palloni (statistiche de “il Corriere dello Sport”, non ce n’erano altre disponibili). L’italiano ha anche perso diversi duelli (11 vinti, 12 persi) e in generale è sembrato un filo meno positivo della prima partita, ma sempre con un rendimento di alto livello.

Discorso particolare per il francese, che di duelli ne ha vinti 13 e ne ha persi solo 5, ha fatto in generale una buonissima partita ma che è il maggior responsabile nei due gol, ne riparliamo quando facciamo il conto dei “contro”.

Tra le tante cose positive, anche la prestazione di Murillo, non soltanto per il gol, che si iscrive in automatico tra le pagine più belle della storia nerazzurra. Ha giocato molti palloni, recuperato, sbagliato poco o nulla: difficile tenerlo fuori.

La cosa migliore rimane comunque la buona produzione offensiva. L’Inter rimane tra le top 20 in Europa per occasioni create, ed è, considerati tutti i tornei europei, al 5° posto per tiri dentro l’area, dopo Real Madrid (10,8), Barcellona (10,5), Bayern Monaco (10,5) e Liverpool (9,8): statistica in leggero calo ma che rimane consistente, pur con la Roma a un soffio (9,5 contro 9,4) perché con Pioli si tira un po’ più da fuori area. Questo, però, porta con sé un problema, un “contro”, che analizzeremo.

I DUBBI

Sostanzialmente solo uno e riguarda Medel. Il cileno rientrava da un infortunio e non poteva essere al 100%. Nel complesso fa una buona partita, ma condita da qualche errore di posizionamento e una eccessiva ricerca dell’anticipo: il primo gol nasce da un suo intervento esagerato, troppo in anticipo, che lascia l’Inter tutta scoperta. Un intervento che in quel momento non avrebbe portato nulla neanche se fosse andato a buon fine. E anche il recupero dell’azione è stato piuttosto lento.

Il sospetto è che con attaccanti più rapidi e/o più tecnici di destro sia una soluzione poco percorribile, perché ha la testa del “mediano” e certi automatismi in difesa non sono nel registro del cileno.

Pioli, però, lo vede lì e siamo convinti che continuerà nel tentativo di avere un giocatore del genere in mezzo: vedremo con che risultati.

I CONTRO

Il primo “contro” è l’atteggiamento di supponenza dopo il 2-0, che ha impedito all’Inter di chiudere la partita. Serva da insegnamento per il futuro, perché se ti recupera il Bologna, sai cosa può accadere incontrando Juventus e Roma… detto che si pagherebbe tutti per partire da un doppio vantaggio in queste partite.

Altro limite, segnalato da tempo, è la dotazione di terzini, inaffidabile e imprecisa per troppe fasi durante la partita. D’Ambrosio ha perso troppi duelli, mentre Ansaldi ha provato a giocare più da difensore, cosa che però non gli riesce particolarmente bene. Questo lo ha portato a sbagliare molto, anche cross e passaggi facili: su 52 passaggi totali, solo il 71% riusciti (e solo il 63% nella metà campo avversaria), pur risultando propositivo nella fase di recupero palla (7).

Ma ad Ansaldi si attribuisce almeno una colpa che non ha, quella del secondo gol, perché i due gol sono entrambi da addebitare a Kondogbia. Chi ci segue sa che non si tratta della “ricerca del colpevole”, ma di analizzare il perché di determinati errori.

Sul primo gol è un tantino più difficile trovare la giusta responsabilità, essendoci almeno tre calciatori che devono fare delle scelte, adattandosi dopo l’errore di Medel. In questi casi, con squadra presa in velocità, è sempre molto difficile trovare un vero “responsabile” (detto che il cileno avrebbe dovuto temporeggiare), perché si tratta di frazioni di secondo.

In questo caso, proponiamo un’immagine, c’è Gagliardini che deve assolutamente aiutare Eder (è lui a fronteggiare l’avversario con la palla)… proprio perché si tratta di Eder: in caso di dribbling, c’è un aiuto. In mezzo Murillo deve marcare l’uomo e Ansaldi deve giustamente accentrarsi per opporsi all’eventuale filtrante basso in area.

Rimane Kondgbia (lo vedete sopra la “T” di “GOLTV”): deve scegliere se andare verso Dzemaili (alla sua sinistra) o verso Donsah, che sarebbe in generale il suo uomo da marcare ma che, come dicevamo prima, non è necessario più seguire perché devi adattarti alla situazione.

Kondogbia decide erroneamente di seguire Donsah. La palla poi passa da un pertugio verso Dzemaili che è anche fortunato nel tiro, con deviazione proprio di Kondogbia:

E questa è la parte finale, dove si comprende maggiormente il vuoto:

Un errore che, pur grave, ci può stare perché, ripeto, si tratta di scelte che devi fare in una frazione di secondo. Di buono c’è il recupero del francese, rapido e convinto, l’esatto contrario di quanto abbiamo visto fino a qualche settimana fa.

Sul secondo gol, però, le responsabilità sono tutte sue e decisamente più gravi.

Quando parte l’azione (cattiva disposizione di D’Ambrosio), Kondogbia è nella zona di Donsah, come è giusto che sia:

Due secondi dopo, Donsah gli ha già preso il tempo, forse perché il francese credeva che Gagliardini non avrebbe recuperato posizione e ha deciso di rimanere in mezzo per bloccare l’eventuale passaggio all’indietro: scelta sbagliata.

Da questa immagine è chiarissimo che Ansaldi deve avere una sola preoccupazione: Destro, che arriva in corsa alle sue spalle, tant’è che quando la palla arriva, lui è in posizione per disturbare il suo uomo, giustamente.

È Kondogbia ad essere in grave ritardo e ad avere fatto la scelta sbagliata. Con un centrocampista che arriva così in velocità da dietro, mentre sei in controtempo perché ti accorgi che l’assist è leggermente più lungo e non per l’uomo che marchi, che ti chiami Ansaldi o Maldini puoi davvero poco. Argentino assolutamente scagionato, nonostante ci sia stato un bel tiro al piccione da parte dei tifosi e alcune testate nazionali abbiano incredibilmente individuato in lui quello che “si perde Donsah”.

In questo secondo gol le responsabilità di Kondogbia sono più chiare e evidenti, e macchiano una buonissima partita. Si segnalano perché sono decisive, così come sono stati decisivi molti errori nel passato e come potevano essere decisive le sanguinolente due palle perse contro il Chievo nell’ultimo turno di campionato.

Il ragazzo deve comprendere che se gioca davanti alla difesa, se è il perno di questa squadra, non può permettersi leggerezze, né nel portare palla né nel recupero della posizione.

Tolti questi due errori, rimane una prestazione notevole, che si giova del fatto di essere messo finalmente nella sua posizione naturale, leggermente più indietro e con compiti specifici, meno palle da gestire e da portare (nonostante contro il Chievo ne abbia giocate un’infinità), come scrivevamo in sua difesa a settembre (cliccare sull’immagine per leggere l’articolo intero):

Kondogbia

Ammettiamo che eravamo talmente scoraggiati da aver praticamente abbandonato la causa, e va dato merito a Pioli di averlo recuperato… vedremo nelle prossime se definitivamente o meno, soprattutto quando sarà il momento di fare qualche panchina: l’impressione generale è che il problema sia soprattutto mentale, di fiducia e autostima.

CONCLUSIONI

L’ultimo contro è nella natura di questa squadra: l’avevamo rimproverato a De Boer e lo abbiamo anche analizzato con Pioli. Questa squadra ha nel suo DNA il non saper gestire a fondo, perché ha sempre bisogno di attaccare e di avere un possesso palla propositivo. È squadra che deve rimanere “sul pezzo”, deve dominare, deve fare sua la partita (e quando lo fa, lo fa anche bene), perché appena molla un attimo, anche un Bologna qualsiasi può diventare pericoloso e colpirla.

Quando propone, lo fa con chiare caratteristiche: possesso palla (55%), ruminando gioco sulle fasce (30 cross) con una bassa percentuale di riuscita (17% dei cross riusciti) e imponendo una buona pressione sull’avversario con baricentro alto e occupazione del campo (30,5% del tempo nell’ultimo terzo di campo): sembra destinata a non dovervi rinunciare mai.

Quindi c’è ancora del lavoro da fare, soprattutto per quanto riguarda la personalità in campo la gestione della partita e le scelte individuali a difesa schierata male e avversario in ripartenza. E, ovviamente, il problema sulle fasce in fase di copertura.

Nono sono problemi insormontabili e, considerato tutto, ci si può sentire soddisfatti dell’evoluzione della squadra: e mentre le cose vanno bene, anche dal cosiddetto “lato b”, è bene raccogliere quanto più possibile, come delle brave formiche, Perché nel calcio, si sa, prima o poi la dea bendata ti si rivolta contro e in quel momento è bene trovarsi con idee, struttura, impianto di gioco e… punti.

PAGELLE

CARRIZO 6
D’AMBROSIO 5,5
MURILLO 7
MEDEL 6
ANSALDI 5,5
GAGLIARDINI 7
KONDOGBIA 6*
JOAO MARIO 7
EDER 6
BARBOSA 6+
PALACIO 7
ICARDI 6,5
CANDREVA 6,5
BROZOVIC 6,5

PIOLI 6,5

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